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LA GIORNATA – Domenica a Valencia

Pubblicato 25/06/12 00:12 da Andrea Giachè 3 commenti

Alonso stravince una gara dal sapore anni ‘80, approfittando dei ritiri di Vettel e Grosjean (entrambi con l’alternatore rotto) e i soliti problemi McLaren. Ma soprattutto tanti sorpassi e una perfetta gestione delle gomme. Raikkonen e Schumacher sul podio, Hamilton KO.

VALENCIA – Sarà che va di moda il vintage, ma il gran pre-mio d’Europa 2012 aveva davvero il sapore di una gara antica, come une di quelle leggendarie degli anni ’80. L’impresa di Fernando Alonso mi ha ricordato le rimonte di John Watson, come quelle di Detroit 1982 e Long Beach 1983.

Rimonte, sorpassi, ruotate, incidenti, rotture meccaniche e festeggiamenti passionali: tutti elementi da lungo tempo dimenticati, e che un po’ alla volta si sono ripresentati in questa stagione, per poi esplodere in poco più di trecento chilometri.

Se esiste la fortuna (personalmente non ci credo), Alonso l’ha sfruttata al massimo: gli unici due più veloci di lui si sono ritirati, la McLaren ha sbagliato un altro pit-stop e la safety car lo ha portato insieme ai primi. Ma come ho detto, non credo nella fortuna: Alonso ha corso un gran premio da fenomeno. Punto. Ha gestito bene le gomme e ha sorpassato senza paura.

Questo non toglie che fino al ritiro, l’uomo della gara è stato Sebastian Vettel. Perfetto in partenza, perfetto nella gestione della corsa. Anche il pit-stop è stato perfetto, ma non dipende da lui. Sarebbe stata una di quelle vittorie noiose, se l’alternatore della Renault non avesse ceduto senza preavviso. Un problema che si è ripetuto poco dopo, rovinando la corsa dell’altro pilota che avrebbe potuto trionfare facilmente, Romain Grosjean. Il francese era secondo in quel momento, perché colto di sorpresa durante la ripartenza, ma Raikkonen quando si è svegliato dal solito sonno ha dimostrato che la Lotus era la macchina migliore dopo la Red Bull.

La Renault ancora non sa perché due rotture uguali sono capitate in un breve lasso di tempo alle due macchine più performanti.

Tornando brevemente alla Ferrari, Alonso ha emozionato, Massa ha imbarazzato. L’incidente con Kobayashi è solo una scusa per mascherare le prestazioni mai all’altezza. E pensare che alla vigilia si era convinto di vincere. Ormai però è come sparare sulla croce rossa. Sta a Domenicali e Montezemolo capire quando è il momento di dire basta.

Molto ha fatto discutere l’incidente a un giro e mezzo dalla fine tra Lewis Hamilton e Pastor Maldonado. I commissari hanno dato venti secondi al venezuelano, ma a mio modesto parere è troppo poco. Diciamo spesso che i giudici sono troppo severi: tanto tempo fa, però, non ci si faceva problemi a dare bandiere nere e squalificare i piloti per una gara. Ecco, a un pilota che piace tanto buttare fuori gli avversari (perché a volte l’ha fatto volontariamente), bisognerebbe far capire che o cambia atteggiamento o può fare qualche altro lavoro.

L’incidente sembrava Spa 2008 in un universo alternativo. Hamilton merita una strigliata d’orecchie in ogni caso: aveva le gomme distrutte, Maldonado l’avrebbe passato prima o poi, e doveva accontentarsi di fare punti, come ha fatto fino a questo punto. Invece, ha voluto strafare, resistere con il coltello fra i denti. E visto che Maldonado invece di saltare la chicane, come avrebbero fatto tutti, ha deciso di ributtarsi in pista come un kamikaze, Hamilton ha fatto zero punti.

