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ME AND MY HELMET – Stile Ferrari e capri espiatori

Pubblicato 09/08/11 11:02 da Fabrizio Corgnati 5 commenti

La Ferrari approfitta della pausa estiva per tracciare un primo bilancio della sua stagione 2011. La rinascita c’è stata, certo, ma forse qualcuno meriterebbe delle scuse… Ne parla il nostro caporedattore Fabrizio Corgnati nel suo editoriale.

di Fabrizio Corgnati

Ebbene sì, la Ferrari è tornata protagonista del campionato del mondo 2011 di Formula 1. Non crediamo (ancora?) che sia possibile ribaltare le sorti di una lotta per il titolo scritta troppo presto, ma che la rossa di Maranello possa battagliare fino alla fine per il secondo posto iridato (che significa soldi, oltre che prestigio), questo sì. E ne va dato atto a una squadra che, solo fino a qualche settimana fa, non sembrava capace di tanto.

Merito dunque agli uomini della Ferrari per essere riusciti a invertire la tendenza della loro annata. A tutti, però. Già, perchè vogliamo proprio credere che l’ormai ex direttore tecnico Aldo Costa, prima confinato con ignominia a una non meglio precisata mansione alternativa in azienda e poi del tutto liquidato in fretta e furia, non abbia alcun ruolo in questa resurrezione, quando era stato lui stesso ad avvertire osservatori e concorrenza del nuovo pacchetto in arrivo per metà stagione? Vogliamo credere che l’artefice unico ne sia Pat Fry, una sorta di nuovo uomo dei miracoli, con la sola imposizione delle mani (almeno, fino a prova contraria)?

Questa, beninteso, non vuole essere una difesa d’ufficio di Costa, che più volte negli anni ci siamo ritrovati a criticare, crediamo, a ragion veduta, non foss’altro per la sua difficoltà di gestione degli uomini. Piuttosto, gradiremmo che fosse l’occasione per riflettere su uno stile Ferrari che troppo spesso, nei momenti di difficoltà, si sta ripetendo uguale a se stesso, dimostrando scarso rispetto per i propri uomini nonchè per l’intelligenza di noi spettatori.

Aldo Costa è stato per anni sbandierato come alfiere dell’italianità tecnica della Ferrari del nuovo corso, salvo poi essere accantonato senza troppi complimenti quando la situazione si era fatta troppo bollente da gestire. A lui è stato applicato quello che potremmo definire “trattamento Dyer” (e Baldisserri prima di lui): è stato nient’altro che un capro espiatorio, un fusibile saltato per evitare che collassasse l’intero meccanismo, Stefano Domenicali in testa.

Eh sì, perchè la vera responsabilità di una Ferrari che non riesce più a sfornare vetture competitive (almeno in prima istanza) sta più in alto, in chi quegli uomini li coordina e li gestisce. Non vorremmo, infatti, che si assorbisse dal calcio la brutta abitudine di cacciare l’allenatore a calci nel sedere quando le cose si mettono male, salvo non mettere mai sul banco degli imputati la dirigenza. Le soluzioni facili, lo sappiamo, non sono mai quelle risolutive.

La stessa operazione si può condurre con ben altri atteggiamenti: ne sia una prova l’impeccabile stile British con il quale la Williams ha dato il benservito al suo attuale direttore tecnico Sam Michael, ormai un morto che cammina, professionalmente parlando, pur mantenendolo al suo posto fino a fine anno e garantendogli così uno scivolo e una comoda successione. E dire che la squadra di Grove è capeggiata da un uomo, un certo Adam Parr, che confessa candidamente che fino a qualche anno fa non capiva nulla di corse.

Domenicali, dal canto suo, giura e spergiura di non aver deciso lui l’allontanamento di Aldo Costa. Il che non è detto che sia una buona linea difensiva. Perchè se il team principal di una scuderia di Formula 1 non è nemmeno in grado di imporre le sue decisioni sulla direzione tecnica, allora che ci sta a fare?

Fabrizio Corgnati





Commenti (5)

robertoagosto 9th, 2011 at 18:42

Aldo Costa ……..

un conservativo, un ing. che non rischia nulla, che va sempre sul sicuro -
e’ rimasto indietro, serve gente che vada border line ( anche overline ) tanto i fatti dimostrano che se si va oltre il regolamento poi le macchine vengono accettate ( vedi brawn\honda vincitore del mondiale, vedi scarichi soffiati, vedi f-duct mclaren – tutte macchine irregolari, ma passate alle verifiche fia )

DrJazzagosto 10th, 2011 at 00:29

@roberto

al limite oltre “lo spirito” del regolamento perché in tutti i casi (anche in corso d’anno) per vietarli hanno dovuto cambiarlo il regolamento.
Gli scarichi soffiati poi ci sono da vent’anni.
Certo poi adesso è pericoloso staccare la mano dal volante.
Pensa quando il cambio era manuale e magari dovevi tenerci su la mano per non far uscire la marcia…

dragozuriagosto 10th, 2011 at 08:20

Citare la Williams ad esempio non è proprio un paragone azzeccato (tratasi di F1 morta che cammina, velocisticamente parlado). Quanto poi allo stile Inglese si guardi la Mc Laren o la Renault.

robertoagosto 10th, 2011 at 11:48

@ dr jazz

honda\brawn irregolare al 100% e non nello sprito del regolamento, infatti a ottobre la renault invio’ alla fia copia di un progetto simile, ma la fia disse che era irregolare – poi ross brawn ” pianse ” dicendo che se non passava la macchina loro non partecipavano al mondiale e la brawn venne ammessa – f-duct irregolare al 100% ma charlie whiting perse l’aereo per andare a fare verifiche e poi quando le fece dichiaro’ il tutto regolare – dopo averlo preso in quel posto da honda\brawn anche adrian newey ha iniziato ad andare overline – anche i motori congelati sono cose false …….. le case continuano a sviluppare i motori
la f1 e’ senza regole e a chiunque minacci di lasciare il circus vengono fatte concessioni ……….. gli scarichi soffiati irregolari al 100% ed infatti alcune scuderie minori per ritirare la denuncia hanno preso un bel po’ di cash ………..

regole semplici e fisse, scrivendo cosa si puo’ e sopratutto cosa non si puo’ fare …….. ma cosi’ la fia non potrebbe avere piu’ figli e figliastri …

Pippa Middletonagosto 12th, 2011 at 15:50

dominicali go home … la F1 deve avere due regole sole: peso e limite max di benzina per gara …. poi vinca il migliore .. anche con 6 ruote

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