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Red Bull: resta Webber, si allontana Hamilton?

Pubblicato 14/06/12 12:04 da Mariano Tedesco 1 commento

Secondo le ultime indiscrezioni l’australiano, già pilota della scuderia, sembra pronto a restare ancora con la formazione campione del mondo in carica, definendo l’organico per il 2013. Intanto, continuano le voci attorno a Lewis Hamilton e la sua attesa nei confronti della McLaren.

MILANO – Mark Webber è uno dei nomi più presenti nelle trattative del mercato di Formula 1, ma presto potrebbe non esserlo più, dal momento che starebbe per firmare un prolungamento di contratto con la Red Bull.

L’australiano ha smentito le voci che lo hanno accostato recentemente alla scuderia Ferrari ai microfoni del quotidiano “O Estado de S.Paulo”, aggiungendo con un pizzico di ironia: “La Ferrari avrà bisogno di otto vetture l’anno prossimo per accogliere tutti i piloti che dovrebbero sostituire Felipe”. Se, dunque, la Ferrari sembra sempre più orientata a trovare un sostituto del brasiliano Felipe Massa, pare che dovrà trovarsi un altro nome. Helmut Marko, braccio destro del proprietario del team Red Bull, Dietrich Mateschitz, nonchè super-consulente della squadra, ha confermato che pare vicino un nuovo accordo con Webber per proseguire la collaborazione. “Ha dimostrato di avere la motivazione necessaria e vuole andare avanti”, dichiara a “Sport Bild”.

Ma le voci circolano attorno alla scuderia anglo-austriaca e quella più suggestiva riguarda sempre un possibile approdo di Lewis Hamilton alla formazione campione del mondo, che però lo stesso Marko ha ridimensionato. “Che Hamilton stia prendendo in considerazione delle alternative è abbastanza chiaro. Ma deve adattarsi alla struttura del team”, ha commentato Marko alla tedesca “Sport Bild”. “Non importa se sei il pilota più veloce, se poi non ti adatti alla squadra”. Ma la vera questione è la presenza ingombrante di Sebastian Vettel, che al momento nel team ricopre il ruolo di primo pilota.

Il recente vincitore del GP del Canada, comunque, sembra monitorare la situazione e lo stesso pare stia facendo, furtivamente, la squadra di Woking, congelando di conseguenza la possibilità di un nuovo prolungamento del contratto. L’ipotesi che Hamilton vada nella squadra campione del mondo per avere maggiori garanzie di successo, dopo la lunga militanza (ultimamente poco appagante) in McLaren, insomma, resta, ma appare sempre più improbabile. Con Fernando Alonso in Ferrari, poi, per Hamilton sembra quasi scontato guardare verso la Mercedes, se decidesse concretamente di cambiare aria. Norbert Haug, del resto, è pronto subito a cogliere l’occasione: “Non è un segreto che Lewis rappresenti una parte della famiglia Mercedes”. Ma non di poco conto è pure la questione economica, dopo che la McLaren si è spinta al rialzo per blindare il suo pupillo con un contratto da 150 milioni di dollari per cinque stagioni, cifra che forse la Mercedes non pare disposta a spendere, anche considerando i dubbi ancora presenti sul suo futuro in Formula 1.

Secondo il corrispondente di “O Estado de S.Paulo” Livio Oricchio, Hamilton pertanto dovrebbe restare dov’è; una tesi rafforzata anche dalle parole del responsabile Martin Whitmarsh ai microfoni di “Sky Sport”: “C’è molta speculazione, ma più al di fuori della squadra che dentro”. Per Whitmarsh le condizioni per continuare ci sono. Ed è molto probabile che sarà così. Salvo sorprese, ovviamente.

Mariano Tedesco





Commenti (1)

alberto magnanigiugno 14th, 2012 at 18:55

I veri leaders non gradiscono concorrenza interna , quella piace a noi per vedere scannarsi Senna e Prost e compagnia , ma l´interesse della squadra e´ un primo pilota e l´altro consapevole del fatto , rispettoso e pronto ad approfittare di ogni occasione . Per me il migliore esempio e´ stata la coppia Schumi-Herbert , lui e´ stato uno dei migliori e vinse abbastanza ma mai sopra il tedesco , per cui Webber gode dell´errore piloti di ToroRosso , Hamilton approfittera´ della crisi Button e di Ferrari sappiamo . La questione Mercedes e´ differente , loro potrebbero pagare pesantemente , anche con il ritiro , l´errore di contrattare e poi prolungare a Schumi , certo , a breve termine la sua sola presenza mediatica garantiva dei vantaggi , ma metteva a Rosberg in una posizione molto comoda , gloria se lo batti e scuse se perdi dal ¨migliore¨ , ma in questo modo il team non ha mai saputo se ha una macchina mediocre con buoni piloti o una macchina vincente con piloti mediocri , loro si´ che avrebbero bisogno di un Hamilton , hanno un disperato bisogno di sapere dove stanno prima di insistere in una avventura discutibile per come e´ iniziata e gestita . Nel resto tutto fa brodo , se per caso i teams medi producono un vero talento , nella F1 attuale dove si incrociano interessi , motori , kers e cambi , sara´ deviato ai piu´ grandi , in pratica servono come riempitivo e vivaio , poco di piu´.

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