Si sprecano gli elogi per il rientrante finlandese della Lotus, anche da parte degli ex piloti di Formula 1 come Karl Wendlinger e Martin Brundle che lo vedono addirittura ancora in lizza per la conquista del Mondiale
MILANO – Kimi Raikkonen non finisce mai di stupire. Dopo una travagliata qualifica all’Hungaroring, il finnico si è trasformato letteralmente in gara mostrando un’impressionante costanza di passo e grande sicurezza nella guida, tanto da gettare preoccupazioni sul weekend perfetto di Lewis Hamilton. Una prima parte di campionato decisamente positiva per “Iceman”, quinto in classifica con 116 punti, molto vicino ai diretti inseguitori di Alonso per la lotta mondiale, come Webber, Vettel e lo stesso Hamilton.
Raikkonen è andato regolarmente a punti quest’anno tranne nella gara di Shanghai, dove fu costretto a salutare la top ten per un degrado eccessivo delle mescole negli ultimi giri. Non dimentichiamo che Raikkonen, dopo l’agrodolce parentesi Ferrari, ha deciso di dare una svolta alla sua carriera, migrando verso il mondo del rally e della NASCAR, senza però esserne soddisfatto. A fine 2011 la clamorosa firma sul progetto Lotus F1.
Le prestazioni del finnico hanno destato grande ammirazione e stupore tra gli addetti ai lavori, ma anche tra i suoi stessi ex colleghi come Karl Wendlinger e Martin Brundle. Karl Wendlinger, pilota Sauber negli anni 90, si è dichiarato colpito all’emittente Servus Tv, dalla stagione di ritorno del 33 enne finlandese: “E’ davvero ad un livello molto alto. Tornare dopo due anni di stop ed avere già così tanti podi e risultati positivi è sensazionale, in gara è velocissimo e potrà ambire ancora a vittorie.”
Wendlinger insiste, ricordando il trionfo del 2007 con la Ferrari: “Non per niente Kimi è stato campione del mondo.” Un personaggio del tutto particolare, specie per lo stile di vita non proprio ortodosso e per il difficoltoso rapporto con i media: “Il suo stile di vita non sarà dei migliori, ma ha mostrato di saper reggere fino all’ultimo giro della gara con temperature elevatissime, come è successo in Ungheria, sintomo anche di grande forma fisica.”
Non solo Wendlinger ma anche Martin Brundle, ex pilota F1 nella metà degli anni 90 ed ora commentatore per l’emittente inglese “Sky”, ha voluto rimarcare le sue impressioni circa l’atteggiamento di Raikkonen, apparso deluso da un secondo posto la scorsa gara, sintomo di una grande fame di successo: “Sul podio aveva la faccia come di chi si sveglia di lunedì e vede un mattino di pioggia. Mi ha davvero impressionato il suo atteggiamento, come un pilota possa provare dolore e rammarico di fronte ad un ottimo secondo posto, risultato che probabilmente soddisferebbe chiunque altro.”
E dopo le lunghe vacanze estive, la F1 e Raikkonen faranno tappa a Spa Francorchamps, circuito che lo ha incoronato re nelle precedenti edizioni, circuito dove cercherà di portare il team Lotus al primo trionfo stagionale.
Lorenzo Lucidi




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Kimi ha stoffa da vendere….vedrete…ancora il bello deve arrivare…
Sempre e solo KIMI
Non e´ esattamente vero che il mondiale Rally e la Nascar lo abbiano lasciato insoddisfatto , nel primo anno prendeva secondi al chilometro dai primi e non miglioro´ nel secondo , in Nascar non e´ che fossero molto impressionati e gli chiedevano soldi per correre . La questione Lotus non e´ ancora chiara , di sicuro non hanno una macchina mediocre che grandi campioni rendono competitiva , la macchina e´ buona , ma quanto ? La traiettoria del ritorno di Grosjean ed i suoi buoni risultati immediati , specialmente in termini di velocita´ pura , scoloriscono quello di Kimi , il cui ritorno sembra una fuga dall´impossibilita´ di competere esitosamente nelle categorie prima descritte , cercando di far fruttare la sua reputazione prima di perderla del tutto . Sa guidare , ma come indicato dal sig. Ghezzi e´ attualmente un A- (non e´ poco) al livello di molti altri , anche se con il beneficio del dubbio e la possibilita´ di vedere ¨il bello deve ancora arrivare¨ come espresso dal sig. Silvestro . Io credo che la F1 ora e piu´ che mai premia quanti disposti a sacrificare tutto in funzione di ogni millesimo , nella professionalita´ piu´ totale focalizzata al risultato , per questo , nella somma che questo atteggiamento permette , vediamo Alonso e Vettel capaci di superare il mezzo , ed anche Hamilton se nella vena giusta . Gli altri , Kimi compreso (e non tutti) sapranno arrivare al 100 % , non sempre . Siccome non e´ la prima volta che il mondiale Piloti lo vince la miglior macchina , se Lotus continua a migliorare puo´ fare di uno dei suoi piloti il prossimo campione del mondo , ma per adesso sarebbe solo un´ altro Button .
Ho visto in tv il sig Minardi affermare sicuro che Lotus finirà i soldi e con quelli lo sviluppo della macchina, quindi destinata ad una seconda parte di campionato piena di insidie, al contrario dei big 3, che continueranno ad accellerare. Personalmente non condivido, credo che a questo punto sia meglio sacrificare il 2013 ed insistere ora che si è competitivi. Anche perchè Kimi è piuttosto umorale, ed ora che è in palla, sarebbe un peccato sprecare l’occasione…