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	<title>422race.com - Le ultime news di Formula 1, F1, GP2, WTCC, DTM, GT, F3, GP3, AutoGP, IndyCar, Le Mans e tanto altro &#187; Bomboloni</title>
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		<title>BOMBOLONI &#8211; Pirelli Abu Dhabi, capitolo 2: Experience</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 10:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Cinquanta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La seconda parte del diario del nostro Roberto Cinquanta, inviato ad Abu Dhabi per la presentazione delle gomme di Formula 1 della Pirelli per la stagione 2012. Si parla delle experience per i giornalisti e della logistica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ABU DHABI (dal nostro inviato) &#8211; La seconda edizione dell’evento di presentazione delle gomme di Formula 1 della Pirelli mi ha visto presente in rappresentanza del sito <strong>422race.com</strong>. Proverò a raccontarvelo, sperando di essere esaustivo, facendovi cogliere le emozioni e il gran lavoro che si cela dietro a questi grandi eventi con più di duecento giornalisti da tutto il mondo accreditati nella meravigliosa cornice della pista di <strong>Abu Dhabi</strong>, sede del GP.</p>
<p>Vi spiegherò ora cosa io e gli oltre duecento giornalisti da tutto il mondo abbiamo provato durante l’evento <strong>Pirelli</strong> sul circuito di <strong>Abu Dhabi</strong> e la mole di lavoro che lo staff dell’autodromo e dell’azienda milanese ha dovuto organizzare, in termini di mezzi ed uomini.</p>
<p>Due giorni di un programma fittissimo di prove in pista (e non) organizzate con un lavoro eccezionale, veramente da <strong>Formula 1</strong>, da parte dell’ufficio stampa comandato ad arte da <strong>Francescopaolo Tarallo</strong> e da <strong>Mario Isola</strong> per quel che riguarda l’aspetto tecnico e la gommatura dei mezzi guidati (va segnalato anche l’aiuto, fondamentale, dello staff dell’autodromo <strong>Yas Marina</strong> di <strong>Abu Dhabi</strong>).</p>
<p>Partiamo dalle “experience” in pista. Il tracciato è stato diviso in due per rendere possibile lo svolgimento delle attività in pista per così tante persone. Avete mai sognato di percorrere un tracciato con una Formula 1 (anche se è a due posti) guidata da un pilota che sa dove accelerare e soprattutto frenare? Bene, grazie a <strong>Pirelli</strong> quest’opportunità c’è stata data (l’experience costerebbe da sola 2.400 euro).</p>
<p>Salvo per me, che misuro 193 cm per “svariati” chili. Mi avrebbero dovuto togliere con il cavatappi (e non quello di Laguna Seca). Scherzi a parte, escluso io ed altri particolarmente alti, i miei colleghi hanno avuto la possibilità di far da passeggeri alla two-seater con i due piloti che vi ho presentato nell’articolo precedente: <strong>Lucas Di Grassi</strong> e <strong>Giacomo Ricci</strong>.</p>
<p>Prima di questo, il cambio gomme di una Formula 1 all’interno del box, a seguire dei giri di pista con la <strong>Mercedes AMG</strong> safety car, in cui il drifting ed il divertimento sono stati assicurati da due piloti del Trofeo <strong>Maserati</strong> East davvero bravi (la gara era in programma nel weekend successivo proprio sul tracciato dell’UAE).</p>
<p>Si è proseguito, poi, con una divertentissima gara tra i birilli con casco a visiera coperta e navigazione del co-driver che ci ha spiegato dove e come girare su una golf car elettrica: potete immaginare, un delirio! Il karting si è svolto su una pista da noleggio molto bella all’interno del circuito e con un asfalto perfetto: veloci, a quattro tempi e molto divertenti per noi che, dopo un primo momento d’adattamento al tracciato, ci siamo messi a “sportellarci” allegramente.</p>
