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	<title>422race.com - Le ultime news di Formula 1, F1, GP2, WTCC, DTM, GT, F3, GP3, AutoGP, IndyCar, Le Mans e tanto altro &#187; Sgarbo quotidiani</title>
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		<title>Sgarbo Quotidiani N°5: Un mondo &#8220;oscuro&#8221; che corre</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 00:21:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Sgarbossa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sgarbo quotidiani]]></category>
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		<description><![CDATA[In questo numero di Sgarbo Quotidiani si polemizza sulla copertura degli eventi live in Italia. L'idea è stata presa da una recente petizione lanciata dal pilota Francesco Sini alla quale mi sono unito in prima persona. Non si tratta della semplice richiesta capricciosa, ma un modo semplice e importante di supportare il motorsport italiano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Giacomo Sgarbossa</em></p>
<p>MILANO – La crisi, causa e scusante di tutto ciò che di giustificabile c&#8217;è in questo 2009, sembra essere ancora una volta la motivazione migliore. Eppure questa volta non ci sto, non ci devo stare, perché questa rubrica da sempre è motivo di indignazione.</p>
<p>Io scrivo per passione e tutto ciò che trasmetto deve essere soltanto passione allo stato puro, per questo stavolta non posso tacere su ciò che dovremo sopportare noi italiani, popolo di “appassionati” di corse&#8230;forse.</p>
<p>Parliamo questa volta di TV e per ovvi motivi escludiamo la Formula 1: perché non avremmo motivi di lamentarci. Il problema è un altro, ovvero tutto ciò che ci sta attorno, ma più nel dettaglio i piloti e gli appassionati delle altre categorie.</p>
<p>Parliamo di tutto ciò che volete, ma evitiamo falsi processi nei confronti dei tanti piloti italiani che all&#8217;oscuro dei TG nazionali continuano a vincere ovunque e comunque. Pensate forse che una vittoria di Dindo Capello valga meno di un successo inatteso di Button in Australia? Io no e allora non ci sto.</p>
<p>Non voglio rassegnarmi come fatto da tanti miei colleghi in passato, io da giornalista endurance mi sento in dovere di provare a cambiare questo mondo e non importa se ce la farò o meno, perché per essere in pace con me stesso devo quantomeno provarci.</p>
<p>Io quest&#8217;anno non potrò vedermi nemmeno una gara per interno in TV, dovendo ricorrere così agli streaming e come me lo faranno tutti quegli appassionati che in queste ore stanno firmando una petizione <a href="http://www.firmiamo.it/sign/petition/lemansseriesintv#sign"><strong>CLICCA QUI PER FIRMARE</strong></a> lanciata dal nostro Francesco Sini, pilota KSM in Le Mans Series.</p>
<p>Si parla di messa in onda di un campionato che comunque trasmetterà Eurosport quest&#8217;anno. Si, ma proponendo solamente una fascia oraria di un&#8217;ora, prendendo in giro milioni di sponsor che hanno investito in questo campionato. Un problema che avremo noi, ma anche tutti gli altri europei, perché nel 2009 non ci penserà più Motors TV a salvare il salvabile.</p>
<p>Ecco, ora siamo arrivati al succo: Motors TV, un canale trasmesso da tutti i paesi europei fatta eccezione di Italia e Bulgaria, ma ditemi un po&#8217;, o voi lettori: cosa abbiamo noi in meno di Romania, Moldavia, Slovacchia o Slovenia? La risposta ovviamente lascia il posto che trova e ancor di più fa pensare  l&#8217;ipotesi in cui questo canale venga trasmesso in Italia con commento in inglese. Dove starebbe il problema? Da nessuna parte, perché l&#8217;esperimento con NASN fatto da SKY ha dimostrato solamente consensi.</p>
<p>In Italia però esiste già una TV dedicata ai motori&#8230; ma che di motori effettivamente non parla. Nuvolari quest&#8217;anno non trasmetterà alcuna diretta significativa ma si limiterà a mandare in onda documentari o vecchi servizi visti e rivisti. Certo, apprezziamo lo sforzo fatto da parte di Nuvolari negli ultimi anni, ma ora se mancano i soldi da investire per le dirette sarebbe più opportuno lasciare la scena a chi realmente i motori li trasmette e ha i soldi per farlo come Motors TV.</p>
<p>La questione è semplice e non si tratta di fare i soliti bambini frignoni desiderosi di avere tutto e subito, perché le cose non stanno così: se in Italia nessuno ha voglia di comprare i diritti per determinati campionati allora tanto vale permettere a canali europei visibili in tutta Europa di trasmetterli pure nel nostro paese. In Italia si parla di macchine, di piloti (Raikkonen e Massa&#8230; stop), ma nessuno sa che da qualche parte del mondo negli ultimi anni tanti piloti italiani hanno fatto suonare l&#8217;inno di Mameli..ed io nel frattempo sono qui a provare di cambiare questo strano paese ogni giorno, che forse non ascolterà mai la mia voce, ma quando “le voci” saranno tante allora inevitabilmente qualcuno ci ascolterà.</p>
