Uno degli uomini che hanno portato la Williams al punto di poter vincere di nuovo in Formula 1 è Adam Parr, ex presidente del team che ha lasciato il team solo sei settimane fa. E quindi, domenica, non ha potuto festeggiare a Barcellona. Ce ne parla il nostro rubrichista, l’ex responsabile Cosworth Mark Gallagher.
di Mark Gallagher
Adam Parr non avrà vinto premi di popolarità durante la sua permanenza alla Williams, ma l’ex presidente del team avrà guardato il Gran Premio di Spagna di domenica con un forte senso di soddisfazione, sapendo che i cambiamenti compiuti durante la sua direzione hanno prodotto risultati.
Ha lasciato la Williams solo sei settimane fa, per colpa di presunti disaccordi riguardo la trattativa del team con la FOM per il rinnovo del Patto della Concordia, con una mossa improvvisa che ha sorpreso tutto il circus della F1. Non c’è dubbio che il declino della Williams, cominciato nel 2005, è proseguito per lungo tempo sotto la leadership di Parr. Tuttavia, essendo un personaggio giunto dal di fuori della F1, si è affidato a Sam Michael e Patrick Head per gestire la direzione tecnica del team fino al 2010 ed è stato solo nel 2011 che le necessità di cambiamento si sono fatte critiche.
L’anno scorso ha supervisionato l’ingaggio del direttore tecnico Mike Coughlan, del responsabile operativo degli ingegneri Mark Gillan e dell’aerodinamico Jason Somerville, tre dei tecnici che hanno firmato la Williams-Renault FW34. La decisione di assumere Coughlan è stata controversa per molti: l’ex progettista McLaren era infatti stato al centro della cosiddetta “spy story”. Queste modifiche sono state accompagnate dall’addio del direttore tecnico Sam Michael dopo sette anni e dal ritiro dell’ex boss tecnico Patrick Head dal coinvolgimento attivo nel team che aiutò a fondare con Frank Williams nel 1977.
Adam giocò un ruolo chiave anche nell’ingaggio di Pastor Maldonado, con il sostanziale appoggio del suo sponsor, la compagnia petrolifera venezuelana PDVSA: una decisione criticata da buona parte degli addetti ai lavori perché riduceva la Williams allo status di team con un “pilota pagante”. Per poter completare questo accordo, dal valore presunto di 45 milioni di dollari all’anno, il team ha appiedato l’apprezzato Nico Hulkenberg.
Non avendo vinto una gara dalla fine del 2004 e con la recessione economica globale che aggravava i suoi problemi, non ci si sorprendeva che la Williams avesse perso sponsor come la banca RBS, Philips Electronics, AT&T e Allianz. Messa di fronte a una crisi finanziaria di questo livello, la decisione di Adam di accogliere la PDVSA con Maldonado è stata indubbiamente quella giusta per l’azienda, anche se i fan e la stampa non l’hanno appoggiata.
Il legale inglese, ex dirigente delle miniere Rio Tinto Zinc, era molto stimato da Frank Williams. Per come l’ho conosciuto quando ero alla Cosworth, Adam era un negoziatore tosto e un cliente estremamente impegnativo. Quando la Williams decise di passare alla Renault, fu Adam a informare la Cosworth e le ragioni sembrarono chiare: la Renault offrì alla Williams una miglior soluzione commerciale e tecnica. Non ci furono emozioni, ma solo affari e lui era determinato a prendere le decisioni necessarie per evitare un’altra stagione disastrosa come il 2011.
L’industria della F1 si muove rapidamente: team, sponsor, corse, piloti e persone vanno e vengono costantemente. Nei prossimi anni Adam Parr forse non sarà ricordato come una figura prominente nella storia della F1, ma in una settimana in cui tutti festeggiano l’incredibile vittoria di Maldonado di domenica, vale la pena di riflettere sul fatto che un architetto centrale per il successo della Williams non era lì a festeggiare.
Mark Gallagher (in collaborazione con GoCar.gr)




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Bell´articolo , e quello di cui abbiamo bisogno , poter gettare uno sguardo dentro illustrati da chi sa .