2012 IndyCar Indy 500 Race priority

Indy 500, gara: Dario Franchitti cala il tris

Pubblicato 27/05/12 23:28 da Marco Strazzulla 10 commenti

Dario Franchitti trionfa per la terza volta alla 500 Miglia di Indianapolis. Dixon e Kanaan chiudono alle sue spalle. Delusione per Sato, a muro all’ultimo giro nel tentativo di superare lo scozzese. A muro anche Andretti; undicesimo Barrichello.

INDIANAPOLIS – E’ Dario Franchitti il vincitore della edizione n.96 della 500 Miglia di Indianapolis, che vale per lui il terzo successo personale in questa corsa. Il pilota scozzese è riuscito a resistere nel finale ad un attacco disperato di Takuma Sato alla prima curva dell’ultimo giro. Il giapponese ha rischiato troppo, perdendo il controllo della vettura e finendo a muro. Franchitti ha così potuto concludere il giro finale in regime di caution, precedendo il compagno di squadra Scott Dixon e Tony Kanaan. E’ stata una edizione della 500 Miglia di Indianapolis da record, con il maggior numero di cambi di leadership della sua storia (35), e l’edizione più calda, disputata con un temperatura dell’aria di circa 35°.

La cronaca

2012 IndyCar Indy 500 Race PriorityIl via avviene con una allineamento quasi perfetto, e Ryan Briscoe riesce a non farsi beffare e chiude il primo giro in testa. I primi giri vedono l’australiano e James Hinchcliffe scambiarsi un paio di volte la testa della corsa. Al giro 10, proprio mentre stanno per essere doppiati, i due piloti Lotus vengono invitati a fermarsi, e termina così la gara di Simona de Silvestro e Jean Alesi. Al giro 13 arriva la prima caution della giornata, dovuta al testacoda di Bryan Clauson. Il giovane rookie riesce ad evitare il contatto contro il muro e a continuare la sua corsa, che comunque durerà soltanto per un’altra trentina di giri.

2012 IndyCar Indy 500 Race PriorityTutti i piloti ne approfittano per effettuare il primo pit stop, con Hinchcliffe che mantiene la testa della corsa. Franchitti viene tamponato da EJ Viso finendo in testacoda. Lo scozzese piomba così in ventinovesima posizione, subito dietro a JR Hildebrand, che uscendo dal pit si ritrova la strada ostruita dalla vettura di Franchitti in testacoda. Al restart, prende la testa prima Briscoe e poi Marco Andretti, che comincia ad allungare, mentre da dietro pian piano risalgono Takuma Sato e Dixon. Costretto a fermarsi in regime di bandiera verde per una foratura, Oriol Servia perde un giro rispetto al gruppo di testa.

Al giro 50, dopo la seconda fase di pit stop, Andretti continua a guidare con circa un secondo di vantaggio su Dixon (partito 15°). Seguono Hinchcliffe, Sato, Briscoe, Will Power e Kanaan. La rimonta di Franchitti continua e al giro 60 scavalca Briscoe per la quinta posizione, mentre Sato passa Hinchcliffe per la terza. Immediatamente dopo la terza fase di pit stop, Power e Mike Conway, che era risalito fino all’ottava piazza, entrano in contatto. Conway era appena tornato in pista dopo un pit stop disastroso in cui aveva colpito due dei suoi meccanici perdendo secondi preziosi e danneggiando l’ala anteriore. Al momento del restart, Andretti è primo davanti a Dixon, Franchitti, Sato, Briscoe, Hinchcliffe, Ryan Hunter-Reay, Kanaan, Graham Rahal ed Helio Castroneves.

