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8CILINDRI – Button “perso e confuso”

Pubblicato 14/06/12 10:30 da Mark Gallagher 1 commento

Il nostro opinionista Mark Gallagher, ex responsabile dei motori Cosworth in Formula 1, analizza la prestazione che ha rappresentato la principale sorpresa negativa dell’ultimo Gran Premio del Canada: Jenson Button

di Mark Gallagher

Grazie alla rivoluzione informatica in Formula 1, piloti e ingegneri possono non solo confrontare le note sulla prestazione di gara, sulla strategia e sui pit stop, ma analizzare i dati grezzi disponibili dal sistema di telemetria, che monitora ogni aspetto della vettura e della prestazione del pilota. Lo fanno nelle sessioni di debriefing che si svolgono dopo le prove libere, le qualifiche e la gara, affidandosi ai dati perché raccontino quello che è andato bene o male. E i dati non mentono mai.

Per questo motivo il debriefing post-gara della McLaren sarà stato affascinante, e forse un po’ teso, mentre Lewis Hamilton si crogiolava nella gloria di un’importante vittoria e il suo compagno di squadra Jenson Button rifletteva su una gara da dimenticare che lo ha visto concludere 16° e doppiato. Un anno dopo la superba vittoria del campione del mondo 2009, che entrò ben sei volte ai box per poi superare Sebastian Vettel all’ultimo giro, Button ha sofferto una gara che, per sua stessa ammissione, lo ha lasciato ”perso e confuso”.

Mentre Hamilton si è qualificato sulla prima fila della griglia, Button ha faticato in Q3, avendo già utilizzato tutte le sue gomme supersoft per passare la Q1 e la Q2. Questa decisione è stata presa dal team, poiché Button aveva completato solo 26 giri nelle prove del venerdì a causa dei problemi al cambio, contro i 73 di Hamilton. Purtroppo per Button, questo ha permesso a Hamilton di mantenere il suo record: aver battuto il suo compagno di squadra in tutte le qualifiche di questa stagione.

In gara Hamilton ha preso il via con le gomme da qualifica, le rosse supersoft, mentre Button ha optato per le più dure soft gialle e questo, in teoria, gli avrebbe dovuto permettere un primo stint lungo. Ma non è stato così, poiché è rientrato ai box presto, già al giro 15, per montare le supersoft. Alla fine Button si sarebbe fermato tre volte (montando prima le soft, poi due volte le supersoft, infine ancora le soft), mentre Hamilton si è fermato solo due volte (supersoft-soft-soft).

Button ha spiegato dopo la gara che stava guidando la sua McLaren-Mercedes MP4-27 il più velocemente possibile, ma che non riusciva a tirare fuori la velocità dalla vettura. A inizio gara i suoi tempi sul giro erano di 0.5-1.5 secondi più lenti di quelli di Hamilton, ma al giro 14, mentre Hamilton staccava un 1:19.792, Button girava solo in 1:21.913, più di due secondi più lento. Allo stesso modo, al giro 32, quando Hamilton utilizzava le soft e Button le supersoft, Hamilton girava in 1:18.388 mentre Button solo in 1:20.015.

Questi margini di differenza sono enormi, per i termini della Formula 1. Su vetture identiche con due ex campioni del mondo al volante, due strategie di gomme completamente differenti emergevano in una profonda differenza nei tempi sul giro. Il giro più veloce in gara di Button, staccato al 63° passaggio, è stato un 1:17.843, mentre quello di Hamilton è stato di 1:17.020, ottenuto quattro giri prima. Più spesso il divario era superiore al secondo. Non c’è da stupirsi se Button è confuso.

Il campionato di Formula 1 di quest’anno sta certamente producendo molte sorprese e non c’è dubbio che le gomme Pirelli hanno aiutato a generare risultati imprevedibili, con sette diversi vincitori in altrettante gare. Questa imprevedibilità si è anche estesa alle coppie di piloti: per esempio alla Ferrari, con le prestazioni superbe di Fernando Alonso accompagnate ad una stagione finora molto difficile per Felipe Massa.

Ciò che è più inaspettato, tuttavia, è che Button, il cui preciso stile di guida è noto per usurare meno le gomme, sta affrontando difficoltà simili a quelle di Massa. Dopo un buon inizio di 2012, in cui si è qualificato in prima fila e ha vinto il Gran Premio d’Australia, la stagione di Button ha preso un cambio di direzione molto serio. Ora Hamilton è in testa al campionato con 88 punti, mentre Button è riuscito a portarne a casa circa la metà, 45. E la gara di domenica è stato un nuovo punto più basso.

Le gomme Pirelli hanno posto ai team di F1 una sfida unica quest’anno, ma hanno anche presentato un nuovo problema ad alcuni dei più grandi piloti di questo sport. Mentre piccoli cambiamenti nell’assetto della vettura stanno avendo un effetto sproporzionato sulle prestazioni, ciò vale anche per le differenze nello stile di guida: per questo motivo, piloti come Button e Massa hanno risultati molto diversi dai propri compagni di squadra. Un’esperienza chiaramente scomoda per chi è abituato a stare davanti.

Mark Gallagher (in collaborazione con GoCar.gr)





Commenti (1)

alberto magnanigiugno 14th, 2012 at 18:01

Quello che e´ strano e´ che nel momento che le gomme coi loro capricci regalano divari limitati ed altalenanti fra i team , producono poi differenze cosi´ eclatanti fra i compagni , dove fra i top solo Webber sembra limitarte i danni mentre nel caso di Schumi forse si potrebbero attribuire i problemi tecnici ad un uso al limite del mezzo per restare all´altezza di Rosberg , sul quale io ancora non ci capisco niente . O e´un grande o uno medio che da´ l´esatto valore attuale di Schumi . Il loro mestiere e´ fare il meglio possibile con il materiale a disposizione ed in questo senso le scuse delle gomme che non si adattano al pilota sono ridicole , ma altrettanto ridicolo che tutto dipenda da loro , perlomeno nella lotta fra i teams . Adesso la F1 e´ fatta di argomenti fissi , prima i diffusori , poi gli scarichi , adesso le gomme , e tutto il resto non conta nulla , ma sono cose artificiali che poco hanno a che vedere con il confronto fra piloti , fra di loro l´ interessante e´ quello interno , mentre due gradi di temperatura condizionano la lotta delle squadre . A me cosi´ non piace , mi sembra tutto artificiale come i seni di plastica o le urla di piacere delle troiette di Berlusconi , certo , ci si intrattiene , ma la F1 e´ uno spettacolo dove da molto tempo e adesso molto di piu´ non sento il cuore in gola , la partecipazione al fatto , la esaltazione di vedere cose meravigliose . Come da inizio , solo il confronto fra compagni ci permette di vedere qualche verita´, poi ci abituiamo al resto che ci passano e magari pure ci piace , ma e´ importante mantenere la coscienza che dovrebbe essere di piu´ e piu´ reale .

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