Fernando non trova le parole per esprimere la gioia per il successo, così come Schumi, che non credeva di arrivare sul podio. Vettel non nasconde tutta la sua amarezza per la vittoria mancata, mentre Hamilton non si pente di aver provato a difendere la posizione.
VALENCIA – Partire undicesimo, con i rivali diretti nientemeno che in prima fila, e alla fine vincere, guadagnando anche un bel bottino di punti. Fernando Alonso è generalmente una persona ottimista, ma se dopo le qualifiche di ieri non pensava di poter arrivare sul podio, figurarsi se si immaginava di poter essere profeta in patria. E infatti lo spagnolo viene un po’ bloccato dall’emozione davanti ai microfoni: “È difficile da esprimere quello che provo; vincere in casa è speciale, nel 2006 con la Renault era già successo a Barcellona, oggi però corro con un team speciale, la Ferrari. I tifosi sono venuti qui con tante bandiere e sono molto orgoglioso di aver vinto qui, niente è paragonabile alla vittoria di oggi. Dopo il traguardo ho avuto un problema e mi sono fermato davanti alle tribune più grandi per festeggiare coi tifosi, è stata una sensazione forte“.
Non solo il successo, oggi, per Fernando, ma anche una serie di eventi che lo hanno fatto tornare in vetta al mondiale, guadagnando peraltro un bel bottino di punti sui rivali diretti: “ La F.1 è così, i risultati sono imprevedibili. Nello sport ci sono alti e bassi, ma non bisogna mai cedere, vale nello sport in genere e forse ancora di più nel nostro, dove ci sono tanti elementi meccanici, le strategie, i sorpassi. Oggi è stato tutto incredibile: ho avuto una bella partenza, ho fatto bei sorpassi, mi sono toccato con Grosjean; tutti momenti in cui qualcosa può andar storto, oppure bene. Bisogna apprezzare il momento ed essere felici per questa grande giornata”.
Una domenica strepitosa anche per un altro grande leone della Formula 1, nonché il più vincente di tutti, ovvero Michael Schumacher, che riassapora il gusto del podio alla veneranda età di 43 anni, a distanza di quasi 6 anni dall’ultima volta, con sua grande sorpresa: “Non ho mai pensato al podio, nemmeno alla fine della gara. Quando ho attraversato il traguardo, ho chiesto quale fosse la mia posizione, e mi hanno detto che ero terzo, sul podio. Non riuscivo a crederci, mi sembrava incredibile! Ho perso un pò il conto negli ultimi giri, sapevo di essere davanti a Webber, ma non che fossi terzo, e questo è uno di quei momenti in cui apprezzi quello che hai fatto. Arrivare sul podio è una sensazione bellissima, specie perché è accaduto in maniera spettacolare, su una pista difficile: è il modo migliore”.
Alla gioia di Alonso e Schumi fa da contraltare, in maniera del tutto logica e comprensibile, tutta l’amarezza di Sebastian Vettel, che a differenza dei due colleghi non fatica ad esprimere la sua frustrazione: “E’ stata proprio una m****, ma ormai non posso fare più niente. Credo che fino a quel momento si era visto chiaramente che eravamo molto forti, e infatti mi sentivo benissimo alla guida, avevamo il passo giusto per vincere, tanto che ero tranquillo anche dopo la ripartenza dalla Safety Car, sebbene il suo ingresso in pista non sia stato la cosa migliore per noi. Poi, a un certo punto, il motore è andato prima in stallo, e poi si è spento del tutto, senza che potessimo farci molto; una situazione molto simile a quella capitata a Mark venerdì. Sicuramente è un peccato, ma abbiamo fatto un bel passo avanti, che speriamo di confermare nel prossimo GP”.
Per una Red Bull che piange, ce n’è però un’altra che ride, nonostante premesse della vigilia non proprio buonissime, a causa della partenza dalla 19esima posizione; alla fine per Mark Webber è arrivato un quarto posto utile a farlo balzare al secondo posto in classifica, ponendolo come primo inseguitore di Alonso: “Un’altra giornata pazza, dopo che ieri le cose non erano andate molto bene per me. Forse, però, se fossi partito più avanti non avrei fatto una buona gara come invece è successo, e devo dire che non mi è dispiaciuta; si è usato un po’ il KERS, un po’ il DRS, ci sono stati dei duelli qua e là, ma è stata la strategia a farmi risalire in classifica, sebbene faccia ancora fatica a comprendere a fondo le gomme. Alla fine ho comunque portato a casa parecchi punti, quindi sono anche felice di essere partito da quella posizione della griglia”.
