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McLaren, spunta anche lo “snorkel”

Pubblicato 05/03/10 23:45 da Fabrizio Corgnati 2 commenti

Una presa d’aria sul muso apparsa a Barcellona che potrebbe aiutare la regolazione dell’altezza da terra. E continuano a farsi strada le ipotesi sull’ala posteriore…

MILANO – Non è solo l’ala posteriore della McLaren ad essere nel mirino dei tecnici avversari. La MP4-25 ha attratto infatti l’attenzione del circus della Formula 1 anche per un’altra innovativa soluzione presentata proprio nel corso degli ultimi test di Barcellona e provata per tutti e quattro i giorni: un buco alla base del muso, proprio davanti al casco del pilota, denominato in gergo “snorkel”.

Un elemento apparentemente innocuo, che sembrerebbe una semplice presa d’aria, ma che in realtà potrebbe avere un effetto molto importante, testimoniato dalla presenza di sensori addizionali del flusso d’aria al suo interno oltre a quelli posti sull’ala posteriore nel corso dei test spagnoli.

Secondo un tecnico ex F1, la soluzione potrebbe servire a modificare la temperatura degli ammortizzatori. Voci di paddock ipotizzano che alcuni team abbiano applicato agli ammortizzatori un dispositivo sensibile alla temperatura che possa alterare l’altezza da terra delle monoposto. Da quest’anno, all’inizio della gara, con il serbatoio piena di carburante, l’altezza da terra è minima, mentre, mano a mano che il carico di carburante diminuisce, il peso ridotto della vettura ne provocherebbe un aumento, dannoso per l’efficienza aerodinamica. Ma questi ammortizzatori, comandabili eventualmente tramite “livelli” direttamente dal pilota, potrebbero riportarla a quella di inizio gara.

Intanto giungono ulteriori precisazioni sul funzionamento della famigerata fessura nell’ala posteriore. L’aria che colpisce lo snorkel sopra il motore sarebbe canalizzata attraverso la pinna (che, non a caso, appare di dimensioni molto allargate) e quindi sparata, attraverso canalizzazioni interne al flap, verso la famigerata fessura sull’ala stessa. Questo, in curva, non avrebbe alcun effetto, ma in rettilineo contribuirebbe di molto a ridurre la deportanza, tramite il distacco della vena fluida: una sorta di stallo indotto.

Una soluzione intelligente quanto apparentemente inattaccabile sotto il profilo regolamentare e anche piuttosto complessa da applicare in corsa alle vetture avversarie, in caso di nulla osta da parte della FIA. L’unico pericolo è dato dalla possibilità che l’ala entri in stallo nel caso in cui qualcosa vada storto, con conseguente brusca riduzione del carico.

Fabrizio Corgnati





Commenti (2)

Giorgiomarzo 6th, 2010 at 12:51

molto interessante. Si tratterebbe in altri termini di una riduzione della deportanza e, di conseguenza, della resistenza all’avanzamento. Nel caso sembrebbe che l’effetto sia ottenuto aumentando la densità dell’aria sul dorso del profilo alare, riducendo così la depressione generata dall’ala. Rissulta invece meno evidente il così chiamato effetto di “stallo” durante il quale si ipotizza che l’ala divenga portante con coseguente perdita d’aderenza del retrotreno.Qui l’effetto è chiaro mentre,lo sarebbe meno, la causa.Anche a ragione che in tale caso il sollevamento del retrotreno provoca un aumento dell’angolo di incidenza dell’alettone e quindi un ripristino delle condizioni iniziali.

i.am.onemarzo 6th, 2010 at 16:44

Per il tunnel dell’air-box credo che la FIA possa fare poco o nulla visto che è totalemnte integrato nel corpo vettura.
Può solo appellarsi alla sicurezza dell’alettone posteriore eccessivamente sollecitato, ma sarebbe troppo intrusiva nella progettazione delle squadre.
Sarebbe come se vietasse la conformazione di una vettura che crea troppo carico in punto specifico, si entrerebbe troppo nel merito del progettista di ogni singola squadra.

mentre per quanto riguarda la presa d’aria sul muso detta anche “snorkel”si apre un’alta parentesi ;
cioè quella riguardante la parte del regolamento che vieta l’inserimento di flap,paratie ecc… al corpo vettura per rendere filante ed armoniosa e sopratutto molto concorreziale, ogni vettura.
Infatti grazie a questo regolamento sparì il famoso “Buco” della F2008 sul musetto nella F60 del 2009.
La Fia accettando questa tipologia di soluzione della Mclaren aprirebbe un precedente molto ampio alla fantasia dei progettisti ma sopratutto ai ricorsi dei legali che intaserebbero ogni campionato di F1 a seguire.

In sintesi accettando questa soluzione , ogni vettura futura ,possiamo immaginare ,avrà soluzioni simili che non solo saranno a scapito della sicurezza ma violeranno il principio cardine del nuovo regolamento entrato in vigore nel 2009 ; cioè quello di limitare le soluzioni aerodinamiche per rendere più concorrenziale il mondiale di F1.

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