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Le Mans, il giaguaro torna a ruggire

Pubblicato 06/02/10 21:06 da Alessandro Burkia 1 commento

Jaguar torna sul circuito di La Sarthe dopo anni di assenza dalle corse. La casa inglese proverà a tornare al successo dopo vent’anni di digiuno.

MILANO – Sono passati vent’anni dall’ultimo successo di Jaguar a Le Mans: un periodo troppo lungo per la casa inglese più vincente di questa 24 ore, capace dominare le edizioni degli anni ‘50 e di aggiudicarsi altre due corse nell’ultimo decennio del secolo scorso.In occasione del suo 75° anniversario dalla sua fondazione, Jaguar ha deciso di interrompere un lungo sonno iniziato alla termine della stagione del 1990, quando le due XJR-12 tagliarono per prime il traguardo del circuito di la Sarthe, lasciandosi alle spalle la concorrenza di Nissan e Porsche e bissando il trionfo ottenuto nell’88 con la coupè più anziana, la XJR-09. Quest’ultima, equipaggiata con un motore sette litri V12 capace di sviluppare 760 cv, riuscì nell’impresa di interrompere un dominio Porsche durato sette anni consecutivi grazie anche al finale di gara dell’equipaggio formato da Andy Wallace, Johnny Dumfries e Jan Lammers, il quale riuscì a tagliare il traguardo con un cambio difettoso. Nello stesso anno, riuscì a imporsi sull’avversario tedesco anche in occasione della 24 ore di Daytona. In totale, con la linea di prototipi XJR, la casa inglese scolpì il suo nome in tre edizioni nel mondiale Sport Prototipi: nel 1987 con la XJR-08 guidata da Boesel, nel 1988 con la XJR-09 di Martin Brundel e nel 1991 con la XJR-12 con al volante l’italiano Teo Fabi.

jaguar_carsAnche il passato non è povero di successi. Anzi, proprio grazie alle vittorie raccolte verso la fine della seconda metà del dopoguerra, Jaguar è riuscita a scrivere un pezzo di storia di questa corsa: sue sono le edizioni del 1951 (con Peter Walker e Peter Whitehead) e del 1953 (Tony Rolt e Duncan Hamilton), in cui trionfò con la C-Type, vettura derivata dalla X120 di serie dalla quale ereditò il propulsore a sei cilindri che gli permise di vincere la Le Mans al debutto. Con l’adozione della D-Type dal 1954, una biposto evoluzione della C-Type ma con un nuovo motore e una carrozzeria completamente rivista, arrivano le tre vittorie consecutive del ‘55 (Hawthorn/Bueb), ‘56 (Flockhart/Sanderson) e del ‘57 (Flockhart/Bueb).

jaguar_xkrNel 2010, Jaguar entrerà nell’autodromo di Le Mans a piccoli passi, nella categoria più piccola. La concorrenza, al contrario, sarà molto agguerrita: la XKR RSR dovrà fare i conti con avversari di esperienza come Ferrari, Porsche, BMW e Corvette. Una situazione di cui Paul Gentilozzi, Principal Partner, ne è perfettamente consapevole: “L’entusiasmo sarà grande per il ritorno di Jaguar a Le Mans, ma non dobbiamo dimenticare l’incredibile livello di competitività in GT2. E un podio in questa classe non può cadere dal cielo. Detto questo, garantirò il massimo impegno da parte di Jaguar RSR e chiedo ai fans di Jaguar e del patrimonio automobilistico inglese di supportare il team“.

L’automobilismo ha sempre coperto un ruolo importante per Jaguar“, ha dichiarato il direttore marketing C.J. O’ Connel, “Il nostro dominio al Le Mans negli anni ‘50 ha posto le basi sullo sviluppo della casa. E’ commovente tornare a Le Mans proprio dopo 75 anni“.

Alessandro Burkia



Commenti (1)

Le Mans, il giaguaro torna a ruggirefebbraio 7th, 2010 at 04:16

[...] Il seguito di questo articolo: Le Mans, il giaguaro torna a ruggire [...]

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