GP secondo le aspettative, con il sesto vincitore diverso in altrettante gare. Corsa emozionante ma senza sorpassi, dove sono state al di sotto delle aspettative McLaren e Lotus. Alonso mantiene la sua regolarità e adesso sale in testa alla classifica.
di Marina Beccuti
BUONI
Webber: parte davanti grazie alla penalità di Schumi e centra la prima vittoria della stagione. Consistente e senza sbavature. Una vittoria meritata.
Rosberg: tiene il passo di Webber, tenta anche di fargli uno scherzetto, ma poi non azzarda manovre proibite, in fondo un secondo posto non è da buttare.
Alonso: fa una grande partenza e alla fine sfrutta come sempre la bravura del suo box che gli permette di stare davanti ad Hamilton. Va in testa al mondiale più per merito suo che della sua macchina, anche se questa Ferrari non è affatto male come sembrava all’inizio.
Massa: in condizioni normali non sarebbe da mettere tra i buoni ma, visto che finora aveva ottenuto appena un nono posto in Bahrein, merita fiducia. Non è facile correre a Montecarlo.
Force India: entrambe al traguardo nella top ten, un buon successo che fa tornare il sorriso a Mallya.
Senna: con Maldonado fuori e prima penalizzato, tocca a Bruno portare la Williams nei primi dieci. Una gara accorta senza sbavature.
Vettel: male in qualifica, si riprende in gara con un lungo stint con le gomme soft. Se ci azzeccava avrebbe vinto una gara fantastica, invece è tornato sulla terra quando s’è accorto che quelli davanti non si fermavano più. Va premiato l’azzardo e la fantasia di strategia.
Capelli: Ivan ricorda Senna, ammettendo che nessuno è mai riuscito a guidare come lui per le strade del Principato. Ancora oggi è “Magic” a lasciare le emozioni più forti su questo tracciato.
COSI’ COSI’
Hamilton: si mantiene nei primi cinque, perde due posizioni da com’era partito e non ha la solita grinta. I troppi errori dell’anno scorso in aggiunta alle penalità gli hanno tarpato le ali, rivogliamo il ruggito della pantera.
Raikkonen: non aveva la macchina giusta e ha dato l’idea di fare da tappo dividendo la gara in due tronconi. Poco aggressivo per essere il vero Kimi.
Schumacher: chissà cosa avrebbe tirato fuori dalla sua esperienza fosse davvero partito dalla pole. Invece anche lui ha provato cosa vuol dire essere penalizzato e poi trovarsi imbottigliato nel traffico come un guidatore qualunque. E’ stato anche molto sfortunato, ma non aveva il passo delle qualifiche, pole da dieci comunque.
CATTIVI
Button: male in qualifica, male in gara, una giornata no che si somma a quella spagnola. Che è successo a Sir Jenson?
Grosjean: ha una forte potenzialità che vanifica troppo spesso per eccesso di sicurezza. Ha la spacconeria tipica dei francesi che sanno di avere forti prospettive, ma peccano di presunzione.
Perez: ogni tanto è distratto, come in occasione dell’ingresso box dopo il pit stop, in cui non s’avvede dell’arrivo di Raikkonen e per poco non lo sperona. Infatti s’è preso il tradizionale drive through.
Marina Beccuti




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A me sembrava che Perez sia stato penalizzato per l´entrata non per la uscita box , e se qualcuno ha fatto una bella gara , da ultimo quasi ai punti a Montecarlo e´ lui . Opinioni . Poi come non mettere Kovalainen fra i buoni , minimo un secondo piu´ veloce in qualifica dagli ¨altri¨ e vicinissimo a quelli davanti , per non parlare della lotta con Button , non tappo , visto che lo ha pure superato in pista . E fra i cattivi ToroRosso , le gomme erano finite ma le intermedie in cerca del pieno sono apparse ridicole come Alesi a Indy .
