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16TH-AND-GEORGETOWN – 2012 IndyCar preview

Pubblicato 22/03/12 12:39 da Marco Strazzulla 1 commento

La stagione 2012 della IZOD IndyCar Series si annuncia ricca di incognite, legate alle nuove vetture e i nuovi motori. I test hanno detto che Ganassi e Penske sono ancora un gradino più su degli altri, ma solo la prima gara potrà sciogliere tutti i dubbi.

di Marco Strazzulla

La stagione 2012 della IZOD IndyCar Series sarà ricca di cambiamenti. Nuovi telai e nuovi motori, con il ritorno della competizione tra tre motoristi diversi (Honda, Chevrolet, Lotus), potrebbero portare ad un rimescolamento dei valori in campo. Nonostante il timore dovuto allo stravolgimento di dover cambiare totalmente materiale, timore legato soprattutto ad un incremento dei costi, la risposta è stata positiva, dal punto di vista di sponsorizzazioni e di conseguenza di vetture presenti al via della prima prova stagionale, a St.Petersburg. 26 vetture full time (27 da Indianapolis in poi) sono un numero che in pochi si aspettavano all’inizio dell’inverno. Fare dei pronostici in una stagione con così tante novità è impresa ardua: se un motore risulta più competitivo degli altri anche di un solo decimo, in IndyCar significa scalare la classifica di 6/7/8 posizioni. I test prestagionali hanno aiutato a chiarire un po’ le idee, anche se soltanto la prima gara potrà sciogliere tutti i dubbi.

CHIP GANASSI RACING (Honda)
#9 Scott Dixon
#10 Dario Franchitti
#38 Graham Rahal
#83 Charlie Kimball

I test prestagionali hanno confermato che il team di Chip Ganassi resta il favorito numero 1. Franchitti sembra essere diventato il pilota perfetto: se dovessimo fare tre nomi di specialisti per ogni tipologia di tracciato, lui ci sarebbe sempre. Cittadini, stradali, ovali corti e lunghi, lo scozzese è il favorito in ogni condizione. Rincorre il quinto titolo (sostanzialmente consecutivo, visto che nel 2008 era in NASCAR) e la terza 500 Miglia di Indianapolis, ma in realtà di vincere ancora non ne avrebbe comunque bisogno perché è già una leggenda. Dixon negli ultimi anni è parso un po’ in calo e quasi relegato al ruolo di secondo pilota, ma nei test collettivi di Sebring è stato costantemente il più veloce. Quando è in giornata è difficilissimo da battere. Rahal cerca ancora la seconda vittoria in carriera, è pronto ed è reduce da una stagione in cui ha ottenuto meno di quanto meritasse. E’ sempre sul punto di esplodere. Kimball ha passato una stagione 2011 complicata, con pochi sprazzi, e deve dimostrare di meritarsi un posto così prestigioso.

TEAM PENSKE (Chevrolet)
#2 Ryan Briscoe
#3 Helio Castroneves
#12 Will Power

Anche qui i test hanno confermato il Team Penske come il primo rivale della squadra di Ganassi. Castroneves e Briscoe sono reduci da una stagione pressocchè disastrosa. Penske ha puntato sulla continuità, ma non è detto che dopo un anno di adattamento alle nuove vetture e ai nuovi motori non possa modificare la lineup nel 2013, e il più a rischio sembra essere l’australiano, già confermato in inverno tra qualche dubbio. Al riguardo fa impressione pensare che un pilota Penske non abbia ottenuto neanche un podio come accaduto lo scorso anno a Briscoe. Castroneves è sempre motivato dall’assalto alla quarta 500 Miglia di Indianapolis, mentre il campionato gli è sempre sfuggito. Deve ritrovare brillantezza ed entusiasmo, dopo un 2011 grigio, ed al riguardo i test prestagionali sembrano aver dato un riscontro positivo. Power è due anni che perde il campionato all’ultima gara, l’anno scorso ha anche sfatato il tabù degli ovali vincendo in Texas, ma deve rimanere più costante per poter battere una macchina quasi perfetta com’è Franchitti. E’ comunque incredibile che questo team abbia vinto solo un titolo, nel 2006 con Sam Hornish, e Power al momento sembra l’unico in grado di potercela fare quest’anno.

ANDRETTI AUTOSPORT (Chevrolet)
#26 Marco Andretti
#27 James Hinchcliffe
#28 Ryan Hunter-Reay

