100047new-422race

ME AND MY HELMET – La presentazione Avatar

Pubblicato 29/01/10 12:44 da Fabrizio Corgnati

Una presentazione riservata a (troppo) pochi intimi quella di ieri della Ferrari, ai limiti della realtà virtuale. Il commento di Fabrizio Corgnati.

Nell'articolo:

:: Galleria fotografica

di Fabrizio Corgnati

Che la F1, per molti versi, sia uno sport d’elite non è certo una novità. Ma ieri si è esagerato. Vorremmo dire che si è toccato il fondo, se non avessimo timore che in futuro si inizi addirittura a scavare. Mentre la Ferrari si vantava, in un comunicato, di aver raggiunto i tre milioni di utenti collegati con il suo sito per assistere ad uno degli eventi più attesi dell’anno, la presentazione della nuova F10 (per non contare quelli che hanno assistito alla diretta televisiva), nella cornice (affascinante) del capannone che l’ha ospitata si respirava tutta un’altra aria.

I presenti giurano di non aver visto più di un centinaio di invitati. Il che, sottraendo autorità, sponsor e amici vari, porta il numero dei giornalisti da tutto il mondo ad appena qualche decina. Di agenzie fotografiche a cui è stato concesso l’ingresso, pensate un po’, ce n’era soltanto una. Il dato può stupire, ma neppure troppo. La Ferrari (come del resto la storica rivale McLaren) è conosciuta, almeno da qualche anno a questa parte, per una chiusura ermetica a qualunque tentativo di penetrazione da parte della stampa.

Interviste e incontri con piloti e membri dello staff ridotte all’osso, pochissime informazioni interessanti che filtrano, conferenze stampa limitate a qualche domanda di rito. Pensate proprio che sia solo un caso se, ora che è giunto alla Mercedes, anche un pilota che solitamente non parlava nemmeno se sottoposto a tortura, come Michael Schumacher, ha iniziato a concedere interviste a fiumi? Credete che la policy comunicativa di Maranello non abbia nessun ruolo in merito?

Non che si pretenda che una squadra corteggiatissima come la Ferrari accetti tutte le richieste che le pervengono, altrimenti non avrebbe più tempo di pensare alle corse. Ma arrivare a limitare ogni contatto diretto a un paio di selezionatissime testate, magari compiacenti, sembra francamente eccessivo. Il rischio non è soltanto quello di far diventare antipatica ai suoi stessi connazionali la squadra italiana per eccellenza (anche se la stampa rimane generalmente favorevole alla causa del Cavallino, spesso anche troppo), ma di mancare di rispetto a tutti gli appassionati.

Se i tifosi, infatti, si possono accontentare della vulgata ufficiale, chi veramente si intende di automobilismo vorrebbe saperne un po’ di più. E per farlo si affida ai media che dovrebbero raccontarglielo, se messi in condizione di farlo. Sempre più spesso, oltretutto, si affida a Internet, anche se il compassato circus della Formula 1 tuttora non sembra essersene reso conto.

E sotto questo aspetto la Ferrari non è sola. Anche Bernie Ecclestone le tiene buona compagnia. A forza di limitare allo spasmo gli accreditati per ogni evento, presentazione o Gran Premio che sia, arriveremo a trasformare la Formula 1 in una realtà virtuale, un immenso Avatar visibile solo in televisione, a cui nessun giornalista o fotografo avrà più accesso per raccontare il dietro le quinte ai lettori (e agli utenti) interessati.

Speriamo che chi di dovere si renda conto della paradossale follia che si sta generando e che faccia dietrofront. Spendere centinaia di migliaia di euro per organizzare una presentazione in grande stile e poi svelare la macchina più o meno a se stessi e a pochi intimi, del resto, non sembra un’operazione così sensata.

Fabrizio Corgnati





Lascia un commento

Il tuo commento

I nostri sponsor:
ART Grand Prix Karting
Aiutacamilla.it ProSpeed
Euronova Minardi.it
Frezza TT Management
Matteo Davenia Edoardo Piscopo
Royal Service Telodoioilricamo
Vicky Piria Federico Sandre
Trident Racing Alex Fontanawww.radiosportiva.com
Le nostre rubriche: