Tocca al nostro Marzio Perego misurarsi con i voti ai protagonisti del Gran Premio d’Australia. Da dieci a zero, il countdown di chi vince e chi perde dopo la prima gara della stagione iridata di Formula 1.
di Marzio Perego
Voto 10
A nessuno, ancora è troppo presto, piano con l’entusiasmo…
Voto 9
Ad Adrian Newey, ancora una volta capace di schiantare la concorrenza, già da oggi, da subito costretta a guardare la sua ultima creatura come una chimera sperando di capirne (e riuscirne a copiare) i segreti.
A Nico Rosberg che, con tutti lì ad aspettare il ritorno del Kaiser, lui il Kaiser, ancora una volta, lo guarda dagli specchietti.
Voto 8
A Peter Sauber che se un colosso come BMW va a fondo, “ghe pensi mi”. Anche se la salute è così-così, anche se c’ho un’età, anche se la pensione non è che mi manchi, anche se di sponsor neanche l’ombra, anche se io di mestiere non faccio mica il costruttore. A un anno di distanza dal difficoltoso rientro, tutto fa presagire che di soddisfazioni se ne andrà a togliere parecchie.
A Martin Whitmarsh capace di un clamoroso dietro-front a soli pochi giorni dal via. Per mettere in discussione il progetto MP4-26 di coraggio e raziocinio ce ne volevano parecchi, lui li ha avuti entrambi.
A Fernando Alonso. Cattiva partenza? Macché, bravo a evitare contatti, è lì che però perde il podio. Poi guida incarognito fino all’ultimo metro, il fatto che quello da andare a prendere è il Petrov di Abu Dhabi non può che incentivarlo nella rincorsa. Quando la barca (rossa) va a fondo, il capitano non molla la nave.
Voto 7,5
A Sergio Perez, quello raccomandato, in gamba però! Esordio con la gioia dei primi punti iridati, seppur effimera, frutto di una condotta accorta gestendo mezzo e gomme da veterano.
A Timo Glock . Hai voglia a dannarti l’anima quando becchi quattro secondi al giro e poi, non per colpa tua, le gare manco le finisci. Non c’è da stupirsi poi se, durante l’inverno, ti ricoverano d’urgenza d’appendicite e salti preziose sessioni di test. L’anno nuovo è iniziato come quello vecchio, con un D’Ambrosio al posto di un Di Grassi come compare, ma la differenza tra chi la GP2 la vince e chi no è sempre lì da vedere.
Voto 7
A Lewis Hamilton perché è l’unico che impensierisca, si fa per dire, Sebastian Vettel. Stesso voto anche a quest’ultimo, bravo a portare a termine il compitino, senza errori e senza fatica. Stessa storia anche per Vitaly Petrov, con di più il fatto che, per lui, il weekend senza macchia è vera anomalia.
Voto 6,5
A Giorgio Ascanelli, per il coraggio con il quale è ufficialmente riuscito nell’invertire la rotta di una scuderia che, dopo la dipartita del bambino prodigio, scivolava inesorabilmente indietro.
A Paul di Resta, in grado da subito di dare filo da torcere al compagno, solo lo scorso anno gettonatissimo da più e più parti.
A Stefano Domenicali perché il presunto handicap della sosta in più è in realtà ciò che tiene a galla una Ferrari diretta a Sepang con già le ossa fracassate.
Voto 6
A Kamui Kobayashi, Sebastien Buemi, Jarno Trulli, Heikki Kovalainen, Vitantonio Liuzzi: niente infamia e niente lode. Stesso voto a Michael Schumacher, fuori dalla Q3 per solo un decimo e fuori in gara dopo pochi metri. Un minimo di solidarietà è dovuto, più sfiga di così…
Voto 5,5
A Felipe Massa perché, dopo una partenza a razzo e un duello duro-duro con Button, si poteva pensare che il cucciolo smarrito dello scorso anno fosse solo un lontano ricordo. Un’illusione durata lo spazio di pochi giri, dopodiché, è sparito salvo poi risbucare fuori in zona interviste a menarla con le gomme in stile 2010. Peccato che, nel frattempo, il fornitore non sia più l’additata causa di ogni male Bridgestone.
A VJ Mallya, che quella Force India lì, con quel V10 Mercedes lì, mica può tenersi dietro solo i novizi. Forse converrebbe pagare meglio e prima qualche fornitore di più.
