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	<title>422race.com - Le ultime news di Formula 1, F1, GP2, WTCC, DTM, GT, F3, GP3, AutoGP, IndyCar, Le Mans e tanto altro &#187; Rubriche</title>
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		<title>IL ROMPIBIELLE &#8211; La rivincita di Maldonado</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 10:11:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Carlo Minardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un pilota come il venezuelano, spesso sottovalutato, si è laureato quinto vincitore diverso in altrettanti Gran Premi. Ne parla il nostro rubrichista Gian Carlo Minardi, che lo conosce bene avendogli dato la possibilità di debuttare su una F1 in un test a Misano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Gian Carlo Minardi</em></p>
<p>Bellissimo questo avvicendamento al comando con cinque vincitori diversi in altrettanti Gran Premi. E’ apprezzabile che un pilota come Maldonado, spesso sottovalutato, sia riuscito a conquistare questo risultato così importante sia per lui che per il suo team. Da alcune gare la Williams sta crescendo: credo che possa lottare per il quinto o sesto posto nel Mondiale anche se purtroppo può contare solamente su un pilota. </p>
<p>Mi auguro che l’incidente post-gara non comprometta il suo cammino. A Montecarlo Pastor è sempre andato molto bene, sia in World Series sia in GP2. Anche la passata stagione avrebbe potuto portare a casa un ottimo quinto posto nonostante il motore Cosworth. Il venezuelano può dimostrare di non essere una meteora. Ho avuto modo di vederlo in azione su una delle mie monoposto a Misano ed è un pilota con le capacità per stare in F1.</p>
<p>Il podio e la classifica di Barcellona avvalorano sempre di più la teoria del compattamento verso l’alto. Abbiamo sempre più team che possono lottare non soltanto per la zona punti, ma anche per la vittoria. Lo stesso Kobayashi con il quinto posto ha portato via punti preziosi a Vettel. Certamente con il proseguo della stagione sarà difficile per i piccoli team tenere il passo dei top.</p>
<p>Stiamo assistendo ad un campionato combattuto con numerose incognite derivanti dalle gomme, molto sensibili al cambiamento delle temperature e dell’asfalto che stanno mettendo in difficoltà alcune scuderie. In pochi minuti si può passare da un risultato importante ad uno negativo.</p>
<p>La Ferrari, nonostante abbia ancora molta strada da fare, ha compiuto un buon passo in avanti anche grazie ad uno strepitoso Alonso che in qualifica ha firmato un giro perfetto conquistando poi la prima fila (in seguito alla squalifica di Hamilton). Anche in gara, pur non essendo velocissimo, è stato costante e preciso provando ad attaccare un Maldonado inavvicinabile. La rossa accusa ancora problemi di trazione e di velocità sul dritto. Il fulcro del Gran Premio credo sia da cercare nel giro strepitoso di Maldonado e nei due-tre giri che la Ferrari ha dovuto fare per portare in temperature le gomme.</p>
<p>Delusione McLaren, che continua a commettere errori importanti. Hamilton è dovuto partire in fondo per un errore grossolano in qualifica. Anche in casa Lotus si dovranno rivedere le strategie. Potevano vincere il Gran Premio: Raikkonen e Grosjean hanno girato quasi un secondo più veloce di tutti nella parte finale senza accusare nessun degrado alle gomme. E’ sicuramente una macchina da tenere sott’occhio.</p>
<p>Weekend negativo anche per la Mercedes e per Schumacher. Un pluricampione non può fare certi errori. Bisogna ricordarsi che in pista ci sono 24 macchine e, invece di criminalizzare chi va più piano, bisognerebbe usare le regole per sorpassare. Sono in difficoltà come le Red Bull, che hanno dovuto cambiare musetto per migliorare le prestazioni. Mossa che ha certamente ripagato, anche se è un segnale che anche il “Toro” è in difficoltà con la gestione delle Pirelli.</p>
<p>Eccessive le penalità a Vettel e Massa. C’erano le bandiere gialle ma la macchina che stavano spostando era molto lontana. In più non mi pare abbiano avuto questo grande vantaggio. Il tedesco poi ha creduto di più nel risultato finale portando a casa un buon sesto posto, a differenza di Massa che ha pagato pesantemente la sanzione. E’ un pilota che soffre e che sta pagando pesantemente l’adattamento alle gomme. Ci avviamo verso una parte calda che potrebbe essere a vantaggio di Nando. Auguriamoci che la rossa possa migliorare ancora di qualche decimo.</p>
<p><strong>Gian Carlo Minardi</strong></p>
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		<title>8CILINDRI &#8211; Una vittoria di Parr</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 07:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mark Gallagher</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno degli uomini che hanno portato la Williams al punto di poter vincere di nuovo in Formula 1 è Adam Parr, ex presidente del team che ha lasciato il team solo sei settimane fa. E quindi, domenica, non ha potuto festeggiare a Barcellona. Ce ne parla il nostro rubrichista, l'ex responsabile Cosworth Mark Gallagher.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Mark Gallagher</em></p>
