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L’ANALISI DI ALLEN – Il briefing strategico del GP di Malesia by FX Pro

Pubblicato 08/04/10 22:33 da James Allen

Il prestigioso giornalista inglese James Allen inaugura la sua rubrica su 422race.com con un’analisi delle strategie nelle qualifiche e nella gara del Gran Premio di Malesia

di James Allen (www.jamesallenonf1.com)

Il fattore decisivo del Gran Premio di Malesia è stato prendere le decisioni giuste, particolarmente in qualifica. Nelle tre gare disputate finora abbiamo visto che le qualifiche hanno avuto un effetto significativo sul risultato di gara, perchè il divieto dei rifornimenti ha ridotto le possibilità di stravolgere le strategie di gara. Chi si qualifica a fondo griglia fa fatica a recuperare, mentre chi riesce ad avvantaggiarsi può portare a casa punti pesanti in gara perchè sorpassare è difficile. La Force India di Adrian Sutil è riuscita, ad esempio, a tenere alle spalle Lewis Hamilton nonostante la McLaren avesse un vantaggio di 8,6 km/h in rettilineo.

A Sepang la chiave delle qualifiche è stata la pioggia. E, sorprendentemente, sono stati due tra i migliori team, McLaren e Ferrari, a commettere gli errori più gravi, convinti che la pista si sarebbe asciugata con il prosieguo della Q1. Così non è stato: al contrario, la pioggia si è intensificata e tre delle loro quattro vetture non sono riuscite a salvarsi. L’altra, quella di Jenson Button, ce l’ha fatta, ma non ha potuto partecipare alla Q2 perchè finito in testacoda a bordo pista.

Gli ingegneri degli altri team possono capire perchè la Ferrari pensassero che le condizioni di pista sarebbero migliorate, ma non il motivo per il quale non siano uscite facendo comunque segnare un tempo. Risparmiare un treno di gomme intermedie, dei quattro a disposizione di ogni pilota, è stato un rischio inutile.

Le condizioni in qualifica erano ideali per le gomme intermedie 2010, più morbide di quelle dell’anno scorso e perciò in grado di riscaldarsi più velocemente. Tuttavia se i team fossero stati costretti in qualsiasi momento ad utilizzarle su una pista che si stava asciugando (come nei giri iniziali di Melbourne), avrebbero scoperto che l’asfalto abrasivo di Sepang le avrebbe consumate molto più rapidamente rispetto all’Albert Park.

I team avevano dati a sufficienza per prendere le loro decisioni in qualifica e, una volta iniziata la Q2, la situazione è tornata in uno schema più normale, ovviamente con la possibilità per la Mercedes di raggiungere la parte alta della griglia e per i team di centro gruppo di avvantaggiarsi delle sfortune di Ferrari e McLaren. Prevedibilmente a farlo sono state Force India, Renault e Williams.

Nella Q3 la decisione davvero inaspettata è stata quella di Mark Webber, che ha montato gomme intermedie, rivelatasi vantaggiosa dopo tre giri, come aveva previsto il suo ingegnere Ciaran Pilbeam. Gli altri team sono rimasti piuttosto sorpresi da questa manovra, data la pioggia intensa che scendeva in quel momento. Tanto intensa che pochi minuti prima il direttore di gara aveva sospeso le qualifiche. Se fossimo stati in condizioni di corsa, sarebbe stata imposta una partenza sotto safety car, che richiede l’utilizzo di gomme da bagnato estremo. Ma ciò che più ha sorpreso gli ingegneri degli altri team, a proposito della decisione di Webber, è che il gioco apparentemente non valeva la candela. La Red Bull sarebbe stata probabilmente comunque davanti a tutti, perciò per quale motivo rischiare di concludere fuori pista e partire decimi?

Webber è sembrato un eroe per aver preso questa decisione, che gli ha consentito di partire davanti a Vettel in griglia, ma forse questo indica che il team non era sicuro di quale gomma sarebbe stata la migliore e si aspettava che gli avversari puntassero di nuovo sulle intermedie.

Alla domenica la palla della scelta delle gomme è passata nelle mani di McLaren e Ferrari. Hamilton, Massa e Alonso hanno deciso tutti di partire con gomme dure e disputare un lungo primo stint. Alonso ha spiegato così la sua decisione: “Visto quel che era successo nei giorni precedenti, era sensato aspettarsi la pioggia e perciò abbiamo allungato al massimo il primo stint, ma purtroppo la pioggia non è arrivata. Oggi, abbiamo fatto un piccolo regalo alla Red Bull: se ci fossimo qualificati come al solito, allora certamente avremmo dato loro filo da torcere.”

Button è stato l’unico a montare le gomme morbide. Il degrado delle gomme nella giornata della gara è stato di 0″05 al giro per le morbide (che equivale a 1″4 entro metà distanza di gara) e 0″01 al giro per le dure, molto minore di quanto tutti prevedessero. Compresa la Bridgestone, che si aspettava che le morbide perdessero circa due secondi al giro entro metà distanza di gara, basata sulle prove libere. Rispetto ai dati raccolti nei long run durante le prove del venerdì, in cui il degrado era stato maggiore, è sembrato che i piloti se la prendessero comoda in gara, specialmente nei primi giri.

Tuttavia Button si è fermato al nono giro, avendo perso posizioni a vantaggio delle Ferrari alla partenza, e poi è stato costretto a portare fino al traguardo, 47 giri più tardi, un treno di gomme dure. Anche se la tattica lo ha portato davanti alle Ferrari, ha perso terreno da Hamilton, rimasto con le gomme dure fino al giro 30 e tornato in pista, con le morbide, con due secondi di vantaggio su Button. Da quel momento in poi ha guadagnato su di lui al ritmo di un secondo al giro. Poco più tardi, Button è stato facilmente raggiunto dalle Ferrari e superato da Massa.

La differenza rispetto al venerdì è stata che le gomme dure si sono rivelate un po’ più rapide delle morbide, per cui Alonso, Massa e Hamilton hanno avuto uno pneumatico migliore con cui partire. Questo è stato dovuto in parte al miglioramento delle condizioni di pista e in parte al fatto che le gomme dure siano state utilizzate verso fine gara, cosicchè i piloti ne hanno potuto abusare di più senza i problemi di graining all’anteriore sinistra di cui molte vetture hanno sofferto nei primi giri con le morbide.

La battaglia tra i due piloti della Red Bull è stata decisa al via, quando Sebastian Vettel ha superato Mark Webber alla curva 1. Anche se in questa stagione c’è un vantaggio teorico per la vettura alle spalle che si ferma anticipatamente, così da poter compiere un giro veloce con gomme nuove mentre il leader ha ancora le vecchie, alla Red Bull la priorità va alla vettura che comanda, come ha spiegato Webber. “La partenza mi è costata la vittoria e poi, quando la prima vettura è al comando, ha una sorta di priorità o il lusso di poter decidere quando fermarsi,” ha detto. “Era chiaro. Ovviamente se mi fossi fermato prima qui avrei avuto una grossa chance di passare davanti a Sebastian, ma questo non sarebbe stato corretto per chi era al comando. E’ stato tutto deciso alla partenza e con le posizioni al primo stint.”

E’ stato questo galateo a far sì che Webber perdesse tante posizioni in Australia, quando dovette attendere il pit stop di Vettel prima di fermarsi a sua volta. Una situazione che sarebbe costata a Webber la gara, visto il successivo ritiro di Vettel.

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James Allen (www.jamesallenonf1.com)





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