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Swift e DeltaWing: due concept rivoluzionari

Pubblicato 10/02/10 20:05 da Antony Rodella 8 commenti

Dopo i tre concept presentati da Dallara, Swift e DeltaWing gridano alla rivoluzione con i loro due prototipi IndyCar per il 2012: pinne da aereo, ali da astronave, bolidi da 380 Km/h. Siete pronti a volare nel futuro dell’open-wheel americana?

CHICAGO – L’IndyCar 2012 potrebbe essere radicalmente diversa da quella che oggi tutti conosciamo: negli ultimi due giorni, prima Swift Engineering e poi DeltaWing Racing Cars hanno presentato due prototipi a dir poco rivoluzionari, soprattutto il secondo.

IRL-Concept-33.topF-422racePartiamo però dalla Swift che, nella sua originalità, maniene comunque una base da vettura formula: insomma c’è l’ala anteriore, c’è anche quella posteriore, le quattro ruote sono abbastanza allineate, anche se le forme delle ali ricordano quasi più quelle di un’astronave che quelle di una monoposto IndyCar. Swift ha presentato varie vesti aerodinamiche per il suo bolide, senza però rilasciare troppi dettagli tecnici relativi ad esso. La vettura è stata realizzata in collaborazione con alcune aziende partner: Mark One Composites, Inc., che già produce materiale in fibra di carbonio utilizzato da molti team di IndyCar, Champ Car e NASCAR, e Cruden America, azienda leader nel settore delle simulazioni.

“Tenuto conto della tradizione della Swift nella progettazione e nella produzione nel mondo del motor sport americano, è naturale che aspiriamo a collaborare con le più importante categoria nazionale a ruote scoperte, la IZOD IndyCar Series. Singolarmente, ognuna delle partnership è critica per il continuo impegno di Swift nel motor sport; tuttavia, collettivamente e in combinazione con l’uno con l’altro, questo ci permette di stabilire nuovi modelli di design innovativo, di produzione e di supporto. La reattività è fondamentale in qualsiasi attività commerciale, ma probabilmente ancor di più nel mondo delle corse. Il rapido sviluppo è fondamentale tanto nella velocità e nella qualità del processo di progettazione sia in quello di fabbricazione. Stiamo lavorando da quattro anni in esclusivo rapporto con Mark One Composites, Inc. per fornire prodotti derivati e il sostegno adeguato ai team direttamente dalla loro base ad Indianapolis”, queste le parole di Jan Wesley Refsdal, presidente della Swift.

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3-4_back_FINAL-422raceAll’Autoshow di Chicago di quest’oggi invece è stato il giorno della DeltaWing, che, come avevano già anticipato gli stessi responsabili del progetto, è la vettura più rivoluzionaria mai progettata per il campionato IndyCar. A prima vista non pare assolutamente una monoposto da formula, ma un razzo spaziale pronto a prendere la direzione di qualche ignoto pianeta di chissà quale galassia.

Con il concept di DeltaWing gli alettoni diventano un lontano ricordo, il muso è a punta e racchiude le ruote anteriori mantenendole però scoperte nella parte alta, come vuole una categoria “open-wheel” come l’IndyCar. Stessa cosa per le ruote posteriori, ma se all’anteriore la monoposto è stretta, dalle spalle del pilota in poi l’auto si allarga presentando una pinna sul fondo molto simile a quella di un aereo.

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C’è quindi un diverso allineamento tra le ruote anteriori, decisamente molto vicine, e le ruote posteriori, nettamente più distanti tra di loro. Inoltre DeltaWing ha anche comunicato alcuni dettagli molto interessanti: una monoposto da 300 CV che potrà raggiungere ben oltre le 235 miglia all’ora, ovvero quasi 380 km/h, pur con soli 7000 giri di regime massimo del motore.

Queste sono quindi le ultime due proposte per l’IndyCar del futuro: all’appello manca solo Lola, poi sarà solo compito degli esperti della serie scegliere il modello più adatto al futuro del campionato.

Antony Rodella e Marco Strazzulla





Commenti (8)

robifebbraio 11th, 2010 at 13:50

Ti immagini in un botto tipo Zanardi – Tagliani con quei musi a punta? E chi non vorrebbe infilzare la bella Patrick nel didietro con quella specie di razzo?

Andrea Giachèfebbraio 11th, 2010 at 14:50

I sorpassi li fanno in aria?