<p>Adam Parr non avrà vinto premi di popolarità durante la sua permanenza alla Williams, ma l’ex presidente del team avrà guardato il Gran Premio di Spagna di domenica con un forte senso di soddisfazione, sapendo che i cambiamenti compiuti durante la sua direzione hanno prodotto risultati.</p>
<p>Ha lasciato la Williams solo sei settimane fa, per colpa di presunti disaccordi riguardo la trattativa del team con la FOM per il rinnovo del Patto della Concordia, con una mossa improvvisa che ha sorpreso tutto il circus della F1. Non c’è dubbio che il declino della Williams, cominciato nel 2005, è proseguito per lungo tempo sotto la leadership di Parr. Tuttavia, essendo un personaggio giunto dal di fuori della F1, si è affidato a Sam Michael e Patrick Head per gestire la direzione tecnica del team fino al 2010 ed è stato solo nel 2011 che le necessità di cambiamento si sono fatte critiche.</p>
<p>L’anno scorso ha supervisionato l’ingaggio del direttore tecnico Mike Coughlan, del responsabile operativo degli ingegneri Mark Gillan e dell’aerodinamico Jason Somerville, tre dei tecnici che hanno firmato la Williams-Renault FW34. La decisione di assumere Coughlan è stata controversa per molti: l’ex progettista McLaren era infatti stato al centro della cosiddetta “spy story”. Queste modifiche sono state accompagnate dall’addio del direttore tecnico Sam Michael dopo sette anni e dal ritiro dell’ex boss tecnico Patrick Head dal coinvolgimento attivo nel team che aiutò a fondare con Frank Williams nel 1977.</p>
<p>Adam giocò un ruolo chiave anche nell’ingaggio di Pastor Maldonado, con il sostanziale appoggio del suo sponsor, la compagnia petrolifera venezuelana PDVSA: una decisione criticata da buona parte degli addetti ai lavori perché riduceva la Williams allo status di team con un “pilota pagante”. Per poter completare questo accordo, dal valore presunto di 45 milioni di dollari all’anno, il team ha appiedato l’apprezzato Nico Hulkenberg.</p>
<p>Non avendo vinto una gara dalla fine del 2004 e con la recessione economica globale che aggravava i suoi problemi, non ci si sorprendeva che la Williams avesse perso sponsor come la banca RBS, Philips Electronics, AT&#038;T e Allianz. Messa di fronte a una crisi finanziaria di questo livello, la decisione di Adam di accogliere la PDVSA con Maldonado è stata indubbiamente quella giusta per l’azienda, anche se i fan e la stampa non l’hanno appoggiata.</p>
<p>Il legale inglese, ex dirigente delle miniere Rio Tinto Zinc, era molto stimato da Frank Williams. Per come l’ho conosciuto quando ero alla Cosworth, Adam era un negoziatore tosto e un cliente estremamente impegnativo. Quando la Williams decise di passare alla Renault, fu Adam a informare la Cosworth e le ragioni sembrarono chiare: la Renault offrì alla Williams una miglior soluzione commerciale e tecnica. Non ci furono emozioni, ma solo affari e lui era determinato a prendere le decisioni necessarie per evitare un’altra stagione disastrosa come il 2011.</p>
<p>L’industria della F1 si muove rapidamente: team, sponsor, corse, piloti e persone vanno e vengono costantemente. Nei prossimi anni Adam Parr forse non sarà ricordato come una figura prominente nella storia della F1, ma in una settimana in cui tutti festeggiano l’incredibile vittoria di Maldonado di domenica, vale la pena di riflettere sul fatto che un architetto centrale per il successo della Williams non era lì a festeggiare. </p>
<p><strong>Mark Gallagher</strong></p>
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		<title>L’ANALISI DI ALLEN – Il briefing strategico del GP di Spagna by UBS</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 07:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>James Allen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nostro rubrichista e radiocronista della "BBC", James Allen, analizza una gara incredibile, un esempio perfetto di come la pianificazione e la strategia possono portare alla vittoria. E di come la McLaren ha perso la gara per un errore in qualifica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di James Allen</em></p>
<p>Il Gran Premio di Spagna è stato l’esempio perfetto del modo in cui si possa vincere o perdere una gara per un margine risicato e una decisione strategica giusta o sbagliata.</p>
<p>Pastor Maldonado ha battuto Fernando Alonso e ha vinto la gara con la Williams grazie ad una giusta scelta strategica a metà gara, mentre Kimi Raikkonen aveva ancora una volta la vettura per vincere, ma è giunto terzo ad una frazione di secondo dallo spagnolo per colpa della strategia e delle condizioni.</p>
<p>Ci sono stati diversi momenti chiave e decisioni che hanno deciso il risultato di questa gara. La principale è stata la seconda sosta anticipata di Maldonado. Ma un’altra è stata presa prima ancora dell’inizio della corsa.</p>
<p><strong>La gara persa da Hamilton</strong><br />
Lewis Hamilton avrebbe vinto comodamente questa gara con la sua McLaren, dal momento che la sua vettura poteva vantare un vantaggio di sei decimi al giro. Ma un errore del team McLaren in occasione del suo ultimo run di qualifica ha compromesso le sue chance.</p>
