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LA GIORNATA – Domenica a Montecarlo

Pubblicato 28/05/12 00:52 da Andrea Giachè 1 commento

Mark Webber vince a Monaco partendo dalla pole. Rosberg secondo, senza mai innervosire l’australiano. Alonso strappa il podio a Hamilton e va in testa al mondiale in solitaria, ma il passo era da vittoria.

MONTECARLO – All’infuori di quei pochi giri su pista scivolosa, questo gran premio di Monaco non ha regalato grandi emozioni agli spettatori, ma è stata una corsa intensa, con uno straordinario gruppo di duellanti per il successo finale. Ha vinto Mark Webber, che finalmente ha azzeccato una partenza, e l’ha fatto tenendo dietro Nico Rosberg, dal via fino alla bandiera a scacchi.

Rosberg non ci ha mai provato, neanche quando Webber è sembrato in difficoltà. La strategia di Vettel, per quanto fenomenale, non è stata abbastanza per battere il compagno di squadra, e la Ferrari non ha osato abbastanza. Così l’australiano ha trionfato per la seconda volta sulle stradine del principato, dimostrando che il 2011 è stato solo un anno di pausa.

Quattro quarti posti consecutivi, una gara in Spagna inguardabile, e la redenzione di Monaco. Webber ora è a soli tre punti dal leader di campionato Fernando Alonso, e a pari punti con Vettel. Sembra delinearsi per l’australiano una stagione simile al 2010. Con così tanti stravolgimenti, la Red Bull, come la Ferrari, è stata la squadra che si è comportata meglio, e la prima a conquistare due vittorie. Ma Webber riuscirà ad essere più consistente e, soprattutto, a non perdere concentrazione fino a fine campionato?

È chiaro che il più veloce oggi era Alonso. Dopo un avvio poco brillante, la sua Ferrari si è trasformata in un razzo e, rimanendo fuori più di Hamilton, è riuscito ad ottenere il terzo posto. Rimane il rammarico però perché il gradino più alto del podio era alla sua portata. A Monaco si pagano gli errori delle qualifiche, e credo che la Ferrari non abbia pensato in grande nel preparare la strategia. Allo stesso tempo, è sbagliato anche biasimarli: hanno ottenuto il podio, consentendo ad Alonso di diventare leader assoluto della classifica iridata.

Felipe Massa, sesto, ha corso una discreta gara. L’ultimo del super-gruppo di testa, ha fatto quello che doveva fare: punti e tenere in parte il passo del compagno di squadra. Il giudizio però è lo stesso espresso ieri: è troppo tardi.

La McLaren è stata terribile anche in questa gara. Un altro pit-stop lento per Lewis Hamilton, una macchina che non si capisce come mai è passata dall’essere la più forte a forse quinta forza del mondiale. Ad aggravare la situazione c’è stata una mancanza di comunicazione efficace tra il muretto e Hamilton: al pilota non è stato detto che col passo che aveva, sarebbe finito dietro Alonso. Sam Michael non dovrebbe evitare proprio il verificarsi questi problemi?

Su Jenson Button poi c’è poco da dire. La testa chissà dove sta. È lento in qualifica. La partenza in gara è ostacolata da Kobayashi che per poco non gli finisce addosso, e ha trascorso tutto il gran premio dietro Kovalainen (magnifica gara la sua). Alla fine si è pure arrabbiato col finlandese, nonostante gli sia andato addosso.

In queste ore ho letto molte discussioni sull’incidente al via. Trovo, invece, che i commissari abbiano agito bene non dando penalità. Siamo stati abituati troppo male: gli incidenti di gara esistono! Semplicemente non si può stare appaiati in quattro a Montecarlo.

Con una Lotus KO, il team inglese si è affidato a Kimi Raikkonen. Come dimostrato sabato, tuttavia, il finlandese non è mai stato in corsa. Dice che la macchina non si adattava alle caratteristiche della pista, eppure la velocità di Grosjean lo smentisce. Arriva nono, battuto da entrambe le Force India, pur rimanendo in corsa per il titolo.

Tra Alonso, primo, e Button, settimo, ci sono 31 punti, che con il vecchio sistema di punteggio sarebbero solo 12. Appena un soffio. La stagione è ancora molto lunga, e gare come quella di oggi ricordano – nel qual caso non fosse ancora chiaro – che stiamo assistendo ad un campionato talmente combattuto che basta un minimo errore per essere fuori dai punti. Sei vincitori diversi in sei gare. È finita qui o il Canada prolungherà la striscia magica? Sebbene il 1982 e il 1983 dimostrino che non è una regola, il primo che vincerà per la seconda volta si candiderà come favorito al titolo mondiale.

Andrea Giachè





Commenti (1)

robymaggio 28th, 2012 at 10:03

con i se e con i ma non si va da nessuna parte, ma se Alonso fosse rimasto fuori altri 3\4 giri con le supersoft ( erano ancora in buono stato visto che stampava giri record a ripetizione ) sarebbe uscito sicuramente davanti a Rosberg e forse anche davanti a Webber, visto che con le soft non in temperatura facevano tempi alti ………….
= avrebbe vinto !!!!

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