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	<title>422race.com - Le ultime news di Formula 1, F1, GP2, WTCC, DTM, GT, F3, GP3, AutoGP, IndyCar, Le Mans, NASCAR e tanto altro &#187; gran bretagna</title>
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		<title>IL ROMPIBIELLE &#8211; Ferrari, ora devi rischiare!</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 16:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Carlo Minardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è conclusa una stagione 2011 di Formula 1 all'insegna dei sorpassi e della Red Bull: per recuperare, la Ferrari dovrà azzardare. E' l'opinione del nostro Gian Carlo Minardi nell'ultima puntata stagionale del suo "Rompibielle".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Gian Carlo Minardi</em></p>
<p>Si è concluso un nuovo anno e sembrava ieri che iniziavo a scrivere il primo articolo della stagione. È stato un anno fantastico all’insegna dei sorpassi e, purtroppo per il popolo ferrarista, della Red Bull. Una Red Bull che sembra inavvicinabile.</p>
<p>Anche domenica il team di Milton Keynes ha giocato con le strategie spostando le carte e facendo in modo che Fernando Alonso scendesse dal gradino del podio nella classifica dei piloti. Questo la dice lunga sul loro potenziale, anche perché manca veramente poco al 2012. Non so quanto sia possibile recuperare otto decimi da un team che sembra imbattibile. Facendo “chiacchiere da bar” pare che stiano lavorando su soluzioni incredibili, nonostante il divieto degli scarichi soffiati.</p>
<p>Tornando al GP, il solo sorpasso di Alonso meritava il prezzo del biglietto di Interlagos o l’abbonamento televisivo. Questo dimostra che abbiamo una grande Red Bull, un buon Vettel ma uno straordinario Alonso, che da solo ha salvato la stagione della Ferrari. Lo dimostra il fatto che Massa non è salito sul podio per tutta la stagione e anche domenica è stato autore di una gara in secondo piano, mai incisivo e aggressivo.</p>
<p>A differenza della scuderia del cavallino rampante, la McLaren ha saputo ottenere una buona uniformità nei risultati con tutte le mescole, mentre la rossa si salva solamente con le morbide: è troppo il divario con le dure. La Pirelli ha fatto cose che non mi sarei mai aspettato ad inizio anno: auguriamoci che questo inverno porti consigli e che i cambiamenti in atto all’interno del team possano portare soluzioni avveniristiche. Bisogna rischiare di brutto: in 2 mesi non sarà facile annullare un gap di 7-8 decimi, con una continuità di regolamenti.</p>
<p>Dietro i tre top team si è piazzata nuovamente una Force India autrice di un bellissimo campionato, come dimostra il sesto posto nel Mondiale, subito alle spalle di case o team ufficiali. Si sono avvicinati tantissimo ad una Renault che sul finale ha tirato i remi in barca pensando principalmente al 2012. Direi che hanno monetizzato al meglio il rapporto budgets/risultato. Sul fronte Renault la mancanza di Kubica ha pesato notevolmente: nei test ufficiali erano davanti e questo significa che senza il polacco sono venuti a mancare i riferimenti. Petrov e Heidfeld non sono riusciti a portare avanti lo sviluppo del team. Bella anche la lotta tra Sauber e Toro Rosso, che in tre punti si sono giocati il settimo posto. L’arrivo di Kimi Raikkonen alla Lotus Renault è la ciliegina sulla torta per questa F1. Il prossimo anno avremo quindi sei campioni del mondo: questo sarà sinonimo di competitività e grande richiamo. </p>
<p>Sempre sul fronte dei piloti il prossimo anno avremo l’esordio di Pic al volante della Marussia, anche se potremo valutarlo solamente nel corso della stagione. Purtroppo senza le prove libere del venerdì mattina diventa difficile mettere alla prova i giovani sulla base del loro talento (e non del budget). C’è ancora grande movimento tra le squadre di terza fascia, dove si esibiscono però i giovani con alle spalle grandi risorse economiche derivanti da politiche pubblicitarie dei loro governi. Questo concetto manca in Europa e soprattutto in Italia. Bernie ha ragione quando dichiara che l’Europa è morta.</p>
<p>Oggi abbiamo una fascia di giovani piloti che non potranno sempre fare affidamento su famiglie o amici importanti., pertanto si rischia di perderli (questo discorso però vale anche per le moto). C’è una grande volontà da parte di ACI, CSAI e FDA nel supportare i ragazzi, ma non basta. Ci vorrebbe una partecipazione esterna: non è come nel calcio che basta un pallone e un paio di scarpe…</p>