<p>A causa di un errore al rifornimento, la vettura di Hamilton non aveva a bordo abbastanza carburante per completare il giro e rispettare il regolamento alla fine. Il team boss Martin Whitmarsh ha successivamente ammesso che avrebbe dovuto ordinare a Lewis Hamilton di abbandonare il suo giro lanciato, poiché a quel punto il team si era già reso conto di non aver imbarcato sufficiente carburante.</p>
<p>Se fosse stato così, Hamilton avrebbe preso il via della gara dal 6° posto, grazie al tempo fatto segnare a inizio Q3. Invece la McLaren non ha agito, Hamilton ha completato il giro, ha spento il motore e il team ha cercato di imputare l’errore a cause di forza maggiore. Ma i commissari della FIA lo hanno retrocesso a fondo griglia da cui non ha potuto ottenere di più dell’ottava posizione.</p>
<p>Hamilton, partito dal 24° posto in griglia, ha recuperato quattro posizioni al via ed è riuscito a far durare le sue gomme per 14 giri nel primo stint, più di qualsiasi altro pilota dei top team. Giunto al momento della sosta, era risalito fino al 4° posto, per poi uscire dalla pit lane al 14°. Poi ha risalito di nuovo la china con una combinazione di sorpassi e una strategia a due soste (che lo ha costretto a compiere ben 21 giri con il suo secondo treno di gomme e 31 con l’ultimo, entrambi di mescola dura).</p>
<p>Nel secondo stint ha perso tempo dietro a Massa, altrimenti sarebbe stato possibile ottenere un miglior risultato. Ha superato il brasiliano solo quando quest’ultimo è stato penalizzato con un drive through al giro 29 per aver utilizzato il DRS in regime di bandiera gialla. Prolungando i suoi stint, Hamilton è riuscito a recuperare posizioni quando i piloti sulle tre soste hanno compiuto il loro ultimo pit stop ed è riuscito a mantenere vive le gomme per 31 giri, perdendo una sola posizione alla fine a vantaggio di Vettel e riuscendo quasi a recuperarne una da Rosberg.</p>
<p>Il pilota inglese ha guidato bene, ma sia lui che la McLaren sapevano di avere alla portata la sua prima vittoria della stagione questo weekend, se nel momento caldo delle qualifiche avessero preso una decisione diversa.</p>
<p><strong>Azzeccare la pianificazione</strong><br />
Nelle prove del venerdì, con temperature della pista superiori ai 40°C, le gomme morbide stavano funzionando bene in condizioni da gara. Ma le aspettative prima del weekend erano che le temperature sarebbero state inferiori alla domenica che al resto del weekend.</p>
<p>Questo ha portato alcuni team a pianificare di risparmiare tre nuovi treni di gomme dure per la gara, poiché queste hanno un range di temperature di funzionamento più basso delle morbide e perciò sarebbero entrate nella giusta finestra in queste condizioni. Questa si è rivelata la scelta corretta: la pista aveva raggiunto 44°C al sabato ma è calata a 32°C alla domenica e la gomma dura era la più veloce.</p>
<p>La Williams e Maldonado hanno fatto questo, Alonso ha rodato due treni di gomme dure nella terza sessione di prove libere e poi ne ha utilizzato un set nella Q1. Questo set sarebbe stato quello da utilizzare nell’ultimo stint. Anche la Red Bull è stata uno dei team che ha risparmiato tre treni. Tuttavia il piano non ha esattamente funzionato per loro perché né in gara né in qualifica avevano il giusto passo.</p>
<p>Sebastian Vettel è stato costretto ad utilizzare tutte le sue gomme morbide solo per entrare nell’ultima parte delle qualifiche. Questo ha significato che non gliene è rimasta nessuna per il run in Q3 e si è dovuto accontentare dell’8° posto in griglia. Entrambe le vetture hanno avuto bisogno di un cambio dell’ala anteriore durante la gara: il team lo ha abbinato ad un cambio gomme ma non si è trattato del giusto tempismo tattico. Vettel ha subito anche un drive through, perciò si può ritenere soddisfatto del suo 6° posto davanti alle McLaren.</p>
<p><strong>Maldonado batte Alonso con la strategia</strong><br />
Le vetture sono così vicine quest’anno che la chiave per vincere è andare in fuga fin dall’inizio, come Vettel in Bahrein e Rosberg in Cina. Questo significa che le qualifiche sono ancora importanti. Ancora una volta la gara è stata combattuta tra le due vetture partite dalla prima fila della griglia.</p>
<p>In Spagna per la seconda volta in cinque gare (l’altra è stata in Malesia) in cui la vettura in testa al primo giro non ha vinto la gara. Questo è stato tutto dovuto alla strategia. La Williams era convinta di avere un vantaggio sul passo gara rispetto alla Ferrari e si aspettava che fosse la Lotus a lottare con lei per la vittoria. Tuttavia, sapevano di essere vulnerabili alle eccellenti partenze di Alonso.</p>
<p>E infatti Maldonado ha perso la partenza rispetto al ferrarista e poi Alonso aveva un passo tale nei primi due stint di gara che il venezuelano non è riuscito ad avvicinarsi sufficientemente per attaccare. L’aspetto importante, tuttavia, è che la Williams aveva una durata di gomme migliore alla fine degli stint: alla fine del secondo stint, Maldonado si è avvicinato ad Alonso da tre secondi a un secondo e mezzo.</p>
