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ME AND MY HELMET – Quando è la storia che chiama

Pubblicato 25/03/12 19:37 da Fabrizio Corgnati 4 commenti

L’editoriale del nostro caporedattore Fabrizio Corgnati commenta la vittoria (storica, nel suo piccolo) di Fernando Alonso e della Ferrari in un bagnato e indimenticabile Gran Premio di Malesia a Sepang

di Fabrizio Corgnati

Certe volte, nella vita, abbiamo il privilegio di assistere a degli eventi storici. Oggi è accaduto uno di quei casi. Si può o meno gioire, sulla base del tifo o delle simpatie, per il successo di Fernando Alonso e della Ferrari nel Gran Premio di Malesia, ma di sicuro la gara di oggi rimarrà iscritta negli annali. In quei piccoli, insignificanti annali della Formula 1, ma pur sempre di annali si tratta.

Se ci riflettete su, non riuscite ad immaginarvi tra una ventina d’anni, mentre raccontate a qualcuno più giovane quella volta in cui una delle Ferrari peggiori di sempre riuscì a vincere una gara sulla quale il team stesso non avrebbe scommesso un centesimo? Mutatis mutandis, si potrebbe addirittura azzardare paragoni storici impegnativi. Come l’indimenticabile Gran Premio di Donington 1993, quando ancora la pioggia (sempre lei) consentì ad un Ayrton Senna più splendente che mai di annichilire persino le imprendibili Williams con le sospensioni attive.

Quella di oggi, come quella di 19 anni fa, è stata una vittoria fortuita, ma meritata: frutto di un’impeccabile guida del pilota e di un’intelligente scelta strategica (una volta tanto) da parte della squadra. Certo, l’entusiasmo non deve annullare la lucidità. E il successo non far dimenticare i problemi. Bisogna, in altre parole, evitare il tipico vizio italiota sulla base del quale un risultato positivo spazza dalla memoria tutto ciò che è accaduto prima.

Il piccolo miracolo sportivo della vittoria malese, insomma, non basterà a ribaltare la storia della stagione. Non basterà a risollevare, da solo, le sorti di una F2012 nata talmente male da essere più lenta, in condizioni da asciutto, perfino della Sauber (a parità di motore). Ma, forse, servirà a rialzare il morale. Dai musi lunghi dell’Australia si è passati ai sorrisi, con cui lavorare è di sicuro più agevole.

Da domani, a Maranello si ricomincerà a lavorare a quella F2012 rivoluzionata (forse, ma è improbabile, addirittura senza le sospensioni pull rod) che dovrebbe debuttare in Spagna e mettere una pezza ai tanti difetti della versione attuale. Ma intanto quella di oggi è una vittoria dello sport, innanzitutto. Che dimostra che anche nella Formula 1 delle strategie computerizzate e dei calcoli al millesimo, a volte, basta qualche goccia di pioggia a far saltare tutti i piani. Del resto, non è per questo che la amiamo?

Fabrizio Corgnati





Commenti (4)

alberto magnanimarzo 25th, 2012 at 20:24

Allora la vecchia idea di Bernie di inondare le piste per settori e favorire lo spettacolo sarebbe valida , cosi´ come le medaglie (ero d´accordo) aggiungendo punti per pole e giro piu´veloce in gara , ed in chiave marche, punti al box piu´veloce nei cambi di gomme . Perche´ dovere aspettare circostanze strane per vedere i veri piloti non mi sta bene , mi piacerebbe vederli sempre , con e senza acqua ed in caso di acqua pronti a prendere il via come in passato , senza ritardi ed interruzioni ridicole che riaggruppano (quello si´ pericolosamente) distruggendo quanto costruito in pista . Le condizioni di Sepang non giustificavano nessuna interruzione e non mi piace neppure la partenza lanciata , insomma pretendo vedere piloti con vere capacita´ superiori , e´come se la coppa del mondo di vela la cancellassero per mare grosso . E non e´ voglia di vedere sangue , per evitare o minimizzare questo rischi esistono le vie di fuga e le scocche sempre piu´ perfezionate , ma si deve permettere ai migliori sopperire alle carenze del mezzo sfruttando le condizioni senza vanificare sforzi con cretinate , mi sembra di avere letto che Nuvolari chiamava le curve ¨risorse¨ .

robymarzo 26th, 2012 at 10:02

Non nominiamo il nome di Ayrton invano ………….

grandissimo ieri Alonso ( ma lo aveva dimostrato anche in altre occasioni ) piu’ forte degli ingegneri Ferrar che, superpagati, mettono tra le sue mani un vero cancello ( credo che la Ferrari dovrebbe farsi sponsorizzare dalla Faac, leader nei cancelli automatici ), ma il 1° giro di Ayrton a donington rimarra per sempre nella mia memoria come il piu’ grande capolavoro di un pilota di F1 …

spero che la ferrari sia in grado entro barcellona di dare tra le mani di Fernando una macchina che sia solo 2\3 decimi piu’ lenta di McLaren e RedBull, in modo da potersi giocare il titolo, perche’ se lo merita -

Capitolo Massa ……. io non credo che sia stato sempre scarso… anzi era un pilota che sopratutto sul giro secco era anche veloce, ma vuoi l’incidente di Budapest, vuoi Alonso che lo ha massacrato ( in questo momento credo che l’autostima di Massa, aldila’ dei commenti che fa, sia ai minimi …. sa benissimo che il compagno e’ nettamente migliore di lui ) e comunque in Mercedes di piloti come Massa ne hanno 2 …. non 1 solo !!!!!!!!!!!!!!

se Mercedes vuole fare qualcosa e’ meglio che investa su un top driver anche se sembra che Hamilton sia in trattative molto avanzate

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PAOLO MC.LARENmarzo 26th, 2012 at 14:28

ME AND MY HELMET

Ne ho visti tantissimi di GP e ne vedro’ acora in futuro,(appena La F1 arriva in Europa saro’in tutti i circuiti)
Scrivere ( quando la storia chiama )mi sembra davvero aver oltrepassato ogni limite e fantasia………….(e’ ridicolo quello che e’ avvenuto ieri)
Comunque bravo Corgniati.

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