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L’ANALISI DI ALLEN – Il briefing strategico del GP di Monaco by FX Pro

Pubblicato 20/05/10 16:30 da James Allen

La safety car che ribalta la gara di Fernando Alonso, la giusta scelta di tempo nei pit stop e gli altri elementi chiave del Gran Premio di Montecarlo nell’analisi di James Allen

di James Allen (www.jamesallenonf1.com)

Monaco è normalmente una gara frustrante per gli strateghi dei team: le qualifiche sono così importanti da determinare il tono dela gara e solo la partenza e l’unico pit stop danno una vera opportunità di guadagnare posizioni. Ma una safety car al momento giusto può fare una grossa differenza, come accaduto a Fernando Alonso. Per il resto, la partenza è stata decisiva nella battaglia tra Robert Kubica e Sebastian Vettel, mentre la scelta di tempo del pit stop ha portato ad alcuni cambiamenti anche tra i big. Consideriamo alcune delle decisioni chiave.

Partendo dalla pit lane, dopo aver saltato le qualifiche a causa di un incidente nelle prove libere, le chance di Alonso di risalire la china non sembravano incoraggianti. C’era il precedente di Michael Schumacher nel 2006, che finì quinto dopo essere stato arretrato a fondo griglia. Ma il tedesco, in quell’occasione, potè utilizzare a suo favore la strategia dei rifornimenti. Nel 2010, questa non era più un’opzione. Inoltre, Alonso era obbligato a fermarsi almeno una volta per via della regola che impone a ogni pilota di utilizzare entrambe le mescole di gomme Bridgestone.

Il piano di Alonso era quello di prendere il via della gara con le gomme supersoft, poi passare alle dure al primo giro e disputare il resto della gara con un solo set di gomme. La ragione per cui il team aveva deciso di non provare la strategia opposta era l’eventualità che una safety car uscisse nel momento sbagliato e li compromettesse. Ironicamente, è stata una safety car la loro carta vincente. L’incidente alla partenza ha permesso ad Alonso di cambiare gomme senza perdere tempo.

Così, lo spagnolo è riuscito a ricongiungersi alla coda del gruppo dietro la safety car prima della ripartenza; poi si è tratato di superare le vetture lente il più rapidamente possibile e mantenere il distacco dalle vetture dei suoi potenziali rivali a meno di 25 secondi, il tempo che sarebbe servito loro per fermarsi ai box e riprendere la gara. Già al giro 18 era risalito al 16° posto, a soli 17 secondi dalla vettura al quinto posto. Hamilton, che era quinto nello stint iniziale, si era appena fermato ai box ed era uscito davanti a lui, perciò Alonso sapeva di potersi ritrovare al sesto posto quando tutte le vetture si sarebbero fermate. E così è stato.

Molte delle vetture davanti a sè si sono fermate nei giri successivi, avvantaggiandolo. Ma la scelta di tempo del pit stop da parte degli avversari avrebbe potuto permettere loro di guadagnare o perdere posizioni. Per cui quale è stata la loro decisione? I team hanno un sistema di cronometraggio più sofisticato di quello disponibile al pubblico e alla stampa, che divide il giro in dieci settori, invece dei soliti tre, permettendo una valutazione più veloce del comportamento delle gomme. Invece di aspettare 20 secondi per scoprire se stanno perdendo, possono dire ogni 8 secondi come stanno andando le prestazioni.

Gli ingegneri e i computer studiano i trend e decidono le strategie sulla base dei dati che vedono. Questo funziona in due modi: indicando il momento preciso in cui le gomme morbide perdono competitività e valutando il guadagno prestazionale dei rivali che hanno già montato le gomme dure. Hamilton è stato il primo a fermarsi e i suoi tempi sul giro sono passati da 1′19″7 a 1′17″6. Gli ingegneri rivali sono riusciti immediatamente a vedere il vantaggio in termini di velocità che stava ottenendo dalle sue gomme nuove.

Massa era il pilota più a rischio dal passaggio anticipato di Hamilton alle gomme dure, avendo solo tre secondi di vantaggio su di lui nello stint iniziale. Così, si è fermato alla fine del giro 19, non appena il team Ferrari ha visto il passo di Hamilton nella parte iniziale del giro. Altri cinque piloti lo hanno seguito immediatamente. Grazie a questa analisi e decisione rapida degli ingegneri della Ferrari, Massa è riuscito a mantenere il quarto posto. Per gli altri era troppo tardi: Barrichello e Schumacher erano nel mirino di Alonso e l’asturiano li ha superati entrambi quando sono rientrati al giro 19. Tuttavia Schumacher ha superato anche Barrichello grazie ad un altro pit stop lampo della Mercedes.

L’altro cambiamento significativo nella classifica è giunto dal team Force India, quando Tonio Liuzzi ha perso l’8° posto a vantaggio del compagno di squadra Adrian Sutil. Liuzzi era stato più veloce di Sutil in qualifica per la prima volta in questa stagione e si era mantenuto davanti a lui per i primi 19 giri della gara. Come molti altri, vedendo il passo di Hamilton con le nuove gomme dure, si è fermato al giro 19, quando Sutil aveva un giro di ritardo.

Il tedesco non aveva dunque nulla da perdere provando una strategia diversa, così ha deciso che le gomme morbide avevano ancora del potenziale e ha optato per rientrare tre giri dopo. Senza Liuzzi davanti a sè, ha iniziato a girare un secondo al giro più veloce, facendo segnare il miglior tempo del proprio team fino a quel momento. Anche se la sua sosta è stata più lenta di un secondo rispetto a qeulla di Liuzzi, la sua velocità si è rivelata sufficiente per superarlo dopo la sua sosta.

L’istinto di Sutil si è dimostrato giusto: le vecchie gomme morbide avevano ancora qualcosa da dare e la sua decisione coraggiosa ha pagato. Al contrario, la tattica non ha funzionato per Nico Rosberg, che cercava di superare il suo compagno di squadra Michael Schumacher, fermatosi al giro 19, e Rubens Barrichello. Rosberg è rimasto in pista gino al giro 28 ed è stato l’ultimo dei big a fermarsi. Ad un certo punto, aveva accumulato ben 22 secondi su Schumacher, ma un paio di giri lenti gli hanno impedito di raggiungere il magico margine di 25 secondi che gli serviva. La sua scommessa, perciò, non ha pagato.

James Allen (www.jamesallenonf1.com)





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