<p><a href="http://www.firmiamo.it/sign/petition/lemansseriesintv#sign"><strong>CLICCA QUI PER FIRMARE LA PETIZIONE</strong></a> </p>
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		<title>Sgarbo Quotidiani N°4: Le mie foto dal Salone di Ginevra</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 14:20:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Sgarbossa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[Sgarbo quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[auto salone ginevra]]></category>
		<category><![CDATA[giacomo sgarbossa]]></category>
		<category><![CDATA[ginevra]]></category>
		<category><![CDATA[sgarbo quotidiani]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Salone di Ginevra è ormai l'esposizione numero uno in Europa e non fosse per Detroit lo sarebbe anche su scala mondiale e un piccolo confronto con il Motorshow di Bologna si può fare. I prezzi e gli impegni delle case automobilistiche italiane andrebbero rivisti, quanto meno per competere contro saloni di pari importanza come quello di Essen. Nell' articolo anche molte foto sulla manifestazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GINEVRA &#8211; Erano anni che non ci andavo e allora quest&#8217; anno bisognava farlo. Ginevra, destinazione Auto Salone, tanto per non trascurare la produzione in serie, croce e delizia di ogni casa costruttrice mondiale.</p>
<p>A chi le macchine piace vederle in corsa come me pensare ad un auto di &#8220;produzione in serie&#8221; delle volte fa un certo effetto perchè è come pensare ad un cavallo da corsa usato nel centro città come traino per le carrozze e frustato da un cocchiere. </p>
<p>Non dobbiamo dimenticarci però che la produzione in serie dev&#8217; essere il risultato ultimo delle gare automobilistiche, nate per far progredire le case nello sviluppo di tecnologie sempre nuove in grado di dimostrare la superiorità di una nei confronti delle altre, perciò non sarebbe utile e giusto trascurare tutto ciò che verrà prodotto e poi preso in mano da persone comuni (chiamiamole così, perchè in questa rubrica, lo ricordiamo, i piloti sono considerati una categoria superiore a quella dei comuni mortali).</p>
<p>Le mie esperienze, relative ai saloni automobilistici, in fin dei conti sono limitate. Bologna, Ginevra e poco più, ma la cosa che più lascia pensare al semplice arrivo è il prezzo del biglietto. Certo, la cosa non mi turba visto che da quando svolgo questa professione non è più un problema, ma un confronto con i 30 Euro che pagai qualche anno fa per entrare al Motorshow ci sta, soprattutto perchè qui l&#8217;ingresso costa 14 Franchi (&#8230;circa 11 Euro). Un differenza abbastanza importante e non giustificabile con le gare che si svolgono negli ampi spazi situati intorno al padoglione bolognese, unico vanto del Motorshow dato che in Svizzera le corse anche se non sono più vietate sono e saranno guardate sempre con sospetto.</p>
<p>Il nocciolo della questione però è un altro e non si limita ai semplici prezzi ma va ben oltre. Parlando in numeri a Ginevra vi erano 850 espositori fra fornitori, preparatori e case, che complessivamente portavano in mostra ben 120 anteprime all&#8217;interno del Salone. Una cosa che ci sta, semplicemente perchè Ginevra per la produzione in serie è e deve rimanere il top, perciò fare un confronto con altri saloni (forse solo con Detroit sarebbe opportuno farlo) sarebbe ingiusto e insignificante.</p>
<p>Il problema vero, se così lo vogliamo definire e la responsabilità va spalamta a metà fra case italiane e organizzazione del Motorshow, è che a dicembre nessun espositore italiano si degna di presentare qualcosa di nuovo, quando almeno qualcosa si potrebbe fare per far accrescere l&#8217;attenzione dei media nei confronti della manifestazione. </p>
<p>La colpa però sta nel mezzo, perchè se da una parte è vero che le case italiane dovrebbero presentare qualcosa di nuovo pure a Bologna è anche si vero che il Motorshow dovrebbe dare delle garanzie migliori, innovandosi e non riproponendo sempre le stesse cose con l&#8217;aggiunta sempre continua di ragazze per attirare l&#8217;attenzione di ragazzi che ancora considerano &#8220;Fast and Fourios&#8221; al pari de &#8220;Le 24 ore di Le Mans&#8221; di Steve Mcqueen.</p>
