Il pilota di Lucidi e quello della BVM-Target hanno rimontato dalla terza fila e surclassato i rivali. Ancora ok il coriaceo Krohn, Caldarelli e Mancinelli perdono qualche punto importante, Liberati bravo e sfortunato, Campana (ko con Vervisch) esce virtualmente dalla lotta per il titolo.
IMOLA – Il Richelmi che ti aspetti centra il secondo successo stagionale. Il solido Ramos, abbonato secondo sul podio di Imola, lascia l’autodromo romagnolo con il maggior numero di punti conquistati nel doppio round dell’Enzo e Dino Ferrari e si porta a due soli punti da un Mancinelli che ha perso posizioni importanti pasticciando un po’ al primo giro. Caldarelli intasca qualche punto importante, ma non può sorridere: partito in prima fila, ha ampiamente dimostrato di non avere il passo dei rivali. Krohn sale sul podio e si conferma pilota di vertice. Campana (messo ko da Vervisch) esce di fatto dalla lotta per il titolo. Questi sono i verdetti scaturiti dalla seconda, vivacissima gara imolese della F3 italiana.
In riva al Santerno sventola dunque la bandiera monegasca ed è, quello di Richelmi, un successo ineccepibile, conquistato con carattere, determinazione, ma anche con una macchina che ha permesso al pilota di Lucidi di raggiungere il top. Esattamente quello che era mancato questa mattina. Partito quinto, Richelmi ha approfittato dell’incidente al terzo giro tra Campana e Vervisch e, da quel momento, ha messo una marcia in più, andando a prendere con irrisoria facilità le due Dallara della Prema che conducevano la gara. Dietro di lui, sornione, Ramos ha approfittato dei varchi aperti dal monegasco ed ha saputo sopravanzare senza grandi difficoltà Caldarelli e Liberati nelle occasioni in cui Richelmi sopravanzava gli avversari in bianco-rosso. A quel punto, tenendo un ritmo insostenibile per tutti, Richelmi e Ramos hanno fatto il vuoto, riproponendo un film in sostanza analogo a quello visto in gara-1. E cioè con Richelmi a controllare bene un Ramos però più garibaldino di quello visto questa mattina (suo, ancora una volta il giro veloce), ma mai in grado di mettere seriamente in discussione la leadership dell’avversario. Bella gara per entrambi.
Podio anche per Jesse Krohn: il finlandese piace per la determinazione con la quale guida, ma la manovra che gli ha regalato il terzo posto è stata un po’ sopra le righe, pur se senz’altro commessa in buona fede. Al penultimo giro, infatti, Krohn azzarda il sorpasso su Liberati alla staccata del Tamburello ma va lungo e taglia la prima parte della variante; il pilota dell’RP rientra prontamente in pista proprio nel momento in cui lo stesso Liberati sopraggiunge alla sua sinistra. Il contatto sembra inevitabile ma il romano riesce ad evitare il peggio deviando a sua volta all’interno della variante e perdendo così tre posizioni (anche Caldarelli e Mancinelli sfruttano la situazione per superarlo). Al di là dell’episodio, Krohn sta mostrando chiaramente la sua velocità ed una considerevole forza mentale (definirlo un mastino non è azzardato). Difficile pensare che possa rientrare nella lotta per il titolo, ma dal connazionale di Raikkonen c’è da aspettarsi un prosieguo di stagione nelle posizioni nobili del campionato.
Caldarelli e Mancinelli sono quinto e sesto sotto la bandiera a scacchi vespertina. Per i due, si tratta di un risultato non eccellente: l’abruzzese contava molto nella partenza dalla prima fila per poter conquistare il successso, riscattando così la difficile gara-1 scaturita da un’infelice posizione di partenza. La gara ha però riservato all’ex capoclassifica una realtà diversa, se è vero che Caldarelli non solo non è mai stato in grado di mettersi nelle condizioni di superare Liberati, ma è parso avere un ritmo decisamente inferiore a quello dei primi tre. Dato allarmante, per un pilota partito con legittimi propositi di far suo il campionato e per la squadra considerata il top team della F3 tricolore. Al di là della classifica (sono ora 18 i punti che separano Caldarelli da Mancinelli), il Mugello sarà importante proprio nell’ottica di una verifica delle prestazioni del binomio Caldarelli-Prema dopo due week-end al di sotto delle aspettative.