Giornata invece completamente negativa nel box McLaren, dove nessuno dei due piloti ha granchè per cui gioire al termine della gara di oggi. In particolare, grande rammarico soprattutto per Lewis Hamilton, secondo a tre giri dalla fine, e mandato a muro da Maldonado nella difesa del podio. Lewis, comunque, non reputa quell’episodio come decisivo: “Le mie gomme erano ormai andate, ed è successo improvvisamente, da un giro all’altro; mi sembrava quasi di avere i pneumatici posteriori a terra. Mi spiace, perché quando non si ottengono i risultati per cui hai lavorato è molto dura, ma questa è la vita. Per il campionato non cambia molto, anche se quanto accaduto oggi rende le cose un po’ più difficili, visto che abbiamo comunque perso diversi punti; fortunatamente per noi, però, anche un altro paio di pretendenti non ne hanno ottenuti”.
Sul contatto con Maldonado, che nel dopo-gara lo ha accusato apertamente di non avergli lasciato spazio, Lewis non aggiunge altro nervosismo: “Se devo essere sincero, non so davvero spiegare come siano andate le cose; in pratica, ho girato per fare la curva, e mi sono trovato contro il muro, con un solo giro ancora da percorrere”.
Meglio è andata, anche se l’ottavo posto non è certamente consono al blasono suo e del team, a Jenson Button, comunque apparso ancora non del tutto a suo agio con la monoposto: “È stata una gara di difficile lettura. Ho avuto una partenza orribile, dopo la quale credo di essermi ritrovato 14esimo. Avevamo una strategia, ma sembrava impossibile riuscire a controllare le gomme; se si provava a spingere come un dannato, si distruggevano e non restava altro da fare se non rientrare a cambiarle. Inoltre, per quanto ci riguarda, non credo che abbiamo fatto un capolavoro di tattica, anche se credo che qualcuno ha cambiato le proprie strategie nel finale, montando nuovi pneumatici nel finale, riuscendo quasi a rimontare fino alla vittoria. Ovviamente per me questo non è ancora un buon risultato, ma oggi mi sono almeno divertito, la macchina in alcuni momenti è andata molto bene. C’è però ancora molto lavoro da fare”.
Federico Fadda




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Sara´ cosa fra Alonso e Vettel , nessuno dei due avrebbe corso il rischio di Hamilton con Maldonado e perso punti preziosi , entrambi hanno saputo accontentarsi e sopportare un settimo posto , entrambi stanno riuscendo a fare oro con quanto a disposizione e la RedBull sembra essere tornata strafottente ed orgogliosa , meno male che ha rotto , se no la zavorravano con 50 chili o a partire dai box . Sono gia´ mondiale Marche , perche´ fra Button , Massa ed errori al box si sta cercando il suicidio , per il piloti vedremo . Aspettiamo presto la Caterham a punti , hanno il motore , il Kers , la base tecnica e niente da perdere , prima o poi ci azzeccano .
Alberto hai ragione! La caterham ha mostrato un ottimo passo a valencia; nelle qualifichè è stata più veloce delle toro rosso anche se sul circuito valenciano i distacchi erano cmq ridotti.
Hamilton è senza dubbio un campione ma…meglio guadagnare 12 punti(4°posto)che restare a secco!
Però è anche vero che se uno alza il piede allora tutti a dargli del mollaccione…se si difende allora doveva pensare ai punti…per me ha fatto bene Hamilton a difendersi, ed è Maldonado uno sconsiderato che una volta fuori pista fa come se ci fosse solo lui e rientra in pista come se fosse da solo…
Hamilton ha fatto benissimo a cercare di difendere la posizione non è che mancavano 10 giri ormai era finita l’errore colossale lo ha fatto Maldonado…quest’ultimo dovrebbero farlo partire in ultima fila per 2 Gp….a parti invertite Hamilton sarebbe stato “linciato”…vedi Monaco 2011…
Premetto di non essere un particolare ‘fan’ di Maldonado, anzi, di apprezzare particolarmente Hamilton in quanto uno dei pochi piloti ‘di grinta’, ma in questo caso non posso che riportare un commento di un mio amico molto meno bendisposto con il campione caraibico ma che, a mio parere, in questa occasione non ha torto: ‘Hamilton ha ricevuto quello che lui stesso ha fatto in più di un’ occasione’. Anche se al momento non sono stato d’accordo con questo parere, con un poco di riflessione mi sono accorto che non aveva tutti i torti: effettivamente, a parti invertite ed in più di un’occasione (vedi, tanto per restare ad un episodio con gli stessi protagonisti, Monaco 2011) Hamilton ha fatto quello che in questa occasione ha fatto Maldonado: ha tenuto giù il piede ed ha tentato di forzare il sorpasso.