<p>Il problema è proprio questo e lasciando stare realtà fuori dal seminato come Detroit e Ginevra, il salone di Bologna negli ultimi anni sta perdendo reputazione anche nei confronti di saloni più giovani come quello di Essen, dove da ormai molto tempo le case teutoniche investono soldi presentandosi con almeno qualche novità: non tutte ma quanto basta per dare un senso all&#8217;esposizione.</p>
<p>Il segno di un cambiamento alla luce degli ultimi tre anni soprattutto ci deve essere, perchè soprattutto in queste ultime edizioni a tenere in piedi l&#8217;affluenza al Motorshow sono state le donne spalmate sulle macchine e allora per le case automobilistiche italiane tanto vale presentare tutto a Ginevra o Detroit e via&#8230;dimenticandosi che la via Emilia profuma di benzolo e nell&#8217; 86 la Lancia presentò qui l&#8217;evoluzione della S4. Tutto ciò sarebbe ancora possibile oggi? No, e per farlo bisognerebbe cambiare questo paese di non appassionati alla radice&#8230;.</p>
<p><strong>Giacomo Sgarbossa</strong> <em>(foto di Stefano Franchi e Giacomo Sgarbossa)</em></p>
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		<title>Sgarbo Quotidiani N°3: Clay e la sua Svizzera due anni dopo</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 22:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Sgarbossa</dc:creator>
				<category><![CDATA[F1]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sgarbo quotidiani]]></category>

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		<description><![CDATA[ Nel terzo numero della mia rubrica ho deciso di ricordare Clay Regazzoni due anni dopo la sua morte. Non ho voluto però tracciarne il solito ritratto epitaffico che tutti conoscono e sanno, ma piuttosto lanciare un grido d&#8217;accusa a chi non ha ancora voluto dedicargli una via o una piazza all&#8217;interno della sua città. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="thickbox" rel="" href='http://www.422race.com/wp-content/gallery/varie/clay-aut.jpg' title=''><img src='http://www.422race.com/wp-content/gallery/varie/thumbs/thumbs_clay-aut.jpg' alt='clay-aut.jpg' class='ngg-singlepic ngg-left' /> <em></a><strong>Nel terzo numero della mia rubrica ho deciso di ricordare Clay Regazzoni due anni dopo la sua morte. Non ho voluto però tracciarne il solito ritratto epitaffico che tutti conoscono e sanno, ma piuttosto lanciare un grido d&#8217;accusa a chi non ha ancora voluto dedicargli una via o una piazza all&#8217;interno della sua città. Spunto di questa mia riflessione la mostra organizzata ad ottobre da Giancarlo Falletti presso il Casinò di Campione.</strong></em></p>
<p><img src="http://www.422race.com/wp-content/themes/andreas-08-3-columns-B/images/icone/Testo.png" alt="Testo" /> <a href="http://www.422race.com/2008/peugeot-in-formula-1-falso/#more-7670"> Peugeot in Formula 1? Falso, ma Button resta ottimista</a><br />
<img src="http://www.422race.com/wp-content/themes/andreas-08-3-columns-B/images/icone/Testo.png" alt="Testo" /> <a title="Vai alla news: Hockenheim in crisi: si affacciano Sudafrica e Bulgaria" rel="bookmark" href="http://www.422race.com/2008/hockenheim-in-crisi-si-affacciano-sudafrica-e-bulgaria/"><strong><span style="color: #7f4242;">Hockenheim in crisi: si affacciano Sudafrica e Bulgaria </span></strong></a><br />
<img src="http://www.422race.com/wp-content/themes/andreas-08-3-columns-B/images/icone/Testo.png" alt="Testo" /> <a title="Vai alla news: 2008 Season review: Generazioni a confronto" rel="bookmark" href="http://www.422race.com/2008/2008-season-review-generazioni-a-confronto/"><strong><span style="color: #7f4242;">2008 Season review: Generazioni a confronto </span></strong></a><br />
<img src="http://www.422race.com/wp-content/themes/andreas-08-3-columns-B/images/icone/Testo.png" alt="Testo" /> <a title="Vai alla news: La FIA sconvolge il circus: STOP totale ai test, 20 motori a stagione!" rel="bookmark" href="http://www.422race.com/2008/la-fia-sconvolge-il-circus-stop-totale-ai-test-20-motori-a-stagione/"><strong><span style="color: #7f4242;">La FIA sconvolge il circus: STOP totale ai test, 20 motori a stagione! </span></strong></a><br />
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<img src="http://www.422race.com/wp-content/themes/andreas-08-3-columns-B/images/icone/Testo.png" alt="Testo" /><a href="http://www.422race.com/2008/scelta-saggia-in-casa-audi-per-il-2009/"> Sgarbo Quotidiani N°2: Scelta saggia in casa Audi per il 2009</a><br />