2012 IndyCar Indy 500 Race and PriorityDue giri dopo è Ana Beatriz che tocca il muro, provocando la terza caution della giornata. Andretti, Kanaan, Hinchcliffe, Briscoe, Sato, Castroneves, Townsend Bell, Rubens Barrichello e Ed Carpenter decidono di uscire dalla normale sequenza di pit stop e rientrano ai box, mentre Dixon, Franchitti, Hunter-Reay, Rahal, Charlie Kimball, Justin Wilson, Hildebrand e James Jakes restano fuori e si portano nelle prime posizioni. Al restart i due piloti Ganassi allungano, mentre risale rapidamente Sato che si porta in terza posizione. Hunter-Reay è il primo a rifornire al giro 112, ma pochi giri dopo la sua vettura comincia a rallentare per problemi tecnici. Dopo che tutti hanno effettuato il loro pit stop, al giro 130, Sato conduce davanti a Franchitti, Dixon, Andretti, Rahal, Hildebrand, Kimball, Bell, Castroneves e Hinchcliffe.

Un problema ad una gomma costringe Andretti ad anticipare la sua sosta al giro 144, perdendo il giro rispetto ai leader, insieme ad Hildebrand e Bell. Il giro seguente, Sebastian Saavedra si ferma lungo la pista uscendo dai box e provoca una nuova caution. Tutti ne approfittano per la sosta, consentendo ad Andretti, Hildebrand, Bell e Servia di tornare nel giro del leader. Al restart, Franchitti prima e Dixon poi scavalcano Sato e si portano nelle prime due posizioni, scambiandosele varie volte nei giri seguenti. Dietro, prima Justin Wilson e poi Kanaan passano Hinchcliffe per la quarta e quinta posizione.

2012 IndyCar Indy 500 Race PriorityNuova caution al giro 163, quando Josef Newgarden si ferma lungo la pista. Tutti i piloti ne approfittano per effettuare il loro ultimo pit stop. Hinchcliffe arriva troppo lungo alla sua piazzola di sosta e perde secondi preziosi scivolando fuori dalla top 10, mentre Dixon esce in testa davanti a Franchitti, Sato, Wilson, Kimball, Kanaan, Carpenter, Briscoe, Barrichello e Castroneves. Al momento del restart, al giro 171, Franchitti passa Dixon, mentre Sato è passato in sequenza da Wilson, Carpenter e Kanaan. Carpenter e Wilson si scambiano due volte la posizione al giro 178, prima che l’americano finisca in testacoda provocando la sesta caution della giornata.

2012 IndyCar Indy 500 Race PriorityAl momento del restart, al giro 184, Kanaan ha una incredibile ripartenza che lo proietta in testa per un giro, prima di essere passato da Franchitti. A quindici giri dalla fine, la classifica vede lo scozzese primo davanti a Kanaan, Briscoe, Dixon, Sato, Wilson, Hinchcliffe, Andretti, Servia e Barrichello. Al giro 187 Kanaan torna in testa, proprio mentre Andretti finisce a muro. A sei giri dalla fine avviene la ripartenza, con Franchitti che si porta in testa davanti a Dixon. Sato sembra il più in forma e al penultimo giro tenta con successo un sorpasso azzardato alla prima curva su Dixon. Il giro dopo tenta la stessa mossa su Franchitti, ma questa volta gli va male e finisce a muro. In regime di caution, Franchitti chiude davanti a Dixon e Kanaan. Servia conclude una incredibile rimonta finendo quarto, davanti al polesitter Briscoe, ad Hinchcliffe, Wilson, Kimball, Bell e Castroneves. Undicesimo Barrichello.

Marco Strazzulla





Commenti (10)

mauriziomaggio 27th, 2012 at 23:51

Fermato dopo 10 giri….Bella figura Alesi, sapeva a cosa andava incontro con quei motori e un pilota della sua esperienza doveva rifiutarsi di correre, come si dice chi è causa dei suoi mali pianga se stesso..ma sicuramente sarà esclusivamente colpa dei motori…

Marco Strazzullamaggio 28th, 2012 at 01:36

Come ho già detto nei giorni scorsi, non me la sento di dare addosso ad Alesi al 100%…lui ha una parte di responsabilità nelle dichiarazioni, che forse sono state un pò ingenue (quando parlavo che lui non veniva ad Indy solo per partecipare) e che adesso, con quello che è successo, appaiono anche un pò ridicole, specialmente per il fatto che se c’era uno che doveva sapere quale era la situazione, quello era lui, che riveste un ruolo di “ambasciatore” della Lotus…se non era lui a conoscenza della situazione, chi doveva esserlo? Invece per quello che riguarda la pista credo abbia fatto quello che poteva…nel confronto con l’unico altro pilota che aveva il suo motore non ha sfigurato, anzi, le è stato quasi sempre davanti…