Mastica un po’ amaro anche Daniel Mancinelli: il marchigiano recrimina per un primo giro in cui ha perso un paio di posizioni a causa di due leggere digressioni al Tamburello ed alla Piratella. Sbavature fatali, su una pista in cui i sorpassi non sono agevoli come altrove: Mancinelli ha infatti faticato a recuperare posizioni, pur battendosi con vigore. E’ tuttavia sensato pensare che, senza quel primo giro, Mancinelli avrebbe potuto anche finire sul podio.
Podio mancato ma moralmente indiscutibile per Edoardo Liberati. Il suo passo non era certo quello dei migliori, ma l’ex campione di Formula Azzurra ha disputato una gara intensa ed intelligente, non mettendo mai a rischio il proprio risultato nelle occasioni in cui i piloti più veloci lo hanno sorpassato e controllando con sicurezza Caldarelli e Krohn, fino a quando il finlandese non gli ha rovinato – involontariamente, lo ripetiamo – la gara con il già descritto tentativo di sorpasso. Il sesto posto non toglie tuttavia nulla ad un ragazzo che sta mostrandosi in buona crescita e che attendiamo ora ad una conferma sulle impegnative curve del Mugello.
Alle spalle di Liberati troviamo Zanella, Raimondo, Buttarelli e Giovesi a chiudere la top-10. Zanella ha faticato anche in gara-2, ma alla fine ha raccolto qualche altro punto buono per restare (in coabitazione con Krohn) al quinto posto in campionato. Il week-end del pilota della JD è stato condizionato dal problema alla sospensione che lo ha rallentato in qualifica. Pollice su per Gianmarco Raimondo, bravo ad arpionare i primi punti stagionali (ma era già andato a punti al debutto in F3, a Vallelunga 2009) al termine di una prova maiuscola. Buttarelli torna in zona punti e si consola così del ritiro del mattino, mentre anche Giovesi muove la classifica dopo l’arrivo fuori dai primi dieci (il primo della stagione) di gara-1 e si conferma elemento interessante (per tutto il week-end è stato sempre vicino al più esperto compagno Zanella). Appena fuori dai punti ha chiuso un Chaves che, come in gara-1, ha mostrato le proprie qualità nonostante la pessima posizione di partenza.
Infine, voilà i grandi delusi di gara-2, ovvero Vervisch e Campana. L’incidente che li ha tolti di mezzo, al terzo giro, è senz’altro da imputare al belga, insolitamente precipitoso nel tentare il sorpasso su Campana all’esterno della discesa che dalla Piratella porta alla Acque Minerali. Il contatto, piuttosto duro, ha messo fine alla gara di entrambe e fa male sia al pilota dell’RC sia, soprattutto, a quello di Lucidi. Perché se è vero che Vervisch ha perso un’occasione per fare un altro buon passo avanti in classifica dopo il bel terzo posto di questa mattina, Campana lascia Imola con la consapevolezza di essere il primo big ad uscire – virtualmente, s’intende – dalla lotta per il tricolore. Quarantacinque punti sono troppi per essere rimontati, per questo pilota senz’altro veloce ma che sta mostrando quest’anno una pericolosa tendenza a farsi trovare nel posto sbagliato al momento sbagliato (terzo ko per collisione in altrettanti week-end di gara). Lo attendiamo presto ad un riscatto, ma per poter lanciare almeno la difficile – ma non impossibile – rimonta ad un posto tra i primi tre in campionato occorre che Campana trovi continuità di risultati.
La F3 italiana lascia ora Imola per fare rotta, fra tre settimane, al Mugello, dove si disputerà la quarta tappa di una stagione che si sta rivelando decisamente avvincente e per niente scontata.
Paolo Bellodi