<img src="http://www.422race.com/wp-content/themes/andreas-08-3-columns-B/images/icone/Testo.png" alt="Testo" /><a href="http://www.422race.com/2008/1000km-di-monza-il-problema-e-lindifferenza/"> Sgarbo quotidiani N°1: 1000km di Monza: il problema è l’indifferenza!</a></p>
<p><span id="more-7664"></span></p>
<p><em>di Giacomo Sgarbossa</em></p>
<p>MILANO &#8211; 15 dicembre 2006: il giorno in cui io e Clay Regazzoni ci siamo casualmente incontrati. Non in un Autodromo o a qualche evento corsaiolo, ma su un’autostrada italiana poco dopolo svincolo di Parma: io al rientro da un viaggio e lui in partenza per un&#8217;altra avventura. Ai tempi non facevo neppure il giornalista, ero solo un ragazzo che come tanti amava le corse e non perdeva mai l’occasione di scoprire qualcosa in più sugli eroi della propria infanzia, che non erano personaggi inventati come Mazinga o Goldrake, ma persone vere: piloti, eroi con la visiera e comuni mortali senza casco.</p>
<p><a class="thickbox" rel="" href='http://www.422race.com/wp-content/gallery/varie/71-regazzoni-1.jpg' title=''><img src='http://www.422race.com/wp-content/gallery/varie/thumbs/thumbs_71-regazzoni-1.jpg' alt='71-regazzoni-1.jpg' class='ngg-singlepic ngg-right' /></a>E’ proprio per questo motivo che lo scorso ottobre sono voluto andare alla mostra organizzata da Giancarlo Falletti, ospitata per l’occasione dal Casinò di Campione, un pezzo di terra svizzero ma italiano d’adozione…un po’ come Clay, unico e solo protagonista di questo racconto. Strano per uno come me che ha imparato a leggere usando Autosprint anzichè Topolino imbattersi in qualcosa di nuovo, racconti e foto che ancora non conoscevo del tutto, capaci però di raccontarmi sempre qualcosa che ancora non conosco e forse non conoscerò mai a pieno. Un uomo che non è stato solo pilota, ma anche padre ed esempio per tutte quelle persone malate che decidono di non mollare.</p>
<p><a class="thickbox" rel="" href='http://www.422race.com/wp-content/gallery/varie/_dsc8869.jpg' title=''><img src='http://www.422race.com/wp-content/gallery/varie/thumbs/thumbs__dsc8869.jpg' alt='_dsc8869.jpg' class='ngg-singlepic ngg-right' /></a>Insieme a tutto ciò vi erano loro: le macchine, i cavalli delle sue mille battaglie. Alfa 33 e 1900, Ferrari 312 T, Ensing e Williams 007, quella vincente al Gran Premio di Silverstone 1979, dove per la prima volta si rese competitiva, stupendo tutti i più forti, che da quel giorno impararono a rispettare Frank ed il suo fidato Patrick Head.</p>
<p><a class="thickbox" rel="" href='http://www.422race.com/wp-content/gallery/varie/_dsc8909.jpg' title=''><img src='http://www.422race.com/wp-content/gallery/varie/thumbs/thumbs__dsc8909.jpg' alt='_dsc8909.jpg' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a> Altre però sono le storie di un pilota che ha pure rischiato di vincere un campionato del mondo, quello poi andato a Fittipaldi nel 1974, ma chi la Formula 1 la mastica da tempo già sa, perché la storia in un modo o nell’altro fa parte del nostro presente, ciò però di cui si sa poco è quello che è accaduto dopo Long Beach. In tanti, io stesso, ci ricordiamo Regazzoni nelle vesti di commentatore TV, ma in quegli stessi anni “il pilota Clay” stava andando a vincere il suo campionato più bello, quello vinto nei confronti di un unico avversario: la paraplegia, sconfitta con la forza di volontà, tornando a guidare e dimenticandosi in fretta di quei giorni dopo l’incidente che gli costò l’uso delle gambe, i più difficili, quelli che lo stesso Clay in un’intervista raccontò come “i giorni in cui ho pensato di spararmi e finirla lì”. Questo uomo, che ho amato non conoscendolo di persona ma attraverso i racconti della sua gente, mi ha fatto capire che vivere è più bello dopo aver guardato dritto negli occhi la morte.</p>
<p><a class="thickbox" rel="" href='http://www.422race.com/wp-content/gallery/varie/_dsc8903.jpg' title=''><img src='http://www.422race.com/wp-content/gallery/varie/thumbs/thumbs__dsc8903.jpg' alt='_dsc8903.jpg' class='ngg-singlepic ngg-right' /></a>Così, per non farvi dimenticare, ho voluto scrivere qualcosa in più, un semplice ricordo di poche righe fra i tanti silenzi, un’occasione per ricordare Clay, segnalando a distanza di due mesi come anche una mostra serva ogni tanto a dare il giusto vigore alla storia di un personaggio che purtroppo in questi due anni non ha avuto ciò che meritava dalla sua città. E’ stato infatti lo stesso Giancarlo Falletti a denunciare in un suo articolo de “Il Giornale del Popolo” il fatto che a Lugano non ci sia una via o una piazza in suo nome ed io, da varesino quasi svizzero, non posso far altro che acconsentire a questa sottile protesta. </p>