<p>Vorrei segnalare un tempo clamoroso sul giro di <strong>Mario Isola</strong> che ha mostrato un gran talento con questi mezzi. Evidentemente il nostro comune ex preparatore ai tempi delle gare in kart, <strong>Rinaldo Guazzoni</strong>, ha insegnato bene al “giovane” e talentuoso responsabile <strong>Pirelli</strong>. All’interno del circuito di <strong>Yas Marina</strong>, tra l’altro, sarà costruita a breve una pista per le competizioni, con una lunghezza adeguata, per i kart “veri”.</p>
<p>Due le prove da corso di guida: con i birilli prima e poi con l’allagamento percorrendo un destra-sinistra in aquaplaning molto divertente, anche grazie allo staff davvero impeccabile della pista di <strong>Abu Dhabi</strong>. Nel secondo giorno un vero e proprio tour de force ci ha visti protagonisti in pista prima con la <strong>drag race</strong> alla guida delle <strong>Camaro</strong> (<strong>Abu Dhabi</strong> ha una pista dove vengono effettuate gare di accelerazione anche con i mitici <strong>top fuel</strong>) poi, dopo una visita alla struttura direzionale dell’autodromo, davvero impeccabile e moderna, di nuovo in pista con le <strong>Renault Clio RS</strong>, passeggeri sulle <strong>Radical</strong> e alla guida della bellissima <strong>Aston Martin GT4</strong>.</p>
<p>Qui devo dire che abbiamo raggiunto il top. La berlinetta inglese regala, anche se limitata a 6.500 giri, emozioni a non finire grazie ai turni con le vetture effettuati precedentemente. Mezza pista può bastare a farti venire la voglia di continuare all’infinito: in effetti hanno dovuto scollarmi dal sedile: avrei fatto volentieri 60-70 giri! Devo anche ringraziare un amico, <strong>Alberto Cola</strong> (pilota di <strong>Audi Italia</strong> nel campionato Superstar e nel GT italiano), che gentilmente mi ha dato “un paio di dritte” per guidare il GT4.</p>
<p>La gommatura dei mezzi in questione è ovviamente dell’azienda italiana a base di <strong>Pirelli P Zero</strong> nero per Clio e <strong>P Zero</strong> per tutte le altre: <strong>Renault Laguna, Aston Martin, Radical, Mercedes SLS AMG, Camaro</strong>. Il tutto per uno sforzo che ha portato in pista 250 pneumatici compresi quelli delle due <strong>two-seater</strong> ed un centinaio di gomme da kart marchiate <strong>Pirelli</strong> ma prodotte dall’italiana <strong>Le Cont</strong>.</p>
<p>Insomma un grande sforzo organizzativo che ha permesso ai giornalisti un divertimento assoluto in completa sicurezza nelle attività in pista e con trasferimenti precisi che hanno permesso un ritmo pazzesco alle attività stesse di svolgersi senza intoppi. La considerazione mi sorge spontanea: <strong>Pirelli</strong> è solo alla seconda stagione di <strong>Formula 1</strong>. Vi sembra già proiettata al rinnovo, dopo il 2013, per la fornitura di pneumatici per la massima formula? Certo, e l’azienda milanese garantirà, a mio modesto parere, spettacolo e professionalità per un bel po’ di tempo, se questo è lo standard.</p>
<p><strong>Roberto Cinquanta</strong></p>
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		<title>BOMBOLONI &#8211; Pirelli Abu Dhabi, capitolo 1: Piloti e ospiti</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 12:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Cinquanta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La prima parte del diario del nostro Roberto Cinquanta, inviato ad Abu Dhabi per la presentazione delle gomme di Formula 1 della Pirelli per la stagione 2012. Si parla dei piloti e degli ospiti vip presenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ABU DHABI (dal nostro inviato) &#8211; La seconda edizione dell’evento di presentazione delle gomme di Formula 1 della Pirelli mi ha visto presente in rappresentanza del sito <strong>422race.com</strong>. Proverò a raccontarvelo, sperando di essere esaustivo, facendovi cogliere le emozioni e il gran lavoro che si cela dietro a questi grandi eventi con più di duecento giornalisti da tutto il mondo accreditati nella meravigliosa cornice della pista di <strong>Abu Dhabi</strong>, sede del GP.</p>
