Le Audi hanno dominato i tempi sul giro durante entrambe le sessioni di test, come prevedibile, ma le Toyota si sono mostrate molto vicine e competitive. Mc Nish autore del tempo più veloce con la R18 e-tron quattro #2. Presente anche la Nissan Delta Wing che ha compiuto un gran numero di giri.
LE MANS – Mancano meno di due settimane alla grande gara, e come di consueto l’ultima giornata di test prima dell’evento permette di tirare le somme. Quest’anno non sono mancate le sorprese, di cui la principale è marchiata Toyota: in entrambe le sessioni, quella mattutina e quella pomeridiana, le due TS030 hanno mantenuto il passo delle rivali tedesche. Insomma, chi pensava che l’undicesima vittoria di Audi potesse essere pura formalità, potrebbe sbagliarsi.
Il primo assaggio del potenziale di Toyota si è avuto da Anthony Davidson, il quale al suo undicesimo giro durante la prima sessione ha fatto segnare un tempo di 3m31.039s, andando ad infilarsi fra le Audi in cima alla classifica.
Dopo un periodo di bandiera rossa a causa del fuori pista di Guillaume Moreau con la sua Oak Racing #15, il duello è ricominciato con Nakajima che ha fatto fermare il cronometro a 3m30.202s a bordo della Toyota #7. Benoît Tréluyer ha successivamente riconquistato la vetta con la R18 #1, per poi essere battuto dal connazionale Loïc Duval, al volante di una R18 “tradizionale”, portando a casa il tempo record durante la prima sessione con 3m27.732s.
La sessione pomeridiana ha visto invariata la battaglia ai vertici della P1. Stavolta è stato Mc Nish a conquistare il miglior tempo, 3m25.927s, riportando così davanti a tutti una R18 ibrida. Purtroppo per questa R18 la giornata è finita un’ora prima del dovuto, a causa di un’uscita di pista mentre il pilota scozzese era al volante. Le due Toyota, che hanno comunque battuto il muro dei 3m30s anche durante la seconda sessione, si sono piazzate ancora una volta tra le Audi al quarto e quinto posto.
Fra le altre P1, invece, il prototipo più veloce è stato l’HPD-ARX03a di Strakka Racing, con il tempo di 3m34.243s ottenuto durante la prima sessione. Molto vicine le due Lola-Toyota di Rebellion Racing, una delle quali ha fatto segnare il miglior tempo nel pomeriggio. Prestazioni incoraggianti, sebbene condite da non pochi problemi, per le due vetture del Pescarolo Team, la Dome-Judd e la Pescarolo 03.
Fra gli episodi salienti del P1 va anche citato il brutto incidente della Oak Racing #15, la quale a seguito di un fuori posta al tornate Karting ha colpito violentemente le barriere. Il pilota Guillaume Moreau, come già anticipato, è stato trasportato in ospedale dove è stato operato ad una vertebra.
Anche per la categoria LMP2 il distacco tra i più veloci è quasi inestistente. In entrambe le sessioni la Morgan-Judd #35 di Oak Racing si è dimostrata la più veloce, davati alla HPD di Level 5 Motorsports e alla Zytek-Nissan di Jota. Presente anche la Sebastian Loeb Racing, sebbene non sia iscritta alla 24 Ore, con Sebastian Loeb stesso che ha fatto segnare un tempo di 3m42.248s.
La battaglia non è mancata nemmeno nella categoria GTE. In GTE Pro, la più veloce è stata la Ferrari 458 #59 (dopo un dominio di Ferrari nella sessione mattutina), seguita a meno di un decimo di secondo dalla Corvette #74. In GTE Am, invece, il primato va alla V8 Vantage di Aston Martin Racing.
In pista era presente anche la Nissan Delta Wing, la quale ha compiuto più di 80 giri fra le due sessioni. Essa correrà a Le Mans con il #56, anche se non sarà classificata.
Non mancavano, infine, le vetture della Formula Le Mans, un modo per incoraggiare nuovi piloti, anche se non potranno partecipare alla 24 Ore. Alcuni di essi sono riusciti ad infrangere la barriera dei 4 minuti.
Giuseppe Poliseno




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Da dove l’avete tradotta questa pagina?
In realtà non è stata tradotta, ho letto vari articoli prima di scrivere il mio (in particolar modo quelli presenti su lemans.org). Consulto più fonti per poter avere una maggior completezza di informazioni.
Bel articolo complimenti,da una completa panoramica di queste pre prove.