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TECNICA – L’analisi della Formula 2 2009

Pubblicato 06/02/10 00:23 da Redazione

Mentre la Formula 2 svela le novità per il 2010, il nostro ingegner Saverio Casadidio passa al microscopio la monoposto dell’anno passato

MILANO – Istituito nel 2009, il nuovo campionato per vetture a ruote scoperte, la Formula 2, nelle intenzioni della FIA si sarebbe dovuto collocare sotto la GP2 ed immediatamente sopra la F3. Nella realtà dei fatti, però, questa serie ha subito la concorrenza di altre categorie, tra cui ad esempio la Formula Master. Vediamone le caratteristiche tecniche.

Il telaio è un monoscocca in materiali compositi disegnato dalla Williams e realizzato in base alle normative FIA 2005 riguardo alle misure di sicurezza. Il motore è un Audi 4 cilindri turbocompresso a 5 valvole per cilindro. Sviluppa una potenza di 400 HP a 8250 giri con possibilità di raggiungere i 450 con l’overboost aumentando la pressione di sovralimentazione tramite un comando sul volante. L’overboost può essere utilizzato al massimo per 6 secondi 10 volte a gara.

Il cambio è uno Hewland TMT con 6 marce + retromarcia con comando semiautomatico del tipo pneumatico. Il passo della vettura è di 2885 mm mentre le carreggiate anteriori e posteriori sono rispettivamente di 1590 e 1475 mm. Il peso della vettura è di 570 kg.

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Da un’analisi tecnica della vettura si nota una sospensione anteriore del tipo push-rod piuttosto sofisticata che ricorda molto da vicino le sospensioni utilizzate in F1 ed, in particolare, la sospensione posteriore della Renault del 2006, pur se con cinematismi diversi. Il gruppo sdoppiato molla-ammortizzatore è piazzato orizzontalmente sopra il telaio in una nicchia ricavata nello stesso. Inoltre, è presente un terzo elemento con funzioni di regolazione di altezza minima da terra. Tale elemento potrebbe dare una caratteristica contrattiva alla sospensione stessa. Davanti alla scocca è piazzata la barra antirollio.

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La sospensione posteriore, invece, è più semplice rispetto a quella anteriore. E’ sempre del tipo push-rod ed i gruppi molla-ammortizzatore sono piazzati orizzontalmente sopra al cambio con disposizione a V nella vista in pianta.

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Il motore, come detto, è del tipo turbocompresso. Il relativo gruppo turbocompressore Garrett GT35 è piazzato sulla destra della vettura subito dietro ai radiatori.

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Dal punto di vista aerodinamico, questa vettura ha il disegno del fondo scalinato atto a garantire l’effetto suolo. Circa il 40% del carico totale è dovuto all’effetto suolo. A differenza della F1, ai lati del fondo sono presenti delle piccole paratie verticali atte ad incrementare l’effetto suolo stesso ricalcando in linea di massima uno schema utilizzato in GP2.

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A differenza di quanto avviene in altre categorie (vedi Formula F1 o Formula Master), il diffusore posteriore inizia molto avanti rispetto alla vettura. In pratica, lo scivolo posteriore inizia in prossimità dell’attacco del motore al telaio e termina prima dei triangoli delle sospensioni posteriori. Ciò implica un disturbo all’evacuazione dell’aria dato dalla presenza dei bracci della sospensione ed ai semiassi.

L’accelerazione dell’aria sotto la vettura, che garantisce l’effetto suolo, è rallentata rispetto a quello che si potrebbe avere se non vi fossero disturbi aerodinamici. Inoltre, a causa del diffusore avanzato, la risultante delle forze che “aspirano” la vettura al suolo è più spostata in avanti rispetto a vetture di altre categorie.

Anche la strozzatura della cosiddetta Coca-Cola al posteriore è limitata dal fatto di avere i radiatori non a ventaglio ma inclinati. Per questo c’è un minor restringimento posteriore della carrozzeria ed una quasi inesistente svasatura della parte inferiore delle fiancate a differenza di quanto avviene in altre categorie.

Il rapporto peso/potenza della vettura è abbastanza elevato (circa 0,78) e questo è una cosa positiva. La categoria è stata creata per avere delle vetture a basso costo. Ma alcune sofisticazioni introdotte (vedi ad esempio la sospensione anteriore) rendono la vettura abbastanza complessa da mettere a punto e da guidare soprattutto per i piloti più giovani e senza esperienza. Ma questo potrebbe in effetti mettere in evidenza i piloti più dotati.

Testo e foto dell’ing. Saverio Casadidio





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