<p><a class="thickbox" rel="" href='http://www.422race.com/wp-content/gallery/varie/_dsc9014.jpg' title=''><img src='http://www.422race.com/wp-content/gallery/varie/thumbs/thumbs__dsc9014.jpg' alt='_dsc9014.jpg' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a>Sembra incredibile, ma nella storia di questo pese sulle sponde dell’omonimo lago sembra che lo sport in cui la sua gente ha avuto maggiore successo sia un fardello da portarsi addosso, non da oggi ma da sempre, perché se solo il sindaco in carica negli anni ’50 avesse accettato in regalo i trofei di Caracciola ora questi non starebbero a brillare dall’altra parte del mondo, ad Indianapolis, ma brillerebbero ancora lì, all’interno di un lago pieno di storia tanto quanto colmo d’acqua. </p>
<p><a class="thickbox" rel="" href='http://www.422race.com/wp-content/gallery/varie/_dsc9003.jpg' title=''><img src='http://www.422race.com/wp-content/gallery/varie/thumbs/thumbs__dsc9003.jpg' alt='_dsc9003.jpg' class='ngg-singlepic ngg-right' /></a>Basta nascondersi dietro un fantasma di nome Pierre Levegh, morto comunque facendo ciò che adorava fare. Da oggi sarebbe giusto cambiare ciclo, perchè non è giusto stare neutrali in un gioco senza più rischi; adesso, dove la Formula 1 è più sicura dell sci alpino. La Svizzera e Lugano devono glorificare come giusto che sia il proprio passato nel mondo delle corse, lasciando testimonianze dirette all’interno delle proprie strade, in modo tale che i passanti o i viaggiatori capiscano ciò che questo paese ha dato al mondo dello sport a motore. Noi, che Clay lo abbiamo amato e lo amiamo, non vogliamo essere gli unici a ricordarci di lui. La gente deve capire chi era Gian Carlo Regazzoni.</p>
<p><strong>Giacomo Sgarbossa (foto offerte dal Casinò di Campione)</strong></p>
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		<title>Sgarbo Quotidiani N°2: Scelta saggia in casa Audi per il 2009</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 13:42:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Sgarbossa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel secondo numero di &#8220;Sgarbo quotidiani&#8221; si parla di Audi e Peugeot: due  case che nel 2009 pare che si scontrerano più fuori che dentro la pista. Alla vigilia di uno strano campionato occorre così iniziare a fare il punto della situazione, facendo un bilancio almeno sulle prime decisioni Audi emerse ieri ad Essen.
 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="thickbox" rel="" href='http://www.422race.com/wp-content/gallery/lms/phototheque_2008_silverstone_50_audi_n2.jpg' title=''><img src='http://www.422race.com/wp-content/gallery/lms/thumbs/thumbs_phototheque_2008_silverstone_50_audi_n2.jpg' alt='MOTORSPORT - LE MANS SERIES 2008 - SILVERSTONE 1000KM (GBR) 12/09 TO 14/09/2008 - PHOTO : FREDERIC LE FLOC H / DPPI MIKE ROCKENFELLER (GER) - ALEXANDRE PREMAT (FRA) / AUDI R10 TDI NÂ°2 TEAM AUDI SPORT JOEST / ACTION' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a><em><strong>Nel secondo numero di &#8220;Sgarbo quotidiani&#8221; si parla di Audi e Peugeot: due  case che nel 2009 pare che si scontrerano più fuori che dentro la pista. Alla vigilia di uno strano campionato occorre così iniziare a fare il punto della situazione, facendo un bilancio almeno sulle prime decisioni Audi emerse ieri ad Essen.</strong></em></p>
<p><img src="http://www.422race.com/wp-content/themes/andreas-08-3-columns-B/images/icone/Testo.png" alt="Testo" /><a href="http://www.422race.com/2008/dalla-audi-i-primi-dettagli-sulla-nuova-r15/"> I primi dettagli sull&#8217;Audi R15</a><br />
<img src="http://www.422race.com/wp-content/themes/andreas-08-3-columns-B/images/icone/Testo.png" alt="Testo" /><a href="http://www.422race.com/2008/arrivera-nel-2009-la-nuova-r8-gt3/"> Arriverà nel 2009 la nuova R8 GT3</a><br />
<img src="http://www.422race.com/wp-content/themes/andreas-08-3-columns-B/images/icone/Video.png" alt="Video" /> <a href="http://www.422race.com/2008/video-speciale-rally-di-monza-intervista-a-dindo-capello/"> VIDEO &#8211; Speciale Rally di Monza: intervista a Dindo Capello</a><br />
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<img src="http://www.422race.com/wp-content/themes/andreas-08-3-columns-B/images/icone/Testo.png" alt="Testo" /> <a href="http://www.422race.com/2008/1000km-di-monza-il-problema-e-lindifferenza/">L’OPINIONE &#8211; “Sgarbo quotidiani”: 1000km di Monza: il problema è l&#8217;indifferenza!</a><span id="more-7055"></span></p>
<p><em>di Giacomo Sgarbossa</em></p>
