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FEBBRE A 300 – Buoni e Cattivi del Gran Premio di Malesia

Pubblicato 01/04/14 15:49 da Marina Beccuti 4 commenti

La Mercedes conferma di essere la macchina da battere, ma la Red Bull insidia e si avvicina.

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di Marina Beccuti

BUONI

Hamilton: ha calato il tris, pole, vittoria e giro più veloce. Gara impeccabile così la pole ottenuta sul bagnato. Una gara solida da protagonista. Alla Lewis Hamilton, adesso che ha la macchina, forse, può tornare a colpire come ai vecchi tempi.

Rosberg: meno veloce rispetto all’Australia, ha ammesso che il compagno di squadra era imbattibile. Tuttavia corre una gara senza sbavature, tenendo dietro Vettel, pronto a tenere una Mercedes davanti in caso di inaffidabilità di quella davanti.

Vettel: rinasce in quindici giorni, non ha ancora il passo della vittoria, ma torna sul podio e si ha l’impressione che non lo lascerà più facilmente. Corre in scioltezza anche quando non è il più veloce in assoluto.

Ricciardo: lui, il pilota, merita la piena promozione, è partito bene e ha insidiato la posizione a Vettel. Errori non ne fa ma paga quelli della sua scuderia. Si rifarà, ha la stoffa del campione e sa anche mettersi alle spalle le delusioni, prendendo la situazione con filosofia. Il suo sorriso piace, anche se può dare fastidio a qualcuno. Ha carattere e personalità per emergere.

Alonso: fa quello che può con la Ferrari, che ha limato un secondo dalla Mercedes, nulla più. Al momento ha battuto per 2-0 il suo scomodo compagno di squadra, che appare un po’ appannato.

Hulkenberg: è sempre lì, pronto a dare fastidio ai grandi, in attesa che qualcuno lo porti in un top team.

Red Bull 1: bravi a rinascere, ma soprattutto piacciono le parole di Chris Horner che dice che i suoi piloti sono liberi di esprimersi come vogliono, senza dover essere politicamente corretti. Una filosofia che aiuterebbe a rendere tutti gli sport più genuini. Dire quello che si pensa, uguale a libertà di espressione.

Massa: non è ancora una Williams al top ma di Felipe piace la disobbedienza di ribellarsi all’ordine di scuderia di far passare Bottas. E che ho scritto ancora “giocondo” sulla visiera?

Bottas: Non ha ancora la miglior Williams, ma si difende.

Kvyat: è incredibile il suo equilibrio, vista la giovane età. Poche sbavature… rispetto ad altri piloti più esperti.

Grosjean: non arriva a punti ma con la Lotus che si ritrova arrivare a ridosso della top ten è già un bel risultato.

Così Così

Magnussen: ingenuo alla partenza quando tocca Raikkonen, forse non del tutto per colpa sua. Comunque riesce ancora ad arrivare nono. Mentre il finlandese va fuori dalla top ten. Senza stop and go.

Button: gara senza infamia né gloria anche se va a punti. Una McLaren in difficoltà rispetto all’Australia.

CATTIVI

Red Bull 2: pasticcio non da primi della classe con Ricciardo. Rovinano una gara impeccabile all’australiano. Sbagliano anche loro. Sono umani.

Raikkonen: ok viene colpito da Magnussen che gli fora la gomma, ma non ha mostrato segni di crescita lungo la gara. Si ha l’impressione che sia un poco addormentato. Forse comincia a patire i fusi orari.

I commissari: troppo severi, queste corse si decidono più nel retro paddock che in pista. A Ricciardo mancavano venti frustate e un giorno in carcere, la pena sarebbe stata completa. Lo ridico, in certe situazioni si deve colpire il team, non il pilota.

Marina Beccuti





Commenti (4)

albertomagnaniaprile 1st, 2014 at 16:23

Massa fra i buoni? Per avere fatto il dispetto di non fare passare Bottas? Sarebbe ancora discutibile ma accettabile se Bottas avesse avuto un passo equivalente, ma era nettamente superiore e chiaramente il team e lui stesso non hanno voluto rischiare poi un confronto diretto immediato che poteva sfociare in un contatto privandoli di punti pesanti. Da adesso in poi il team, visto che Bottas e` chiaramente superiore, trovera` il modo di evitare queste situazioni…Per il resto tutto vero, salvo far rilevare una cosetta, nella F1 attuale non si inventa nulla, non e` eclatante che debuttanti facciano bene, sarebbe disastroso se facessero male, visto che il pilota dipende direttamente dal mezzo ed appare se funziona senza che si possa sapere del suo vero valore che non sia nel confronto diretto interno, dove per adesso Hamilton ha un pelino in piu` di Rosberg ed Alonso di Kimi, Ulk un vagone piu` di Perez (e tanto che lo ho appoggiato) e Bottas di Massa.

maurizioaprile 1st, 2014 at 21:28

Sono in piena sintonia con il Sig. Magnani su Massa, ascoltando le sue dichiarazioni nel dopo gara l’ho trovato veramente patetico, si arrampicava sugli specchi per spiegare il suo rifiuto di fare passare il più veloce compagno di squadra. Ancora non capisco come ha fatto Williams a prenderlo in squadra..tra i buoni Kobayashi che ha portato in fondo la macchina più brutta della storia della F1…

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