<p><strong>Gian Carlo Minardi</strong></p>
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		<title>IL ROMPIBIELLE &#8211; Un Hamilton da nove</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 11:40:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Promosso a pieni voti il vincitore della gara, la Red Bull senza Vettel perde il suo valore aggiunto, mentre Alonso lotta con i denti ma gli manca Massa. L'analisi del Gran Premio di Abu Dhabi nella rubrica del nostro Gian Carlo Minardi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Gian Carlo Minardi</em></p>
<p>Ad Abu Dhabi abbiamo assistito ad una bella gara, con una McLaren molto forte: è evidente che siano in crescita e che si siano trovati a loro agio su questa pista. Un Hamilton da nove per tutto il weekend che, dopo aver dominato fin dalle prove libere, era stato battuto solamente sul finale delle qualifiche dal solito Vettel.</p>
<p>Ancora una volta Alonso ha difeso con i denti la possibilità di lottare per il titolo di vice-campione, anche se in Brasile ci vorrà un Massa più consistente. Anche in questa occasione, al di là delle penalizzazioni sul lato tecnico per l’utilizzo di un’ala anteriore differente, ha commesso qualche errore di troppo che lo ha privato della lotta con Jenson Button. In Brasile sarà fondamentale che arrivi davanti al pilota inglese della McLaren per dare una mano concreta al suo compagno. Comunque un podio che vale come una vittoria per questa Ferrari.</p>
<p>Abbiamo visto, forse per la prima volta in questa stagione, commettere qualche errore anche ai campioni del mondo della Red Bull. L’errore al primo pit stop di Mark Webber li ha costretti ad un cambio di strategia al volo. Se analizziamo la classifica finale notiamo che all’australiano mancano proprio quei nove-dieci secondi che gli avrebbero permesso di lottare o sopravanzare Button. Per quanto riguarda la foratura che ha messo KO Vettel, credo si debba andare a ricercare la causa in un problema tecnico al mozzo. Una Red Bull che senza Vettel è ancora un team battibile: il tedesco è certamente il loro valore aggiunto.</p>
<p>Punti importanti in casa Force India che hanno consolidato definitivamente la sesta posizione mentre rimane aperta la lotta tra Sauber e Toro Rosso per la settima piazza. In questo finale di stagione è arrivato anche il rinnovo del contratto tra Rosberg e la Mercedes. Credo che sia il futuro del team e ancora una volta ha dimostrato di essere il numero 1 in squadra. Il team dovrà cercare di dargli una macchina nettamente migliore. Michael rende ancora più bella questa griglia che vanta cinque campioni del mondo (e l’arrivo di Raikkonen potrebbe portarli a sei). Purtroppo nei confronti del suo compagno il sette volte campione paga dazio ed è quindi giusto investire su Nico.</p>
<p>Per quanto riguarda il ritorno del finlandese non credo che sarà facile in quanto la Formula 1 è cambiata parecchio durante il suo esilio. Troverà comunque una Williams con nuovi investitori e un nuovo motore: potrebbe quindi essere un bel binomio. Bisognerà comunque vederlo in pista: andrà a sostituire un pilota che, pur avendo fatto una bella gara, si sta avvicinando al tramonto.</p>
<p>Ci avviciniamo all’ultimo Gran Premio, quindi, con ancora in ballo il secondo posto tra i piloti e il settimo tra i costruttori. Sarà un weekend intenso anche sul fronte delle riunioni con tanti argomenti nel calderone, come la FOTA, la terza macchina e le prove del venerdì dedicati ai rookie (che mi vedono certamente favorevole). In questi giorni, a proposito, sono in corso i test per i giovani. Purtroppo fatti come sono fatti ci daranno poche indicazioni in quanto i team li utilizzeranno per provare nuove soluzioni in vista del 2012. Comunque piuttosto che niente ci accontentiamo.</p>
<p><strong>Gian Carlo Minardi</strong></p>
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		<title>IL ROMPIBIELLE &#8211; Non scordatevi Alonso e Hamilton!</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 17:15:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Al di là dell'impressionante prova del campione del mondo Sebastian Vettel, la corsa per il secondo posto in classifica generale è tutt'altro che chiusa. E' l'opinione del nostro rubrichista Gian Carlo Minardi nell'ultima puntata del suo "Rompibielle".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Gian Carlo Minardi</strong></p>