Volenti o nolenti, la partenza di Danica Patrick è la notizia principale del team. A sostituirla è arrivato il canadese Hinchcliffe, reduce da una stagione da rookie quasi perfetta. Ma saprà reggere la pressione di sostituire un predecessore così scomodo in un team così importante? E saprà sopportare la responsabilità di rappresentare, in pista e fuori, uno sponsor importante come GoDaddy, che ha puntato su di lui e sull’a sua immagine per sostituire anche dal punto di vista commerciale l’icona-Danica? Il pilota canadese sembra un tipo tranquillo e scanzonato, ma solo il procedere della stagione dirà la verità. Marco Andretti nel 2011 ha finalmente rotto la piccola maledizione personale, e dopo 5 anni è tornato al successo. Quando è in giornata è impressionante per velocità, bravura e coraggio, ma purtroppo lo è solo una gara sì e una no. Se diventa costante può fare di tutto, specialmente ad Indianapolis dove ha sempre corso bene. Hunter-Reay resta al momento il pilota del team che ha maggiori chance di puntare al titolo, anche grazie alla scarsità di ovali che sono un po’ il suo punto debole, e nei test è stato sempre velocissimo, se si escludono i test collettivi di Sebring, in cui ha girato nei primi due giorni quando la pista era probabilmente più lenta. Rispetto allo scorso anno l’impressione è che adesso sia il team che debba dimostrare di essere pronto a puntare a quel vertice che ha lasciato da un paio di anni.

KV RACING TECHNOLOGY (Chevrolet)
#5 EJ Viso
#8 Rubens Barrichello
#11 Tony Kanaan

Inutile dire che la presenza di Barrichello darà al team ancora più visibilità. Il che significa anche essere maggiormente sotto pressione. L’arrivo di Kanaan lo scorso anno ha fatto salire ulteriormente di livello il team, che oramai sembra avere tutto per vincere la sua prima gara. Quello che è mancato nel passato è stato un pilota di sicuro rendimento accanto al brasiliano. L’arrivo dell’amico e connazionale Barrichello porta molto interesse (specie internazionale) attorno al team, ma non è detto che vada esattamente in questa direzione. A 39 anni, dopo 19 stagioni e 322 gran premi di Formula 1, il brasiliano si getta con entusiasmo in una nuova avventura, ma anche se non riconosciuto ufficialmente (lo sarà soltanto per la 500 Miglia di Indianapolis) è sempre un rookie, con tutto ciò che questo comporta. Su Viso non si può fare affidamento, corre sempre oltre i limiti, il che lo porta spesso ad avere incidenti. Otterrà probabilmente qualche exploit, ma difficilmente sarà un fattore. Quindi alla fine resta tutto sulle spalle di Kanaan, che in pre-season per la verità non è stato particolarmente brillante, al contrario di Barrichello che è subito salito al vertice della classifica.

PANTHER RACING (Chevrolet)
#4 JR Hildebrand

Il disastro di Indianapolis, quando è finito a muro all’ultima curva dell’ultimo giro mentre era in testa, non ha influenzato la stagione 2011 di Hildebrand. E questo la dice lunga sulle qualità del pilota americano. Nei test prestagionali è andato benissimo, il team è affidabile ed esperto (è reduce da quattro secondi posti consecutivi alla 500 Miglia di Indianapolis), quindi si può guardare al 2012 con ottimismo. Se le attese verranno confermate, Hildebrand ha la possibilità di disputare una stagione che lo può proiettare verso lidi più prestigiosi.

A.J. FOYT RACING (Honda)
#14 Mike Conway

Dopo un paio di stagioni un pò grigie, i test prestagionali hanno mostrato un team in crescita. Con un pilota come Conway, velocissimi su cittadini e stradali, può puntare a diversi exploit. Il pilota inglese deve migliorare sugli ovali, e l’impressione è che affiancargli un secondo pilota (come tradizionalmente fa il team) più esperto alla 500 Miglia di Indianapolis gli potrebbe essere d’aiuto. Comunque è già un segno positivo essere tornati ad un livello di considerazione medio-alto.

RAHAL LETTERMAN LANIGAN RACING (Honda)
#15 Takuma Sato
#30 Luca Filippi (R) (da Indianapolis in poi)

Il team di Rahal torna full time dopo tre anni di assenza. Per le prime gare schiererà solo una vettura per Sato, ma da Indianapolis in poi gli affiancherà l’italiano Filippi. Il pilota giapponese è reduce da una stagione in cui ha migliorato le prestazioni e diminuito gli incidenti, e se continua anche quest’anno su questa strada può rivelarsi un cliente pericoloso per chi punta alla vittoria delle gare. Impossibilitato a raggiungere la Formula 1, Filippi ha deciso di puntare su gli USA. Deve fare tutta la trafila solita dei rookie, ed incominciare da Indianapolis e senza un metro di test non è certo facile. L’impressione è che il team aveva bisogno di un pilota esperto nell’anno del ritorno, ma il potenziale e l’esperienza (mostrati anche in questi anni con il programma BMW nell’American Le Mans Series) sono molto alti.

SAM SCHMIDT MOTORSPORTS (Honda)
#77 Simon Pagenaud (R)

L’assenza di esperienza sugli ovali ha portato la IndyCar a classificare Pagenaud come un rookie, nonostante le tre gare dello scorso anno e l’esperienza in ChampCar. Sugli stradali ha già dimostrato lo scorso anno di essere un pilota da top 10, sugli ovali invece avrà bisogno di essere guidato dal team, uno dei più esperti e preparati della categoria. E’ comunque il favorito numero 1 per il titolo di Rookie of the Year, e non è da escludere che possa togliersi più di una soddisfazione.