Antony Rodellafebbraio 11th, 2010 at 16:23

si in effetti è un pò da capire dal punto di vista sicurezza il prototipo della DeltaWing, anche perchè nel modello presentato a Chicago mancavano gli specchietti retrovisori (piccoli dettagli XD) per i sorpassi bah, li bisogna solo aspettare la prima gara con questi cosi. Sembra che il modello delta sia supportato da Ganassi, Andretti e Penske.

Marco Strazzullafebbraio 11th, 2010 at 16:33

Il modello DeltaWing è sicuramente di impatto perchè diverso da quelli visti finora…sui sorpassi non credo ci siano problemi, loro hanno garantito che la vettura in scia andrà benissimo, quindi non mi preoccuperei…dal punto di vista della sicurezza, e su una possibile eventualità di un contatto tipo Zanardi-Tagliani, il pilota è comunque più indietro rispetto la parte più affusolata, quindi credo che anche da quel punto di vista si può stare tranquilli…la Indycar su quell’aspetto è molto attenta (ricordo, non per male, che l’incidente di Zanardi avvenne in ChampCar)…piuttosto, quello che mi lascia perplesso è la guidabilità, sia sugli ovali che sugli strdali, per motivi diversi…

Il DeltaWing è un progetto che vede coinvolti quasi tutti i proprietari della IndyCar (manca solo Carl Haas)…è quello che è stato annunciato più in pompa magna, quindi potrebbe essere favorito…sottolineo il fatto che loro non vogliono costruire il tealio, ma solo fornire il progetto…quindi non è detto che se accettino DeltaWing poi Dallara o gli altri costruttori non possano rientrare, anzi è espressamente richiesto…

PS: comunque è Swift senza h…

Antony Rodellafebbraio 11th, 2010 at 17:42

lol ho scritto l’h ovunque, grazie ora correggo ;)

Veerle De Ropfebbraio 11th, 2010 at 22:04

Entrambi i progetti sono una cag**ta pazzesca.
Non mi e’ chiaro come la DeltaWing possa essere stabile in curva.
Non e’ che stanno lavorando su un progetto di Speed record?
Meno male che c’e’ Dallara che ha la testa sul collo.
Questi americani di macchine non ci hanno capito mai piu’ di tanto .. e a riprova attendo la USF1, un’altra ciofeca all’orizzonte

Marco Strazzullafebbraio 12th, 2010 at 11:58

Beh, se l’hanno progettata vuol dire che hanno studiato che sarà stabile in curva…mi sembra un pò, scusando il termine, stupido bocciare un progetto vedendo le foto e basta (almeno che non si abbiano fatto degli studi ingegneristici e/o in galleria del vento)…e giudicando solo dalla foto che non può girare una curva…anche io ho perplessità, ma se l’hanno fatto vuol dire che si può fare…e se non si può fare il progetto verrà scartato…mi sembra abbastanza semplice…dire subito che fa schifo e che non ci capiscono niente, mi sembra un pò retorico (le macchine le sappiamo fare noi e gli americani non sanno fare nulla)…

Comunque, indipendentemente dall’aspetto esteriore, bisogna andare a vedre il “cuore” del progetto…ovvero una vettura che con meno della metà della potenza andrà alla stessa velocità, costerà di meno, e totalmente verde ed ecologica…se questi obbiettivi verranno centrati (a mio parere non c’è motivo per dubitarne, la IndyCar ad esempio corre già con carburante 100% ecologico), le monoposto 2012 saranno una rivoluzione nel mondo delll’automobilismo sportivo (e non solo)…fermarsi solo all’aspetto esteriore secondo me è molto superficiale…

robifebbraio 12th, 2010 at 21:21

Volevo fare una provocazione e credo di esserci riuscito. Vero che gli Americani sono seri e (forse) meno corrotti di noi (vedi Mosley-Cosworth) ma se è vero che i DeltaWing sono i proprietari delle franchigie, allora credo che sia il progetto vincente. Ha ragione Strazzulla e prima di giudicare la vettura bisogna vedere come va in pista, e un certo Enzo Qualcosa diceva che è bello ciò che vince (+ o -). Leggevo che Stefan Gp comprerebbe il progettino Dallara F1 solo per non fare correre Campos, ma costa così poco? Magari Ganassi e soci potrebbero farci un pensierino, poi la fanno carrozzare dagli Skunk Works della Lockheed o dai Phantom della Boing…

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