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	<title>422race.com - Le ultime news di Formula 1, F1, GP2, WTCC, DTM, GT, F3, GP3, AutoGP, IndyCar, Le Mans e tanto altro &#187; Fernando Alonso</title>
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		<title>GP Monaco, prove libere 2: Button prima della pioggia</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 13:41:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Corgnati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il pilota inglese è uno dei pochi a riuscire a provare le gomme supersoft e stacca il miglior tempo nella seconda sessione di prove libere del Gran Premio di Monaco di Formula 1 prima che la pioggia arrivi a neutralizzarle]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MONACO &#8211; E&#8217; durata effettivamente poco meno di un quarto d&#8217;ora la seconda sessione di prove libere del Gran Premio di Monaco di Formula 1. Il tempo che i piloti scendessero in pista per compiere qualche giro sull&#8217;asciutto e che nove di loro (Webber, Button, Hamilton, Di Resta, Kobayashi, Perez, Vergne, Maldonado e Petrov) riuscissero a provare le debuttanti gomme supersoft.</p>
<p>Poi, sul circuito cittadino di Montecarlo è scesa la pioggia, annullando qualsiasi altra possibilità di miglioramento. I team hanno tentato ancora di mandare in pista i loro piloti con le gomme slick, ma il successivo peggioramento delle condizioni dell&#8217;asfalto ha fatto sì che tutti optassero per le intermedie nell&#8217;ultima parte della sessione. Un buon test, comunque, per il prosieguo del weekend: visto che le previsioni indicano anche qualifiche e gara bagnate.</p>
<p>Il più veloce di tutti nei pochi minuti asciutti di inizio sessione è stato Jenson Button, che ha staccato un giro da 1:15.795 con gli pneumatici più morbidi davanti al solito Romain Grosjean, staccato di soli quattro decimi ma con le gomme più dure. Alle sue spalle si piazzano le due Ferrari, con Massa e Alonso, e il vincitore dell&#8217;ultimo Gran Premio in Spagna, Pastor Maldonado. Più arretrate le due Red Bull: Webber 7°, Vettel solo 10°.</p>
<p>Il circuito umido e scivoloso ha anche tratto in inganno parecchi piloti, specialmente nella complessa staccata in discesa del Mirabeau: a finire nelle vie di fuga di quella curva sono stati nell&#8217;ordine Senna, Maldonado, Perez, Massa e infine Kovalainen che, per la rottura della retromarcia sulla sua monoposto, ha dovuto spegnerla e concludere di nuovo anzitempo la sua sessione, come stamattina.</p>
<p><strong>Fabrizio Corgnati</strong></p>
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		<title>GP Monaco, prove libere 1: Alonso lotta con Grosjean</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 09:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Corgnati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ferrarista spagnolo conquista il miglior tempo davanti al francese della Lotus in una prima sessione di prove libere del Gran Premio di Monaco di Formula 1 caratterizzata dall'asfalto ancora sporco e conclusa anzitempo per la rottura del motore di Kovalainen]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MONTECARLO &#8211; Comincia bene il Gran Premio di Monaco per Fernando Alonso, che con il crono di 1:16.265 conquista la prima posizione nella sessione inaugurale di prove libere sul circuito cittadino di Montecarlo. Nei primi 90 minuti caratterizzati da un meteo soleggiato e da una pista asciutta ma ancora molto sporca per via del traffico che ha girato fino a ieri, lo spagnolo della Ferrari ha lottato per il primo posto con Romain Grosjean, alla fine giunto alle sue spalle a meno di quattro decimi.</p>
<p>Non altrettanto hanno saputo fare i rispettivi compagni di squadra: Felipe Massa, che ha anche sfiorato i guard rail provocando un piccolo danno alla sua monoposto, si è fermato al sesto posto, mentre Kimi Raikkonen ha potuto compiere solo il primo giro d&#8217;installazione trascorrendo tutto il resto del turno fermo ai box mentre i meccanici modificavano su sua richiesta l&#8217;assetto dello sterzo.</p>
<p>Al terzo posto si è quindi inserito Sergio Perez, per nulla turbato dall&#8217;incidente che l&#8217;anno scorso lo vide protagonista nelle qualifiche proprio nel Principato, davanti a Lewis Hamilton e al vincitore dell&#8217;ultimo Gran Premio di Spagna Pastor Maldonado. La top ten è stata completata dalla seconda Sauber di Kamui Kobayashi, dalla seconda McLaren di Jenson Button, dalla Red Bull di Sebastian Vettel (solo nono) e dalla prima Mercedes di Nico Rosberg.</p>
<p>Subito fuori dalle prime dieci posizioni troviamo invece Michael Schumacher, autore tra l&#8217;altro di un passaggio violento sui cordoli che ha causato la rottura della parte destra del suo alettone anteriore. La sessione si è poi conclusa anzitempo, a otto minuti dalla fine prevista, per via della violenta esplosione del motore della Caterham di Heikki Kovalainen, che ha inondato di fumo e di olio l&#8217;intero tunnel. Tutti i piloti hanno girato solo con le gomme soft, conservando le debuttanti supersoft per il pomeriggio, quando le condizioni di pista saranno migliorate.</p>