<p><a class="thickbox" rel="" href='http://www.422race.com/wp-content/gallery/f1-le-gomme-pirelli-per-il-2012/1ab_3665-422race.jpg' title='lucas di grassi'><img src='http://www.422race.com/wp-content/gallery/f1-le-gomme-pirelli-per-il-2012/thumbs/thumbs_1ab_3665-422race.jpg' alt='1ab_3665-422race' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a>I piloti impiegati per l’experience <strong>two-seater</strong>, la <strong>Formula 1</strong> biposto, sono due, diversi nel carattere, uno brasiliano ed un italiano (entrambi li conosco da tempo): <strong>Lucas di Grassi</strong> e <strong>Giacomo Ricci</strong>. Lucas è apparso mentre, seduti con <strong>Mario Isola</strong>, responsabile delle attività in pista, su due poltrone di <strong>Alessandro Mendini</strong> che facevano capolino nella hall dell’hotel <strong>Viceroy</strong> di <strong>Abu Dhabi</strong>, parlavamo dei nuovi pneumatici.</p>
<p>Mario, alzandosi per salutare il pilota che arrivava dagli ascensori alle mie spalle, mi fa voltare e riconosco Di Grassi arrivarci incontro. E’ un pilota che conosco da qualche anno, esattamente dal suo debutto in GP2 con il team Durango e che ora è tester <strong>Pirelli</strong>. Ci saluta e dopo gli accordi per il giorno seguente con il responsabile <strong>Pirelli</strong> scambiamo alcune battute su quella che sarà la sua stagione 2012. Brutte notizie: <strong>Peugeot</strong> ha completamente annullato, come sapete, il suo programma <strong>Le Mans</strong>, di cui Lucas faceva parte.</p>
<p>Forse è la prima volta che vedo quest’educato ragazzo brasiliano di San Paolo realmente triste, si è vanificato un progetto per il quale, come mi ha confermato anche a colazione il giorno seguente, aveva già firmato, certo di aver compiuto un ottimo lavoro in prospettiva 2012 già dallo scorso settembre. In particolare al mattino in uno dei ristoranti dell’hotel, a colazione, mi dice che non sarà a questo punto facile raddrizzare la situazione. Effettivamente sorpreso, come tutti, dal ritiro del gruppo automobilistico francese si ritrova ora con un’economia, quella brasiliana, in crescita ma i tempi per trovare “sedili” interessanti ed all’altezza del suo talento sono vani. Tutti i giochi per la <strong>Formula 1</strong> sono fatti e rimane ormai solo un posto nel team <strong>HRT</strong>, che non interessa al momento il brasiliano anche perché non è facile trovare il budget in tempi così brevi. Focalizzerà, quindi, i suoi sforzi come collaudatore <strong>Pirelli</strong>, continuando intanto a cercare qualche programma che possa raddrizzare la sua stagione.</p>
<p>Quanto a <strong>Giacomo Ricci</strong>, alias “AJ”, ho saputo che sarebbe stato il pilota dell’altra <strong>two-seater</strong> salendo in aereo, grazie ancora a <strong>Mario Isola</strong> che lo aveva chiamato per portare in giro i giornalisti con la <strong>Formula 1</strong> biposto, una <strong>Tyrrell</strong> modificata da <strong>Arrows</strong> di cui il circuito dispone di due esemplari, spinti da un motore <strong>Cosworth</strong> V10.</p>
<p>Giacomo è un ragazzo brillante, più modello che pilota quando lo vedi: alto, sempre elegante e con un sorriso che dispensa con immensa generosità a tutti, anche a quelli che non conosce. Salvo che conoscendolo bene è, di fatto, un “piede pesantissimo”. Proprio qui ad Abu Dhabi le sue due gare in GP2 si conclusero con un terzo posto e una gara sfortunata a causa di problemi meccanici. In ogni modo anche per lui il programma 2012 è molto vago e qui devo dire che il fatto sia italiano mi fa ulteriormente dispiacere: peccato che talenti come lui non abbiano opportunità di potersi far valere nella massima formula avendone la classe adeguata. Forse lo vedremo in gare <strong>GT</strong> e in qualche apparizione nell’<strong>Auto GP</strong>. Spero per lui che ancora una volta la sua grande professionalità ed il suo talento siano colti da qualche team manager in <strong>GP2</strong>. </p>
