Il commento di Fabrizio Corgnati alla proposta della FIA e della FOTA di introdurre le ali mobili a partire dal prossimo anno. Serviranno ad aumentare i sorpassi?
di Fabrizio Corgnati
Almeno di una cosa, alla FIA, bisogna dare atto: l’inventiva. La fantasia, insomma, la capacità di tirare fuori dal cilindro idee sempre nuove per non farci mai annoiare. L’ultima alzata d’ingegno, ma solo in ordine di tempo, quella che questa volta dovrebbe davvero rivoluzionare la Formula 1 e consegnare alla storia la noia degli ultimi anni (un po’ come, tanto per fare qualche esempio, il divieto dei cambi gomme, le qualifiche a giro secco, il KERS, che hanno fatto tutti una gran bella fine) viene direttamente dalla FOTA ed è stata accettata in uno dei Consigli Mondiali più prolifici degli ultimi tempi.
Sto parlando delle ali mobili: un dispositivo che permetterebbe di modificare l’incidenza del flap dell’alettone anteriore in modo da aumentare la velocità di punta in rettilineo su richiesta del pilota. Ma solo se il pilota in questione si trova a meno di un secondo di distacco da chi lo precede. Tralasciamo l’ennesimo inutile elemento di complicazione che si introdurrebbe in una Formula 1 già sufficiente cervellotica e concentriamoci sul punto. Certo, i sorpassi aumenterebbero: se si concede a chi rincorre la possibilità di usufruire di un “turbo” è ovvio che avrà più facilità nel liberarsi di colui che lo precede.
Ma siamo sicuri che è questo ciò che vogliamo dalla Formula 1? Sorpassi creati artificialmente, premendo un pulsante, in stile Playstation? Una Formula 1 in cui l’importanza dell’abilità del pilota risulti profondamente ridimensionata, in cui non conti più nulla la capacità di difendere la posizione o di aprirsi varchi impossibili? Per non parlare della pericolosità di una soluzione del genere: solo due weekend fa, a Valencia, il povero Mark Webber ci ha dimostrato in pratica cosa succede quando una vettura troppo veloce arriva alle spalle di una troppo lenta.
Perchè, una volta tanto, non proviamo a sederci a riflettere in cerca della soluzione più semplice, che (Occam insegna) molto spesso è anche la migliore? Come è possibile che in una stessa stagione, con le stesse identiche vetture, a due sole settimane di distanza viviamo una gara emozionante come quella del Canada e una a sorpassi zero come quella di Valencia? Come è possibile che in certi circuiti (vedi Istanbul) persino le vetture cadette della GP2, studiate per garantire il maggior numero possibile di sorpassi, finiscano per creare il solito desolante trenino?
Non sarà che i circuiti nuovi, creati con lo stampino, sono proprio l’elemento più forte a sfavore dello spettacolo della Formula 1 di oggi e che invece le buone vecchie piste storiche siano in realtà ancora quelle in grado di regalarci le corse più belle? Forse, a muoversi, più che le ali, dovrebbe essere il cervello di chi prende le decisioni…
Fabrizio Corgnati
non credo che la proposta arrivi dalla FOTA dal momento che questa novità è stata molto criticata dallo stesso presidente della FOTA Martin Whitmarsh, che ha affermato che la FOTA potrebbe anche stipulare un gentlemen agreement fra le scuderie perchè non venga usata l’ala mobile il prossimo anno, se questa non dovesse convincere del tutto i team….
per il resto concordo: si vuole togliere l’elemento umano persino dalla manovra del sorpasso.. il colmo dei colmi!!! sarebbe la fine dell’elemento sportivo e umano in F1, vedremmo molti sorpassi ma falsati, e vedremmo anche situazioni assurde come qualcuno che rimane dietro tutta la gara per fare il sorpasso all’ultimo giro, dunque senza diritto di replica… oppure gare del tutto rovinate dalla safety car (più ancora di quanto lo siano oggi)
insomma, la F1 si trasformerebbe in una specie di wrestling motoristico, tutto puntato allo spettacolo, ma soltanto fine a sè stesso, del tutto privo dell’elemento sportivo e agonistico.