Chi ferma Alonso? Sembra essere questo il tema del periodo centrale di questa lunga stagione. Rinasce Button, Vettel è nervoso e Webber è rimasto indietro.
di Marina Beccuti
BUONI
Alonso: ottima la strategia in qualifica sotto il bagnato e lo stesso in gara, con pista asciutta. Il pilota spagnolo è davvero una “furia rossa”.
Button: ritroviamo il pilota d’inizio stagione, intelligente, tattico e veloce. E’ ormai lontano dalla lotta al titolo, ma può togliersi delle soddisfazioni e aiutare la McLaren a fare punti nella classifica costruttori.
Raikkonen: arriva terzo per la penalità di Vettel, tuttavia corre con grinta e, come solito, compie pochi errori.
Kobayashi: questa volta il giapponese sbaglia meno del solito e riesce a tenere a bada gli avversari per la conquista del suo miglior piazzamento in carriera.
Rosberg: parte 21esimo e arriva decimo, una bella rimonta, segno che Nico c’è, un po’ meno la Mercedes.
Perez: è battuto dal compagno di squadra, ma fa una gara accorta e combattiva, grazie anche ad una buona Sauber.
COSI’ COSI’
Force India: entra nella top ten in qualifica, ma non si ripete in gara sull’asciutto.
Schumacher: ottima la sua qualifica al terzo posto, ma in gara non ha il passo dei migliori, tuttavia compie ancora buoni sorpassi, soprattutto sul giovane connazionale Hulkenberg.
Webber: perde cinque posizioni in griglia per la sostituzione del cambio, ma non recupera come Perez e Rosberg. Perde contatto con Alonso nella classifica iridata.
Vettel: troppo nervoso, si fa sorprendere da Hamilton quando l’inglese si sdoppia, perde il duello ai box con Alonso e Button. Recupera il secondo posto sull’inglese della McLaren con una manovra azzardata che gli fa prendere una penalità di venti secondi. Alla fine è quinto.
CATTIVI
Massa: può vedere il suo compagno di squadra solo con il binocolo. Alla partenza si trova invischiato in un incidente che lo costringe a cambiare l’ala anteriore, la sua corsa finisce lì. Alla fine riesce ad arrivare dodicesimo, ben lontano dalla top five cui mirava dalla Germania in avanti per essere riconfermato in Ferrari.
Hamilton: pazienza la sfortuna di prendere lui uno dei detriti lasciati in pista dagli incidenti alla partenza, ma questo di Hockenheim non era il vero Hamilton, che alla fine si ritira definitivamente.
Grosjean: si qualifica male (in aggiunta alle cinque posizioni di penalità, anche lui per il cambio) va subito fuori pista alla partenza e non recupera in gara. Una corsa da dimenticare.
Maldonado: c’era da aspettarsi di più dopo la sua buona qualifica.
Mazzoni&Capelli: ancora loro, che continuano a ripetere che gli altri team impazziscono per le conversazioni in italiano tra l’ingegner Stella ed Alonso via radio. Ma vogliamo credere che gli altri team non hanno qualcuno che conosce l’italiano? Il ridicolo è di moda alla Rai.




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massa è inguardabile !
si lamenta che parte sempre in fondo, ma le qualifiche chi le guida ?
se parti infondo logico che hai millemila piloti davanti a te, ma se guidi una ferrari non hai bisogno di tattiche kamikaze alla prima staccata, aspetta il primo rettilineo e li svernici …
poi a dirla tutta, quest’anno se ne sono viste di rimonte di gente che al primo giro era ultima … lui non è pervenuto neppure tra questi…
Mah , di Massa e´ inutile parlare ancora , piuttosto di quelli che lo lasciano guidare ancora , in ogni caso Marina un´altra bella pagella , come sempre un po´ striminzita . Mi sembra impossibile non mettere fra i cattivi FIA e RedBull , la prima e´ cosi´ inspiegabile nelle sue attuazioni che viene il dubbio di combine e corruzione , e la seconda si sta creando la immagine di farlocca ed illegale , specie adesso che la vittoria e´ piu´ complicata . Alonso , credo suo malgrado , sta assurgendo allo status di santo , e viene da chiedersi cosa sarebbe di noi se mancasse anche fosse per un´influenza . Allora si vedrebbe il vero valore della direttiva , con una macchina che sembrasse all´altezza di ToroRosso , con la frustrazione di tecnici e meccanici . Non sono d´accordo con il voto di Vettel , doveva essere fra i buoni , perche´ la sua guida , ed il risultato di Webber , dimostrano che era oltre il limite della macchina .