La FIA ha chiarito quali sono le manovre consentite ai piloti per difendere la loro posizione. Chi è al volante potrà tornare in traiettoria, facendo in modo però di lasciare abbastanza spazio alla vettura avversaria in prossimità dell’inserimento in curva.
MILANO – La scorsa stagione ce ne sono stati più di 800, senza contare i doppiaggi. Molti sfoderati grazie all’ala mobile, altri per il puro talento di chi è al volante. Il rischio, quest’anno, è di vederne meno. La FIA ha chiarito le regole di difesa nei sorpassi.
“Qualsiasi pilota tornando verso la linea ideale, dopo essere uscito dalla traiettoria per difendersi, deve lasciare lo spazio di almeno una vettura tra la propria auto e il bordo della pista in prossimità delle curve, per fare in modo che la vettura attaccante possa percorrere regolarmente la curva”, sancisce la nuova normativa regolamentare. Un cambiamento che alimenterà ondate di polemiche. Difficile stabilire dall’abitacolo l’esatta misura della “porta da lasciare aperta”.
Già il mese scorso, in occasione del Consiglio Mondiale a Nuova Delhi, la FIA aveva anticipato la novità. Addirittura estremizzando la regola. In un primo momento infatti i piloti che nel difendere la propria posizione fossero usciti fuori dalla traiettoria, sarebbero stati impossibilitati a tornarvi. Adesso il mezzo passo indietro. La norma però lascia ampio margine alla discrezionalità.
A monte della decisione, le manovre al limite viste in alcuni sorpassi nella passata stagione. Quelle che esaltano gli appassionati e garantiscono lo spettacolo. Resta in vigore il divieto di spostarsi diverse volte sul tracciato. “Più di un cambio di direzione per difendere la posizione non è permesso”.
In sintesi, il pilota può tornare nella traiettoria ideale a patto di lasciare in prossimità della curva lo spazio di una vettura tra la propria monoposto e il bordo della pista. Niente più porte chiuse in faccia agli avversari, quindi. Facile a dirlo, difficile a metterlo in pratica. Difendersi da un attacco e non lasciare spazio al rivale è nel dna di chi corre.
Vincenzo Bonanno





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Se continuano a scocciare gli spettatori , che sanno perfettamente dove finisce la difesa ed inizia la cialtroneria , qui va a finire male . Credevo che la presenza di ex piloti come giudici di pista avrebbe portato giustizia ed e´stato tutto il contrario , alla fine forse bisognerebbe creare un gruppo professionale di giudici pagati per tutta la stagione e risolvere le situazioni massimo in tre giri di corsa invece di ruotare vari personaggi ,e applicando sanzioni secondo un codice prestabilito . In ogni caso il pilota che lasci un altro fuori corsa premeditatamente o per un errore evidente dovrebbe subire la stessa sorte mediante squalificazione , non penalita´ ridicole che aggiungono la beffa al danno .
Non sono d’accordo con il concetto espresso dal sig.Vincenzo Bonanno per quanto riguarda le decisioni della FIA in materia di sorpassi:
premesso che sono dell’avviso che le attuali esagerazioni a livello di penalizzazione siano ridicole e sarebbe opportuno limitare gli interventi agli incidenti smaccatamente volontari o tali da mettere a repentaglio l’incolumità dei piloti non sono del parere che la normativa FIA penalizzi le’ manovre al limite che esaltano il pubblico’.Sinceramente non mi diverto affatto a vedere piloti che caracollano allegramente da un lato all’altro della pista per impedire agli avversari l’attacco,pratica che negli ultimi anni, probabilmente anche a causa delle esasperate norme che puniscono i piloti che ‘hanno contatti evitabili’ (leggi che cercano un sorpasso difficile) è aumentata a dismisura in tutte le categorie e che in F.1 viene utilizzata spesso e volentieri da veri e propri ’specialisti’ tra i quali si possono citare Webber, Massa, Schumacher ed altri.
Ritengo che tale norma, anzi, sia per lo meno un passo avanti rispetto al concetto che tutto sia concesso al pilota che si difende e che possa portare i piloti a duelli prolungati per conquistare o mantenere la posizione. Oltretutto vorrei ricordare al sig. Vincenzo che una norma simile è da tempo in vigore nelle gare Indycar.
Non sono neppure d’accordo con la Sua dichiarazione che è nel DNA dei piloti non lasciare spazio agli avversari: da che mondo e mondo i piloti esperti ed intelligenti, quando si vedono un avversario all’interno preferiscono lasciare spazio anche a rischio di perdere una posizione piuttosto che chiudere e rendere inevitabile un contatto con coseguenze di solito più pesanti per il pilota in difesa.
scusatemi, ma il problema dei sorpassi e’ emerso solo quest’anno.
l’ha inventato Maranello, perche’ il collaudatore Massa non era in grado di ostacolare seriamente Lewis.. ecccc
Vanna Marchi(il grande Cordero) e’ un grande P………….a
Ciao a tutti