Vorrei approfittare di questo articolo per fare una considerazione ‘eretica’: visto che, tanto nel GP di Formula 1 che nelle gare delle altre categorie, le corse sul circuito monegasco hanno confermato l’assoluta impossibilità di sorpassi in pista, con i vincitori che sono inevitabilmente risultati, in tutte le gare, i piloti che hanno ottenuto la pole position, tranne nel caso di Gara 2 delle GP2 series, il cui vincitore ha potuto usufruire del ‘gentile omaggio’ offertogli da Calado e Richelmi, eliminatisi alla prima curva (e comunque anche in questo caso chi è entrato per primo alla Sainte Devote ha vinto). I cambi di posizioni sono stati determinati solo dalle soste ai box e dalle collisioni tra chi non ha voluto rassegnarsi a stare nel trenino: oltretutto, vista la eccellente (forse pure troppo) affidabilità delle odierne monoposto anche la tradizionale selezione dovuta all’elevata usura meccanica è ormai un ricordo del passato, vista l’assoluta noiosità delle gare,(al di la degli incidenti, che comunque ormai sono dovuti solo al tentativo di realizzare sorpassi impossibili, visto che anche la tanto sbandierata difficoltà di guidare tra marciapiedi e guard-rails mi sembra ormai sopravvalutata, l’unico motivo dì interesse del GP è stato lo sbandierato e mai avvenuto arrivo della pioggia) mi chiedo se è ancora il caso di correre su un tracciato palesemente obsoleto ed ormai inadatto a competizioni di monoposto ad alte prestazioni: certo, il ‘fascino’, la difficoltà di guida, l’unicità tecnica del tracciato sono giustificazioni; ma, come si è(purtroppo) dovuto rinunciare ad altri fantastici, ma oramai non più al passo con i tempi, tracciati ( cito ad esempio, tra quelli da me più rimpianti il Nurburgring ‘lungo’, Brands Hatch o l’Osterreichring)o ‘mutilare’ con modifiche discutibili altri circuiti (Silverstone, Hockenheim, Imola – ormai ridotta ad un ridicolo kartodromo- od anche Monza,dalla quale è stata tolta la difficile vecchia curva di Lesmo e modificata ed estremamente semplificata la prima variante)non sarebbe forse il caso di cominciare a valutare obiettivamente l’assurdità di correre con gli attuali bolidi su un tracciato risalente agli anni ‘30, magari prima che vi scappi il morto? ( e con lo spaventoso volo di Conor Daly nella gara 2 di GP3 mi sembra che ci siamo andati pericolosamente vicini…
Paolo e la passerella dei vip dove la metti???
Appunto, questa mi sembra l’unica ragione (oltre al fatto che quasi tutti i piloti abitano a Montecarlo e probabilmente si guardano bene dal suscitare la disapprovazione del Principe o di chi per lui dirige la baracca…)
Tutto vero , ma fino a quando l´industria ed i piloti ci vorranno andare mi piace l´idea di avere ancora nel Mondiale qualche circuito storico , poi perlomeno quest´anno abbiamo visto ridimensionarsi figure troppo innalzate , perche´ a Montecarlo ci vuole precisione senza il minimo errore , capacita´ che mi sembrano tutt´altro che sopravvalutate e molto meno scontate viste le figuraccie di Button , Maldonado , Perez e Grosjean , ognuno ne´tanto eccellente prima ne´ tanto cattivo adesso . Montecarlo finisce per darci qualche verita´, per me deve restarci .
Le macchine sono molto efficienti soprattutto in frenata da qui la quasi impossibilità di superare a Monaco, trazione e frenata quando hai queste cose e te ne stai in mezzo alla pista hai la posizione quasi al sicuro…come è riuscito a fare, con merito, Kovalainen su Button, con demerito,….
