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L’ANALISI DI ALLEN – Il briefing strategico del GP di Gran Bretagna by FX Pro

Pubblicato 18/07/10 05:26 da James Allen

Una gara interessante dal punto di vista strategico, quella di Silverstone, con un esperimento tentato e fallito dalla Force India. Lo analizza il nostro esperto, il giornalista inglese James Allen.

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di James Allen (www.jamesallenonf1.com)

Il Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone è stata la prima gara sul nuovo layout del circuito ed è stata premiata con un grande spettacolo. Ci sono state delle decisioni tattiche interessanti, prese sia prima che dopo la gara, che ne hanno determinato il risultato. Per quel che riguarda le tattiche di gara, la strategia è stata decisa per i team entrati nella top 10 dalle regole della qualifica. Perciò, avendo tutti deciso di qualificarsi con le più veloci gomme morbide, sono stati costretti a iniziare la gara con le stesse mescole.

Tutti gli altri piloti, che potevano scegliere, hanno fatto lo stesso, con le eccezioni delle Force India di Adrian Sutil e Tonio Liuzzi. Queste ultime hanno optato per le gomme dure nello stint iniziale, perchè sapevano che le morbide sarebbero state le gomme migliori e volevano utilizzarle per la maggior parte della gara. Per questo volevano montare le dure al via, così da portarle sufficientemente in là da permettere alle morbide di arrivare fino alla fine. Tuttavia, dalla loro esperienza abbiamo imparato qualcosa sul modo in cui le gare si stanno mettendo dal punto di vista tattico, il che significa che è improbabile che rivedremo qualcuno tentare questo esperimento nel prossimo futuro.

Il team indiano era convinto di avere una vettura veloce fuori dalla sua posizione naturale: in altre parole, Sutil avrebbe dovuto stare molte posizioni avanti rispetto a dov’era, davanti anche a De la Rosa e forse Barrichello. Perciò, restando in pista più a lungo dei rivali, la teoria era che il tedesco sarebbe riuscito a superarli al pit stop e quindi nella seconda parte di gara contare sulla gomma migliore mentre i rivali erano costretti alla peggiore.

Ma poichè lo stint iniziale della gara viene disputato con il massimo carico di carburante, abbiamo visto diverse volte in questa stagione che le gomme si usurano sproporzionatamente in quella fase, che si tratti di morbide o di dure. Il Canada è stato l’esempio estremo, in cui gli pneumatici duri non sono durati più a lungo dei soffici, come le Red Bull e Kubica hanno scoperto a loro discapito. A Silverstone, l’anteriore sinistra era sottoposta a grande stress con entrambe le mescole, ma la dura in generale non sembrava funzionare molto bene.

Perciò, guardando ai tempi sul giro dei concorrenti davanti a loro, la Force India ha potuto scoprire che Sutil non aveva le prestazioni per costruire un margine restando in pista per altri cinque o dieci giri. Invece, le vetture con le gomme morbide che si sarebbero fermate prima, avrebbero potuto passare Sutil. Perciò, con riluttanza, hanno dovuto abbandonare il piano e fermare Sutil al giro 15, più o meno allo stesso momento dei suoi rivali.

Tuttavia, questa strategia ha dato qualche vantaggio, poichè ha permesso al team di usare più a lungo la gomma migliore e di avvantaggiarsi sulle vetture che lo precedevano, compreso Schumacher, quando la safety car è scesa in pista al giro 29, grazie al miglior riscaldamento delle gomme morbide. Un giro dopo la ripartenza, infatti, Sutil è riuscito a superare Schumacher guadagnando il settimo posto.

Se usare le gomme dure al via non ha pagato, la tattica di restare in pista più a lungo della concorrenza per guadagnare posizioni è stata portata avanti con successo da altri piloti che montavano le morbide, il che dimostra il suo funzionamento. A guadagnarne, in particolare, sono stati Jenson Button e Nico Rosberg. Rosberg era in lotta con Kubica per il terzo posto, consapevole anche della minaccia di Alonso alle sue spalle, mentre la Renault gli faceva da tappo.

Alonso si è fermato al 12° giro cercando di superare entrambi i piloti ma, fortunatamente per Rosberg, Kubica ha effettuato la sua sosta ai box un giro più tardi. Rosberg è rimasto in pista per altre due tornate e lo ha passato, grazie ad un velocissimo giro di ingresso ai box. Questo ha lasciato Kubica davanti ad Alonso, con una battaglia che alla fine sarebbe costata la nota penalità allo spagnolo.

Un altro esempio estremo è stato Jenson Button, deludente in qualifica e solo 14° in griglia. Con una partenza brillante, si è ritrovato ottavo e poi è rimasto in pista fino al 21° giro. Così facendo, ha potuto superare Schumacher e Barrichello. Ancora più estremo è stato l’esempio di Nico Hulkenberg con la Williams: partito 13°, è rimasto in pista con le morbide fino al giro 27. Troppo a lungo: le gomme si erano ormai distrutte e non è riuscito a guadagnare. Purtroppo, il tedesco è stato molto sfortunato a non fermarsi due giri più tardi, quando è entrata in pista la safety car, che gli avrebbe consentito di guadagnare qualche posizione.

James Allen (www.jamesallenonf1.com)





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