ISTANBUL (dal nostro inviato) – Subito dopo Monaco, una pista molto particolare rispetto alle altre del calendario, è giunta Istanbul Park, un tracciato, al contrario, molto tecnico, con una serie di curve molto impegnative che richiedono il massimo dell’efficienza delle vetture. In questo Gran Premio si è visto uno sviluppo molto ampio in termini di nuove soluzioni adottare, ma le aree in cui i team hanno concentrato la maggior parte dei loro sforzi sono state gli alettoni anteriori e per alcuni l’F-duct. In particolare, per la prima volta la Red Bull ha introdotto sulle proprie vetture questo sistema. Il team ha prodotto un assemblaggio molto complesso rispetto agli altri visti finora.
Il concetto è molto simile a quello della McLaren e della Ferrari, con l’aria incanalata verso l’alettone posteriore attraverso due grossi condotti nel cofano motore. Come accadeva nella prima versione del sistema della Ferrari, il pilota utilizza la sua mano sinistra per controllare il flusso. Il team l’ha provato al venerdì, ma lo ha successivamente rimosso da entrambe le vetture in qualifica e in gara. Il sistema tornerà a Montreal dopo essere stato modificato in modo da renderlo più consistente.
Un altro team che ha portato qui uno sviluppo interessante, come già accaduto a Monaco, è stata la Renault che, concentrandosi nuovamente sull’ala anteriore, ne ha realizzato una versione completamente diversa, con una serie multipla di alette verticali e profili aggiuntivi che l’hanno resa molto simile a quella adottata dalla Red Bull.
La nuova ala, infatti, presenta un profilo principale interessante, che nella sua sezione entrale ha una profonda apertura orizzontale, molto simile a quella della McLaren. Anche il doppio flap ricorda quello del team di Woking, con una forma sinuosa e leggermente piegata verso il basso. Inoltre l’area delle paratie è ora la sezione più modificata dell’ala, infatti è caratterizzata da una serie multipla di elementi verticali, con uno centrale sinuoso e un profilo superiore addizionale doppiamente squadrato, con larghe appendici. Questa versione si è dimostrata molto efficiente dopo essere stata testata nelle prove libere e quindi è stata adottata su entrambe le vetture in gara.
Paolo Filisetti





|
|
|