A Jerome D’Ambrosio, alla prima gara d’accordo, peraltro portata a termine d’accordo, ma avanti così si fa la fine di Di Grassi.
Voto 5
A Jenson Button il quale, con un secondo secco di margine sul ritmo di Massa, piagnucola via radio e si riduce passarlo tagliando la chicane. Un campione del mondo resiste anche lì, a 200 km/h, e finisce a podio. Lui, come campione del mondo, si è beccato il drive through e ha chiuso sesto.
A quel Jaime Alguersuari troppo spumeggiante nei test invernali quando, invece, le bollicine che contano andrebbero fatte in gara.
A Adrian Sutil cui manca il guizzo della domenica e chiudendo pagando pegno per l’erroraccio del sabato.
A Pastor Maldonado, raccomandato pure lui, che già in GP” non pareva un granché e sulla Williams pare anche peggio. Per sfondare in F1 non avrà certo i quattro anni che gli sono occorsi nella categoria minore, dura realtà che neanche Chavez potrà impedire.
Alla Lotus, ancora fragile e ancora scarsa. Fa molto meglio delle altre reclute 2010 ma a due secondi dal resto del mondo era e due secondi dal resto del mondo è.
Voto 4
A Aldo Costa sul quale è meglio non infierire. Braccato da Giovannelli a fine qualifiche, ha già pagato pesante supplizio. Il fatto è che, per il terzo anno consecutivo, ha toppato. E poco importa il riuscire a recuperare, sarebbe meglio dire a non-recuperare, come l’anno scorso.
Alla Williams che stecca il sabato, stecca la domenica e, soprattutto, stecca in borsa: -20% secco rispetto al valore di lancio delle azioni. Oltre a ciò, contribuisce all’incazzatura degli investitori il particolare che la macchina va, oltre al danno la beffa.
A Narain Kathykeyan, perché cosa vuoi dirgli, che torni nella Camping World Truck Series insieme a Nelsinho Piquet e, notizia di oggi, a Kimi Raikkonen.
Alla Virgin che, rispetto a un anno fa, si segnala in progresso solo per aver indovinato la dimensione dei serbatoi.
Voto 3
A Ross Brawn che ringrazia il cielo per l’eliminazione immediata di Schumy e quella successiva di Rosberg, anche se tardiva. Al giro ventidue è, infatti, ormai fin troppo chiaro che la W02, quella della riscossa, ha tutti i connotati di un altro bidone.
A Mark Webber che si becca quasi un secondo in prova e quasi quaranta in gara dal compagno. Se voleva aiutare Horner sul tema ordini di scuderia, ha centrato l’obiettivo alla grandissima. A meno che sia salito nuovamente e abusivamente in sella alla sua mountain bike e si sia giocato un’altra clavicola…
Voto 2
A Rubens Barrichello perché con oltre trecento Gran Premi sul gobbone puoi insabbiarti in Q2 prima ancora di aver inanellato almeno un, dico un, giro buono? Puoi avere la bramosia di attaccare l’innocente Rosberg quando vai il doppio e non l’hai ancora agguantato? Disaster!
A Nick “the Quick” Heidfeld, fuori già in Q3 causa traffico e incapace di reagire, inerme, per tutta la gara. Di “Quick” s’è visto ben poco, eccezion fatta per la Renault che aveva sotto al sedere.
Voto 0
Alla HRT che, al di là delle suppliche di Liuzzi, per buon senso non hanno fatto correre la domenica. La possibilità di fare km nei test c’era anche per loro, assumere la prima guida a senza aspettare soli quindici giorni dal via, e chi più ne ha più ne metta. E pensare che di gente a bussa alla porta del circus ben più credibile ce n’è parecchia…
Marzio Perego





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Ciao Marzio! Belle pagelle!Bravo
Concordo su tutte, forse meritava mezzo punto in più Kobayashi!
Ciao
7,5 a Glock e 7 a Hamilton e Vettel ???
No comment
Ciao Max,
capisco che faccia un po’ strano, un po’ sensazione, ma la gara di Vettel e Hamilton è stata “facile”, il grosso del lavoro l’hanno fatto con una gran qualifica. Niente errori e 1° e 2° posto portati a casa, infatti, il voto è buono.
Bene, per Glock, valgono gli stessi discorsi. Per di più, converrai, c’è una bella differenza di motivazioni: un conto è lottare per la vittoria, un altro per il 20° posto…