<p>Settimana scorsa appena dopo il Master Show a Monza facevo fatica a credere quando Dindo Capello mi aveva riferito: <em>“probabilmente non so se correremo tutte le gare ALMS ed LMS il prossimo anno”. </em>Stesso discorso due settimane fa, quando una pulce mi riferì che la situazione economica di Peugeot era grave e molto probabilmente non avrebbero corso molte gare nel 2009, ipotizzando poi un ritiro del programma corse qualora i risultati non continuassero ad arrivare pure quest’anno.</p>
<p>La crisi economica, si sa, ha colpito tutti e non ultimo il mondo dei motori, che “vive” sui fondi che gli investitori mettono a disposizione, con sponsor, piloti etc… Stesso discorso per le case costruttrici, basti pensare infatti che Mercedes è chiusa ormai da quattro settimane e tutte o quasi le altre case hanno subito rilevanti tagli, come Aston Martin, General Motors e BMW.</p>
<p>Oggi, con la conferenza stampa di Essen, abbiamo potuto così constatare l’ufficialità di questa cosa e nel 2009 la nuova R15 correrà solamente due gare: Sebring e Le Mans, rinunciando a tutte le altre gare della LMS e soprattutto all’ALMS, che fino al 2008 costituiva un punto di riferimento preciso nelle strategie commerciali Audi.</p>
<p>Macchina nuova e tanti saluti alla R10, che dopo soli tre anni va in pensione, questo per far capire come si prospetta il futuro ed il livello di competitività che andremo a trovare nei prossimi anni, se consideriamo il semplice fatto che la R8 prima di essere seguita dalla R10 ha calcato le scene per quasi il triplo del tempo.</p>
<p>Non c’è da preoccuparsi però, perché il programma corse di Audi non è a rischio. Occorre invece entrare in un modo diverso di pensare rispetto a quello che si usa per guardare il mondo della Formula 1. Una delle cose “migliori” nell’ormai remoto passato formulistico era proprio il fatto che piloti e macchine potevano prendere parte alle gare di Formula 1 che volevano, ma allo stesso tempo non era difficile incontrare le stesse vetture nelle varie prove non ufficiali, piuttosto che in campionati paralleli come la Formula Tasman, categoria nella quale si affacciarono personalità come Bruce Mclaren, Denny Hulme e Jack Brabham.</p>
<p>Ora nei prototipi e nelle GT accade la stessa e identica cosa, con campionati di rilievo ed altri di profilo più basso, dove chiunque vuole può parteciparvi. E’ stato così che Audi ha deciso nel 2006 di lanciare la R10 solo ed esclusivamente in America, mettendo il marchio a contatto con il mondo americano e non a caso in moltissimi film holliwoodiani degli ultimi anni sono comparse berline e suv costruiti ad Ingolstadt.</p>
<p>Nel 2008 c’è stato poi il grande salto in Europa, per avere un confronto diretto con Peugeot prima della 24 ore di Le Mans e questo fino allo scorso settembre doveva essere la strategia Audi anche per il 2009. A ottobre però è arrivata la crisi economica e come le sorelle Mercedes e BMW la mancanza di soldi ha comportato delle conseguenze. In questi casi dopo il personale ad essere “tagliato” è il reparto corse, ritenuto inutile in una situazione di crisi, per questo motivo nel 2009 Audi si ritroverà a trascurare tutte le 1000km e le gare di durata secondarie in America, ma parteciperanno solo a Sebring e Le Mans, le due gare più importanti nel palinsesto delle corse endurance.</p>
<p>Alcuni hanno ritenuto un rischio prendere solo a questi due eventi con una nuova macchina senza averne disputati altri prima, ma molto probabilmente ciò non sarà un problema, per il semplice fatto che ormai una giornata di test fatta bene ti può dare molte più indicazioni di quelle che può darti una 1000km di Barcellona, dove il traffico e il meteo stabile sono qualcosa di introvabile in una 24 ore di Le Mans. </p>
<p>Stesso discorso, o quasi, per Sebring: una pista totalmente atipica, dove per vincere ci vuole più fortuna che ore di test sulle spalle. Il regolamento IMSA non dovrebbe nemmeno essere stravolto e non è da escludere così un ennesimo successo di una LMP2, perciò siamo sicuri che la scelta di partecipare alla 12 ore della Florida sia più una scelta promozionale che quant’altro.</p>
<p>Il vero punto interrogativo resta così Le Mans: certo, come detto sopra ci saranno dei test, ma la vera paura per i tifosi del marchio a quattro cerchi è che il prossimo anno Peugeot abbia come vantaggio lo stesso che ha permesso ad Audi di vincere l’ultima 24 ore di Le Mans, ovvero la conoscenza del mezzo meccanico.</p>