Sono d’accordo su quanto scritto da Paolo sui circuiti di una volta ( aggiungerei il Paul Richard con la curva Signes) da molti anni a questa parte il GP dove ci sono le gare più avvincenti è quello di Spa che ancora ha qualche tratto da “vecchio” circuito mentre quello più noioso è quello di Valencia che fà parte dei tracciati di nuova generazione….mi prenderete per pazzo, ma con la play station di mio figlio ho provato vari circuiti e girare con una vettura sport sul tracciato del vecchio ring anche per gioco è più divertente che girare sui circuiti che fanno parte del mondiale…
Sicurezza di qua , sicurezza di la , allora dovremmo chiederci che cosa spinge gli spettatori ai Rallyes , al Tourist Trophy , alla Dakkar , al Motocross , a Macao ecc. ecc, in una lista infinita di situazioni dove il pericolo determina la selezione fra i campioni e gli altri . Che e´ quello che cerco personalmente nelle corse motoristiche e come me la maggioranza , di certo non il sangue e la tragedia . Se di sicurezza parliamo non esiste controsenso piu´ grande delle monoposto aperte , adesso indistruttibili a livello di telaio , ma dove i piloti muoiono per lesioni alla testa o dove le ruote scoperte favoriscono decolli e giravolte . Arrivando al punto la professione dei piloti non e´ gareggiare in un ambiente controllato e ascettico , ma interpretare ad un livello a noi sconosciuto le realta´ delle differenti piste ed i loro pericoli e difficolta´. Quindi si deve agire sui mezzi , si deve agire sui meccanismi di soccorso , sulla sicurezza di addetti e spettatori , molto piu´ critica a Montecarlo ad esempio che quella dei piloti . Eliminare le variabili di assurdi balletti ai box , di gomme ,GOMME !, che condizionano tutto il resto , motori , telai , aerodinamica , e mi pare impossibile essere piu´ ciechi . Ed allora molti dei vecchi circuiti avrebbero solo bisogno di infrastrutture moderne , e le vecchie , difficili e pericolose curve tornerebbero a dirci dei veri campioni . Uomini che staccano 20 metri piu´ tardi , motori che nei limiti imposti consentono caricare 10 Kg in meno di benzina o essere piu´ guidabili o affidabili in una sfida a livello umano o meccanico che possiamo riconoscere , altro che bavette , sfoghetti , camini e flaps !
A Montecarlo solo con la pioggia, altrimenti meglio toglierlo
Montecarlo è sempre Montecarlo, quello che mi fa più rabbia della F1 in generale sono le troppe penalizzazioni, come se sostituisci il cambio prima dei 5 GP hai la penalità, se fai un incidente finisci sotto indagine, ma diamine sono le corse queste. Per me è ridicolo che una griglia o un arrivo vengano “rivisti” dalla Fia e dai commissari.
Ma no Robi , non cerchiamo il sangue , Montecarlo va benissimo per dirci chi sono i migliori fra i buoni . Nella F1 attuale quasi tutti quelli che ci stanno possono vincere gare , perfino mondiali o arrivarci vicino , se hanno il trucco (nota bene , non la macchina) giusto , per cui ben vengano circuiti dove gli errori si pagano e chi esce e´ un pollo . Marina , dici il vero ma c´e´ di peggio , come accettare il fatto compiuto dell´inganno e poi magari anche legalizzarlo .
Per quanto riguarda le penalizzazioni sono d’accordo con Marina: si è andati troppo oltre. Un conto è squalificare chi si presenta con vetture irregolari ( il che è sacrosanto), e mi possono star bene anche delle penalizzazioni per chi mette a rischio l’altrui incolumità. Ma questa abitudine alle punizioni ad ogni piè sospinto, così come il concetto dei cambi e dei motori da far durare vari gran premi non mi piace. Il discorso gomme può anche essere giusto; ma non va dimenticato che è ormai l’unica variabile. Negli anni ‘80 era normale che una buona metà de concorrenti non finissero la gara per guasti meccanici, ed era normale vedere negli ultimi giri piloti in difficoltà per aver ‘finito’ le gomme o i freni o per il cambio ormai a pezzi, eccetera. Adesso cambi, freni, motori ben difficilmente si rompono in gara e la media dei classificati è ormai del 90-95 per cento. Visti i circuiti attuali in molti dei quali i sorpassi sono quasi impossibili a causa dell’areodinamica, se si aggiungono anche gomme ‘indistruttibili’, ecco i trenini che, credo, nessun appassionato vuole. Se poi si aggiunge che ormai nella maggior parte dei casi, con vie di fuga in asfalto e cordoli raso asfalto, nemmeno gli errori sono più determinanti ( anzi è facile che chi esce rientri davanti agli avversari), non si può , almeno a mio avviso, negare che, per quanto discutibili, l’attuale regime di gomme e il DRS siano determinanti per ottenere gare combattute. A mio avviso quello che occorre per migliorare le gare è un pesante ridimensionamento dell’aerodinamica per restituire importanza alla meccanica.