<p><strong>Fabrizio Corgnati</strong></p>
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		<title>IL ROMPIBIELLE &#8211; La rivincita di Maldonado</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 10:11:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Carlo Minardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un pilota come il venezuelano, spesso sottovalutato, si è laureato quinto vincitore diverso in altrettanti Gran Premi. Ne parla il nostro rubrichista Gian Carlo Minardi, che lo conosce bene avendogli dato la possibilità di debuttare su una F1 in un test a Misano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Gian Carlo Minardi</em></p>
<p>Bellissimo questo avvicendamento al comando con cinque vincitori diversi in altrettanti Gran Premi. E’ apprezzabile che un pilota come Maldonado, spesso sottovalutato, sia riuscito a conquistare questo risultato così importante sia per lui che per il suo team. Da alcune gare la Williams sta crescendo: credo che possa lottare per il quinto o sesto posto nel Mondiale anche se purtroppo può contare solamente su un pilota. </p>
<p>Mi auguro che l’incidente post-gara non comprometta il suo cammino. A Montecarlo Pastor è sempre andato molto bene, sia in World Series sia in GP2. Anche la passata stagione avrebbe potuto portare a casa un ottimo quinto posto nonostante il motore Cosworth. Il venezuelano può dimostrare di non essere una meteora. Ho avuto modo di vederlo in azione su una delle mie monoposto a Misano ed è un pilota con le capacità per stare in F1.</p>
<p>Il podio e la classifica di Barcellona avvalorano sempre di più la teoria del compattamento verso l’alto. Abbiamo sempre più team che possono lottare non soltanto per la zona punti, ma anche per la vittoria. Lo stesso Kobayashi con il quinto posto ha portato via punti preziosi a Vettel. Certamente con il proseguo della stagione sarà difficile per i piccoli team tenere il passo dei top.</p>
<p>Stiamo assistendo ad un campionato combattuto con numerose incognite derivanti dalle gomme, molto sensibili al cambiamento delle temperature e dell’asfalto che stanno mettendo in difficoltà alcune scuderie. In pochi minuti si può passare da un risultato importante ad uno negativo.</p>
<p>La Ferrari, nonostante abbia ancora molta strada da fare, ha compiuto un buon passo in avanti anche grazie ad uno strepitoso Alonso che in qualifica ha firmato un giro perfetto conquistando poi la prima fila (in seguito alla squalifica di Hamilton). Anche in gara, pur non essendo velocissimo, è stato costante e preciso provando ad attaccare un Maldonado inavvicinabile. La rossa accusa ancora problemi di trazione e di velocità sul dritto. Il fulcro del Gran Premio credo sia da cercare nel giro strepitoso di Maldonado e nei due-tre giri che la Ferrari ha dovuto fare per portare in temperature le gomme.</p>
<p>Delusione McLaren, che continua a commettere errori importanti. Hamilton è dovuto partire in fondo per un errore grossolano in qualifica. Anche in casa Lotus si dovranno rivedere le strategie. Potevano vincere il Gran Premio: Raikkonen e Grosjean hanno girato quasi un secondo più veloce di tutti nella parte finale senza accusare nessun degrado alle gomme. E’ sicuramente una macchina da tenere sott’occhio.</p>
<p>Weekend negativo anche per la Mercedes e per Schumacher. Un pluricampione non può fare certi errori. Bisogna ricordarsi che in pista ci sono 24 macchine e, invece di criminalizzare chi va più piano, bisognerebbe usare le regole per sorpassare. Sono in difficoltà come le Red Bull, che hanno dovuto cambiare musetto per migliorare le prestazioni. Mossa che ha certamente ripagato, anche se è un segnale che anche il “Toro” è in difficoltà con la gestione delle Pirelli.</p>
<p>Eccessive le penalità a Vettel e Massa. C’erano le bandiere gialle ma la macchina che stavano spostando era molto lontana. In più non mi pare abbiano avuto questo grande vantaggio. Il tedesco poi ha creduto di più nel risultato finale portando a casa un buon sesto posto, a differenza di Massa che ha pagato pesantemente la sanzione. E’ un pilota che soffre e che sta pagando pesantemente l’adattamento alle gomme. Ci avviamo verso una parte calda che potrebbe essere a vantaggio di Nando. Auguriamoci che la rossa possa migliorare ancora di qualche decimo.</p>
<p><strong>Gian Carlo Minardi</strong></p>
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		<title>Ferrari, anche D’Ambrosio per il dopo-Massa</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 15:27:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Fadda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non si affievoliscono le voci che parlano di pazienza ormai esaurita nei confronti di Felipe, ma dopo i nomi di Webber, Perez, Sutil e Di Resta, spunta ora una candidatura non troppo credibile: quella del pilota belga, ex Virgin e attualmente riserva alla Lotus.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MILANO – Dopo mesi in cui all’interno del team hanno sempre fatto quadrato intorno a lui, difendendolo da ogni critica, e dimostrando di volerlo aiutare in ogni modo, sembra proprio che la Ferrari non sia più disposta ad attendere la ripresa di Felipe Massa.</p>
