Il proprietario della Red Bull torna a parlare del nuovo Concorde Agreement, che a partire dal 2013 vedrà una partecipazione maggiore dei costruttori nella gestione dei diritti commerciali. L’austriaco avanza la propria candidatura a direttore del nuovo fondo di gestione.
MILANO – Dopo il botta e risposta dei giorni scorsi tra Ecclestone e la Mercedes, con la seconda, che in posizione attendista rispetto al rinnovo del Patto della Concordia, chiede (insieme a Lotus e Williams) maggiori garanzie economiche al patron della F1, smentendo tuttavia di voler abbandonare il circus, a parlare del nuovo accordo questa volta è il presidente della Red Bull Dietrich Mateschitz.
Tre, finora, le squadre che hanno sottoscritto il nuovo Concorde Agreement, in vigore dal 2013 al 2020 e che vedrà per la prima volta un ruolo più partecipativo da parte dei costruttori impegnati nel Mondiale. Tra i team che hanno già trovato l’accordo con il patron della FOM Bernie Ecclestone, oltre a Ferrari e McLaren, anche la Red Bull, il cui presidente, l’austriaco Dietrich Mateschitz, in un’intervista al “Salzburger Nachrichten”, ha avanzato la propria candidatura a direttore del nuovo fondo di gestione degli introiti commerciali del circus, su cui la Formula One Management (e quindi Ecclestone) continuerà tuttavia a detenere l’esclusiva. “Se sarà il caso, sarò disposto a farmi avanti,”ha dichiarato il numero uno del colosso austriaco, che ha poi proseguito, “sono sicuro che Montezemolo sia pronto a fare lo stesso, anche se naturalmente allo stato attuale delle cose non c’è niente ancora di definitivo”.
Un punto sembra però ancora lontano dall’essere messo in tempi brevi, rivelano voci interne all’agenzia “Reuters”, a causa soprattutto della preoccupante instabilità che affligge i mercati finanziari internazionali ed il cui spauracchio potrebbe avere delle ricadute anche sul baraccone dorato della F1. Tra le novità del nuovo Patto della Concordia, oltre all’assegnazione di incentivi straordinari alle squadre più longeve e vittoriose (circa 50 milioni alla Ferrari e 35 per McLaren e Red Bull), anche l’introduzione della terza macchina ed una ripartizione più ampia ed eterogenera dei proventi commerciali che ad oggi finiscono per la metà nelle tasche del patron Ecclestone. L’attuale Patto della Concordia, firmato nell’agosto 2009, scadrà il prossimo 31 dicembre.
Cristina Capruzzi




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A mio resocondo, ho trovato sempre incredibile, il fatto che Bernie si e’ fregato fin l’oltre il 60% dei ricavati mentre le ditte petrolifere del mondo guadanbiano poco piu’ del 7% ???????? Per la sua piccola statura ha dei “COJUNS” all’infinito ! Purtroppo continua a fregarsi oltre il 50% tutti i proventi commerciali a gran discapito delle squadre.
Il problema è stato sviscerato tempo fa da un certo sig.Barnum (quello del circo omonimo): ‘Ogni minuto nasce un pollo…e se ti guardi in giro e non lo vedi, vuol dire che il pollo sei tu!’