<p><a class="thickbox" rel="" href='http://www.422race.com/wp-content/gallery/f1-le-gomme-pirelli-per-il-2012/1ab_2183-422race.jpg' title='marco tronchetti provera'><img src='http://www.422race.com/wp-content/gallery/f1-le-gomme-pirelli-per-il-2012/thumbs/thumbs_1ab_2183-422race.jpg' alt='1ab_2183-422race' class='ngg-singlepic ngg-right' /></a>Passiamo ora agli ospiti vip. Il <strong>presidente Pirelli Tronchetti Provera</strong> ama presentare da sempre in queste occasioni importanti per il marchio italiano testimonial del brand nel mondo. Questa volta la scelta è caduta, direi benissimo, su <strong>Ines Sastre</strong> e <strong>Bianca Balti</strong>. Due bellissime a far da cornice alle nuove gomme per la stagione 2012 di <strong>Formula 1</strong>. Fantasia e bellezza la prima e semplicemente classe e semplicità la seconda. Si sono prestate al gioco del pit stop con la nera vettura utilizzata per i test e ad una drag race avanti e indietro con i kart, il tutto sotto la bandiera a scacchi sventolata da <strong>Vitaly Petrov</strong>, una delle più facili illazioni del weekend.</p>
<p>La sera erano alla cena con abiti adatti per entrambe, bellissime e perfette per il ruolo che competeva loro. Solo una cosa mi ha colpito di quel momento sul dritto d’Abu Dhabi con le due bellezze: <strong>Vitaly Petrov</strong> e <strong>Tronchetti Provera</strong> vestivano lo stesso giubbotto Pirelli sembravano procedere all’unisono. Strano, vero?</p>
<p><strong>Roberto Cinquanta</strong></p>
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		<title>BOMBOLONI &#8211; Melgrati, 50 anni di passione</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 15:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Cinquanta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nostro Roberto Cinquanta, nella nuova puntata della sua rubrica "Bomboloni", racconta la bella storia di Ruggero Melgrati: 50 anni di Daytona, 50 anni d’età e 50 che scrive fanno 150 punti di passione!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Roberto Cinquanta</em></p>
<p>In questi anni difficili per l’automobilismo sportivo a causa della congiuntura economica, ancora una volta una storia merita d’esser raccontata. Una storia di passione, di vittoria sui piloti che portano valigie di dollari per essere al via di una delle gare più prestigiose del panorama motoristico mondiale: la 24 Ore di Daytona.</p>
<p>Alcuni mesi fa ho incontrato un amico, Ruggero Melgrati, in occasione di una gara a Monza. Abbiamo parlato del più e del meno per un po’ di tempo fino a che mi ha accennato al fatto di voler correre a Daytona nell’anno del cinquantenario della gara che l’ha visto vincitore nel 1994. La cosa curiosa è che compie cinquant’anni quest’anno e che il mio cognome collima con il numero in questione!</p>
<p>Allora sondo meglio la situazione per capire quali reali possibilità ci siano affinché si realizzi il progetto. Ruggiero mi dice che l’organizzazione dell’evento si ricorda bene di quando correva nell’IMSA e il suo palmares: 54 partenze, 15 vittorie, 13 pole e 32 giri veloci in gara. Quindi sarebbe interessata a farlo correre in occasione del cinquantenario: l’unico problema è trovare una vettura competitiva vista la crisi e la marea dei vari piloti che portano notevoli doti per prendere il via della prestigiosa gara americana.</p>