Per il resto il mio parere é:
a) questi sono normali incidenti di gara e come tali non dovrebbero portare a sanzioni per nessuno
b) a prescindere dalle eventuali sanzioni sono sempre stato e sempre resto del parere che un pilota che si ritrova con un avversario ormai all’altezza delle proprie ruote posteriori, se non più avanti, dovrebbe pensarci bene prima di ‘chiudere la porta’, poichè il risultato più probabile è di ritrovarsi in testacoda od attaccato ad un muro ed anche una eventuale penalizzazione dell’avversario non restituisce i punti persi
c) se non si vuole che i piloti escano dal tracciato e vi rientrino senza perdere velocità, si provveda a piazzare cordoli ’seri’ od altri impedimenti che costringano chi allarga a perdere tempo.
Mi sembra che il punto sia un altro , ed e´ il seguente : che possibilita´ aveva Hamilton di contenere a Maldonado ? A mio parere nessuna , per cui tutti gli altri motivi , giustificazioni ed argomenti cadono . Hamilton doveva lasciarlo passare , specialmente sapendo il pericolo di un confronto per di piu´ improduttivo . Abbiamo gia´visto come non nell´ultimo giro , ma addirittura nell´ ultima curva si sono perse moltissime posizioni senza che l´evidenza non accettata spingesse al suicidio . Chi e´ Maldonado attualmente in confronto ad Hamilton ? Un outsider in cerca di gloria . Chi e´ Hamilton ? Un campione consacrato con la responsabilita´ di portare i punti possibili in una ottica molto piu´ importante di un terzo contro quarto posto . La sanzione poi mi sembra stupida , vedo un concorso di colpe e sprazzi del vezzo di Hamilton di giocare con l´equivoco , mi e´ apparso piu´ un errore forzato sapendo che per lui certamente Maldonado non era invisibile , ed averlo indotto segnale di poca intelligenza tattica .
Se un pilota che non ha la “possibilità” di contenere un altro non può difendersi ma deve lasciarlo passare, volete veramente la morte di quell’ultimo briciolo di serietà che in Formula 1 è ancora rimasta…già c’è questa buffonata del fatto che quello dietro può aprire l’ala e andare 20 kmh più veloce di quello davanti, che praticamente è impotente e non può difendersi…se poi quello davanti deve pure aprirgli la porta e dirgli “accomodati”, è finita…
Vero che Hamilton aveva poche possibilità di contenere Maldonado se questi lo avesse attaccato al giro successivo, ma perchè un pilota deve alzare il piede e farsi superare da un pilota che esce dalla pista e rientra senza curarsi dell’avversario? Hamilton a Monaco 2011 ha forzato il sorpasso (sbagliando) ma rimanendo in pista..la responsabilità di questo incidente è solo del pilota della Williams..a mio parere..per quanto riguarda le sanzioni ad ogni GP ci sono commissari di gara diversi e quindi spesso giudizi diversi ed incoerenti..dovrebbero formare un collegio di commissari unico con l’incarico di seguire tutti i Gp e forse ci sarebbe uniformità di giudizio..altrimenti le sanzioni dovrebbero eliminarle punto e basta..
Si , giusto , mi piace la proposta di giudici professionisti e multinazionali al seguito del circo , per stabilire un giudizio dei fatti se non sicuramente giusto perlomeno uniforme . Con la premessa che e´ meglio una legge cattiva che nessuna , il cambio continuo dei regolamenti sportivi e tecnici ubbidisce poi solo al sempre maggiore potere dei concorrenti sulle federazioni , che al cedere nelle loro funzioni sono le prime responsabili delle diatribe e gli scandali . In pratica la sfida continua e permessa all´autorita´ e per interessi particolari mina le basi dello Sport trasformandolo in spettacolo , ma non come conseguenza della giusta competizione , solo fine a se stesso .