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F1 season preview 2011 – Si fa sul serio (prima parte)

Pubblicato 22/03/11 12:27 da Marzio Perego 1 commento

Il nostro Marzio Perego analizza ai raggi X il gruppo delle squadre che si preparano a scendere in pista per il primo Gran Premio della stagione 2011 di Formula 1 questo weekend in Australia. Oggi si comincia con la prima parte: chi rischia di vincere.

di Marzio Perego

Ormai ci siamo. Pochi giorni e sull’asfalto di Melbourne saranno sanciti i primi verdetti stagionali. Dopo un inverno lunghissimo, complice la soppressione/rinvio del GP del Bahrein, le squadre sono partite alla volta dell’estremo sud dell’Australia, qualcuno forte delle proprie certezze, i più con un grosso carico d’incognite. Dopo quattro sessioni di test restano pressoché indecifrabili i reali valori in campo: solo sabato alle 14:00 ora locale, inizio delle qualifiche, tutti cominceranno a fare sul serio senza più giochi e pretattiche. Solo ipotesi, dunque, ma eccole qui.

109743083_vr_8904_3152ea00d576f81cf172bf8ce41ddade-422raceApripista le Red Bull
Davanti a tutti Red Bull e Vettel in primis. Difficile immaginare che in pochi mesi Newey, che già di suo raramente sbaglia, possa aver dissipato l’enorme vantaggio tecnico preservato durante l’arco di tutta la scorsa stagione. Quel retrotreno è veramente ridotto ai minimi termini, forse solo l’ennesima intuizione geniale dell’asso inglese ancora una volta in grado di spiazzare il resto della compagnia.

Come da tradizione, sull’ultima sua creatura grava però il rischio fragilità, specie a inizio stagione. D’altra parte però, se tutto fila liscio, è lecito pensare che Vettel e Webber si prenotino per apertura con doppietta, magari sfoggiando un ritmo gara ben superiore alla concorrenza. Del resto a Barcellona si mormora che girassero col pieno.

Sul fronte piloti il neo campione del mondo potrà correre con ben altra serenità rispetto al compagno già sotto esame e pseudo separato in casa, situazione difficilmente rovesciabile nonostante si corra sulle strade dove lui è cresciuto.

110409tst-422race“Subito” dietro la Ferrari…
La Ferrari 150° Italia ha mostrato invidiabile affidabilità, ma c’è da rimarcare che lo stacco dalla progenitrice F10 è ben più netto che non quello tra RB6 e RB7, evoluzione finale di un concetto che ha aveva già radici nella RB5 del 2009. Seppur per certi versi conservativa, la soluzione in controtendenza della sospensione push-rod sia, a suo modo, innovativa con il puntone molto spostato in avanti verso il centro della vettura.

Alonso, a dispetto dell’enorme pressione che grava sulla sua testa, è una garanzia e, sembra, ha qualcosa in più sul piano del problema gestione gomme, fattore da lui stesso più volte enfatizzato come decisivo. Più a suo agio con le Pirelli sembra anche Massa. Se fosse vero che la negativa annata 2010 fosse imputabile per lo più a quest’aspetto, allora ci ritroveremmo con un outsider in più, specie nel giro secco.

Aspetto non da poco anche se di “trenini”, con soste multiple, KERS e ali mobili, non se ne dovrebbero più vedere. Insomma, più facile che il vero valore Rosso sia espresso ancora dal “ragazzaccio” di Oviedo.

pirelli_05-422race_2…o Renault?
La “mina vagante” del weekend di apertura non può che essere la Renault. Sua l’idea di spostare gli scarichi davanti alle pance, una scelta che potrebbe rivelarsi essere il classico jolly. Un azzardo notevole che conferisce alla R31 una linea più tozza rispetto alle avversarie sotto alla quale però l’aria schizza fuori a 400 km/h, ok, ma anche a 800°C di temperatura.

Se a Enstone avessero bene i loro calcoli e le nere-oro dovessero vedere la bandiera a scacchi, ci sono grosse possibilità che salgano addirittura sul podio. Già lo scorso anno lo sfortunato Kubica riuscì a centrare tale obiettivo: tanto a inizio stagione pagando il tributo dell’assenza dell’F-duct, tanto alla fine pagando il tributo di uno sviluppo non all’altezza di quello portato avanti dai top-team impegnati nella corsa al titolo.

Forse si sta sottovalutando un team che ha già dimostrato di essere tecnicamente all’avanguardia, così come si sta sottovalutando un pilota di grande costanza come “la riserva” Nick Heidfeld, tutt’altra stoffa rispetto al titolare Petrov. È bene ricordare, infatti, che il tedesco non sfigurò né col confronto con l’universalmente indiscusso talento polacco che va a sostituire ai tempi della BMW, né con il talento, questo prematuramente riconosciuto, del giapponese Kobayashi lo scorso anno in Sauber, seppur al rientro dopo quasi un anno d’inattività.

(1 – continua)

Marzio Perego





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