<p>I francesi quindi se vorranno giocarsi bene le loro carte fin da subito dovranno stare calmi, senza contrapporre la presenza della Peugeot 908 HY (dicasi anche “ibrida”) a quella della nuova R15, per evitare di essere nella loro stessa situazione, visto che a parità di sviluppo il team Joest a cui fa capo Audi è nettamente migliore di Peugeot: questione di bravura, tutto qui, ma la bravura nell’endurance dipende dell’esperienza. </p>
<p>Siamo alla vigilia quindi di una stagione strana, dove le battaglie decisive verranno condotte fuori dalla pista ed i test saranno più importanti delle corse. Questione di soldi e di regolamenti, che nel 2009 costituiranno un vero e proprio “casino” e non ci sarà da stupirsi se il prossimo anno vedremo meno LMP1 e sempre più nascoste GT1, a scapito di una GT2 ed una LMP2 ricche di nuovi ingressi. Il futuro per le due classi “minori” è già iniziato e lo stesso futuro che attende tutta l’endurance a partire dal 2010 è ben diverso da quest’anno 2009, che si annuncia come un anno di semplice transizione, non solo perché i regolamenti sono ormai giunti al loro ultimo anno, ma anche perché la crisi economica ha reso ancora più complicata la faccenda.</p>
<p>A mio parere Audi ha scelto di spendere bene il budjet per il prossimo anno, rinunciando a molte trasferte nella speranza che verso la fine della stagione ci sia qualche solo in più per disputare la Petit Le Mans. Saggia anche la decisione di portare in pista una nuova vettura, dopo che nel 2008 (risultati a parte&#8230;) la R10 aveva dimostrato di essere meno veloce della 908, mentre resta qualche dubbio sulla scelta di continuare col motore diesel, visto che ACO in futuro potrebbe dare agevolazioni a chi sceglierà la strada del Kers, ma questo è ancora tutto da vedere, perciò in chiave 2009 continuare con una tecnologia già ampiamente sperimentata e collaudata potrebbe essere la carta vincente qualora Peugeot decidesse di schirare la 908 HY, dove &#8220;HY&#8221; sta ad indicare la natura &#8220;ibrida&#8221; della vettura.</p>
<p><strong>Giacomo Sgarbossa</strong></p>
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		<title>Sgarbo quotidiani N°1: 1000km di Monza: il problema è l&#8217;indifferenza!</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 09:53:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Sgarbossa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La prima puntata della rubrica di Giacomo Sgarbossa, intitolata &#8220;Sgarbo quotidiani&#8221;, entrerà nel merito della eliminazione della 1000km di Monza. Una gara ricca di fascino ma anche di tanta indifferenza da parte del pubblico italiano, accusato pochi giorni fa di essere: &#8220;il mondo di quelli che guardano soltanto la Formula 1&#8243;.
 VIDEO &#8211; Le ragioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="thickbox" rel="" href='http://www.422race.com/wp-content/gallery/lms/1000km-monza.jpg' title='La partenza della 1000 km di Monza 1972, un&#039;edizione che registrò un numero altissimo di spettatori, nonostante la pioggia e la diretta tv'><img src='http://www.422race.com/wp-content/gallery/lms/thumbs/thumbs_1000km-monza.jpg' alt='1000km-monza.jpg' class='ngg-singlepic ngg-left' /></a><strong><em>La prima puntata della rubrica di Giacomo Sgarbossa, intitolata &#8220;Sgarbo quotidiani&#8221;, entrerà nel merito della eliminazione della 1000km di Monza. Una gara ricca di fascino ma anche di tanta indifferenza da parte del pubblico italiano, accusato pochi giorni fa di essere: &#8220;il mondo di quelli che guardano soltanto la Formula 1&#8243;.</em></strong></p>
<p><img src="http://www.422race.com/wp-content/themes/andreas-08-3-columns-B/images/icone/Video.png" alt="Video" /><a href="http://www.422race.com/2008/Le ragioni dell'esclusione della 1000 km di Monza a 422race.com/"> VIDEO &#8211; Le ragioni dell&#8217;esclusione della 1000 km di Monza a 422race.com</a></p>
<p><span id="more-4180"></span></p>
<p><em>di Giacomo Sgarbossa</em></p>
<p>Esistono corse in grado di affascinare perché uniche. Montecarlo, Indianapolis e Le Mans sono gli esempi più evidenti, perché anche se rappresentano il palcoscenico di categorie diverse riescono comunque a valere quanto un campionato per i piloti che vi corrono. Monza e la sua “Mille” facevano parte di questa piccola elite di “campionati ad unica corsa” al punto che negli anni ’70 la folla sugli spalti raggiungeva numeri superiori a quelli del Gran Premio di Formula 1. Un dato tutt’altro che variabile, ma costante in un’epoca ormai lontana dalla mentalità dei giovani d’oggi, che per evitare di vedere film di due ore preferiscono chiudere la propria mente davanti una Play Station otto ore.</p>