<p>Fra Maranello e il brasiliano c’è un accordo che lega le parti fino a tutto il 2012, ma l’ipotesi di un divorzio anticipato, che fino a poco tempo fa sembrava pura fantascienza, prende sempre più forma ogni giorno che passa.</p>
<p>La lista dei nomi presi in considerazione dagli addetti ai lavori, per la sostituzione di Massa, si arricchisce continuamente di nuovi piloti, e nelle scorse settimane ha compreso gente del calibro di Webber, Kobayashi e Perez, con quest’ultimo che comunque appare destinato a vestirsi di rosso in un futuro non troppo lontano, forse già l’anno prossimo, fino ad arrivare ai più recenti Di Resta, Hulkenberg e lo svincolato Sutil.</p>
<p>Il quale sta cercando di fare ritorno nel circus, dopo l’appiedamento subìto dalla Force India, forse anche a causa della rissa di cui si è reso protagonista lo scorso anno, in un locale notturno di Shanghai, con l’amministratore delegato dell’allora Renault, Eric Lux: “<em>Non porto soldi, perché dopo cinque stagioni in Formula 1 si dovrebbe ormai sapere qual è il mio livello. Quello che chiedo è un normale stipendio, niente di più</em>”, ha dichiarato il pilota tedesco.</p>
<p>In tutto questo girare di candidature, più o meno veritiere, è delle ultime ore un’ipotesi che sembra davvero molto difficile dal potersi realizzare, ovvero quella che vorrebbe la Ferrari interessata a Jerome D’Ambrosio. A tirare in ballo il belga, è il quotidiano sportivo francese “L’Equipe”, secondo il quale l’ex pilota della Virgin, attualmente terza guida alla Lotus, rappresenterebbe un’ideale soluzione di transizione, grazie alla quale a Maranello potrebbero concentrarsi senza fretta nella scelta da fare in vista del 2013.</p>
<p>Un punto di vista che non farebbe una piega, se non fosse che il cavallino ha Fernando Alonso in testa al mondiale e con la prospettiva di poter davvero lottare per il titolo, data l’incertezza e l’equilibrio visti finora, alla rossa serve che entrambe le macchine stazionino stabilmente in zona punti. In quest’ottica, D’Ambrosio non rappresenta certamente un investimento sicuro, anche a breve termine.</p>
<p><strong> Federico Fadda</strong></p>
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		<title>L’ANALISI DI ALLEN – Il briefing strategico del GP di Spagna by UBS</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 07:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>James Allen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nostro rubrichista e radiocronista della "BBC", James Allen, analizza una gara incredibile, un esempio perfetto di come la pianificazione e la strategia possono portare alla vittoria. E di come la McLaren ha perso la gara per un errore in qualifica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di James Allen</em></p>
<p>Il Gran Premio di Spagna è stato l’esempio perfetto del modo in cui si possa vincere o perdere una gara per un margine risicato e una decisione strategica giusta o sbagliata.</p>
<p>Pastor Maldonado ha battuto Fernando Alonso e ha vinto la gara con la Williams grazie ad una giusta scelta strategica a metà gara, mentre Kimi Raikkonen aveva ancora una volta la vettura per vincere, ma è giunto terzo ad una frazione di secondo dallo spagnolo per colpa della strategia e delle condizioni.</p>
<p>Ci sono stati diversi momenti chiave e decisioni che hanno deciso il risultato di questa gara. La principale è stata la seconda sosta anticipata di Maldonado. Ma un’altra è stata presa prima ancora dell’inizio della corsa.</p>
<p><strong>La gara persa da Hamilton</strong><br />
Lewis Hamilton avrebbe vinto comodamente questa gara con la sua McLaren, dal momento che la sua vettura poteva vantare un vantaggio di sei decimi al giro. Ma un errore del team McLaren in occasione del suo ultimo run di qualifica ha compromesso le sue chance.</p>
<p>A causa di un errore al rifornimento, la vettura di Hamilton non aveva a bordo abbastanza carburante per completare il giro e rispettare il regolamento alla fine. Il team boss Martin Whitmarsh ha successivamente ammesso che avrebbe dovuto ordinare a Lewis Hamilton di abbandonare il suo giro lanciato, poiché a quel punto il team si era già reso conto di non aver imbarcato sufficiente carburante.</p>
<p>Se fosse stato così, Hamilton avrebbe preso il via della gara dal 6° posto, grazie al tempo fatto segnare a inizio Q3. Invece la McLaren non ha agito, Hamilton ha completato il giro, ha spento il motore e il team ha cercato di imputare l’errore a cause di forza maggiore. Ma i commissari della FIA lo hanno retrocesso a fondo griglia da cui non ha potuto ottenere di più dell’ottava posizione.</p>
