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Spa, gara 1: Maldonado suda, ma è quasi campione

Pubblicato 28/08/10 15:57 da Fabrizio Corgnati

Il leader della classifica combatte fino al traguardo con Parente, ma vince la sua sesta gara-1 consecutiva e domani potrebbe già vincere matematicamente il titolo

SPA-FRANCORCHAMPS (dal nostro inviato) – Pastor Maldonado vince la sua sesta gara-1 di fila in GP2 Series, ma quella del Belgio è indubbiamente la sua vittoria più sudata. Per ottenerla, il venezuelano ha dovuto superare la concorrenza del poleman e idolo di casa Jerome d’Ambrosio e dello spettacolare rientrante Alvaro Parente.

Il primo, Maldonado lo ha superato nel corso di un pit stop contemporaneo, poi ha subito da lui un ulteriore sorpasso, prima di liberarsene grazie ad un guasto alla sua DAMS. Il secondo, rimasto in pista senza fermarsi fino agli ultimi giri sperando nella pioggia, ha poi perso la prima posizione quando è stato costretto ad effettuare il pit stop obbligatorio.

Ma una serie di giri più lenti da parte del leader della classifica hanno permesso al portoghese di riavvicinarsi fino ad un vero e proprio arrivo al photofinish. Il portacolori della Rapax è stato però bravo a difendersi sotto pressione senza commettere alcun errore fino alla fine. Sul podio sale anche un altro pilota al rientro, Romain Grosjean, che salva la giornata del suo team.

A punti anche Pic, il nostro Luca Filippi, migliore degli italiani con il quinto posto, Turvey, Perez e il sorprendente Gonzales. Il messicano, in lotta diretta con Maldonado nei primi giri, è stato però costretto ad abbandonare i suoi sogni di gloria per un drive through per eccesso di velocità nella corsia dei box e a perdere ulteriore terreno in campionato.

Ora il venezuelano comanda con 87 punti contro i 53 di Perez: se domani dovesse vincere (o arrivare secondo con il giro più veloce) e il pilota della Barwa Addax non prendere nessun punto, sarebbe campione matematicamente con due weekend di anticipo. Poca fortuna per gli altri italiani: Valsecchi finisce penultimo per colpa di una foratura, Crestani ritirato.

Per completare il discorso dei team italiani, sorprendente la gara di Cecotto, che riesce a far fruttare la tattica della Trident di un pit stop molto ritardato concludendo al decimo posto. Il suo compagno di squadra Adrian Zaugg termina invece quindicesimo.

La cronaca

Al via un incidente coinvolge Dani Clos, che decolla sul posteriore di Sam Bird, costringendo i commissari di gara a mandare in pista la safety car. Partenza convulsa anche per i due italiani Crestani e Valsecchi, che rimangono fermi sulla griglia e dal 10° e 11° posto si ritrovano a fondo gruppo.

Scatta invece a molla Sergio Perez, che dalla settima posizione si porta in terza superando anche Turvey dopo poche curve. La vettura di sicurezza rientra al terzo giro e la corsa può finalmente entrare nel vivo. Perez innesca una battaglia con Maldonado per il secondo posto, che è anche una lotta diretta tra i due leader di campionato.

Alle loro spalle, Turvey, Pic, il poleman penalizzato Herck e il sorprendente Gonzales, che riesce a tenere dietro il più competitivo Grosjean. Giedo van der Garde, scattato dall’ultima posizione, è già in undicesima piazza dopo aver sostituito il proprio motore nel corso della mattinata.

Anche Pic riesce a passare Turvey dopo sei giri, portandosi quarto, poco prima che inizino i pit stop: i primi a fermarsi sono Grosjean, Filippi, Vietoris e Van der Garde, che viene passato dal tedesco. Un giro più tardi tocca già a Perez, che anticipa il suo diretto rivale Maldonado.

I due piloti in testa alla gara si fermano contemporaneamente al giro 9 e i meccanici della Rapax consentono a Maldonado di passare davanti all’idolo di casa e portarsi virtualmente in testa alla gara. Ma Perez viene anche penalizzato con un drive through per eccesso di velocità nella corsia dei box.

Grosjean sembra in gran forma e scavalca Pic e Turvey in rapida successione. Filippi e Valsecchi sono tra i piloti che più guadagnano dal valzer delle soste, riuscendo ad infilarsi subito dietro a questo trio. A quattordici giri dalla fine Parente e Cecotto sono però ancora i leader virtuali, non avendo effettuato il loro pit stop obbligatorio, mentre Maldonado e D’Ambrosio sorpassano Arabadzhiev, anch’egli tuttora a secco di soste.

Perez si ritrova a lottare con il compagno di squadra Van der Garde per la dodicesima posizione. Johnny Cecotto Jr si ferma solo al quattordicesimo giro e torna in pista al 13° posto. Poco più tardi sia Pic che Filippi superano un Turvey in apparente difficoltà, ma hanno i loro problemi a superare Arabadzhiev che finisce per fare da tappo.

Peggio va agli altri italiani: Fabrizio Crestani termina la gara anzitempo, mentre Valsecchi rimane coinvolto in una collisione e finisce per forare una gomma. A soli sei giri dalla fine Jerome d’Ambrosio torna davanti a Pastor Maldonado con un sorpasso alla Bus Stop. Ma una tornata più tardi le dense nuvole sulla pista iniziano a far cadere di nuovo qualche goccia di pioggia.

Valsecchi, che è dovuto rientrare ai box, tenta la carta delle gomme da bagnato. Intanto Jerome d’Ambrosio deve abbandonare la gara ad un passo da un risultato importante sulla pista di casa, per un guasto apparentemente dovuto al motore. Questo lascia Parente con oltre 20 secondi di vantaggio su Maldonado, quando, a tre giri dalla fine, il portoghese deve finalmente effettuare la sua sosta.

L’attesa non gli consente di approfittare della pioggia, ancora insufficiente, per cui la Coloni rimonta le gomme da asciutto. Ma Maldonado piomba come un falco e si riprende la prima posizione. Intanto l’altra Coloni di Arabadzhiev, coinvolta in una bella lotta, finisce la sua gara contro il muro.

La gara, però, non è finita. A tre giri dal termine Maldonado inizia ad accusare problemi e Parente si avvicina a un ritmo impressionante. Al penultimo passaggio sul traguardo il portoghese è ormai negli scarichi del venezuelano, ma lui riesce a difendere la prima posizione fino alla bandiera a scacchi.

Fabrizio Corgnati (foto di Stefano Gandolfi)





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