Il Gran Premio di Cina, terza prova del campionato del mondo 2011 di Formula 1, va in archivio come di consueto con il nostro pagellone del giovedì, dove Marzio Perego traccia il bilancio di chi vince e chi perde tra piloti, manager e addetti ai lavori. E le regole…
di Marzio Perego
Voto 10
Quasi…
Voto 9
A Mark Webber, cui non va il 10 per il semplice motivo che, per assurdo, poteva pure vincere. Costretto ad aggrapparsi all’ala mobile per via della cronica assenza del KERS, poco gradita esclusiva della sua vettura numero due. Risale come può, alla grandissima nella seconda parte, alla grandissima anche nella prima parte dove, fisiologicamente perde posizioni al via, si destreggia con quel pizzico di cautela di troppo. Certo, in quei primi giri, che avrebbe potuto lottare per la vittoria non lo poteva immaginare.
Ad Heikki Kovalainen, cui non va il 10 per il semplice motivo che, crudelmente, comunque, il suo straordinario 16° posto non passerà alla storia.
Voto 8,5
A Nico Rosberg, cui si toglie mezzo punto per il lungo a fine gara alla staccata del “tornantino” che, con ogni probabilità, gli toglie un podio meritato quanto sudato. Lo sa bene Nico che, infatti, a fine gara sfoga tutta la sua rabbia. Parla addirittura di una “vittoria mancata” solo a causa della mancanza carburante e la conseguente limitazione giri motore per le ultime lunghissime e concitate tornate.
Voto 8
A Lewis Hamilton perché, cosa vuoi, fa la grande gara alla Lewis Hamilton, appunto. Cattiveria e incoscienza allo stato brado: come “spinge” fuori Button, con ancora mezza macchina dietro all’imbocco della prima curva, è il mix perfetto d’entrambe le cose, quell’alchimia che solo i fenomeni riescono a centrare.
Voto 7,5
A Martin Whitmarsh capace, in corsa, di cambiare strategia su entrambe le vetture, scelta che, a conti fatti, vale da sé metà dell’insperata vittoria.
Voto 7
A Jenson Button che fenomeno come Luigino non lo è, ma grandissimo e onestissimo lavoratore sì. Con una macchina non a posto arranca, pressato, sbaglia persino piazzola di sosta ai box, una perla! Peccato che con ciò perda la posizione su Vettel e, con essa, intiepidisce la comunque buona domenica di straordinari.
A Sebastian Vettel perché, nonostante il secondo posto sappia di beffa, con quella strategia lì, fa un mezzo miracolo. Vale più questo piazzamento che non le vittorie in scioltezza delle prime due gare.
A Paul Di Resta ancora in Q3 il sabato seppur, ahimè, a un soffio dai punti la domenica. Di più non si poteva fare, improbabile piuttosto fare altrettanto.
A Jerome D’Ambrosio che, a sorpresa, sovrasta l’altra Virgin pur tutto l’arco del week-end. Con quella macchina lì, quella è la massima aspettativa lecita.
Al Team Lotus ancora in grande affanno sul giro secco. Eccezion fatta per Webber rimasto sulle dure, beccano, infatti, nuovamente quei fatidici due secondi. In gara però, riescono a far saltar fuori il ritmo buono, dignitoso almeno.
A Felipe Massa in versione pre-incidente. Finalmente tonico, fuori dall’anonimato, e in grado di offuscare il compagno scomodo come ai bei tempi. Incazzoso anche nel dopo gara quando tuona contro il team, salvo poi ritrattare d’accordo, ma un inconsueto segnale di vitalità in contrapposizione ai soliti piagnistei. E la prossima gara arriva l’amata Turchia, posto ideale per bissare il tutto.
Voto 6,5
Alla Force India che “quatta quatta”, qualcun altro che s’era presentato più “strombazzante” alla vigilia se l’è messo dietro.
Alla Sauber perché l’ultima creatura del team elvetico è una bomba, se non fosse per quei due che ce l’hanno in mano la musica sarebbe ben diversa. Un po’ come BB King senza la sua Lucille, oppure sarebbe meglio dire, la sua Lucille in mano a un altro.
A Michael Schumacher che, non è che faccia sfracelli, ma la cattiveria del ragazzino ce la mette sempre. Mettici il KERS, mettici il DRS, mettici un po’ quel che vuoi che nessuno vende cara la pelle come lui.
A Ross Brawn, perché se il salto in avanti delle frecce d’argento c’è, per lo più, è grazie alle scelte del muretto. Mancava solo la banana, poi sembrava lui, quello vero.
Voto 6
A Vitaly Petrov, non spumeggiante certo ma, se la Renault s’inchioda precludendogli di disputare una Q3 conquistata con merito, se la Renault sceglie le sciagurate due soste, anche un Kubica più di nono non faceva.