<p>Hamilton, partito dal 24° posto in griglia, ha recuperato quattro posizioni al via ed è riuscito a far durare le sue gomme per 14 giri nel primo stint, più di qualsiasi altro pilota dei top team. Giunto al momento della sosta, era risalito fino al 4° posto, per poi uscire dalla pit lane al 14°. Poi ha risalito di nuovo la china con una combinazione di sorpassi e una strategia a due soste (che lo ha costretto a compiere ben 21 giri con il suo secondo treno di gomme e 31 con l’ultimo, entrambi di mescola dura).</p>
<p>Nel secondo stint ha perso tempo dietro a Massa, altrimenti sarebbe stato possibile ottenere un miglior risultato. Ha superato il brasiliano solo quando quest’ultimo è stato penalizzato con un drive through al giro 29 per aver utilizzato il DRS in regime di bandiera gialla. Prolungando i suoi stint, Hamilton è riuscito a recuperare posizioni quando i piloti sulle tre soste hanno compiuto il loro ultimo pit stop ed è riuscito a mantenere vive le gomme per 31 giri, perdendo una sola posizione alla fine a vantaggio di Vettel e riuscendo quasi a recuperarne una da Rosberg.</p>
<p>Il pilota inglese ha guidato bene, ma sia lui che la McLaren sapevano di avere alla portata la sua prima vittoria della stagione questo weekend, se nel momento caldo delle qualifiche avessero preso una decisione diversa.</p>
<p><strong>Azzeccare la pianificazione</strong><br />
Nelle prove del venerdì, con temperature della pista superiori ai 40°C, le gomme morbide stavano funzionando bene in condizioni da gara. Ma le aspettative prima del weekend erano che le temperature sarebbero state inferiori alla domenica che al resto del weekend.</p>
<p>Questo ha portato alcuni team a pianificare di risparmiare tre nuovi treni di gomme dure per la gara, poiché queste hanno un range di temperature di funzionamento più basso delle morbide e perciò sarebbero entrate nella giusta finestra in queste condizioni. Questa si è rivelata la scelta corretta: la pista aveva raggiunto 44°C al sabato ma è calata a 32°C alla domenica e la gomma dura era la più veloce.</p>
<p>La Williams e Maldonado hanno fatto questo, Alonso ha rodato due treni di gomme dure nella terza sessione di prove libere e poi ne ha utilizzato un set nella Q1. Questo set sarebbe stato quello da utilizzare nell’ultimo stint. Anche la Red Bull è stata uno dei team che ha risparmiato tre treni. Tuttavia il piano non ha esattamente funzionato per loro perché né in gara né in qualifica avevano il giusto passo.</p>
<p>Sebastian Vettel è stato costretto ad utilizzare tutte le sue gomme morbide solo per entrare nell’ultima parte delle qualifiche. Questo ha significato che non gliene è rimasta nessuna per il run in Q3 e si è dovuto accontentare dell’8° posto in griglia. Entrambe le vetture hanno avuto bisogno di un cambio dell’ala anteriore durante la gara: il team lo ha abbinato ad un cambio gomme ma non si è trattato del giusto tempismo tattico. Vettel ha subito anche un drive through, perciò si può ritenere soddisfatto del suo 6° posto davanti alle McLaren.</p>
<p><strong>Maldonado batte Alonso con la strategia</strong><br />
Le vetture sono così vicine quest’anno che la chiave per vincere è andare in fuga fin dall’inizio, come Vettel in Bahrein e Rosberg in Cina. Questo significa che le qualifiche sono ancora importanti. Ancora una volta la gara è stata combattuta tra le due vetture partite dalla prima fila della griglia.</p>
<p>In Spagna per la seconda volta in cinque gare (l’altra è stata in Malesia) in cui la vettura in testa al primo giro non ha vinto la gara. Questo è stato tutto dovuto alla strategia. La Williams era convinta di avere un vantaggio sul passo gara rispetto alla Ferrari e si aspettava che fosse la Lotus a lottare con lei per la vittoria. Tuttavia, sapevano di essere vulnerabili alle eccellenti partenze di Alonso.</p>
<p>E infatti Maldonado ha perso la partenza rispetto al ferrarista e poi Alonso aveva un passo tale nei primi due stint di gara che il venezuelano non è riuscito ad avvicinarsi sufficientemente per attaccare. L’aspetto importante, tuttavia, è che la Williams aveva una durata di gomme migliore alla fine degli stint: alla fine del secondo stint, Maldonado si è avvicinato ad Alonso da tre secondi a un secondo e mezzo.</p>
<p>La Williams ha anticipato la seconda sosta due giri prima di Alonso e la Ferrari ha permesso al suo pilota di restare in pista, rimanendo bloccato nel traffico. Questo è un errore già commesso in precedenza. Questa decisione strategica (rientrare prima dell’avversario e utilizzare la velocità delle nuove gomme per superarlo quando questo avrebbe effettuato la sosta) è stata presa dal responsabile della strategia del team di Grove, Mark Barnett.</p>
<p>Maldonado è rientrato al giro 24 quando aveva 1.5 secondi di ritardo da Alonso. Avendo risparmiato i treni di nuove gomme dure, Barnett ha calcolato che avrebbe avuto una durata sufficiente sugli pneumatici per compiere 42 giri con un altro pit stop senza perdere competitività verso la fine.</p>