DALE COYNE RACING (Honda)
#18 Justin Wilson
#19 James Jakes

Il team ha girato poco e male nei test invernali, ma aver ricomposto la coppia Wilson/Bill Pappas fa pensare molto positivo. I due portarono il team alla vittoria a Watkins Glen nel 2009, e ci riproveranno anche quest’anno. Su Wilson ci sono i dubbi sulle condizioni fisiche, dopo l’infortunio che gli ha fatto saltare metà 2011, e sulla sua consistenza sugli ovali, dove a parte Indianapolis ha sempre fatto fatica. Jakes ha mostrato qualche timido miglioramento nel finale della scorsa stagione, ma è l’anello debole di un team storico che ogni anno lotta per emergere dalle retrovie.

SARAH FISHER RACING (Honda)
#67 Josef Newgarden (R)

Un team all’esordio full time con alla guida un rookie. Le prospettive sembrano essere complicate, ma il talento del giovane pilota americano e le prestazioni 2011 del team (che ha vinto la sua prima gara nella storia, in Kentucky) permettono comunque di pensare positivo. Resta l’incognita di affrontare una stagione piena di novità (per la categoria e per la squadra) con un pilota dall’esperienza molto limitata, ma l’entusiasmo attorno alla squadra è molto alto e questo non può che essere un bene. Dopo un periodo di adattamento, potrebbero arrivare delle sorprese.

DREYER&REINBOLD RACING (Lotus)
#22 Oriol Servia

E’ inevitabile, ma il ritardo di preparazione, il valore dei team stessi e i tempi fatti registrare nei test invernali pongono le squadre motorizzate Lotus nelle parti basse del ranking. Il Dreyer&Reinbold Racing e Oriol Servia sono comunque il team e il pilota più esperti a difendere i colori del marchio inglese, e sembrano gli unici che possano impensierire le squadre Honda e Chevrolet. Il pilota spagnolo è reduce da un campionato strepitoso, chiuso al quarto posto correndo con un team di seconda fascia. Il Dreyer&Reinbold Racing esce invece da una stagione disastrosa, anche a causa dell’infortunio a metà stagione di Wilson. Nei test è stato il team Lotus più consistente, ma il distacco dal vertice è ancora sensibile, anche se a Sebring ha girato comunque meglio di Kanaan o Andretti.

BRYAN HERTA AUTOSPORT (Lotus)
#98 Alex Tagliani

Reduce dalla rocambolesca vittoria alla 500 Miglia di Indianapolis 2011, difficilmente potrà bissare il colpo quest’anno. Alla prima stagione completa, la squadra di Herta può puntare a diventare il primo team Lotus, ma dai test invernali il passo che è emerso rispetto agli altri è sensibilmente più lento. Dalla sua c’è un pilota come Tagliani, che è una garanzia ed è reduce da una stagione tutto sommato positiva.

HVM RACING (Lotus)
#78 Simona de Silvestro

Altro team Lotus, altro team che si presenta al via con le stesse incognite. La De Silvestro è reduce da una stagione strana, partita con lo straordinario exploit della prima gara a St.Petersburg (dove terminò quarta) ma che poi è continuata tra incidenti e problemi fisici e burocratici (ha dovuto saltare una gara per una questione di passaporto). Lavorare con un costruttore in ritardo potrebbe però essere un fattore positivo, nel caso le cose dovessero andare bene, perché ne consoliderebbe la reputazione. Dopo due anni resta ancora molto in difficoltà sugli ovali.

ED CARPENTER RACING (Chevrolet)
#20 Ed Carpenter

Team tutto nuovo, nato dalla collaborazione tra Ed Carpenter, il patrigno Tony George e Derrick Walker. Ha dalla sua la simpatia che genererà nei fan, essendo una squadra “all american” (pilota, team, motore, sponsor sono tutti USA). In una stagione con tutte queste novità però un team tutto nuovo rappresenta una ulteriore incognita. Inoltre, in una stagione con una netta prevalenza di stradali, la presenza di uno specialista degli ovali come Carpenter può essere un ulteriore freno. Il pilota americano è reduce dalla prima vittoria in carriera, ma c’è il rischio che venga distratto dai nuovi impegni. C’è la possibilità che venga schierata una seconda vettura, specialmente alla 500 Miglia di Indianapolis.

DRAGON RACING (Lotus)
#6 Katherine Legge (R)
#7 Sebastien Bourdais

Dopo una stagione in cui ha disputato un paio di gare, torna full time addirittura con due vetture. In inverno ha girato pochissimo, solo a Sebring dove è stato rallentato da problemi tecnici e di “gioventù”. Nelle prime gare potrebbe perciò fare molta fatica. Un punto a favore è quello di avvalersi di un pilota del talento di Bourdais, che l’anno scorso ha disputato alcune gare di grande spessore. Ha però una limitatissima esperienza sugli ovali, e difficilmente potrà trovare aiuto dalla sua nuova compagna di squadra. La Legge ha una esperienza di un paio di anni in ChampCar qualche anno fa, prima di emigrare (con scarso successo) in DTM. L’apporto più importante che può dare al team sembra essere quello finanziario.

Marco Strazzulla





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