Ne approfitta così Michael Schumacher, che solo dieci giri prima era nono. Sotto la bandiera a scacchi non sapeva di essere terzo, e il risultato lo ha emozionato così tanto, da fargli dimenticare la sua lingua d’origine in conferenza stampa. La Red Bull ha provato a farlo squalificare, così da prendere il podio con Webber, ma le immagini dimostravano che quando Schumacher ha aperto il DRS a fine gara, non c’erano le bandiere gialle.

Bellissima corsa per la Force India, addirittura quinta con Hulkenberg, e settima con Di Resta. Hanno giocato di strategia, non hanno voluto strafare, e hanno centrato un importante doppio piazzamento.

Button, Perez e Senna inguardabili. Però anche loro hanno approfittato degli ultimi caotici giri. Chi ha fatto peggio di tutti è Jean-Eric Vergne. Sì, anche più di Maldonado; anche più di Kobayashi. In pieno rettilineo ha rifilato un’orribile ruotata a Kovalainen, distruggendo la sua gara e scatenando la safety car che ha rivoluzionato la corsa. Ha due punti in più di Ricciardo, ma il ragazzo non c’è. Per ora è una delle maggiori delusioni del campionato. Anche Alguersuari e Buemi hanno avuto periodi in cui dimenticavano come guidare. Speriamo per lui e per gli altri che gli stanno intorno, che trovi la concentrazione e finalmente si svegli.

Andrea Giachè





Commenti (3)

Andreagiugno 25th, 2012 at 09:40

E’ una vittoria stragrande e strameritata di Alonso e non della Ferrari. Se non avessero Alonso che con le sue magie, con il suo carattere e la sua stoffa del grandissimo campione compie dei veri e propri miracoli, la Ferrari sarebbe a livello della HTR. Luca-Luca e la sua cricca di mezze maniche devono andarsene a casa.

alberto magnanigiugno 25th, 2012 at 16:54

D´accordo in parte, sono Alonso ed i tecnici , da lui certamente motivati , senza i quali Ferrari sarebbe al livello non di HRT ma sicuramente di Sauber e William . Nella F1 attuale Alonso e´ , assieme a Vettel (sempre) ed Hamilton (quasi sempre) il miglior pilota , ma per essere qualificato come grandissimo deve passare la sua seconda prova del fuoco , essere campione con Ferrari , dopo aver fallito nella prima del suo periodo McLaren , e tutti saremo d´accordo che le baruffe con Hamilton distarono molto dalle epiche lotte Senna-Prost . Alonso , come tutti i campioni , sa reggere la responsabilita´ di concretizzare gli sforzi e le aspettative della squadra , ma deve ancora dimostrare di poterlo fare partendo con la pressione della ulteriore carica di favorito . Il primo titolo con Renault colse tutti di sorpresa , e la ripetizione pure , ma era un emergente senza nulla da perdere in una squadra nelle stesse condizioni , se trovera´ il trionfo con Ferrari , e molto prima del tedesco , si consacrera´ come…. grandissimo .

Francesco M.giugno 25th, 2012 at 22:12

Premetto che sono un grandissimo tifoso di Alonso e della Ferrari per i quali si è già detto tanto. Volevo peró soffermarmi sulla prestazione di Maldonado che, a mio parere, non avrebbe potuto tagliare la chicane altrimenti avrebbe dovuto cedere la posizione ad Hamilton e quindi ritornare alle sue spalle. Avrebbe piuttosto potuto aspettare la successiva accelerazione, fase in cui avrebbe sicuramente fatto la differenza grazie alla sensibile maggiore trazione. Comunque secondo me il peggiore in questo duello è stato Hamilton, il quale sicuramente si doveva aspettare un affiancamento (asse anteriore della williams davanti alla sua posteriore) da parte di Maldonado nella seconda curva della esse, e pertanto guardare negli specchietti e, visto che aveva molto da perdere, lasciarlo sfilare. Giustamente ha provato fino all’ultimo a resistere, ma vedendo dagli specchietti “l’iserimento” doveva cedere il passo, pena quello che poi è successo. Cosa credeva che Maldonado in quella situazione potesse evitare l’impatto? Mi sembra un errore da primo pelo….

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