<p>Prima di commentare la bella prova di Sebastian Vettel e Lewis Hamilton vorrei dedicare la prima parte di questa analisi alla Toro Rosso e ai suoi piloti Alguersuari e Buemi che si sono resi protagonisti di una grande prestazione. Porsi al settimo posto piazzandosi alle spalle di Red Bull, McLaren e Ferrari rappresenta sicuramente un risultato di rilievo, non soltanto perché ottenuto su una pista media-veloce ma perché gli ha permesso di avvicinarsi ad un obiettivo estremamente raggiungibile e di grande prestigio come il sesto posto nella classifica costruttori, attualmente occupato dalla Sauber.</p>
<p>Continuando con questo ritmo credo che possano anche insidiare la Force India. Bisogna sottolineare l’ottima prestazione della squadra e di Alguersuari che cresce gara dopo gara. Stiamo parlando di un ragazzo di 21 anni con alle spalle già 45 Gran Premi. Può diventare una realtà su cui puntare. Tra i due della Toro Rosso si è confermato Nico Rosberg, che ha fatto una bella gara, anche se sono evidenti i loro problemi soprattutto nella gestione dei pneumatici.</p>
<p>Credo che, come molti altri, non vedano l’ora che scenda il sipario su questa stagione per concentrarsi sul 2012, come dimostrano gli ultimi acquisti in termini di tecnici. Ritengo che il redesco sia uno dei piloti più validi da inserire nella top 6 e che si meriterebbe un mezzo più competitivo. Del resto, ha offuscato persino il suo compagno di squadra e sette volte campione del mondo Michael Schumacher, che certamente non va piano.</p>
<p>Arriviamo quindi ai primi due. Sebastian Vettel è riuscito ancora una volta ad ottimizzare al meglio il potenziale della sua macchina e nonostante le ripartenze e la safety car è riuscito a concludere con dodici secondi di vantaggio in una forbice di tre secondi in cui erano racchiuse quattro macchine. Quello che sta facendo Vettel è impressionante e ha sicuramente dei margini di miglioramento. Sfrutta a suo comodo la vettura facendo tutto con estrema tranquillità.</p>
<p>Hamilton si è riscattato fin dalle qualifiche e probabilmente ha fatto mente locale di tutti gli errori commessi, rimpiangendo certe situazioni che con molta probabilità gli hanno tolto la possibilità di dare maggiore fastidio al campione del mondo. E’ un anno no, ma in questa gara ha comunque dimostrato di avere qualcosa in più sul suo compagno di scuderia.</p>
<p>Nonostante il quinto posto, Alonso è stato impeccabile, riuscendo a sopperire ancora una volta ai problemi di una vettura che pian piano migliora leggermente. Credo che il secondo posto possa essere ancora alla sua portata: dieci punti si possono recuperare in fretta. Mancano ancora tre Gran Premi, di cui uno completamente nuovo, dove il pilota potrà fare la differenza. Il risveglio di Hamilton potrebbe portare via dei punti al suo compagno, visto che non mi aspetto dei giochi di squadra. Di certo, però, c’è tanto lavoro da fare in previsione 2012</p>
<p><strong>Gian Carlo Minardi</strong></p>
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		<title>IL ROMPIBIELLE &#8211; Una Red Bull da Mondiale</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 17:29:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il nostro rubrichista e opinionista Gian Carlo Minardi nella puntata più recente del suo "Rompibielle" commenta il Gran Premio del Giappone che ha assegnato il titolo di campione del mondo 2011 a Sebastian Vettel]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Gian Carlo Minardi</em></p>
<p>Per tutto il 2011 la Red Bull è stata protagonista di una crescita esponenziale notevole che ha portato il suo pilota a bissare il successo iridato. A mio avviso il merito principale bisogna attribuirlo al team che ha consegnato nelle mani del suo pilota una vettura competitiva e affidabile in ogni situazione. Era da un po’ di tempo che non vedevamo in azione una vettura così completa. In qualsiasi situazione sono riusciti a mettere i loro piloti, e in particolar modo Vettel, in condizione di lottare per pole position e vittoria, come dimostrano i numeri di questa stagione che non è ancora finita.</p>