<p>Ormai la gente vuole l’azione, la gara che si decide alla prima curva, piuttosto che vedere il cosiddetto “last man standing” (l’ultimo che cede vince): per questo forse non c’è più spazio nei cuore degli italiani, per una gara tanto storica quanto maledetta. No! Il problema è un altro e solo chi segue le corse per passione e non perché ci corre la Ferrari lo ha capito: il problema, come al solito, è l’indifferenza, il brutto vizio che da ormai troppi secoli accomuna gli italiani, quello di accorgersi del problema solo una volta che il danno è fatto.</p>
<p>Questa volta abbiamo perso pure la 1000 km di Monza e con essa un pezzo di storia, perché “la storia” ha bisogno di soldi per essere salvaguardata, ma se questi fondi non ci sono allora i monumenti finiscono in rovina. Quest’anno la LMS ha fatto il possibile e forse di più per mettere in testa agli italiani che la 1000 km di Monza fosse qualcosa di unico nel suo genere: sei media (di cui solo tre presenti) sono stati invitati ai test del Paul Ricard, l’Audi R10 e la Pescarolo sono state portate in Piazza Duomo, la campagna pubblicitaria è stata esagerata e alla fine di tutti questi sforzi solamente 4000 spettatori si sono degnati di spendere 14 euro per entrare in Autodromo (pensate che si poteva pure entrare in paddock e portarsi a casa tutti i posters che si voleva, alla faccia del telo nero sui cancelli della F1).</p>
<p>Questo è lo scandalo vero e proprio, perché ormai in Italia la gente non si appassiona alle corse ma alla TV, crede che il rumore di una Formula 1 sentito dal televisore sia lo stesso di quando ti riempi i timpani fino a farteli esplodere. Il pubblico crede di essere esperto perché riesce a vedere chi stacca prima e chi dopo, senza sapere che mettendosi all’entrata dell’Ascari questa operazione sarebbe possibile farla ad occhi chiusi, con il semplice uso dell’udito, così come riconoscere le vetture e come lavora il traction control delle diverse auto.</p>
<p>Ma gli italiani hanno anche un altro brutto vizio, quello che in fin dei conti ha iniziato a manifestarsi dall’inizio dell’epoca romantica: noi arriviamo sempre dopo, abbiamo gli occhi chiusi verso i cambiamenti che da altre parti sono già iniziati, perché in Spagna per una “neonata” 1000 km di Barcellona c’erano il doppio delle persone presenti sugli spalti di Monza e anche il 6 aprile la LMS correva in concomitanza con la F1.</p>
<p>Ho preso come esempio la Spagna, un paese che la tradizione nel mondo delle corse ce l&#8217;ha solo a partire da un contemporaneo Fernando Alonso. Un paese che in meno di quattro anni ci ha superato ovunque: economia, tennis, calcio, basket… e pure nell’automobilismo, perché a prova contraria sono i piloti che vincono i campionati e un italiano non vince dal ’53, così come nel mondo prototipi, dove loro quest’anno erano rappresentati da una faraonica Epsilon Euskadi e noi da una imbarazzante Lucchini, che nonostante lo sforzo dei pazienti ragazzi di Racing Box non andava nemmeno trainata dai buoi. Un continuo elenco di errori, fino ad arrivare alla F.3, una serie che loro hanno saputo valorizzare dal nulla e noi al contrario facciamo fatica pure a sapere che esista.</p>
<p>Devo continuare? No (scelgo io per voi), perché da appassionato mi fa male continuare a parlare di questo tumore che ormai da troppi anni ci sta assalendo e se la LMS per il prossimo anno ha scelto di migrare verso il Portogallo ha avuto i suoi buoni motivi per farlo, perché come ogni buon imprenditore insegna, non vale la pena continuare ad investire se i ricavi sono pressoché imbarazzanti. </p>
<p>Il problema però è anche un altro: quanti avranno letto questo articolo fino a questa riga? Quanti avranno aperto questa news anche se non parla di Formula 1? Pochi, molto pochi, che queste cose già le sapevano. Purtroppo anche queste righe scritte frettolosamente non serviranno a niente, perché tanto gli italiani né io né voi li possiamo cambiare: siamo il paese di Leonardo Da Vinci… ma la “Gioconda” sta al Louvre di Parigi. Siamo il paese della tradizione guerriera dei romani, ma la seconda guerra mondiale l’abbiamo persa, la prima l’abbiamo vinta per finta e abbiamo raggiunto l’Unità d’Italia due secoli dopo l’America. Siamo il paese con il 70% del patrimonio artistico sul territorio, ma il Burkina Faso spende più soldi di noi per valorizzare la storia del proprio paese. Siamo la culla di Nuvolari ed Enzo Ferrari… ma oggi per colpa nostra abbiamo perso pure la 1000 km di Monza.</p>
<p><strong>Giacomo Sgarbossa</strong></p>
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