Marco Strazzullamaggio 28th, 2012 at 01:42

Alcune considerazioni sulla gara:

- Franchitti è una leggenda dei nostri tempi…3 Indy 500, 4 campionati…e a 39 anni non perde un colpo;
- Sato è stato semplicemente un pollo, o comunque ha confermato la sua indole…un bravo pilota, ma si è visto che al momento culmine della sua carriera si è lasciato prendere la mano…aveva già tentato una manovra azzardata su Dixon il giro prima, ma nelle corse, e specialmente ad Indy, sei già fortunato se ti va bene una volta…tentare la sorte due volte è da pazzi…probabilmente, avesse aspettato il rettilineo opposto e la curva 3 per tentare l’attacco, avrebbe vinto;
- Non ho ben capito cosa sia successo a Briscoe verso metà gara…ha rallentato improvvisamente, sembrava avere dei problemi, poi si è ripreso…strano;
- Una gara bellissima, combattuta, con tanti sorpassi…ad inizio anno le nuove vetture erano molto criticate perchè erano brutte e c’era tanto scetticismo…invece stanno producendo delle gare spettacolari;
- Ancora un eccesso di irruenza per Andretti…e non mi riferisco solo al botto in gara…in questi giorni era in palla, ma era fin troppo carico, troppo sicuro di vincere nelle dichiarazioni;
- Strani i restart effettivamente…ma demerito di chi stava davanti, o merito delle scie?
- Servia merita un posto in un top team!!!

alberto magnanimaggio 28th, 2012 at 03:32

Si , vero , avendo meno alettoni Sato avrebbe potuto vincere sul rettilineo , in quanto ad Alesi e´ meglio stendere un velo pietoso , a meno che non si voglia considerare positivo non essere ultimo . Incredibile poi come ti prende questa gara , lunga ma piena di argomenti , ma credevo che le F1 attuali fossero le macchine piu´brutte del mondo…mi sbagliavo , impossibile superare queste , orribili incroci fra prototipi e formula , ma la sicurezza…..

Marco Strazzullamaggio 28th, 2012 at 08:51

A me comunque l’estetica di queste vetture non dispiace…certo, bisogna farci l’occhio, sono auto un pò diverse da quelle tradizionali, eravamo abituati a vetture più “classiche”…però sinceramente io dopo due giri della gara di St.Petersburg già non ci facevo più caso…l’importante è che siano sicure e che producano gare spettacolari…e mi sembra che in entrambi i casi ci siano riusciti…

CECCOmaggio 28th, 2012 at 11:02

Grandissima prestazione di Alesì….. con un ape car.. sperava di sbancare Indy………. Come ha detto Maurizio, precedentemente, sapeva a cosa andava incontro, quindi niente ma niente se …. faceva prima a stare sulla poltrona di casa a guardare la 500 miglia…

Robertomaggio 28th, 2012 at 20:52

Forza Jean !

robimaggio 28th, 2012 at 21:39

Per una volta ho azzeccato il pronostico dicendo che non vedevo i 2 di Ganassi al di fuori della lotta per la vittoria, ma non pensavo ai motori Honda così forti. Mi chiedo come mai nelle ripartenze, anche sui circuiti, sia così difficile non farsi superare da dietro. Obiettivamente Sato è un mega pollo, ma mentre guardavo gli ultimi 2 giri avrei scommesso qualsiasi cosa che prendeva il muro. Infine a me queste Dallara piacciono un casino, hanno avuto il coraggio di osare e una volta fatto l’occhio, sono stupende, come tutte le corse americane!

Marco Strazzullamaggio 29th, 2012 at 11:27

Le ripartenze sono state così perchè da quest’anno non è più il leader a gestire tutta la fase della ripartenza, ma doveva aspettare il “segnale”…ergo, da dietro si poteva controllare meglio la situazione e si arrivava generalmente più “lanciati” al momento del restart…

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