<p>Sebastian Vettel è diventato così il più giovane bi-campione del mondo e, vista la sua tenera età, potrà battere tutti i record. Oltre a crescere in termini di affidabilità, sono migliorati molto nella gestione del team. Questo deve far pensare molto chi segue, perché non sarà facile sopperire a questo divario in appena 2-3 mesi, anche se domenica abbiamo assistito ad una buona competitività tra McLaren e Ferrari. In qualifica comunque la Red Bull rimane imbattibile. Suzuka è un circuito con la “C” maiuscola, che mette in risolato le qualità della macchina e del pilota.</p>
<p>Abbiamo assistito ad un Button molto bravo, regolare e intelligente che ha saputo gestire nel migliore dei modi le gomme, e ad un Fernando Alonso strepitoso. Ancora una volta il ferrarista è riuscito da solo a sopperire alle mancanze della vettura. Ora è tutto nelle mani dei tecnici di Maranello, che dovranno annullare il gap, cercando nelle ultime gare di conquistare quel secondo posto nel Mondiale. Tornando all’inglese, non dobbiamo dimenticarci che stiamo parlando di un campione del mondo, anche se personalmente credo che sia ancora inferiore ad Hamilton, Vettel e Alonso. Per quanto riguarda il secondo alfiere del team anglo-tedesco, non credo sia l’Hamilton che abbiamo visto negli precedenti, anche se è sempre propenso a commettere errori. Non mi sembra tranquillo.</p>
<p>In questo momento la Ferrari ha un grande pilota che sopperisce ai suoi problemi, ma le manca una seconda guida. Urge un compagno che faccia la differenza, perché Alonso da solo non può combattere contro coppie come Hamilton-Button e Vettel-Webber. Un plauso bisogna farlo anche a Rosberg e Perez. Il messicano è arrivato a ridosso di Felipe Massa compiendo solamente due pit stop: si sta dimostrando una delle migliori new entry, insieme a Di Resta. Nico Rosberg ha dimostrato ancora una volta di essere un pilota da 4°-5° posto, anche se ora non è supportato dalla macchina: ha segnato il terzo tempo in gara contro il decimo di Schumacher.</p>
<p>Per quanto riguarda la Williams, invece, credo che il suo punto debole non sia la monoposto, bensì il motore. Con l’arrivo della Renault questa macchina farà un grande passo in avanti. Maldonado non sta facendo male, ma senza motore non vai lontano. Anche il risultato di domenica lo dimostra: davanti alla Williams sono arrivate due monoposto motorizzate Mercedes e una Ferrari.</p>
<p><strong>Gian Carlo Minardi</strong></p>
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		<title>IL ROMPIBIELLE &#8211; Vettel, semplicemente devastante</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 10:15:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il nostro rubrichista Gian Carlo Minardi, nell'ultima edizione del suo "Rompibielle", analizza il Gran Premio di Singapore, la supremazia totale di Sebastian Vettel, ormai ad un passo dal suo secondo titolo Mondiale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Gian Carlo Minardi</em></p>
<p>Il risultato di Singapore è l’ennesima prova di forza di un Sebastian Vettel e di una Red Bull che non commettono errori, a differenza di Mark Webber che qualche regalo di troppo ai suoi avversari lo concede. E’ una supremazia quasi devastante per come riesce a giocare con una macchina perfetta in qualsiasi situazione di strategia e gomma. Davanti ad un binomio così vincente c’è poco da aggiungere, tranne che bisogna averne paura in vista di un futuro prossimo. Il 2012 è ormai alla porte.</p>
<p>Per gli altri non sarà certamente facile ribaltare questa situazione. La McLaren sembra esser riuscita a fare un passo in avanti, come dimostrano i risultati di Button ed Hamilton (nonostante i continui errori). Il team anglo-tedesco dispone, in certe condizioni, di una buona vettura e hanno relegato la Ferrari in terza forza del Mondiale, come hanno dimostrato le qualifiche di Singapore. Alonso riesce a metterci una pezza grazie a partenze eccezionali e correndo oltre il limite, ma alla lunga si può cadere in errori. Un giro eccezionale ha dato la possibilità allo spagnolo di fermarsi a quasi mezzo secondo dalla pole, ma di contro abbiamo un Massa che ha accusato un ritardo di un secondo dal suo compagno. In gara poi la Ferrari fatica a mantenere certi ritmi, soprattutto con gomme dure.</p>
<p>Subito alle spalle di Hamilton (e davanti ad una Mercedes) troviamo un ottimo Paul Di Resta che insieme alla sua Force India si sono imposti (per questo appuntamento) come quarta forza del Mondiale. In qualifica sia Di Resta che Sutil erano a ridosso delle due Ferrari e Mercedes. Sono entrati entrambi nella top 10. In particolar modo Di Resta sta facendo ottimi risultati, considerando che era un debuttante su questa pista. Molto bene anche Perez, che ha portato a casa un punto, nonostante i tamponamenti di Hamilton e Schumacher, i quali dovrebbero tarare la loro irruenza.</p>
