Dopo la sconcertante bufera del 6 maggio scorso, in occasione del polemico appuntamento del campionato mondiale Superbike, arrivano rassicurazioni e conferme circa il regolare svolgimento del weekend di F1 a Monza, previsto per inizio settembre.
MILANO – Un fine settimana da incubo, in quel piovoso inizio di maggio monzese, non solo per il campionato mondiale Superbike, ma per l’intero motorsport. Una tre giorni funestata dal maltempo, con l’annullamento della gara-1 e solo pochi giri all’attivo in gara-2, prima di una nuova sospensione. Una disdetta per i tifosi accorsi in massa per assistere ad un grande spettacolo, una situazione che avrebbe potuto rivelarsi ben peggiore per l’incolumità dei piloti stessi.
Le condizioni dell’asfalto nella famosa Parabolica erano infatti critiche, con la formazione di pericolose “bolle” che hanno portato tra l’altro a svariate cadute, tutte con la medesima dinamica. Il reiterarsi di incidenti in Parabolica ha portato le autorità locali ad aprire un’inchiesta circa la sicurezza dell’asfalto, con esiti a tratti sconvolgenti. Ciò che davvero colpisce non è tanto il problema tecnico in se, quanto il comportamento omertoso della dirigenza incaricata alla sicurezza dell’autodromo, rea di aver taciuto di fronte all’evidenza dei fatti, in questo caso le condizioni critiche dell’asfalto in Parabolica, per evitare un’ingente, ma necessario, esborso economico.
L’omologazione per la Superbike veniva così sospesa momentaneamente, mentre il presidente della società SIAS responsabile dell’autodromo, Paolo Guaitamacchi, presentava scuse ufficiali per le vicende accadute. Prima dell’uscita di scena definitiva dalla società, Paolo Guaitamacchi dichiarava ad inizio luglio: “Il fatto più grave è che la dirigenza era a conoscenza dei possibili rischi per i piloti, come si intuisce dalle intercettazioni telefoniche che abbiamo analizzato. L’asfalto in Parabolica verrà comunque completamente ripristinato entro la fine del mese di luglio. Ho parlato inoltre con i collaboratori più stretti di Bernie Ecclestone, rassicurandoli circa l’assoluta regolarità del Gran Premio di Italia previsto a settembre.”
Non tarda ad arrivare la conferma ufficiale dal diretto interessato, il patron della F1 Bernie Ecclestone che seccamente placa le voci incontrollate di un clamoroso forfait di Monza dall’appuntamento iridato: “Non c’è alcun tipo di problema con il Gran Premio di Monza,” ha riferito Ecclestone a “La Gazzetta dello Sport”. A settembre dunque la F1 approderà per la 78esima volta nell’autodromo che più di tutti ha segnato la storia dell’automobilismo. Ricordi vividi di personaggi intramontabili, gare epiche, uomini e macchine che non meritano di essere macchiati oggigiorno, da una caduta di stile quantomai evitabile.
Lorenzo Lucidi
L’articolo non centra il punto, ed il finale è francamente ridicolo. Non si tratta di caduta di stile, ma di vero e proprio comportamento delinquenziale da parte della dirigenza dell’autodromo, con il rischio di ammazzare qualcuno.
Usiamo i termini appropriati per dire le cose, non parafrasi che non c’entrano nulla.
Vero , le ultime righe sono solo un riempitivo , mentre certamente e´ impossibile che si perda una F1 per un pezzo di asfalto da rifare . In quanto alla catena di responsabilita´ che hanno portato al cattivo stato dell´asfalto ed a nascondere il tutto per effettuare la gara , se ci fossero state conseguenze fatali i resposabili accertati avrebbero dovuto essere giudicati penalmente , per far finta di niente minimizzando un problema che si sarebbe potuto risolvere obbligando a passare la parabolica in regime di bandiere gialle , quindi dichiarandolo per quello che era . I dirigenti non sono quelli che fanno l´asfalto difettoso , ma possono minimizzarne le conseguenze .
Sicuramente la vicenda di Monza ed il modo in cui è stata gestita dalla dirigenza dell’autodromo è veramente vergognoso, ma, come giustamente fa notare il sig. Alberto, non è credibile che salti il Gran Premio solo per un problema di asfalto.
Sicuramente i rischi per i piloti ci sono stati ed è auspicabile che i responsabili paghino sia professionalmente (con il licenziamento e, magari – ma in Italia è ben difficile – con l’obbligo di risarcire con le loro tasche le spese dovute alla loro inefficienza), sia penalmente con una bella condanna (che, purtroppo, sempre per la ragione di cui sopra, probabilmente sarà comminata tra qualche lustro e non comporterà nemmeno un giorno di prigione per i colpevoli…).