<p>La strategia è stata eseguita brillantemente: il suo giro di rientro è stato più rapido di quattro decimi rispetto ad Alonso, la sosta è stata di soli due decimi più lenta di quella della Ferrari, ma l’aspetto cruciale con le nuove gomme dure è stato il suo giro di uscita, più rapido di 2.6 secondi, e anche il suo primo giro lanciato, più veloce di un secondo. Mentre Alonso perdeva tempo dietro a Pic, Maldonado aveva fatto abbastanza per strappare alla Ferrari il comando quando si è fermata qualche giro dopo la Williams.</p>
<p>Tuttavia, mentre Alonso spingeva al massimo per tenere il suo passo nell’ultimo stint, abbiamo avuto un esempio plastico di come restando dietro a un’altra vettura si accelera il degrado delle gomme: Alonso non è riuscito a rimanere a contatto con Maldonado fino alla fine, poiché il degrado causato dal traffico è stato più severo di quello con pista libera. Le gomme di Alonso avevano compiuto tre giri in qualifica, perciò avevano più o meno la stessa situazione di quelle di Maldonado.</p>
<p><strong>Il rammarico della Lotus</strong><br />
Pur avendo la vettura più veloce nelle simulazioni di gara nelle prove libere del venerdì pomeriggio, erano terza e quarta sulla griglia di partenza e hanno fatto segnare il giro più veloce in gara alla domenica di oltre un secondo, le Lotus non hanno vinto. Perché no?</p>
<p>Le temperature hanno giocato un ruolo: il calo a 32°C alla domenica ha ridotto la loro velocità (I margini ormai sono così stretti!). Alla prima sosta hanno anche commesso un errore strategico, montando sulle vetture un treno di gomme morbide usate invece di quelle dure. Hanno spinto gli stint per essere sicuri di avere una chance alla fine.</p>
<p>Quando le temperature sono salite verso la fine della gara, abbiamo potuto vedere di cosa erano capaci le Lotus. La vettura di Enstone ha fatto segnare il giro più veloce della gara, con oltre un secondo di vantaggio sul primo degli inseguitori. L’ultimo stint di Raikkonen è durato 18 giri, quello di Alonso 23, quello di Maldonado 25. Alonso era vulnerabile agli attacchi di Raikkonen negli ultimi giri, ma poi è arrivata la bandiera a scacchi. Forse se si fosse fermato ai box un giro prima, il finlandese avrebbe superato Alonso.</p>
<p>Le partenze sono una parte vitale della strategia di gara e abbiamo visto l’esperienza di Raikkonen rispetto al nervosismo di Grosjean al via. Anche se il più giovane era davanti sulla griglia, Raikkonen si è ritrovato davanti nel giro inaugurale e Grosjean è finito dietro a Rosberg, il cui passo era molto più lento e ha così svolto il ruolo di tappo.</p>
<p>Il francese ha perso otto secondi nei primi nove giri. Peggio ancora, la Mercedes ha fatto rientrare Rosberg per primo, con una mossa difensiva che gli ha consentito di restare davanti nel secondo stint, per cui Grosjean ha dovuto superarlo in pista. Ma la prima vittoria della Lotus non è certamente molto distante.</p>
<p><strong>James Allen</strong></p>
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		<title>FEBBRE A 300 – Buoni e cattivi del GP di Spagna</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 07:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Beccuti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una F1 da cardiopalma: in Spagna ha trionfato la Williams di Pastor Maldonado, che è il quinto vincitore in altrettante gare. Bene la Ferrari di Alonso, rimonta Hamilton, ma la McLaren deve rivedere molte cose nel suo interno. In crisi anche la Red Bull.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Marina Beccuti</em></p>
<p><strong>BUONI</p>
<p>Maldonado:</strong> incredibile la sua vittoria, ma anche com’è cresciuto da un anno all’altro. Soprattutto com’è tornata in forma la Williams dopo la rivoluzione attuata quest’anno. Ora vedremo se saprà ripetersi in stagione. </p>
<p><strong>Alonso:</strong> arriva in affanno per le gomme ma ha dimostrato che in mano sua una Ferrari da sette vale nove. Non c’è bisogno di tanti aggiornamenti se Nando è in forma. </p>
<p><strong>Raikkonen:</strong> qualche errore di strategia non gli permettono di fare di più, ma nel finale stava recuperando sui due davanti a lui. Continuo con il suo secondo podio consecutivo. </p>
<p><strong>Grosjean:</strong> dimostra continuità ed ha lo stesso passo del suo più blasonato compagno di squadra. Un pilota molto interessante. </p>
<p><strong>Kobayashi:</strong> Perez è più esaltato dai media (italiani, per ovvi motivi di Scuderia), ma alla fine prevale quasi sempre il giapponese, domenica autore di una gara di forza e senza sbavature. Insomma un quinto posto importante davanti a Vettel e Rosberg. </p>
<p><strong>Hamilton:</strong> dovrebbe strozzare quelli del suo box, invece rimane calmo e da ultimo arriva ottavo. Fa soli due pit stop e porta a termine la sua gara con una fermata in meno degli altri.  Si toglie anche la soddisfazione di zittire i critici, sottolineando che non è vero che non sa gestire le gomme.  </p>
<p><strong>COSI&#8217; COSI&#8217;</p>