<p>Singapore è un tracciato non facile e la Toro Rosso non è riuscita a ripetere gli ottimi risultati dei weekend precedenti. Bisogna anche considerare il turnover tra gli outsider: non è facile entrare nei primi 10. Abbiamo sempre una bella lotta tra Renault, Williams, Toro Rosso e la stessa Sauber. Proprio la Renault, dopo averci regalato dei bei risultati in Belgio e Italia, ha battuto “la fiacca”. Forse Senna ha pagato la non conoscenza della pista. Ora voliamo in Giappone dove potremmo festeggiare il secondo titolo di Sebastian Vettel che si preparare a diventare il pilota più giovane ad aver conquistato una doppietta.</p>
<p><strong>Gian Carlo Minardi</strong></p>
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		<title>IL ROMPIBIELLE &#8211; Lo spettacolo di Monza</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 10:41:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Carlo Minardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nostro rubrichista Gian Carlo Minardi commenta il Gran Premio d'Italia di Formula 1 disputato questo weekend a Monza, con il suo spettacolo, i suoi sorpassi e i suoi colpi di scena che hanno animato il circuito nostrano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Gian Carlo Minardi</em></p>
<p>In molte occasioni abbiamo definito questa stagione come una delle più entusiasmanti e i risultati attuali ci stanno dando ragione, con cinque campioni del mondo che hanno disegnato l’ordine di arrivo di Monza regalandoci esaltanti battaglie anche al limite del regolamento, come tra Schumacher ed Hamilton prima e poi con Button.</p>
<p>Abbiamo visto un Jenson Button determinato e deciso che ha rischiato e superato il tedesco arrivando secondo, cosa che non è riuscito a fare in breve tempo Lewis Hamilton. Questo ritardo forse gli è costato il terzo posto proprio in favore di Fernando Alonso, protagonista di una gara priva di errori e corsa ai massimi livelli sfruttando il potenziale a sua disposizione. Ottimo anche il suo spunto che mette in mostra un buon lavoro sotto il lato tecnico da parte del team. Ora bisogna migliorare sul giro secco, sull’aerodinamica e ottimizzare l’utilizzo delle mescole più dure.</p>
<p>Un GP di Monza che ha saputo regalarci tantissimi sorpassi: al di là di una Red Bull che sta dominando in lungo e in largo la scena, gli altri attori si equivalgono. Una gara che ha visto un rinato Michael Schumacher che per la prima volta ha messo in difficoltà il suo compagno di squadra, incolpevolmente messo fuori gioco alla prima curva da Liuzzi. Una gara che il pubblico ha apprezzato, come ha dimostrato l’ampia partecipazione dei tifosi. Questo è un atto di maturità perché certamente si sapeva che la Ferrari non sarebbe stata vincente. Ma i ferraristi sono ugualmente corsi in massa a tifare e valorizzare anche gli altri piloti. Auguriamoci che questo sia un trend positivo, che porti questo meraviglioso pubblico a gremire anche gli spalti delle categorie propedeutiche. Vedere tanta gente a Monza fa sicuramente piacere.</p>
<p>La nota negativa, se così possiamo definirla, è proprio la supremazia della Red Bull che può giocare con i suoi due piloti: Vettel regalava 13-14 km alla concorrenza e Webber in qualifica ha usato solamente un set di gomme nuove. Purtroppo l’errore in gara ha vanificato la strategia, rovinando anche la gara di Felipe Massa. Ancora una volta Adrian Newey ha dimostrato di esser attento a tutto. Per la prima volta abbiamo assistito a soli due pit stop da parte dei top team con solamente Bruno Senna che si è avventurato nelle tre soste, riuscendo ad entrare in zona punti.</p>
<p>Grande prestazione per Alguersuari che si è conquistato il primo posto dopo i campioni: è come se avesse vinto un campionato di serie B. Insieme a Buemi ha portato via dei punti importanti, utili per la scalata al sesto-settimo posto, che ora non è più così un miraggio. Da qui fino alla fine sarà interessante seguire la lotta sia per il secondo posto tra Alonso, Webber, Button e Hamilton sia per il settimo tra i due alfieri di casa Mercedes. Complice la sfortuna di Rosberg, Michael è riuscito a recuperare terreno, dopo essere stato surclassato nella prima parte di stagione. Ora può tentare di vincere la sua personale lotta per il settimo posto.</p>
