Sebastian Vettel e Lewis Hamilton finiscono nel mirino della direzione gara per le loro manovre durante il Gran Premio di ieri, ma se la cavano senza penalità
SEPANG – Ben due protagonisti del Gran Premio di Malesia sono finiti nel mirino della direzione gara, ma se la sono entrambi cavata senza alcuna penalità. Il primo caso ha riguardato Lewis Hamilton, finito sotto accusa per aver zigzagato quattro o cinque volte sul rettilineo nel tentativo di bloccare il tentativo di sorpasso da parte di Vitaly Petrov. Secondo il regolamento, ai piloti è consentito effettuare un’unica manovra difensiva, per poi cambiare nuovamente direzione un’altra volta solo per riprendere la traiettoria ideale prima della staccata.
Hamilton, che grazie a questa manovra è riuscito a restare davanti a Petrov, se l’è cavata comunque con una semplice bandiera bianco-nera, un’ammonizione. La decisione dei commissari non è stata accolta con favore dalla Renault. “Abbiamo espresso la nostra opinione: l’avvertimento non è stato sufficiente,” ha dichiarato il team principal Eric Boullier al quotidiano spagnolo “AS”. Della stessa opinione sono il collaudatore della Ferrari Marc Gene, che ha definito “sbagliata” la guida di Hamilton, e il suo collega della Virgin Andy Soucek, secondo cui il campione del mondo 2008 andava penalizzato “assolutamente, senza dubbio”.
L’ex pilota della Super Aguri, Anthony Davidson, è stato ancora più severo nella sua valutazione ai microfoni di “BBC Radio”: “Non so cosa stesse facendo Lewis, zigzagando per tutta la pista. Penso che fosse convinto di giocare alla Playstation piuttosto che guidare nella vita reale.”
Anche il vincitore della gara Sebastian Vettel ha vissuto qualche brivido dopo la corsa, quando è stato convocato in direzione gara per dare conto di un sorpasso effettuato ai danni di Jarno Trulli in regime di bandiere gialle. I commissari, tra i quali era presente anche l’ex pilota di F1 Johnny Herbert, nel loro comunicato post-gara, hanno fatto sapere comunque che la manovra di Vettel “è stata contraria al regolamento sportivo internazionale”, ma che Trulli in quel momento aveva “un ovvio problema” e che in ogni caso la Red Bull ha rallentato nel settore in cui era presente il pericolo. A Vettel non è stata dunque imposa alcuna penalità.
Fabrizio Corgnati
Mi sarebbe piaciuto vedere se, a posizioni invertite, con un “zig zag” ripetuto di Petrov nei confronti di Hamilton i commissari avrebbero deciso per un “Warning” o avrebbero proceduto ad infliggere al russo un “Drive Through”……..
Gli zig zag sono vietati…così si è creato non tanto un precedente, quanto un appiglio a cui appendersi per creare polemica quando a fine anno ci saranno delle penalizzazioni per cose molto più leggere (tipo Hamilton a Spa due anni fa)…
Il problema, ahimè, è sempre lo stesso: nel regolamento sportivo della Formula 1 sono identificate con chiarezza le colpe, ma non le pene. Quindi, di fatto, i commissari si trovano di volta in volta ad avere la totale discrezionalità sulla penalità da infliggere. In ogni caso, personalmente sono d’accordo con la decisione perchè trovo che le penalità dovrebbero essere ridotte al minimo indispensabile, al fine di non falsare i verdetti della pista. Sul discorso del precedente, non vedo il problema, in quanto non si è detto che lo zig zag è regolare, ma si è solo deciso di punirlo con un avvertimento invece che con un drive through.
Sono d’accordissimo che le penalità dovrebbero essere ridotte al minimo indispensabile…nel caso di Hamilton secondo me era una di quelle volte in cui la penalità andava data, a mio avviso…visto che non è stata data, almeno spero che questo sia il metro di giudizio e da quest’anno non vedremo più certe scempiaggini viste negli ultimi anni…