<p>Vettel:</strong> non è la Red Bull del Bahrein e il tedesco, come il compagno di squadra, deve cambiare il musetto. Alla fine arriva sesto anche dopo un drive through. Rimane sempre combattivo. </p>
<p><strong>Rosberg:</strong> C’era da aspettarsi qualcosa in più da lui. </p>
<p><strong>CATTIVI</p>
<p>Button:</strong> non è mai riuscito a bilanciare la sua macchina e si fa superare dal compagno di squadra partito ultimo. </p>
<p><strong>McLaren:</strong> Whitmarsh aveva detto che certi errori ai box non sarebbero più successi. Invece hanno fatto di peggio, come sbagliare il carico di benzina nelle qualifiche e far perdere nuovamente tempo al pit stop ad Hamilton. La macchina è buona, ai box sono confusionari. </p>
<p><strong>Schumacher:</strong> sbaglia il tempo della frenata e finisce addosso a Senna dandogli dell’idiota. Ai microfoni ovviamente dà la colpa al brasiliano, ma a Montecarlo s’è preso cinque penalità in griglia. Eh, non è più il pilota “protetto” dei tempi andati. </p>
<p><strong>Mazzoni:</strong> passino i suoi errori di distrazione ma mettersi a ridere in diretta per un meccanico che è caduto nello svolgimento del suo lavoro è estremamente poco professionale. Si ricordi che non fa la cronaca della corsa con i sacchi ma della F1. </p>
<p><strong>Marina Beccuti</strong></p>
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		<title>Massa, la pazienza della Ferrari è agli sgoccioli</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 18:54:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Fadda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il pessimo weekend spagnolo di Felipe sembra aver portato all’esasperazione i vertici di Maranello. Domenicali pretende punti a Montecarlo, in caso contrario potrebbe arrivare il licenziamento, con Di Resta in rosso e Sutil di ritorno alla Force India.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MILANO &#8211; La fotografia di Barcellona, per la Ferrari, è un’istantanea che ha visto la F2012 finalmente in grado di consentire ai propri piloti di lottare per risultati importanti. Ma se Fernando Alonso ha svolto in pieno il suo compito, terminando con un buonissimo secondo posto, dopo un lungo duello per la vittoria con Maldonado e la Williams, il rovescio della medaglia, per il cavallino, è il desolante quindicesimo posto di Felipe Massa, accompagnato, per giunta, dall’onta del doppiaggio.</p>
<p>Il brasiliano, nelle prime quattro gare dell’anno, ha potuto farsi scudo, anche se fino a un certo punto, con la parziale scusante della mancanza di competitività della vettura, riuscendo a totalizzare la miseria di due punti. Alla luce, però, della prestazione di Alonso al Montmelò, appare evidente che ormai quell’alibi, per Massa, non può più reggere, e che per la Ferrari Felipe è un peso sempre più difficile da trascinarsi dietro. Di questo sembrano esserne divenuti consapevoli i vertici di Maranello, che pure hanno sempre difeso e incoraggiato il brasiliano, attendendo con ansia una sua rinascita, della quale, però, non si è intravista neppure la più pallida ombra.</p>
<p>Una situazione esasperante, tanto che anche ai posti di comando sembrerebbero al limite della sopportazione, con Domenicali che, al termine della gara di Barcellona, ha lanciato un velato ultimatum a Massa, dicendo di aspettarsi da lui dei punti già a partire dal prossimo GP di Monaco: “<em>Abbiamo assolutamente bisogno del suo apporto per lottare nel campionato costruttori</em>”, ha dichiarato il responsabile della rossa.</p>
<p>Le parole di Domenicali hanno subito innescato una reazione a catena, finendo per essere ricollegate ai rumor di mercato delle passate settimane, i quali avevano prima ventilato un pre-accordo fra la Ferrari e Mark Webber, per poi rivelare, invece, un interesse del cavallino nei confronti di Paul Di Resta. A differenza delle voci su Webber, però, la candidatura del pilota della Force India torna prepotentemente in auge, e potrebbe scatenare un giro di piloti, compreso un ritorno eccellente.</p>
<p>Durante il weekend catalano, infatti, nel paddock ha fatto la sua ricomparsa Adrian Sutil; il tedesco, ex compagno di squadra di Di Resta proprio alla Force India, e rimasto senza volante al termine della scorsa stagione, ha passato molto tempo all’interno del motorhome e del box del team di Vijay Mallya. Tutto ciò è bastato per ipotizzare un suo ritorno nel team asiatico, con Di Resta che prenderebbe invece il posto di Massa sulla seconda F2012. Un’altra ipotesi, che appare in verità molto difficile a realizzarsi, vuole che a Maranello approdi addirittura Nico Hulkenberg, il cui manager sarebbe stato visto nel motorhome della Ferrari.</p>
<p>In merito a queste voci, Adrian Sutil non si è voluto sbilanciare più di tanto, ma all’emittente tedesca &#8220;RTL&#8221;, che lo ha intervistato al Montmelò, ha rilasciato dichiarazioni che fanno intendere che qualcosa in pentola sta bollendo: “<em>È importante essere qui, speriamo serva a qualcosa. Siamo ancora nella fase iniziale della stagione, quindi forse ci sarà da aspettare un po’, ma può darsi che possa tornare abbastanza presto</em>”.</p>