<p><strong>Gian Carlo Minardi</strong> (foto del nostro inviato <strong>Stefano Gandolfi</strong>)</p>
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		<title>Brands Hatch, qualifiche: Prima pole per Mike Rockenfeller</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Sep 2011 21:45:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Poliseno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la sua prima vittoria a Zandvoort, Mike Rockenfeller ottiene anche la sua prima pole position, con la stagione DTM che termina la sua pausa estiva sul circuito inglese di Brands Hatch]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>BRANDS HATCH &#8211; La stagione DTM ricomincia dopo la breve pausa di agosto. L&#8217;appuntamento sul circuito di Brands Hatch, situato nel Kent (Gran Bretagna), è stato caratterizzato da cielo sereno, temperature elevate e non poche sorprese. Ad aggiudicarsi la pole position è infatti Mike Rockenfeller, la prima della sua carriera in DTM, dopo aver ottenuto la sua vittoria numero 1 quest&#8217;anno a Zandvoort.</p>
<p>Il pilota tedesco ha fatto segnare il miglior tempo nel Q3, dopo aver chiuso il Q2 con il terzo miglior tempo. Dietro di lui, ad appena 0.198s, troviamo Gary Paffett. Seguono, rispettivamente in terza e quarta posizione, Martin Tomczyk, primo pilota Audi in classifica, e Jamie Green, entrambi autori di ottimi risultati.</p>
<p>Quinto posto per Mattias Ekström, in quale non è riuscito a classificarsi per il Q4, mentre partità sesto Ralf Shumacher, autore del miglior giro nel Q2 ma anch&#8217;egli fermatosi al Q3. Segue Miguel Molina, autore di una notevole prestazione durante le prove libere.</p>
<p>Solo in ottava posizione Bruno Spengler, il quale ha subito una penalizzazione per aver utilizzato pneumatici non regolamentari durante le prove libere, perdendo quindi due posizioni sulla griglia di partenza.</p>
<p>Il Q1 è stato interrotto anzitempo, dopo che Filipe Albuquerque ha colpito le barriere, creando così un Q2 di 9 minuti più lungo e al quale sono stati ammessi tutti i piloti. L&#8217;italiano Edoardo Mortara non è stato capace di superare questo affollato Q2, classificandosi nono, precedendo Maro Engel che chiude così la top ten.</p>
<p>Sfortuna anche per Timo Scheider, bloccato alla seconda sessione e posizionatosi quindi in dodicesima posizione per la partenza. Rahel Frey ha infine ottenuto un soddisfacente quindicesimo posto, aprendo il terzetto di coda completato da David Coulthard e Susie Stoddart.</p>
<p><strong>Giuseppe Poliseno</strong></p>
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		<title>IL ROMPIBIELLE &#8211; Ferrari, ora sei sulla strada giusta</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 10:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Carlo Minardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nostro rubrichista Gian Carlo Minardi dà la sua opinione sul ritorno alla vittoria della Ferrari nella puntata più recente del suo "Rompibielle": indipendentemente dai regolamenti, la Ferrari ha capito la via da seguire]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Gian Carlo Minardi</em></p>
<p>Indipendentemente dai regolamenti molto ballerini e poco chiari, credo che la Ferrari abbia fatto un salto estremamente importante in avanti: abbiamo visto una monoposto competitiva che ha guadagnato molto in trazione. Non so quanto sia stato realmente annullato il gap con la Red Bull, ma devo dire che Fernando ha fatto una gara fantastica, con 52 giri da qualifica. E’ andato tutto bene.</p>
<p>E’ evidente che la Ferrari ha capito la strada da seguire e questa è la nota più positiva del weekend inglese. Meno bene sono andate le cose per gli avversari. Lo possiamo prendere come un segnale positivo, perché significa che anche gli altri team e piloti, messi sotto pressione, possono cadere in errori. Prima, con vantaggi di 1.5 secondi, era molto più facile gestire la gara e la tensione dei pit stop.</p>
<p>Questo è di buon auspicio per continuare a vivere un bel campionato e vedere delle belle gare, anche se non andrà ad inficiare il risultato finale che è ampiamente nelle mani della Red Bull, che quest’anno ha ottenuto quello che gli mancava l’anno scorso: l’affidabilità. Quando le cose non vanno nel verso giusto arrivano secondi e terzi. Sarà quindi difficile portargli via così tanti punti senza degli “zero”.</p>