<p>La Williams ha anticipato la seconda sosta due giri prima di Alonso e la Ferrari ha permesso al suo pilota di restare in pista, rimanendo bloccato nel traffico. Questo è un errore già commesso in precedenza. Questa decisione strategica (rientrare prima dell’avversario e utilizzare la velocità delle nuove gomme per superarlo quando questo avrebbe effettuato la sosta) è stata presa dal responsabile della strategia del team di Grove, Mark Barnett.</p>
<p>Maldonado è rientrato al giro 24 quando aveva 1.5 secondi di ritardo da Alonso. Avendo risparmiato i treni di nuove gomme dure, Barnett ha calcolato che avrebbe avuto una durata sufficiente sugli pneumatici per compiere 42 giri con un altro pit stop senza perdere competitività verso la fine.</p>
<p>La strategia è stata eseguita brillantemente: il suo giro di rientro è stato più rapido di quattro decimi rispetto ad Alonso, la sosta è stata di soli due decimi più lenta di quella della Ferrari, ma l’aspetto cruciale con le nuove gomme dure è stato il suo giro di uscita, più rapido di 2.6 secondi, e anche il suo primo giro lanciato, più veloce di un secondo. Mentre Alonso perdeva tempo dietro a Pic, Maldonado aveva fatto abbastanza per strappare alla Ferrari il comando quando si è fermata qualche giro dopo la Williams.</p>
<p>Tuttavia, mentre Alonso spingeva al massimo per tenere il suo passo nell’ultimo stint, abbiamo avuto un esempio plastico di come restando dietro a un’altra vettura si accelera il degrado delle gomme: Alonso non è riuscito a rimanere a contatto con Maldonado fino alla fine, poiché il degrado causato dal traffico è stato più severo di quello con pista libera. Le gomme di Alonso avevano compiuto tre giri in qualifica, perciò avevano più o meno la stessa situazione di quelle di Maldonado.</p>
<p><strong>Il rammarico della Lotus</strong><br />
Pur avendo la vettura più veloce nelle simulazioni di gara nelle prove libere del venerdì pomeriggio, erano terza e quarta sulla griglia di partenza e hanno fatto segnare il giro più veloce in gara alla domenica di oltre un secondo, le Lotus non hanno vinto. Perché no?</p>
<p>Le temperature hanno giocato un ruolo: il calo a 32°C alla domenica ha ridotto la loro velocità (I margini ormai sono così stretti!). Alla prima sosta hanno anche commesso un errore strategico, montando sulle vetture un treno di gomme morbide usate invece di quelle dure. Hanno spinto gli stint per essere sicuri di avere una chance alla fine.</p>
<p>Quando le temperature sono salite verso la fine della gara, abbiamo potuto vedere di cosa erano capaci le Lotus. La vettura di Enstone ha fatto segnare il giro più veloce della gara, con oltre un secondo di vantaggio sul primo degli inseguitori. L’ultimo stint di Raikkonen è durato 18 giri, quello di Alonso 23, quello di Maldonado 25. Alonso era vulnerabile agli attacchi di Raikkonen negli ultimi giri, ma poi è arrivata la bandiera a scacchi. Forse se si fosse fermato ai box un giro prima, il finlandese avrebbe superato Alonso.</p>
<p>Le partenze sono una parte vitale della strategia di gara e abbiamo visto l’esperienza di Raikkonen rispetto al nervosismo di Grosjean al via. Anche se il più giovane era davanti sulla griglia, Raikkonen si è ritrovato davanti nel giro inaugurale e Grosjean è finito dietro a Rosberg, il cui passo era molto più lento e ha così svolto il ruolo di tappo.</p>
<p>Il francese ha perso otto secondi nei primi nove giri. Peggio ancora, la Mercedes ha fatto rientrare Rosberg per primo, con una mossa difensiva che gli ha consentito di restare davanti nel secondo stint, per cui Grosjean ha dovuto superarlo in pista. Ma la prima vittoria della Lotus non è certamente molto distante.</p>
<p><strong>James Allen</strong></p>
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		<title>FEBBRE A 300 – Buoni e cattivi del GP di Spagna</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 07:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Beccuti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una F1 da cardiopalma: in Spagna ha trionfato la Williams di Pastor Maldonado, che è il quinto vincitore in altrettante gare. Bene la Ferrari di Alonso, rimonta Hamilton, ma la McLaren deve rivedere molte cose nel suo interno. In crisi anche la Red Bull.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Marina Beccuti</em></p>
<p><strong>BUONI</p>
<p>Maldonado:</strong> incredibile la sua vittoria, ma anche com’è cresciuto da un anno all’altro. Soprattutto com’è tornata in forma la Williams dopo la rivoluzione attuata quest’anno. Ora vedremo se saprà ripetersi in stagione. </p>
<p><strong>Alonso:</strong> arriva in affanno per le gomme ma ha dimostrato che in mano sua una Ferrari da sette vale nove. Non c’è bisogno di tanti aggiornamenti se Nando è in forma. </p>
<p><strong>Raikkonen:</strong> qualche errore di strategia non gli permettono di fare di più, ma nel finale stava recuperando sui due davanti a lui. Continuo con il suo secondo podio consecutivo. </p>
<p><strong>Grosjean:</strong> dimostra continuità ed ha lo stesso passo del suo più blasonato compagno di squadra. Un pilota molto interessante. </p>
<p><strong>Kobayashi:</strong> Perez è più esaltato dai media (italiani, per ovvi motivi di Scuderia), ma alla fine prevale quasi sempre il giapponese, domenica autore di una gara di forza e senza sbavature. Insomma un quinto posto importante davanti a Vettel e Rosberg. </p>