<p>Riguardo al difficile momento di Felipe Massa, si è espresso invece l’ex pilota della Toro Rosso Jaime Alguersuari, che ha invitato il brasiliano a isolarsi dalle chiacchiere esterne per uscire dall’impasse: “<em>Adesso per lui è importante smettere di pensare alle pressioni, concentrandosi solo sul suo lavoro e i suoi problemi. Può capitare di non essere competitivi, e non sapere cosa sia successo, ma la cosa da non fare assolutamente in quei casi è dubitare, innervosirsi e iniziare a guardare il compagno di squadra, perché ciò che si ottiene è un ulteriore peggioramento della situazione. Sono convinto che Felipe non sia un pilota lento, e che possa tornare ad essere veloce come Fernando, ma a distinguerli in questa fase è la testa, che fa la differenza fra un buon pilota e il migliore</em>”.</p>
<p><strong>Federico Fadda</strong></p>
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		<title>TECNICA &#8211; Tutte le novità introdotte a Barcellona</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 07:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Filisetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La prima gara della stagione europea di Formula 1, come d'abitudine, ha registrato molte novità intodotte su quasi tutte le vetture. Le scopriamo nel dettaglio con la rassegna e i disegni del nostro indiscreto tecnico Paolo Filisetti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>BARCELLONA (dal nostro inviato) &#8211; Barcellona, essendo come al solito la prima gara della fase europea del campionato, rappresenta una gara in cui tutti i team profondono grossi sforzi nello sviluppo delle loro vetture. I test della scorsa settimana al Mugello sono stati infatti l&#8217;occasione per la maggior parte dei team di provare nuove parti prima di arrivare qui, anche se altri team hanno deciso di nascondere parzialmente il loro vero sviluppo, come nel caso della McLaren.</p>
<p>Qui il team di Woking, infatti, ha portato un chiaro cambiamento alla configurazione del loro muso, che infatti è apparso più alto, quasi completamente piatto in cima e con una brusca risalita nel lato inferiore. Questa soluzione sembra fornire una quantità più elevata di flusso d&#8217;aria verso il fondo della vettura, aumentando il carico aerodinamico, senza disturbare l&#8217;efficienza e mantenendo una bassa resistenza all&#8217;avanzamento. Questa soluzione, accoppiata ad altri più piccoli cambiamenti, ha migliorato il bilanciamento aerodinamico della vettura.</p>

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<p>D&#8217;altro canto, la Ferrari è stata la più attiva, portando in Spagna tutti i cambiamenti introdotti la settimana precedente al Mugello, cominciando da un alettone anteriore profondamente rivisto, con piloni verticali convergenti e alette modificate; un nuovo fondo; una profonda revisione del pacchetto delle fiancate che risulta in una sezione posteriore più stretta e più bassa. Inoltre, anche la posizione degli scarichi è ora cambiata e ora i tubi soffiano dritti e paralleli all&#8217;asse della vettura, con un&#8217;uscita a fetta di salame. Ciò ha fornito una quantità di carico aumentata e allo stesso tempo una resistenza all&#8217;avanzamento ridotta, che ha consentito di raggiungere una velocità di punta più elevata, come è stato possibile notare durante l&#8217;intero weekend.</p>

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<p>La Lotus, al contrario, è stata uno dei team meno attivi nell&#8217;introduzione di un vasto pacchetto di modifiche. In realtà, qui la squadra ha adottato un nuovo alettone anteriore che rappresenta una chiara evoluzione di quello visto in Bahrein. Ora le alette piazzate in cima al profilo principale hanno un profilo sinuoso e sono direttamente connessi alla sezione interna delle paratie, diventandone parte integrante.</p>
<p>La vettura è sembrata beneficiare da questi cambiamenti solo in termini di perfezionamento di un bilanciamento già quasi perfetto, come quello che abbiamo visto già nelle ultime gare. L&#8217;unico tallone d&#8217;Achille di questa vettura è sembrato una sorta di mancanza di velocità di punta durante il weekend. La prossima gara a Monaco, tuttavia, potrebbe offrire una vera opportunità al team di Enstone di cogliere la propria prima vittoria in questa stagione. Aspettiamo e lo scopriremo tra due settimane.</p>
<p><strong>Paolo Filisetti</strong></p>
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		<title>LA GIORNATA &#8211; Domenica a Barcellona</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 22:11:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Giachè</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pastor Maldonado riporta la Williams al successo per la prima volta dal 2004, ma durante i festeggiamenti prende fuoco il garage. Alonso, secondo, torna in testa al campionato alla pari con Vettel. Disastro McLaren e Red Bull; Lotus veloce, ma sbaglia strategia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>BARCELLONA – Era passato troppo tempo. Anni infiniti in cui una squadra leggendaria come la Williams rischiava di fare la stessa mesta fine di un altro nome storico, la Tyrrell. Ma se la seconda non avrebbe potuto sopravvivere senza il grande Ken, Sir Frank Williams ha deciso insieme a Patrick Head di fare un passo indietro, permettendo così al suo marchio di rinascere dalle ceneri.</p>