<p>Con un Fernando Alonso così in forma è un peccato mortale non avere una macchina vincente, perché la Ferrari potrebbe ambire a risultati ben migliori di quelli che sta ottenendo. È comunque una Ferrari in crescita, come avevamo già visto negli altri GP. Nel tempio della F1 e delle corse e nei 60 anni della prima vittoria della scuderia del cavallino rampante, la rossa è riuscita a battere la concorrenza. Un plauso va certamente a Stefano Domenicali e a tutti gli uomini in rosso che hanno continuato a crederci. </p>
<p>Entrando in casa Red Bull, Mark Webber si sta svegliando da un lungo letargo che è durato tutto l’inverno e la primavera avanzata. Purtroppo ormai è tardi, come ha dimostrato l’ordine arrivato dal muretto di non attaccare Sebastian Vettel. Non vogliono prendere nessun rischio. Corsaro Hamilton che ha lottato con le unghie e con i denti. E’ stato molto bello il duello con Felipe Massa: i due hanno dato vita ad una lotta alla pari. La McLaren deve cercare di sfruttare al meglio le gomme, così come anche la Ferrari, che ha faticato all’inizio: evidentemente hanno bisogno qualche giro in più rispetto agli altri per sfruttare al meglio le gomme. </p>
<p>Sia la Sauber con Perez che la Toro Rosso con Alguersuari hanno fatto un pit stop in meno rispetto alla concorrenza. Questo significa che le Pirelli, usate con un certo tipo di sensibilità, ti permettono di ottenere dei vantaggi. Ottima gara, quindi, del messicano di casa Sauber e della Mercedes che, senza gli errori di Michael Schumacher, avrebbe avuto due vetture più avanti. Comunque senza i 10 secondi di penalizzazione (forse troppo eccessivi, in quanto un drive through era sufficiente) il tedesco poteva finire più in alto.</p>
<p>Lo spagnolo di casa Toro Rosso sta mettendo in mostra prestazioni molto importanti, anche nel confronto con Buemi. In più riesce a sfruttare molto bene le gomme, facendo meno soste. Sono punti pesanti, che confermano quanto il team di Faenza sia attivo. Presa in contropiede dal cambiamento di regolamento, la Renault ha accusato il colpo in qualifica, riuscendo a mettere una pezza in gara, come dimostra l’ottavo posto di Heidfeld e il sesto tempo di Petrov. Questo vuol dire che nella notte hanno trovato il bandolo della matassa. </p>
<p>Ora andiamo al Nurburgring, un altro di quei tracciati in cui le condizioni atmosferiche difficilmente saranno favorevoli. Da quello che abbiamo visto domenica, non credo che il ritorno agli scarichi soffiati possa penalizzare la Ferrari in quanto dispone di una vettura in netta crescita. Mi aspetto una seconda parte di campionato estremamente combattuta, con risultati non scontati fin dall’inizio. Anche su tracciati impegnativi come quello di Silverstone la lotta è molto aperta. </p>
<p><strong>Gian Carlo Minardi</strong></p>
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		<title>L’ANALISI DI ALLEN – Il briefing strategico del GP di Gran Bretagna by UBS</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 08:58:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>James Allen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche per il Gran Premio di Gran Bretagna di Silverstone arriva l'analisi del nostro rubrichista James Allen sulle strategie. Si parla della gestione da parte della Red Bull di due piloti competitivi e delle strategie compromesse della McLaren.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di James Allen</em></p>
<p>Quella di Valencia è stata una gara molto interessante dal punto di vista strategico, con molte più incognite del solito, in particolare riguardo le gomme, poichè prima della gara c’era stato pochissimo tempo per girare sull’asciutto. E poi, quella pista parzialmente bagnata alla partenza, che ha costretto tutti a partire con gomme intermedie: ma per quanto tempo?</p>
<p>Prima del via, la maggior parte degli strateghi pensavano ad una gara con tre soste, mentre alcuni a fondo griglia avevano in programma di farne una in meno per recuperare posizioni. La partenza bagnata ha semplificato loro la vita in due modi: i piloti non avrebbero dovuto utilizzare entrambe le mescole di gomme da asciutto (evitando i molto più lenti pneumatici duri) e la gara è stata essenzialmente accorciata di 11 giri.</p>
