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La Patrick all’esordio in NASCAR

Pubblicato 06/02/10 10:36 da Marco Strazzulla

Sabato prende il via ufficialmente la carriera NASCAR di Danica Patrick. Tra il consueto tran tran mediatico che la insegue, le sue aspettative e l’opinione di chi gli sta accanto e di chi è già passato per la sua stessa strada.

MILANO – Nel primo weekend della stagione NASCAR sul Daytona International Speedway, oltre alle qualifiche per la Daytona 500 e al Budweiser Shootout, l’evento di maggior richiamo sarà il debutto nel mondo delle stock car di Danica Patrick. Per la sua prima uscita ufficiale nel mondo della NASCAR, la Patrick non ha scelto la Nationwide Series, categoria a cui parteciperà ad un calendario selezionato di gare a partire dalla seconda prova stagionale in California, bensì nella ARCA RE/MAX Series, sempre alla guida della Chevrolet del JR Motorsport, il team che fa capo a Dale Earnhardt jr.

I test invernali hanno mostrato dei segnali incoraggianti, anche se si è deciso comunque di rinviare il debutto nella Nationwide Series dal weekend di Daytona a quello seguente, sul California Speedway, e deviare sulla più abbordabile ARCA RE/MAX Series. La ARCA (Automobile Racing Club of America) è una sorta di serie “alternativa” alla NASCAR, dove corre un po’ di tutto, dalla giovane promessa al “professionista della categoria” alla vecchia gloria ai gentleman driver del più disparato livello. Insieme alla Patrick parteciperanno alla gara altre cinque ragazze (tra cui un’altra pilota IndyCar, Milka Duno), oltre che l’ex-pilota di Formula 1 Nelson Piquet jr, su un totale di 47 piloti. Ovviamente per la piccola categoria ARCA la presenza della Patrick è stata un grande colpo di fortuna mediatico.

Le aspettative sulla Patrick sono notevoli anche se di diverso avviso. Il grande richiamo mediatico della Patrick è già ben noto nella IndyCar, dove è di gran lunga il pilota più popolare. Ma la festa che sembra aver preso tutto l’ambiente NASCAR rischia di scemare presto se le prestazioni non saranno poi all’altezza. Lo stesso è accaduto in IndyCar: partita con grandi aspettative, a tutt’oggi la Patrick ha vinto una sola gara, e molti fan, specie quelli della vecchia scuola, hanno cominciato a storcere il naso di fronte al tran tran mediatico che la avvolge. L’ambiente NASCAR sarà ancora più complicato, specialmente per un pilota proveniente dalle corse Indy, così diverse da quelle NASCAR.

Sono in molti ad attenderla al varco, consci del fatto che se anche grandi campioni come Juan Pablo Montoya, Sam Hornish e Dario Franchitti hanno fatto grande fatica ad ambientarsi con le stock car, a maggior ragione un pilota “normale” come lei troverà difficoltà. Inoltre, la decisione di cominciare con una serie selezionate di gare all’interno della stagione IndyCar (la Patrick ha rinnovato durante l’inverno per tre anni con il team di Andretti), da diversi osservatori è vista come un errore: la Patrick doveva scegliere o l’una o l’altra categoria, ed eventualmente concentrarsi subito su una stagione completa nella Nationwide Series.

Al riguardo, lo stesso Juan Pablo Montoya ha dichiarato ai media, ai tifosi e ai suoi datori di lavoro di dare tempo alla Patrick prima di giudicare se il suo esperimento con le stock car sia un successo o un fallimento. “Io penso che andrà bene”, ha detto. “All’inizio lei dovrà lottare, ma se sono abbastanza pazienti con lei, penso che andrà bene. Sarà dura finché non scatterà quel qualcosa che ti fa capire su come andare forte. Io ho avuto la fortuna di avere un boss come Chip (Ganassi, ndr) che è stato abbastanza paziente e ha capito quello che stavo passando. E mi ha sostenuto, e penso che questo sia stato uno dei fattori chiave. Lo stesso dovrà accadere con Danica.”