<p><strong>Hamilton:</strong> dovrebbe strozzare quelli del suo box, invece rimane calmo e da ultimo arriva ottavo. Fa soli due pit stop e porta a termine la sua gara con una fermata in meno degli altri.  Si toglie anche la soddisfazione di zittire i critici, sottolineando che non è vero che non sa gestire le gomme.  </p>
<p><strong>COSI&#8217; COSI&#8217;</p>
<p>Vettel:</strong> non è la Red Bull del Bahrein e il tedesco, come il compagno di squadra, deve cambiare il musetto. Alla fine arriva sesto anche dopo un drive through. Rimane sempre combattivo. </p>
<p><strong>Rosberg:</strong> C’era da aspettarsi qualcosa in più da lui. </p>
<p><strong>CATTIVI</p>
<p>Button:</strong> non è mai riuscito a bilanciare la sua macchina e si fa superare dal compagno di squadra partito ultimo. </p>
<p><strong>McLaren:</strong> Whitmarsh aveva detto che certi errori ai box non sarebbero più successi. Invece hanno fatto di peggio, come sbagliare il carico di benzina nelle qualifiche e far perdere nuovamente tempo al pit stop ad Hamilton. La macchina è buona, ai box sono confusionari. </p>
<p><strong>Schumacher:</strong> sbaglia il tempo della frenata e finisce addosso a Senna dandogli dell’idiota. Ai microfoni ovviamente dà la colpa al brasiliano, ma a Montecarlo s’è preso cinque penalità in griglia. Eh, non è più il pilota “protetto” dei tempi andati. </p>
<p><strong>Mazzoni:</strong> passino i suoi errori di distrazione ma mettersi a ridere in diretta per un meccanico che è caduto nello svolgimento del suo lavoro è estremamente poco professionale. Si ricordi che non fa la cronaca della corsa con i sacchi ma della F1. </p>
<p><strong>Marina Beccuti</strong></p>
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		<title>TECNICA &#8211; Tutte le novità introdotte a Barcellona</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 07:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Filisetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La prima gara della stagione europea di Formula 1, come d'abitudine, ha registrato molte novità intodotte su quasi tutte le vetture. Le scopriamo nel dettaglio con la rassegna e i disegni del nostro indiscreto tecnico Paolo Filisetti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>BARCELLONA (dal nostro inviato) &#8211; Barcellona, essendo come al solito la prima gara della fase europea del campionato, rappresenta una gara in cui tutti i team profondono grossi sforzi nello sviluppo delle loro vetture. I test della scorsa settimana al Mugello sono stati infatti l&#8217;occasione per la maggior parte dei team di provare nuove parti prima di arrivare qui, anche se altri team hanno deciso di nascondere parzialmente il loro vero sviluppo, come nel caso della McLaren.</p>
<p>Qui il team di Woking, infatti, ha portato un chiaro cambiamento alla configurazione del loro muso, che infatti è apparso più alto, quasi completamente piatto in cima e con una brusca risalita nel lato inferiore. Questa soluzione sembra fornire una quantità più elevata di flusso d&#8217;aria verso il fondo della vettura, aumentando il carico aerodinamico, senza disturbare l&#8217;efficienza e mantenendo una bassa resistenza all&#8217;avanzamento. Questa soluzione, accoppiata ad altri più piccoli cambiamenti, ha migliorato il bilanciamento aerodinamico della vettura.</p>

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<p>D&#8217;altro canto, la Ferrari è stata la più attiva, portando in Spagna tutti i cambiamenti introdotti la settimana precedente al Mugello, cominciando da un alettone anteriore profondamente rivisto, con piloni verticali convergenti e alette modificate; un nuovo fondo; una profonda revisione del pacchetto delle fiancate che risulta in una sezione posteriore più stretta e più bassa. Inoltre, anche la posizione degli scarichi è ora cambiata e ora i tubi soffiano dritti e paralleli all&#8217;asse della vettura, con un&#8217;uscita a fetta di salame. Ciò ha fornito una quantità di carico aumentata e allo stesso tempo una resistenza all&#8217;avanzamento ridotta, che ha consentito di raggiungere una velocità di punta più elevata, come è stato possibile notare durante l&#8217;intero weekend.</p>

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<p>La Lotus, al contrario, è stata uno dei team meno attivi nell&#8217;introduzione di un vasto pacchetto di modifiche. In realtà, qui la squadra ha adottato un nuovo alettone anteriore che rappresenta una chiara evoluzione di quello visto in Bahrein. Ora le alette piazzate in cima al profilo principale hanno un profilo sinuoso e sono direttamente connessi alla sezione interna delle paratie, diventandone parte integrante.</p>
<p>La vettura è sembrata beneficiare da questi cambiamenti solo in termini di perfezionamento di un bilanciamento già quasi perfetto, come quello che abbiamo visto già nelle ultime gare. L&#8217;unico tallone d&#8217;Achille di questa vettura è sembrato una sorta di mancanza di velocità di punta durante il weekend. La prossima gara a Monaco, tuttavia, potrebbe offrire una vera opportunità al team di Enstone di cogliere la propria prima vittoria in questa stagione. Aspettiamo e lo scopriremo tra due settimane.</p>