Discorso sicurezza: sig.Alberto, non mi ritenga un fanatico della ‘pista sicura’, non è quello che voglio e sono d’accordo che le difficoltà ed anche i rischi dei tracciati siano quello che fa la differenza tra il buon professionista ed il campione.
Il mio quesito era: Montecarlo fa effettivamente la differenza? Visto l’albo d’oro che vede plurivincitori piloti come Webber o Coulthard non ne sono così sicuro…
Può capitare ch vincano Webber e Coulthard ma ha trionfato varie volte Senna, che mi ha emozionata sempre, ma al Montecarlo in modo particolare. Io ancora adesso, quando voglio esaltarmi, vado a vedermi un giro secco di Magic dal cameracar e torno a pensare che la F1 è lo sport più bello del mondo! Per quanto riguarda gli inganni, il più furbo c’è sempre ma non si capisce mai se lo è davvero o è davvero bravissimo a capire meglio degli altri un regolamento contorto. Spero che almeno lì le vittorie non siano decise a tavolino, come le scommesse nel calcio e non solo quelle…
Invece e´ facile Marina , perche´ esiste una legge e poi uno spirito della legge , e nel mondo reale chi la viola utilizzandolo viene punito , almeno in teoria . Cosi´ in F1 , dove si viola costantemente lo spirito delle regole , semplicemente si prende atto di essere stati fregati e siccome i concorrenti capiscono di questa debolezza istituzionale , copiano la irregolarita´ che finisce per essere non solo non sanzionata , ma addirittura legalizzata .
E’ vero, ma tanto per dire, Graham Hill vanta cinque, vittorie a Monaco, Jim Clark zero. Hill era migliore di Clark (che a mio personale parere è il miglior pilota, se non proprio di tutti i tempi, almeno del dopoguerra.
Io credo che, come capita in ogni tracciato, a Monaco vincano i piloti che più si adattano al tracciato, come capita anche con altre piste (tanto per citare due esempi Berger era quasi imbattibile a Hockenheim e Raikkonen ha sempre brillato a Spa), ma non i più bravi in assoluto. Così a Monaco hanno raccolto successi in serie grandi campioni come Senna, campioni come Graham Hill o buoni piloti come Maurice Trintignant (due successi in F1, entrambi a Monaco), mentre piloti non inferiori, come Jim Clark o Nelson Piquet a Monaco non si sono mai trovati.
Al sig.Alberto: non si offenda ma, a meno che Lei non viva in qualche paese realmente civile, questo non succede, almeno in Italia: purtroppo nella maggior parte dei casi, anche grazie ad una magistratura da operetta chi perpetra truffe, raggiri o vere e proprie rapine nascondendosi dietro l’interpretazione delle leggi non viene quasi mai punito: la ‘forma’ della norma è più importante della ’sostanza’ anche nel mondo reale. Se poi, in qualche paese è diverso, beati loro…
Pardon, mi sono accorto di aver mal impostato un periodo, non completando la frase con un punto di domanda : ovviamente ritengo Clark, e non Graham Hill il miglior pilota del dopoguerra (pur con tutto il rispetto per Graham, grande pilota e grande persona, chilometri sopra per personalità, carisma ed ironia agli attuali ‘campioni da allevamento)…
Ma no , nessuna offesa , infatti ho scritto ¨in teoria¨ , quindi il mondo reale e´ una inesattezza mia . In quanto a Montecarlo la maggioranza dei campioni consacrati lo ha vinto ripetutamente , e questo a me basta come parametro , senza contare che nelle loro dichiarazioni quasi tutti i piloti dicono gradirlo , tutti credono di avere le capacita´ per vincerlo e moi i muri si incaricano di fargli vedere la verita´. Una provocazione : e se si eliminasse la variante traffico nelle qualificazioni dando ad ogni pilota due giri estraendo a sorte la sequenza , uno di lancio e quello cronometrato ?