
Continuano le discussioni in vista dei nuovi regolamenti della IndyCar in vigore dal 2012. I vertici della IndyCar saranno nei prossimi giorni in Europa per parlare con alcuni costruttori, tra i quali la Ferrari. Per i motori, possibile ingresso di Cosworth e Mazda. Interessa anche il progetto del Global Racing Engine.
La scelta sulle nuove vetture per il 2012, con la Dallara che costruisce il tealio ma con qualsiasi costruttori autorizzato a montare i propri kit, crea diversi scenari. La IndyCar ha deciso di invitare qualsiasi impresa nel campo automobilistico e non a gettarsi nella contesa. Chi accetterà la sfida?
Come ogni anno, il mese di Maggio per le corse significa 500 Miglia di Indianapolis, l’evento sportivo più visto dal vivo nel singolo giorno. Con le sue tradizoni, le sue insidie, le sue storie. E la gara, “The Greatest Spectacle in Racing”.
Si torna a parlare della Formula 1 negli Stati Uniti, addirittura a New York. Ma i dubbi sono altri, e sono legati ad una cattiva concezione dello sport americano e da un cattivo atteggiamento della Formula 1 verso i temi dei consumi e dell’innovazione tecnologica e verso la storia della corse USA.
Perchè Bourdais è sostanzialmente a piedi? Il francese correrà Le Mans con la Peugeot, ma negli Stati Uniti si chiedono come un pilota del suo calibro sia praticamente un disoccupato.
Ha compiuto 70 anni uno delle più grandi leggende dell’automobilismo: Mario Andretti. Uno che ha corso e vinto su qualsiasi mezzo motorizzato sia salito. Uno che a 63 anni ha corso a 380 kmh. Uno che ha aperto una dinastia, continuata dal figlio Michael e dal nipote Marco. E che si sedeva a tavola con “Nick Mano Fredda”.
La vittoria alla Daytona 500 rappresenta il coronamento della carriera per Jamie McMurray. Le sensazioni, le emozioni, i pensieri di un pilota che credeva che il suo momento fosse passato e che invece ha realizzato il sogno di una vita in una delle gare più incredibili degli ultimi anni.
Dopo vent’anni Tony George è fuori dall’Indianapolis Motor Speedway. E dopo la chiusura dl suo team, ogni legame con la sua “creatura”, la Indy Racing League, è stato tagliato. Ma cosa è successo?
Perché non si sente più parlare di piloti italiani seriamente intenzionati ad attraversare l’oceano? Perché le uniche notizie al riguardo sono il test-“curiosità” di Trulli in NASCAR e la pseudo-trattativa di Pantano per andare in IndyCar?