Alla HRT sulla fiducia, ancora in sofferenza è vero, ma la storia della formichina la conosciamo. Certo, poi non è che in giro ci siano solo le cicale.
Ad Adrian Sutil sulla fiducia, ancora in sofferenza, è vero, ma speronato incolpevolmente.
A Rubens Barrichello sulla fiducia, ancora in sofferenza è vero, ma in un contesto Williams che dallo stato di “shock” è ormai allo stato di “crisi isterica”.
A Sebastian Buemi che finché il compagno non lo butta fuori ma gli chiude davanti…
Voto 5,5
A Jaime Alguersuari che finché il compagno non lo butta fuori ma gli chiude dietro…
A Jarno Trulli perché così, tutto scuse e giustificazioni, è fastidioso. Una volta per lui parlava la pista.
A Kamui Kobayashi perché il “punticino” è bottino magro. La consueta irruenza da una parte entusiasma, dall’altra spreca.
Voto 5
A Sam Michael che di fronte alla disfatta, se non altro, è pronto a farsi da parte.
A Timo Glock, sottotono…
A Sergio Perez spavaldo, anche troppo, al punto di compromettere la propria gara e quella altrui. Un po’ come quando tamponi, hai torto, ma chiedi scusa. Non è che poi ti facciano l’applauso…
Voto 4,5
A Fernando Alonso sottotono pure lui, cosa che fa ben più notizia. È vero che la gara se ne va già al primo pit stop che tutti si precipitano a fare tranne lui, è vero che con ciò si rientra imbrigliato dietro al Kaiser. È però altrettanto vero anche che sbaglia partenza, che sfalda prima le gomme, che ha ritmo comunque mezzo secondo sopra a quello di Massa. Fernando non c’era, anomalia che preoccupa. Lecito sfiduciarsi, ma ci si aspetta che il capitano non molli la nave, e questo non lo fa, ma ci si aspetta anche che la salvi dalla deriva.
A Nick Heidfeld ufficialmente incapace di prendere per mano una squadra orfana della sua prima guida. Eredità pesante della quale però non è stato all’altezza in due gare su tre, “tantuccio”. Quei tre che l’hanno preceduto sulla linea del traguardo avrebbe dovuto mangiarseli.
Alla Toro Rosso, perché a far da contraltare all’ottima prestazione velocistica pura, c’è una preoccupante attitudine della STR6 a, letteralmente, divorare le gomme. Come evidenziato dai GP sin qui disputati, trattasi di un gap devastante.
Alla Virgin perché, almeno, porta entrambe le monoposto alla bandiera a scacchi.
Voto 4
A Eric Boullier reo di troppi errori in troppo poco tempo. Durante il sabato tiene Heidfeld congelato ai box in Q2 fino all’ultimo minuto utile, anzi, oltre. Una sfortuna viziata dalla sfrontatezza di caricare su un “panchinaro” il peso della cartuccia singola. Durante la domenica poi, per un team che non punta al mondiale ma al massimo al colpo a sensazione della vittoria singola, sarebbe stata cosa buona e giusta il differenziare la tattica tra una vettura e l’altra.
Voto 3,5
A Stefano Domenicali in quanto, a differenza di Boullier, dovrebbe puntare al mondiale. In ragione del buon ritmo gara espresso tanto in Australia quanto in Malesia non aveva ragione di rischiare. Supponendo che non abbia “rischiato”, avrebbe potuto cambiare rotta “in corsa”, almeno con il più attardato Alonso, specie quando questi naufragava a quattro secondi al giro sulla testa della corsa. Con una differenza di ritmo così abissale, il tempo perso in corsia, si recuperava in cinque giri… La cosa più grave è che, a giochi fatti, abbia negato oppure, peggio ancora, non abbia capito che la tattica scelta era perdente paragonando la gara di Massa a quella di Rosberg. Non era la Mercedes di Nico il termine di paragone per la Rossa. Basti pensare a Webber che, pur partendo 18° e senza KERS, ha chiuso a pochi metri dal compagno Vettel. Basti pensare alle Renault attardate di un minuto dal vincitore ma sul podio nei GP precedenti. Dai…
Voto 3
A Christian Horner per cui valgono gli stessi discorsi con l’aggravante del peccato di presunzione nel precludere le morbide alla qualifica a Webber.
A Pastor Maldonado che il sabato si dimostra ancora inguaribile ottimista per la corsa ma che, la domenica, riesce a smentirsi con i fatti da sé.
Voto ?
Alle nuove regole. Perché le Pirelli vanno in crisi su entrambe le monoposto di qualsiasi team, il pilota influisce ben poco. Perché il KERS c’è chi l’ha e chi no, serve più a difendersi che ad attaccare, ma è forse il minore dei mali. Perché, infine, il DRS visto da certi camera-car sembra peggio dell’Intercooler degli anni 80. Grande spettacolo c’è, innegabile, di sport però… quanto rimane?