<p><strong>Paolo Filisetti</strong></p>
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		<title>LA GIORNATA &#8211; Domenica a Barcellona</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 22:11:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Giachè</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pastor Maldonado riporta la Williams al successo per la prima volta dal 2004, ma durante i festeggiamenti prende fuoco il garage. Alonso, secondo, torna in testa al campionato alla pari con Vettel. Disastro McLaren e Red Bull; Lotus veloce, ma sbaglia strategia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>BARCELLONA – Era passato troppo tempo. Anni infiniti in cui una squadra leggendaria come la Williams rischiava di fare la stessa mesta fine di un altro nome storico, la Tyrrell. Ma se la seconda non avrebbe potuto sopravvivere senza il grande Ken, Sir Frank Williams ha deciso insieme a Patrick Head di fare un passo indietro, permettendo così al suo marchio di rinascere dalle ceneri.</p>
<p>È stato un periodo lungo e difficile. Il pessimo 2011 ha rappresentato una ferita troppo dolorosa nella pelle di uomini vincenti. E da vincenti hanno stretto i denti, non hanno avuto paura di fare enormi cambiamenti e alla fine sono stati ripagati.</p>
<p>La Williams Renault. Accoppiata dai mille trionfi. Un’accoppiata che mancava dal 1997, anno dell’ultimo mondiale vinto. E anche se in mezzo Juan Pablo Montoya e Ralf Schumacher hanno vinto con il motore BMW, nei cuori dei tifosi della scuderia inglese mancava ancora qualcosa. Perciò, dopo tanti sacrifici e tanta attesa, la prima vittoria di Pastor Maldonado ha un sapore ancora più dolce.</p>
<p>Una vittoria meritatissima. Tutti ci aspettavamo Fernando Alonso in testa dopo la prima curva, e così è stato, ma la Williams e Maldonado sono stati perfetti nel gestire gli pneumatici e nel confezionare la strategia vincente. Certo, un rallentamento ai box ha fatto sobbalzare il cuore, ma la velocità della vettura a gomme nuove ha permesso di recuperare il tempo perso e saltare davanti alla Ferrari.</p>
<p>Peccato però che la felicità non sia durata a lungo. Nel pomeriggio il garage è andato a fuoco e nel cercare di spegnere l’incendio, 31 persone sono dovute andare al centro medico. Quello più “grave” è un meccanico della Williams che secondo le prime informazioni potrebbe aver riportato delle ustioni di secondo grado alle gambe. Scene eroiche e di grande solidarietà si sono viste nei box mentre il fumo divampava e oscurava una meravigliosa giornata di sport.</p>
<p>La Ferrari è stata brava nel recuperare il gap dagli avversari. Grandi sono stati i passi in avanti, ma non sono ancora abbastanza. Perché la Williams ha giocato con lei oggi, e la Lotus era nettamente superiore (tranne che sulle strategie). E se ci fosse stato Hamilton, sarebbe stata ancora un’altra storia. Tuttavia, Alonso è in testa nel mondiale a pari punti con Vettel. Per una stagione che sembrava da buttare, il risultato è oro. E se dovesse continuare questo strano trend di buttare via i punti, Alonso, da gran campione come si è dimostrato, potrebbe addirittura puntare al titolo.</p>
<p>La Lotus indubbiamente ha sprecato una grande occasione. A fine gara Kimi Raikkonen e Romain Grosjean erano più veloci di chiunque altro, eppure il massimo ottenuto è stato un terzo posto col finlandese, ora in corsa per il mondiale. Il problema è che al muretto non hanno mai avuto idea di cosa stessero facendo loro e gli avversari.</p>
<p>Ma l’amarezza della Lotus è niente in confronto a quella che c’è in casa McLaren e Red Bull. Che gran premio orribile che hanno disputato! Escluso Lewis Hamilton, che ha condotto una delle migliori gare della sua carriera nonostante i meccanici abbiano sbagliato un altro pit-stop, Button è stato inesistente nelle ultime due giornate, sbagliando del tutto l’assetto; Webber non è arrivato a punti; Vettel ha preso un drive through e poi ha recuperato fino al sesto posto. Entrambe le Red Bull hanno dovuto cambiare l’alettone anteriore perché all’improvviso non avevano più carico aerodinamico… e non sanno perché.</p>
<p>Grande prova di Kamui Kobayashi, autore di splendidi sorpassi e di una mini-rimonta fino al quinto posto. Male Felipe Massa, drive through come Vettel e poi sparito nel nulla, e Michael Schumacher, che ha tamponato Bruno Senna alla prima curva e ha avuto pure il fegato di dargli dell’idiota. Il tedesco sarà penalizzato di cinque posizioni sulla griglia del gran premio di Monaco, una delle corse più attese dell’anno già di per sé, e ora più che mai: ci regalerà il sesto vincitore in sei gare?</p>
<p><strong>Andrea Giachè</strong></p>
