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In Red Bull tira aria di guerra civile

Pubblicato 14/07/10 12:17 da Fabrizio Corgnati

Webber si lamenta del trattamento da “secondo pilota”, Vettel gli risponde che avrebbe dovuto lavare i panni sporchi in casa, il team principal Horner è nervoso nel tentativo di placare la rivalità. E intanto il terzo (Hamilton) gode…

MILANO – Ha il sapore di una rivincita la vittoria di Mark Webber in Inghilterra. Una rivincita che potrebbe costare cara all’equilibrio in casa Red Bull, già compromesso dall’incidente fratricida in Turchia e definitivamente smarrito dopo la decisione del team di Milton Keynes, alla vigilia delle qualifiche, di passare nelle mani di Vettel la più performante ala anteriore di Webber.

L’australiano, del resto, è stato il primo ad accendere la miccia. Prima ha dichiarato via radio, appena tagliato il traguardo, che la vittoria è stata “niente male” per un secondo pilota, poi ha rivelato che non avrebbe mai firmato il rinnovo per il 2011 se fosse stato messo di fronte al suo ruolo da gregario, infine ha definito la corsa inglese “una risposta australiana, un piccolo upper-cut”. Non siamo ancora all’odio dichiarato: Webber, scherzando, fa sapere che salverebbe Vettel se stesse annegando nell’oceano. Ma poi aggiunge che non lo porterebbe a bere una birra al suo pub Stag Inn, vicino a Silverstone. “E tra due settimane, in Germania, non voglio che risuoni l’inno tedesco.”

Il rischio, paventato da alcune indiscrezioni, è che Webber decida di interrompere anzitempo, a dispetto del rinnovo già siglato, il suo accordo con la Red Bull. Ed essendo stato l’unico pilota quest’anno a vincere tre Gran Premi, è improbabile che non trovi un’alternativa per il prossimo anno. “Sono più che soddisfatto di dove mi troverò il prossimo anno,” fa però sapere il diretto interessato, “purchè questa settimana ne discuteremo.”

Ci sarà sicuramente di che parlare, in settimana, e il team principal Christian Horner sarà il primo a far sentire la propria voce. L’inglese ha inizialmente difeso la decisione del team di riservare le componenti migliori della vettura a Vettel, che in quel momento era in vantaggio nel campionato. “Allora in Germania le parti migliori le avrò io, visto che sono davanti,” risponde Webber. “Sarà proprio così,” si è affrettato a confermare Horner.

Il numero uno della squadra appare sull’orlo di una crisi di nervi, stando anche a sentire le sue dichiarazioni a caldo. “Ovviamente parlerò con Mark e se ci sarà qualcosa da chiarire lo faremo,” spiega. “Mark non ha firmato un contratto da secondo pilota. Sa che cosa deve affrontare il team, con la differenza di peso tra i due piloti, per cercare di ottenere la parità. Ma gli abbiamo fornito una vettura competitiva, che gli ha permesso di vincere e lottare per il titolo. Dubito fortemente che se ne andrà.” Poi ha sbottato: “E comunque abbiamo appena vinto questo c***o di Gran Premio di Gran Bretagna. Webber ha firmato un contratto da oltre un mese, per cui è inutile dire che sarà qui l’anno prossimo.”

Lunedì, in pieno day after, Horner ha alzato il telefono per parlare con i giornalisti inglesi e raccontare loro la favola dell’armonia ritrovata in seno al team. Nonostante le foto che ritraggono Webber poco sorridente al momento di stringere la mano al suo compagno di squadra, in serata in una casa dell’Oxfordshire si sarebbe tenuta una seduta riparatrice di karaoke, in cui i due piloti insieme allo stesso Horner e ad Adrian Newey avrebbero cantato la loro versione del classico anni ‘70, famoso anche per la cover di Madonna, “American Pie”.

“E’ stato un errore rimuovere l’ala anteriore a Webber senza prima spiegargli le ragioni,” ammette però a freddo Horner. “Non dipende dalla nazionalità, dall’età o dal look di Sebastian esprimere preferenza ad una vettura o all’altra. In nessun momento mi è stata messa pressione per favorire Sebastian perchè sarebbe più gradito per vendere le lattine di Red Bull. Non ho avuto conversazioni con Helmut Marko o con nessuno della Red Bull in merito alla decisione di dare a Sebastian l’ala. E’ stata una decisione puramente tecnica che ho discusso con Adrian.”

Il più tranquillo in questa guerra civile, almeno finora, è stato proprio Sebastian Vettel. Prima di lasciare Silverstone, si è limitato a dire: “Ho un’opinione, ma la tengo per me.” Poi ha aggiunto: “Webber avrebbe dovuto lavare i panni sporchi in casa. Queste cose non devono essere date in pasto al pubblico, ma gestite internamente dal team. Così ha mostrato la sua vera faccia. Ma la cosa più importante è l’atmosfera nel team. Abbiamo una vettura davvero forte e l’unica cosa che può fermarci siamo noi stessi.”

Un’atmosfera che sarebbe però compromessa, se si dà credito alle voci che raccontano dei meccanici di Webber che hanno sventolato sul muso dei loro colleghi di Vettel l’ala vecchia con cui l’australiano ha vinto il Gran Premio. “E’ ridicolo,” smentisce Horner. “I nostri meccanici lavorano insieme, indipendentemente dal loro pilota. Penso che questo episodio sia alle nostre spalle, ormai. Se ci sono state incomprensioni, sono risolte e andiamo avanti come team che ha vinto cinque gare in questa stagione, più di ogni altro.”

L’ultima stoccata arriva dai rivali della McLaren, che si godono da spettatori la querelle. “Se fosse capitato a me…” commenta Lewis Hamilton. “Non è una bella cosa e sono molto, molto, molto contento per Mark. Ma sembra che nel nostro team ci sia più armonia. Ed è per questo che siamo in testa ad entrambi i campionati.”

Fabrizio Corgnati





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