Marzio Perego
Grazie Marzio per le pagelle: mi trovi sempre daccordo!
Io sono un super tifoso di Alonso e cerco sempre di difenderlo, a volte, anche in modo palesemente sbagliato.
Tu gli hai dato un 4,5…..io gli darei uno 0!! Non è ammissibile, da parte di un bi-campione del mondo, sbagliare 21 partenze su 22 in 2 anni!!Ok, non c’è più il launch control, ma se hanno imparato gli altri anche lui deve imparare a partire!!
Alla Ferrari dicono che l’unico problema è la prestazione in qualifica; ma mi spieghi a cosa serve partire in pole se poi alla prima curva sfili terzo?? Almeno Massa riesce a mantenere la sua posizione in griglia(Anzi ne guadagna sempre una….quella su Alonso!)
Comunque sia, da sfegatato tifoso di Alonso, spero di vederlo presto nella lotta per la vittoria!!
“Alla Sauber perché l’ultima creatura del team elvetico è una bomba, se non fosse per quei due che ce l’hanno in mano la musica sarebbe ben diversa”.
Non ho capito se il tuo punto di vista vuole essere critico nei confronti dei due piloti Sauber, che ritengo all’altezza di guidare una monoposto di formula 1. Sia Kamui che Perez sono degli ottimi piloti, vedrete che Perez sara’ la rivelazione del circus entro 2 anni, ci scommetto qualsiasi cosa, e’ anche il Samurai potrebbe fare il grande salto verso una scuderia da titolo magari ricoprendo il ruolo di secondo pilota. Non dimentichiamoci inoltre la splendida gara d’apertura in Australia, dove entrambi i piloti finirono a punti e dietro solo a macchine nettamente piu’ veloci ma davanti ad altre piu’ blasonate. Peccato poi la SQ arrivata per una questione di dettagli, ma nulla toglie che quel giorno fosse stato tutto in regola avrebbero ottenuto punti pesanti..
Poi il voto al gran premio di cina puo’ starci, la mia e’ una valutazione complessiva..
D’accordo con F1fan…i piloti Sauber stanno facendo un buon lavoro, Perez è un debuttante ed è normale che faccia errori, in quanto a Kamui se si sono visti dei bei sorpassi lo si deve anche a lui, sin dal suo debutto con la Toyota ha fatto vedere come si sorpassa…
Ciao a tutti,
sì, sono critico nei confronti dei piloti Sauber, anche se stiamo parlando di voti 5.5/5,insufficienze non certo gravi…
La mia opinione è che l’anno scorso sia stato celebrato Kobayashi in ragione di qualche bel sorpasso quando da celebrare era la macchina. Risultati alla mano Pedro De La Rosa non sfigurò affatto, Heidfeld dopo un anno di stop nemmeno. Perez ha, ovviamente, bisogno di tempo.
Certo è che, se dovessi scommettere su qualcuno, punterei du Di Resta (anche lui alla 3° gara), con una macchina decisamente inferiore, ha impressionato maggiormente… almeno me…
Son punti di vista, staremo a vedere, grazie comunque dei commenti!
Beh, anche la force India e’ una discreta vettura eh, nel 2010 fece pure meglio delle Sauber ..
Grande inizio per Di resta ( che mi piace molto cmq), ma vorrei ricordare che anche Liuzzi parti alla grande lo scorso anno al volante della stessa Force India, che ripeto, per me e’ una buona macchina, da centro classifica piu’ o meno proprio come la Sauber..
lo scorso anno la Force india fece meglio della Sauber,sia nei costruttori che come piloti dato che Sutil fini davanti al giapponese.. ok incensare il team elvetico per i progressi, ma Kamui ha il merito di averli tenuti a galla con un buon finale di stagione.. Quindi se ci basiamo anche ai risultati della scorsa stagione si arriva alla conclusione che Le force India non sono inferiori alle Sauber, e se di scarto si deve parlare ssarebbe minimo tra le due scuderie..
Per quanto riguarda l’inizio di questa stagione a mio avviso Kamui ha raccolto quello che doveva raccogliere con questa macchina, e senza la Sq avrebbe un 8° posto in piu’ da raccontare.. non capisco per nulla le insufficenze, almenoche’ qualcuno pensava che dovevano duellare tutto l’anno con le redd bull :-)Voto Sauber complessivo 7. Voto Kamui 7. Voto Perez 6. Peraltro piu’ che i piloti se proprio vogliamo puntare il dito su qualcuno dovremmo puntarlo alla sauber stessa per quella irregolarita’ in Australia, ma comunque sorvoliamo, sono cose che possono succedere al primo Gp vista la confusione generata dalle tante novita’..
Ciao F1Fan,
come ti dicevo, questione di punti di vista. Io sono cnvinto che le 2 monoposto (Sauber e Force India) NON siano assolutamente allo stesso livello, da qui le ns differenti valutazioni sui piloti.