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		<title>AUDIO – GP Spagna, il punto della domenica</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 17:06:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Filisetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Discutiamo delle armi vincenti che hanno portato a questo successo con il nostro inviato in Spagna, l'indiscreto tecnico Paolo Filisetti, collegato con noi dalla sala stampa del Circuit de Catalunya, nel consueto punto audio di fine giornata]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>BARCELLONA (dal nostro inviato) &#8211; Quinta gara del campionato del mondo 2012 di Formula 1 e quinto diverso vincitore: oggi è il giorno di Pastor Maldonado e della Williams. Discutiamo delle armi vincenti che hanno portato a questo successo con il nostro inviato in Spagna, l&#8217;indiscreto tecnico Paolo Filisetti, collegato con noi dalla sala stampa del Circuit de Catalunya, nel consueto punto audio di fine giornata.</p>
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		<title>LA GIORNATA &#8211; Sabato a Barcellona</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 21:37:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Giachè</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Williams Renault di Pastor Maldonado conquista la pole del Gran Premio di Spagna davanti alla Ferrari di Alonso. Hamilton veloce, ma rimane a secco e viene squalificato: l'ennesimo disastro della McLaren. La Lotus si candida per la vittoria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>BARCELLONA – McLaren e Ferrari. I due team storici della Formula 1. È parlando di loro che vorrei cominciare il resoconto della seconda giornata del Gran Premio di Spagna. Le loro storie sono come i riflessi di uno specchio.</p>
<p>La McLaren ha cominciato il campionato con la macchina più forte, un Lewis Hamilton più sicuro di sé e meno pasticcione, e un Jenson Button in grande forma. Tutto perfetto, insomma, tutto sembrava indirizzato verso un dominio inglese. Ma almeno un grosso errore a gara da parte della squadra ha compromesso tutto. Di tanto in tanto i piloti hanno lasciato qualcosa per strada, ma nulla in confronto ai danni causati da meccanici e strateghi.</p>
<p>Dall’altra parte c’è la Ferrari. Una macchina orribile, un pilota forte e uno no. Eppure, la rossa è nelle prime posizioni in campionato e domani partirà addirittura dalla prima fila. La migliore McLaren invece scatterà decima.</p>
<p>Quello che più mi sorprende nella squalifica di Hamilton è che si è trattato di un errore sciocco. Le famose mani nella marmellata. C’era il precedente (Canada 2010), ma soprattutto c’era una macchina in grado di far la pole anche senza una strategia così estrema.</p>
<p>In quanto alla penalità in sé, l’esclusione sembra esagerata. I commissari avrebbero potuto (e forse dovuto) eliminare il miglior tempo o dare cinque posizioni di penalità, il che sarebbe significata la sesta posizione in griglia. Tuttavia, uno dei motivi di una decisione così dura potrebbe essere che i commissari si siano sentiti presi in giro da Sam Michael, che ha sbandierato ai quattro venti di un problema tecnico.</p>
<p>Con Hamilton che scatterà ultimo, la pole position va per la prima volta in carriera a Pastor Maldonado. Il che significa che per la prima volta dal Gran Premio del Brasile 2010, una Williams partirà in prima posizione. E che gioia per la squadra inglese ricevere la notizia proprio quando si stava festeggiando il compleanno di Sir Frank Williams.</p>
<p>Maldonado oggi era in uno stato di grazia. La macchina è molto buona, come già dimostrato nelle gare precedenti, ma quello che il venezuelano ha realizzato nelle qualifiche è da antologia. Avevamo parlato di come sarebbe stato difficile mettere insieme un giro perfetto. Beh Maldonado ne ha fatto uno nel Q2 e un altro nel Q3. Certo che questa pole (la prima della Williams con pista asciutta dal Nurburgring 2005) è un gran colpo per Bruno Senna, che ha fatto una brutta figura uscendo nel Q1.</p>
<p>Secondo scatterà Alonso. La Ferrari è migliorata, ma questo risultato è più dovuto agli errori degli altri che al reale valore della macchina. Questo per dire che i tifosi devono stare ben attenti a farsi false speranze. Certo che con un Alonso così, non li biasimo per avere speranza.</p>
<p>Oltre alla squalifica di Hamilton, Jenson Button e Mark Webber hanno realizzato delle prestazioni da darsi una manata in fronte. Nessuno dei due ha commesso veri errori o ha trovato traffico. Semplicemente sono stati lenti. Vettel, al contrario di Button e Webber, è entrato nel Q3, ma la Red Bull ha deciso di risparmiare le gomme e, come Schumacher, non ha realizzato un giro cronometrato. Sarà il caso di cambiare le regole?</p>
<p>Nonostante le polemiche, la griglia e l’incognita pioggia ci preparano ad una gara clamorosa. Se dovessi scommettere, punterei sulla Lotus. Ieri ha mostrato un passo fenomenale e la seconda fila di Grosjean e Raikkonen mette la scuderia inglese in una posizione privilegiata. Tuttavia, la Ferrari ha uno scatto micidiale (e va bene sul bagnato), e in una pista dai pochi sorpassi, Alonso potrebbe fare di nuovo il colpaccio.</p>
<p><strong>Andrea Giachè</strong></p>
