Il Campione del Mondo zittisce tutto il circus in una domenica splendida per tutta la Formula 1, che cancella le polemiche sulla noia del Bahrein. Ferrari ancora in testa ai campionati: McLaren e Red Bull ci sono, ma questi ultimi vivono un’altra domenica da incubo.
MELBOURNE – Lo davano per bollito, lo snobbavano seppur con la dicitura “Campione del Mondo” stampata in fronte. Ed oggi è li che se la ride dal gradino più alto del podio dell’Albert Park. Jenson Button ha rischiato, ma l’azzardo di montare per primo gli pneumatici slick ha pagato ed alla fine gli è valso il bottino più grande. Nella domenica che seppellisce nel dimenticatoio la noiosa gara di Sakhir e che accende le speranze di un ragazzo che esattamente dodici mesi fa, proprio in quel di Melbourne, iniziava un sogno che oggi ha ricominciato a vivere.
La strepitosa ed imprevedibile corsa australiana ha però portato sul podio anche un’altra felice sorpresa: Robert Kubica, che con la sua Renault ha dimostrato che la R30 è una monoposto nata bene e che può dar fastidio a quella top-4 (Ferrari, Red Bull, McLaren, Mercedes) che fino a ieri sembrava di un altro pianeta rispetto alla concorrenza. Se lo merita questo secondo posto Robert, che nell’inverno sembrava non volerci nemmeno rimanere con il team francese, stravolto dal post crash-gate.
Facce felici anche in Ferrari dove il terzo posto di Felipe Massa porta la giusta convinzione nel brasiliano che, concludendo la corsa dinanzi al compagno di squadra Alonso (che rimane leader del mondiale), dimostra a tutti che non sarà lo scuderio dell’asturiano, che oggi ha capito di avere un compagno di squadra forte e soprattutto in forma al suo fianco.
Hamilton esce da Melbourne con il muso di chi non ne ha fatta una giusta, ma il sesto posto è comunque un risultato di estremo onore considerando la partenza dalla sesta fila dello schieramento. Anche se non sarà mai paragonabile con quella perla di settimo posto che si porta a casa il nostro Tonio Liuzzi che, nonostante in qualifica non riesca ancora ad andar veloce quanto il compagno di squadra, sulla distanza sta ottenendo risultati d’oro per la Force India. Ed il nono posto in classifica con otto punti iridati sono la conferma di quanto l’italiano meriti questa F1.
Bravo Barrichello, che raccoglie tre punti preziosi per la Force India, mentre in Red Bull è la cosidetta giornata da dimenticare: l’idolo della folla Mark Webber chiude deluso la corsa al nono posto dopo aver quasi buttato via un piazzamento migliore speronando l’incolpevole Hamilton. Il pilota di casa non ha di certo tratto benefici dal tardo cambio gomme da intermedie a slick, ma in quel momento c’era Sebastian Vettel a giocarsi la vittoria. Peccato che il tedesco sia di recente maledetto da una strana sfortuna che gli ha inflitto un guasto ad una ruota, costringendolo a concludere la sua corsa nella sabbia proprio quando era solo al comando. Senza la sfiga, Vettel sarebbe primo a quota 50, invece si ritrova settimo con soli dodici punti, ben venticinque di distacco dal leader Alonso a quota trentasette.
In Mercedes è ancora vittoria di Rosberg su Schumacher con il giovane quinto ed il veterano che tra mille ostacoli è riuscito a portare a casa un punticino premio dopo una disastrosa partenza che lo ha visto coinvolto in un contatto con Alonso e Button. Nelle retrovie è ancora successo Lotus con Kovalainen che porta a casa un tredicesimo posto, mentre Trulli non è nemmeno riuscito a partire. Ancora niente bandiera a scacchi per le due Virgin, mentre per la prima volta una Hispania completa il Gran Premio, seppur con cinque giri di ritardo: è Chandhok a vivere questa gioia nel box HRT, mentre per Senna bisognerà aspettare ancora, prima di vedere il suo pesante nome in una classifica di GP.
Kobayashi invece, per tener fede alle prove libere del venerdì, ci mette il batticuore in gara perdendo ancora l’ala e schiantandosi prima contro un muro e poi contro il povero Nico Hulkenberg che si è proprio trovato nel posto sbagliato nel momento ancora più sbagliato. Mentre lo svizzero Buemi, forse per “amicizia” nei confronti dei due, ha deciso per motivi non ben noti a telecamere e regia tv, di ritirarsi nei pressi della “scena dello sfasciamento”.
Tander, Twigg e Hyde vincono le ultime gare rispettivamente di V8 Supercars, GT australiano e Formula 5000, mentre la gara odierna di Mini Challenge è andata all’impronunciabile Chris Alajajian.
Adesso armi e bagagli, che ci son già i voli pronti a spedire il Circus in Malesia in meno di tre giorni: nemmeno il tempo di riflettere e ci ritroveremo questa bella F1 in pista con un altro Gran Premio. Ed un Button che, se volete, potete pure continuare a chiamare bollito. Ma per lo meno, un bollito vincente!
Antony Rodella