Per il colombiano la differenza di stile di guida tra le monoposto e le stock car non dovrebbe mai essere sottovalutato. “La sensazione di guida è così diversa, così diversa da quella a cui si è abituati con le monoposto, e la transizione è stata veramente difficile”, ha ricordato Montoya. Anch’egli è inoltre scettico sula doppio programma IndyCar-NASCAR. “Soprattutto per lei, andare avanti e indietro penso che sarà più difficile che se fosse impegnata su un fronte al 100%.”

La Patrick sembra comunque aver capito abbastanza velocemente come funzionano le nuove vetture durante i test invernali, anche se ovviamente un conto è girare da soli o quasi per delle prove e un conto è fare una gara in mezzo ad altri 40 piloti. “Quello che mi ha sorpreso maggiormente è che si può correre molto più vicini di quello che pensavo”, commenta la Patrick. “Rispetto alla IndyCar, ho trovato un po’ più impegnativo ottenere le giuste spaziature. Ho trovato un po’ di difficoltà ad andare dietro a qualcuno, o ad andare a riprenderlo. Ho avuto bisogno di stare molto vicina a chi mi precedeva per trarne vantaggio.”

Uno degli aspetti positivi in vista di questa stagione così impegnativa è che la Patrick sarà affiancata da un crew chief esperto come Tony Eury jr, fino allo scorso anno al fianco proprio del suo “datore di lavoro” Dale Earnhardt jr. “Io mi fido completamente di Tony e di quello che lui si aspetta da me”, ha detto. “Direi che mettere un numero preciso su cosa ci attendiamo è una mossa audace. Io non lo faccio. Non vorrei mai essere ritenuta responsabile o giudicata per questo.”

Ovviamente la Patrick in NASCAR è una bella sfida anche per chi gli sta accanto. Eury jr ha quasi dovuto imparare una lingua diversa per tradurre la terminologia che la Patrick usa in IndyCar in un “linguaggio stock car”. “Sto cercando di fare in modo che lei non debba cambiare il suo modo di pensare”, ha detto Eury. “Quando lei parla di sottosterzo o sovrasterzo, si deve intendere stretto o ampio. In generale sta facendo bene. Sta imparando come stare nel gruppo, cosa succede a stare in gruppo. Nei test abbiamo girato con molto carburante per farla stare fuori il più a lungo possibile. La cosa che più mi ha impressionato di lei è quanto rapidamente diventa più veloce. Si prende il suo tempo, ma è fantastico lavorare con lei perché ha una grande personalità. A lei piace divertirsi, ma al tempo stesso è molto seria. Si è adattata molto velocemente alla macchina. Ha fatto un grande lavoro, perché rispetto a quello a cui lei è abituata c’è molto più movimento, molto più spazio, le auto sono molto più pesanti e hanno meno carico aerodinamico.”

In vista dell’esordio di sabato a Daytona nella ARCA RE/MAX Series (dove partirà dalla sesta fila), la Patrick sembra avere quindi le idee ben chiare. “Io non credo che sarà facile, ma credo che sarà divertente”, ha detto dopo le sue prime qualifiche. “Cerco di affrontare tutto da una prospettiva positiva, in modo che tutto vada bene e che possa imparare qualcosa. Non ho intenzione di andare oltre i miei limiti. Non faccio alcun progresso se vado là fuori e sbatto al primo giro.”

Un po’ di nervosismo è generato però delle caratteristiche delle gare ARCA, che spesso sono caratterizzate da incidenti multipli causati dal variegato talento dei piloti al via. “Non ho mai avuto paura, ad essere onesta”, ha detto Patrick. “Sono forse diventata più controllata negli ultimi anni, ma sarò sempre me stessa. Sarò sempre emotiva. Avrò sempre un po’ di temperamento. Questo è quello che mi interessa. Significa tutto per me.” Quello che è sicuro è che la Patrick è ben concentrata e non sottovaluterà di certo il suo primo impegno nel mondo NASCAR. Sabato alle 16:30 (orario della costa est) prenderà il via la sua nuova avventura.

Marco Strazzulla





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