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		<title>AUDIO – GP Spagna, il punto del sabato</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 16:10:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Filisetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una sessione di qualifiche equilibrata e imprevedibile quella del Gran Premio di Spagna, quinta prova del campionato del mondo 2012 di Formula 1. Ne discutiamo nel consueto punto audio di fine giornata con il nostro inviato a Barcellona, l'indiscreto tecnico Paolo Filisetti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>BARCELLONA (dal nostro inviato) &#8211; Una sessione di qualifiche equilibrata e imprevedibile quella del Gran Premio di Spagna, quinta prova del campionato del mondo 2012 di Formula 1. Ne discutiamo nel consueto punto audio di fine giornata con il nostro inviato a Barcellona, l&#8217;indiscreto tecnico Paolo Filisetti, collegato in diretta dalla sala stampa del Circuit de Catalunya. Nella sua analisi, si parla dell&#8217;usura delle gomme e delle temperature, gli aspetti fondamentali per il risultato di oggi e per le prospettive in vista della gara di domani.</p>
<br /><img src="http://www.422race.com/wp-content/gallery/f1-gp-spagna-2012-sabato/a2s4509-422race.jpg" alt="media" /><br />

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		<title>LA GIORNATA &#8211; Venerdì a Barcellona</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 20:40:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Giachè</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Jenson Button ottiene il miglior tempo in una giornata di intensi test aerodinamici. La McLaren promette bene, ma ha ancora problemi di setup, mentre la Ferrari è soddisfatta solo a metà. La Red Bull e la Lotus sembrano complessivamente le macchine messe meglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>BARCELLONA – Alte temperature, vento forte e tanta vernice colorata. Per essere il Gran Premio di Spagna, la prima giornata è stata piuttosto movimentata, ma soprattutto (una novità per questa pista) interessante. Non nascondo di provare poca simpatia per il Montmeló, e praticamente tutte le altre piste spagnole esclusa Jerez, tuttavia ammetto che questo venerdì ha catturato la mia attenzione.</p>
<p>È stato infatti come un test concentrato e ripreso dalle telecamere. Dopo l’intermezzo del Mugello, le squadre hanno dovuto verificare se le soluzioni sperimentate in Italia sono davvero funzionanti. Tutti sanno che i team sono strapieni di dati da cui attingere per i confronti, ma le condizioni atmosferiche hanno reso tutto più difficile.</p>
<p>Ciò che tutti vogliono sapere è se la Ferrari sia risorta o continuerà a viaggiare a metà classifica come nelle prime quattro gare. Il miglior tempo di Alonso nella prima sessione conta poco: lo spagnolo ha fatto un giro secco, mentre gli altri avevano più carburante. Però non è indicativa neanche la quattordicesima posizione del pomeriggio. Tutti i suoi tentativi sono stati disturbati dal traffico, così che Alonso si è classificato anche dietro Felipe Massa, undicesimo.</p>
<p>Piloti e ingegneri sono soddisfatti a metà: alcune novità hanno funzionato, altre no. A vedere le macchine l’impressione non è molto positiva, sebbene non si conoscano i carichi di benzina: sembra poco guidabile come nelle prime quattro gare, e il passo con le morbide non è granché. A “soddisfare” la Ferrari è che finalmente i dati della galleria del vento combaciano con quelli della pista. La risposta al grande quesito sul miglioramento non c’è. Bisognerà attendere almeno domani. Personalmente credo che se la Ferrari sia migliorata, e forse lo è, è migliorata di poco.</p>
<p>Intensa giornata di test anche per la McLaren. Button e Hamilton finalmente hanno provato il nuovo muso, che ha dato non pochi problemi fin dal via. Un nuovo anteriore significa una nuova aerodinamica e una macchina nuova da conoscere, perciò è normale che abbiano faticato tantissimo nel trovare il setup di base. Tanto tanto sottosterzo e problemi con le gomme, ma la velocità c’è. Dopo tre ore di lavoro i miglioramenti ci sono stati, e il passo è incoraggiante. Per non parlare dell’enorme sorriso di Whitmarsh a fine prove.</p>
<p>La Red Bull segue un approccio silenzioso come sempre. Ma al di là dell’invisibilità, il passo gara è molto consistente. In una gara che si giocherà sulle strategie e (come sempre) sul risparmio degli pneumatici, Vettel sembrerebbe il favorito…</p>
<p>…se non fosse che il ritmo della Lotus sembra persino meglio. Sappiamo che la macchina inglese (o francese o chi si ricorda che cos’è) è gentilissima con gli pneumatici, sappiamo che Kimi Raikkonen è il Kimi Raikkonen di sempre, sappiamo che Romain Grosjean è molto competitivo. Il finlandese si è detto addirittura felice di questa giornata, perché è stato il miglior venerdì per la squadra. Potrebbero fare il colpaccio?</p>
<p>Al momento la gara sembra più lontana che mai. Enorme sarà il lavoro notturno, e difficilissima sarà la seconda giornata di prove. Mark Webber ha evidenziato come sia molto difficile mettere insieme un buon giro (soprattutto per colpa del vento: molte sono state le uscite di pista oggi per questo motivo), e ci si attende che alcuni piloti non gireranno nel Q3 per avere gomme morbide. Ma ovviamente questa è la Formula 1, e in un batter d’occhio tutto si può ribaltare.</p>
<p><strong>Andrea Giachè</strong></p>
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