Secondo trionfo stagionale per CRS e l’equipaggio Mullen/Niarchos. IMSA Performance e Autorlando guadagnano il secondo e terzo posto. Doppietta Porsche in GTS, con De Lorenzi Racing sul gradino più alto del podio. Secondi Gruber e Deverikos, podio per Villois e Lancieri/Lancelotti.
SPA – Emozioni e colpi di scena hanno condito la seconda e ultima gara sul circuito di Spa-Francorchamps: la corsa, vinta -dalla coppia Mullen/Niarchos, è stata contraddistinta da un terribile incidente nato nel contatto tra le due Ferrari di AF Corse. Nonostante la dinamica dello scontro fosse molto simile, soprattutto nell’impatto contro il muro, a quella avvenuta a Imola, Alvaro Barba e Rui Aguas sono usciti dal proprio abitacolo incolumi.
Il podio di classe Super GT viene completato da IMSA Performance, con Pilet/Narac, e da Autorlando, con Lietz/Roda. Contro ogni pronostico, la classe GTS ha visto trionfare il De Lorenzi Racing, che ottiene il suo primo successo nel GT Open con la Porsche di De Lorenzi/Borghi. Autorlando torna invece sul podio grazie al secondo posto di Gruber e Deverikos, che hanno preceduto la Aston Martin del team Villois. La squadra piemontese, con Gabriele Lancieri, è riuscita ad agguantare il terzo gradino del podio al termine di un finale al fotofinish.
La cronaca
Al semaforo verde, Toccacelo indovina un’ottima partenza che lo fa balzare davanti a tutti a La Source. Al contrario, il poleman Richard Lietz deve cedere la posizione anche a favore di Andrew Kirkaldy, che all’uscita della prima curva riesce a piazzarsi in seconda posizione. Avvio ottimo anche per Rui Aguas, risalito dall’ottava alla quarta piazza e seguito dal compagno Alvaro Barba. In GTS il protagonista è Dimitris Deverikos: la partenza del pilota greco, partito 15° in griglia, ha permesso alla Porsche GT3 di Autorlando di guadagnare il secondo posto di classe, alle spalle della vettura gemella guidata da Marc Lieb. Dietro seguono Makowiecki (Luxury) e Mortimer (RPM), che hanno approfittato di un’escursione della Ferrari di Stefano Livio nelle prime curve.
Sin dai primi giri, Lietz cerca di riscattarsi da uno sfortunato inizio grazie a un sorpasso all’interno de Le Comes su Andrew Kirkaldy. Pochi metri più indietro, anche Alvaro Barba si rende autore di una manovra identica ai danni di Rui Aguas per il quarto posto, lanciandosi all’attacco della F430 n.90 di CRS.
La situazione non si smuove fino alla prima mezz’ora, quando Andrew Kirkaldy, pressato da Barba, compie un testacoda nell’ultimo tratto del Blanchimont, scontrandosi con la barriere di protezione. Il pilota di AF Corse è costretto a rallentare per evitare il peggio, mentre alle sue spalle Rui Aguas tenta di affiancarsi al compagno sfruttando parte della via di fuga in asfalto. Ma nel rientro in carreggiata, il driver portoghese sbatte irrimediabilmente sulla fiancata della F430 di Barba. E l’impatto frontale delle due Ferrari contro il guard rail a bordo pista è inevitabile.
Nonostante la violenza dello scontro, che ha causato l’entrata in pista della medical car, i due alfieri di Amato Ferrari sono usciti dall’abitacolo illesi. Con la pista invasa dai detriti, la safety car ha lasciato strada libera solo a 20 minuti dal termine della corsa, costringendo i commissari a mantenere la finestra box aperta fino allo scoccare dei 40 minuti.
Finite le soste e scontati gli handicap, la nuova classifica vede Gianluca Roda e Autorlando in testa alla classe Super GT. La Porsche n.2 deve però presto guardarsi dall’arrivo di Tim Mullen (CRS) e Patrick Pilet (IMSA Performance). Kessel Racing è in quarta posizione, mentre Giammaria (Edil Cris) è quinto e nei tubi di scarico della F430 di Philip Peter. In GTS Bullitt eredita la testa della gara da Marc Lieb, ma è insidiato dalle due Porche GT3 di Autorlando e De Lorenzi Racing, rispettivamente con Gruber e Borghi.
Dopo pochi kilometri, Roda deve capitolare all’assedio di Mullen e Pilet, che riescono a sopravanzare in successione la 997 di Autorlando. La vittoria rimane quindi affare di CRS e IMSA, con il team britannico che riesce però a difendere la testa della gara sino alla traguardo.
In GTS lo spettacolo non è da meno: Mark Bullitt si dimostra più lento del compagno di squadra Marc Lieb e deve arrendersi all’attacco di Stefano Borghi, regala un inaspettato primo posto al team di Gianluca De Lorenzi. Il basso ritmo della Porsche di Manthey provoca la nascita di un quartetto formato dallo stesso Bullitt, Gruber, la F430 Scuderia di Rodrigues e l’Aston Martin di Lancieri. Le due Porsche in testa a questo gruppo si scambiano le posizioni, mentre poco dietro La DBRS9 targata Villois affonda l’attacco vincente sulla Ferrari del team di Bruce Lorgere Roux. Ma la lotta rimarrà accesa fino al giro conclusivo: alla Bus Stop, Lancieri riesce a incunearsi all’interno della chicane, sopravanzando Bullitt. Nello stesso istante, Rodrigues tenta di approfittare della bagarre creatasi provando un doppio attacco sulle due vetture davanti, la manovra però è azzardata e Marco Frezza, risalito dal fondo, può così guadagnare al fotofinish la quarta piazza finale.
Alessandro Burkia





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