<p>A seguito di ciò Ruggero decide di partire per l’America e farsi vedere nell’ambiente proprio a ribadire lo stato di forma e tentare di beccare qualche “vecchio amico” nel paddock che lo metta in macchina per tentare l’ennesima impresa. Va ricordato inoltre che Ruggero si rese protagonista di un’avventura finita con una vittoria particolarmente curiosa rimasta ben impressa nei tifosi americani.</p>
<p>Chiamato all’ultimo per la 12 Ore di Sebring del 1993 fu costretto a prendere il Concorde per arrivare in tempo per le prove libere ed in effetti riuscì a raggiungere la pista solo un ora prima del via delle stesse non avendo ancora pattuito il compenso e chi coprisse le spese della trasferta. Rimase nella storia, a vittoria acquisita, la dichiarazione nel dopo gara: <em>“Ho dovuto vincere perché non ero certo che le spese della trasferta fossero o meno a carico mio: nel dubbio…”</em>. Frase che fece ulteriormente crescere la stima dei media e degli sportivi americani nei confronti di Ruggero: veloce, sempre pronto, disponibile e vincente. Fattori, questi ultimi, che si sposano perfettamente con la mentalità sportiva d’oltre oceano.</p>
<p>Ora Ruggero è negli States e sicuramente regalerà emozione, se riuscirà a partire: un grande in bocca al lupo a lui ed a chi come lui ci prova sempre! Tutto ciò, quindi, mi ha spinto a scrivere, per i nostri lettori, l’ennesima storia che giustifica la passione comune per i motori e l’energia che spinge noi tutti: piloti, team manager, media, organizzatori e ultimi, ma primi in assoluto, gli appassionati delle gare a quattro e due ruote. Forza Ruggiero e forza a tutti nella speranza che il 2012 sia pieno di grandissime soddisfazioni nel nostro amato mondo del motorsport.</p>
<p><strong>Roberto Cinquanta</strong></p>
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		<title>BOMBOLONI &#8211; Come si gestisce l’ufficio stampa di un campionato</title>
		<link>http://www.422race.com/2009/bomboloni-come-si-gestisce-l%e2%80%99ufficio-stampa-di-un-campionato/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 14:44:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Cinquanta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nostro Roberto Cinquanta racconta la storia di un ufficio stampa di alto livello: quello della Formula BMW]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Roberto Cinquanta</em></p>
<p>Un weekend, quello del Gran Premio d’Italia a Monza, denso di emozioni. Come sito siamo presenti in forze, con tantissime notizie da mettere online, due persone fisse ad inserire news ed io e Fabrizio a caccia di “ultimissime” in giro per il paddock.</p>
<p>La cosa che vado a focalizzare è però il lavoro di alcuni uffici stampa ed in particolare quello della Formula BMW. Le ragazze in ingresso hospitality integerrime ed incorruttibili, gentili e perfettamente addestrate: la chiave di volta, un appuntamento con la responsabile ufficio stampa del campionato Ann Bradshaw. Una “Signora” che parrebbe la vicina della villetta accanto in Inghilterra nella periferia di Londra. Solo che appena ti parla del suo lavoro (con cui lei dice di essere sposata) capisci perché BMW le abbia consegnato le chiavi di casa. Capace, veloce, efficiente, con una costante: il sorriso. Una cosa, quest’ultima che pone l’accento su quanto bravi si è nel proprio lavoro e quanto si riesca a far lavorare la gente, siano essi Internet, stampa, televisione o qualsivoglia media.</p>
<p>Non credo che nessuno richieda l’impossibile ma spesso, a qualsiasi livello, ci si scontra con uffici stampa ostici di campionati e team. Responsabili press che sottovalutano o sopravvalutano media creando problemi agli stessi nel fare semplicemente il proprio lavoro, fatto che, peraltro, inevitabilmente gli si ritorce contro e che porta ad un allontanamento da parte di chi si occupa di motorsport, il cui lavoro in pratica non è altro se non fare parlare e scrivere di un campionato o del team per il quale lavorano.</p>
