
MILANO – “Ti racconto una curiosità. L’anno scorso, in Bahrein, tirando con il coltello fra i denti in qualifica ero riuscito a staccare un 1′45″6. Quest’anno, parto per le prove libere, con la pista sporca, e al primissimo passaggio giro in 1′45″2, sesto tempo.” Questo dice più o meno tutto.
A parlare è Giacomo Ricci, reduce da un altro weekend di soddisfazioni in GP2 Asia Series culminato con il secondo posto provvisorio in campionato, alle spalle del conterraneo e amico Davide Valsecchi. “Sono contentissimo,” racconta ai microfoni di 422race.com. “L’anno scorso i risultati erano così scarsi che mi vergognavo di me stesso. Quest’anno, invece, sono sempre lì a lottare per il podio.”
“Certo, io mi sono allenato, avrò guadagnato due decimi di esperienza. Ma non posso aver tirato giù un secondo e mezzo solo di guida… Io sono sempre lo stesso. E’ segno che il team DPR, con la rivoluzione che ha portato la sede in Italia, ora è in grado di fornirmi una vettura molto competitiva. E io do sempre il massimo.”
Anche se la sua situazione non è certo delle più invidiabili: a corto di budget, Giacomo non ha la certezza di correre che pochi giorni prima della gara. “Ancora adesso non sono sicuro di poter difendere il secondo posto nell’ultima corsa,” spiega. “Del resto, io comunque non farò calcoli, ma spingerò al massimo. Ogni volta che corro, per me, potrebbe essere l’ultima, quindi devo sfruttare ogni opportunità nella speranza che qualcuno mi noti.”
Come ha fatto in gara-1 in Bahrein, con l’attacco all’ultimo giro su Javier Villa nel tentativo di agguantare il podio. “Quella è stata una staccata kamikaze, alla Dan Clarke,” scherza. Poi, però, aggiunge una nota seria: “Vorrei sottolineare che in Bahrein nelle prime quattro posizioni c’eravamo io, Valsecchi e Filippi… A chi dice che di giovani piloti italiani forti non ce ne sono. Non sono i piloti che mancano, ma i soldi!”
Già, i soldi. Se riuscisse a mettere insieme un discreto budget, Ricci potrebbe essere al via della Main Series con la certezza della continuità, come per tutti i suoi avversari. Altrimenti, c’è il forte rischio che rimanga addirittura a piedi. “Ma ho trovato la soluzione,” chiosa. “Qui sotto a casa mia c’è una banca. Basta un passamontagna… Ma almeno sarei corretto, metterei il logo della banca sulle fiancate!”
Fabrizio Corgnati









