Neanche il poleman Giedo van der Garde può nulla contro la superiorità schiacciante del pilota italiano della DAMS in Bahrein, che conquista la terza vittoria consecutiva in due weekend a Sakhir
In un campionato così combattuto e caratterizzato dalle prestazioni delle gomme come il Mondiale di Formula 1 stagione 2012, basta qualche grado di temperatura a cambiare le forze in campo. L’analisi del nostro opinionista Gian Carlo Minardi.
Il nostro rubrichista James Allen ci regala il suo consueto briefing delle strategie del Gran Premio del Bahrein, con un’analisi completa del modo in cui Kimi Raikkonen avrebbe potuto vincere la gara
E’ tornata la Red Bull. Dopo le delusioni delle prime gare, il team campione del mondo è risorto definitivamente a Sakhir, ma la rivelazione è la Lotus, che va sul podio con entrambi i piloti. Stabile la Ferrari in zona punti, pollice verso per la McLaren.
Pioggia e sole mescolano i valori in campo, spaccando in due la gara: sotto la pioggia domina Maxime Martin, sull’asciutto la spunta Porsche con Halliday e Parisy, davanti a Vita4One (Bartels/Buurman) e AF Corse (Vilander/Salaquarda). Mercedes conclude quarta, incidente tra le Audi di WRT.
L’italiano del team DAMS parte dalla pole e con una progressione ingestibile per la concorrenza conquista il suo primo successo stagionale e il comando della classifica con 55 punti, davanti al brasiliano Luiz Razia (Arden), giunto secondo in giornata. Ha completato il podio Esteban Gutierrez (Lotus).
Bartels approfitta dei guai di Winkelhock per vincere la prima gara de 2012. Mercedes perde una gara che sembrava decisa ed è seconda con Jäger/Pastorelli. Terzi Porsche e Exim Bank, bene anche McLaren, quarta e a un passo dal podio. Gara da dimenticare per Audi.
Il Gran Premio del Bahrein è dunque iniziato regolarmente. A dispetto dei problemi di sicurezza degli addetti ai lavori e del pestilenziale messaggio inviato alla comunità internazionale. L’editoriale del nostro caporedattore.
Gli effetti delle proteste nel regno arabo hanno sfiorato alcuni elementi della scuderia indiana, testimoni di una forte protesta ma per fortuna rimasti illesi. Intanto continuano a giungere le testimonianze da un clima non proprio disteso nel paese.
La riduzione dei distacchi tra le vetture e le mescole fa sì che basti un piccolo dettaglio, come una sbavatura o una minima differenza di temperatura, a cambiare le carte in tavola. Ce ne parla il nostro opinionista Gian Carlo Minardi.