<p>Nella mia personale esperienza mi sono incontrato spesso con dei press office che ti mettono a proprio agio e ti permettono di sviluppare il famoso “fantastic job” per gli stessi. Sia televisivamente, quando collaboravo con Eurosport, che sulle pagine del sito, indirizzando i collaboratori a seguire più attentamente gli eventi a cui partecipiamo sul campo. Entrambi, intendo media e uffici stampa, siamo in pista per lavorare e credo che avendo armonia sia possibile ottenere semplicemente quello di cui ci occupiamo: il meglio per i nostri lettori, ascoltatori o datori di lavoro.</p>
<p>Prendiamo quindi esempio da persone come Ann che con il suo dolce sorriso e l’altissimo livello professionale, che l’ha vista lavorare in F1 ed ora insieme ai giovanissimi piloti della Formula BMW, ci semplifica il lavoro e ci permette di svolgerlo meglio e con un pizzico d’allegria ed entusiasmo in più.</p>
<p><strong>Roberto Cinquanta</strong></p>
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		<title>BOMBOLONI &#8211; Si spegne una firma ma non una fiamma</title>
		<link>http://www.422race.com/2009/si-spegne-una-firma-ma-non-una-fiamma/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 11:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Cinquanta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella prima puntata della sua nuova rubrica "Bomboloni", il nostro Roberto Cinquanta ricorda una grande firma del giornalismo sportivo, l'indimenticato direttore della "Gazzetta dello Sport" Candido Cannavò, che si è spento ieri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Roberto Cinquanta</em></p>
<p>Ieri, era malauguratamente nell’aria, è venuto meno Candido Cannavò. L’idea è un ricordo doveroso ma tutto vuole essere il ricordo di un uomo che ha vissuto le sfumature di questa professione veramente a 360 gradi.</p>
<p>Inizia giovanissimo e da giovane nell’animo conclude alle soglie di una svolta epocale che già esiste, nella sua infinità “curiosità bambina” condita di lavoro, tanto lavoro: quella che chiamo penna bianca, l’esperienza. Forse lui avrebbe voluto vedere come andrà a finire questo new media, Internet, in cui mi muovo sicuro, benché non lo conoscessi. Sarebbe stato curioso di vedere chi vince o solo che succede, di sicuro con equilibrio e mestiere si sarebbe ulteriormente ringiovanito in una sfida così enorme.</p>
<p>Come commenti una figura come la sua? Difficile. Un piacere per gli occhi quando leggi, un piacere a sentire le testimonianze di chi ci lavorava, un appassionato insomma della sua vita che era il mestiere, il lavoro, le relazioni con tutti e di più. Proprio questo punto mi ha colpito in questa mia giornata televisiva tra festival e tg dove lo ricordano: una persona che come tutti avrà avuto difetti (?) ma mossa dalla passione nelle relazioni con tutti, collaboratori, giovani stagisti e vecchi marpioni della penna, sportivi e non solo. Anche Gianni Agnelli ha detto cose di lui che “ti fanno piacere”: dal pulpito al palpito insomma.</p>
<p>Sono conscio che sembra nata a Cremona questa mia, come i famosi violini, ma se Internet ed i new media esistono non è grazie a gente così?</p>
<p>Concludo dicendo grazie a Cannavò e a quelli come lui (Brera ecc.): se per me ha senso fare quello che facciamo è anche per merito loro. La speranza è quella di servire il pubblico, informandolo, e lasciare nelle persone, anche solo una, un’impronta della nostra volontà. Morta una firma, rimane la fiamma del tedoforo, che è la passione per questo lavoro.</p>
<p><strong>Roberto Cinquanta</strong></p>
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