<p>È stato un periodo lungo e difficile. Il pessimo 2011 ha rappresentato una ferita troppo dolorosa nella pelle di uomini vincenti. E da vincenti hanno stretto i denti, non hanno avuto paura di fare enormi cambiamenti e alla fine sono stati ripagati.</p>
<p>La Williams Renault. Accoppiata dai mille trionfi. Un’accoppiata che mancava dal 1997, anno dell’ultimo mondiale vinto. E anche se in mezzo Juan Pablo Montoya e Ralf Schumacher hanno vinto con il motore BMW, nei cuori dei tifosi della scuderia inglese mancava ancora qualcosa. Perciò, dopo tanti sacrifici e tanta attesa, la prima vittoria di Pastor Maldonado ha un sapore ancora più dolce.</p>
<p>Una vittoria meritatissima. Tutti ci aspettavamo Fernando Alonso in testa dopo la prima curva, e così è stato, ma la Williams e Maldonado sono stati perfetti nel gestire gli pneumatici e nel confezionare la strategia vincente. Certo, un rallentamento ai box ha fatto sobbalzare il cuore, ma la velocità della vettura a gomme nuove ha permesso di recuperare il tempo perso e saltare davanti alla Ferrari.</p>
<p>Peccato però che la felicità non sia durata a lungo. Nel pomeriggio il garage è andato a fuoco e nel cercare di spegnere l’incendio, 31 persone sono dovute andare al centro medico. Quello più “grave” è un meccanico della Williams che secondo le prime informazioni potrebbe aver riportato delle ustioni di secondo grado alle gambe. Scene eroiche e di grande solidarietà si sono viste nei box mentre il fumo divampava e oscurava una meravigliosa giornata di sport.</p>
<p>La Ferrari è stata brava nel recuperare il gap dagli avversari. Grandi sono stati i passi in avanti, ma non sono ancora abbastanza. Perché la Williams ha giocato con lei oggi, e la Lotus era nettamente superiore (tranne che sulle strategie). E se ci fosse stato Hamilton, sarebbe stata ancora un’altra storia. Tuttavia, Alonso è in testa nel mondiale a pari punti con Vettel. Per una stagione che sembrava da buttare, il risultato è oro. E se dovesse continuare questo strano trend di buttare via i punti, Alonso, da gran campione come si è dimostrato, potrebbe addirittura puntare al titolo.</p>
<p>La Lotus indubbiamente ha sprecato una grande occasione. A fine gara Kimi Raikkonen e Romain Grosjean erano più veloci di chiunque altro, eppure il massimo ottenuto è stato un terzo posto col finlandese, ora in corsa per il mondiale. Il problema è che al muretto non hanno mai avuto idea di cosa stessero facendo loro e gli avversari.</p>
<p>Ma l’amarezza della Lotus è niente in confronto a quella che c’è in casa McLaren e Red Bull. Che gran premio orribile che hanno disputato! Escluso Lewis Hamilton, che ha condotto una delle migliori gare della sua carriera nonostante i meccanici abbiano sbagliato un altro pit-stop, Button è stato inesistente nelle ultime due giornate, sbagliando del tutto l’assetto; Webber non è arrivato a punti; Vettel ha preso un drive through e poi ha recuperato fino al sesto posto. Entrambe le Red Bull hanno dovuto cambiare l’alettone anteriore perché all’improvviso non avevano più carico aerodinamico… e non sanno perché.</p>
<p>Grande prova di Kamui Kobayashi, autore di splendidi sorpassi e di una mini-rimonta fino al quinto posto. Male Felipe Massa, drive through come Vettel e poi sparito nel nulla, e Michael Schumacher, che ha tamponato Bruno Senna alla prima curva e ha avuto pure il fegato di dargli dell’idiota. Il tedesco sarà penalizzato di cinque posizioni sulla griglia del gran premio di Monaco, una delle corse più attese dell’anno già di per sé, e ora più che mai: ci regalerà il sesto vincitore in sei gare?</p>
<p><strong>Andrea Giachè</strong></p>
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		<title>AUDIO – GP Spagna, il punto della domenica</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 17:06:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Filisetti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>BARCELLONA (dal nostro inviato) &#8211; Quinta gara del campionato del mondo 2012 di Formula 1 e quinto diverso vincitore: oggi è il giorno di Pastor Maldonado e della Williams. Discutiamo delle armi vincenti che hanno portato a questo successo con il nostro inviato in Spagna, l&#8217;indiscreto tecnico Paolo Filisetti, collegato con noi dalla sala stampa del Circuit de Catalunya, nel consueto punto audio di fine giornata.</p>
<br /><img src="http://www.422race.com/wp-content/gallery/f1-gp-spagna-2012-domenica/120086spa-422race.jpg" alt="media" /><br />

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