<p>La prima decisione chiave ha riguardato il momento in cui rientrare ai box per montare le gomme da asciutto. Questa decisione è stata aiutata da Michael Schumacher, costretto a fermarsi al giro 9 per sostituire il musetto e passato alle gomme da asciutto, poiché non aveva più nulla da perdere. Al giro 11, quando le sue gomme erano ormai in temperatura, si è ritrovato un secondo al giro più veloce del leader ed era chiaro che le slick fossero più rapide: a questo punto, altri piloti come Jenson Button si sono fermati ai box.</p>
<p><strong>Red Bull: gestire due piloti competitivi</strong><br />
Mark Webber ha colto la pole a Silverstone ed era competitivo in gara, pur avendo ceduto la leadership alla partenza al suo compagno di squadra. Perciò la Red Bull ha dovuto gestire con attenzione la corsa. Al punto di passare dalle wet alle dry, Sebastian Vettel aveva un vantaggio di otto secondi su Mark Webber, che era messo sotto pressione da parte di Fernando Alonso. Utilizzando questo fatto a loro vantaggio, la Red Bull ha fatto rientrare per primo ai box Webber, così da non fargli perdere tempo o posizioni da Alonso.</p>
<p>Questa strategia ha funzionato, aiutata dalla perdita di 2.6 secondi da parte di Alonso al suo pit stop. Ma facendo rimanere Vettel in pista per un giro in più gli è costato cinque secondi. Perciò il team pensava decisamente alle necessità di Webber, nell’ordine di rientro ai box per la prima sosta. Tuttavia, alla seconda sosta, la squadra è inavvertitamente costata a Webber la posizione su Alonso. Come al solito, hanno richiamato il pilota poco prima del calo di prestazioni della gomma e Webber si è fermato al giro 26.</p>
<p>Alonso aveva ancora a disposizione qualche giro con quel treno e così ha staccato un 1:35.5, il giro più veloce della gara a quel punto. Questo, insieme alla perdita di un secondo e mezzo da parte di Webber nel suo pit stop, ha consentito ad Alonso di scavalcarlo. Ma poi, quando anche il pit stop di Vettel è andato storto, perdendo il comando a vantaggio di Alonso, il tedesco è tornato in pista davanti a Webber, impedendogli di attaccare Alonso con gomme a quel punto ormai in temperatura.</p>
<p>Si è trattato di un esempio molto raro nel 2011 di un pilota in grado di superare un rivale fermandosi un giro più tardi: normalmente, infatti, la prestazione della gomma nuova consente il sorpasso solo fermandosi per primi. Più tardi, in gara, Webber recuperava su Vettel, con gomme più nuove di due giri, ma il team non gli avrebbe permesso di tentare il sorpasso.</p>
<p><strong>McLaren: gara compromessa su diversi fronti</strong><br />
Lasciando da parte la situazione straordinaria della ruota di Jenson Button, che non era stata montata al suo terzo pit stop, la gara della McLaren era compromessa. Come a Valencia, la vettura era molto più severa sulle gomme rispetto alla concorrenza. Ma il problema peggiore per Lewis Hamilton era la quantità insufficiente di carburante nei serbatoi.</p>
<p>Con le mappature del motore modificate per questa gara, che rendevano necessario un minor quantitativo di carburante poiché non era più utilizzato per il soffiaggio nel diffusore in rilascio, e senza aver potuto provare realmente sull’asciutto nelle libere, gli strateghi del team si sono trovati ad azzardare nella stima del carburante necessario per completare la gara. Partendo dal 10° posto, la McLaren chiaramente ha attuato una strategia su Hamilton. Normalmente servono circa 150 kg di carburante per compiere 52 giri di gara a Silverstone.</p>
<p>I primi 11 giri sul bagnato avrebbero dovuto giocare a suo favore, perché in queste condizioni si utilizza meno benzina, e molti strateghi hanno perciò tolto carburante dal serbatoio quando si sono resi conto che la partenza sarebbe stata bagnata. Ma, sorprendentemente, questo non ha aiutato Hamilton, che è stato comunque costretto a risparmiare carburante negli ultimi 20 giri, costandogli una posizione sul podio a vantaggio di Webber e quasi un’altra a vantaggio di Massa.</p>
<p>Questa è una delle sfide principali per gli strateghi: vogliono che la vettura arrivi al traguardo con la minima quantità di carburante, poichè qualsiasi peso extra portato per 52 giri ti rallenta. Se sei troppo aggressivo, però, perdi molte posizioni quando sei costretto a rallentare sul finale. Se ne carichi troppo sulla vettura, questo ti renderà più lento nella parte iniziale della gara, ma non perderai posizioni. Abbiamo assistito a pochi casi del genere negli ultimi 12 mesi, il che indica che i team non ritengono l’eccessiva aggressività sul carico di carburante un rischio meritevole di essere corso.</p>
<p><strong>Alguersuari di nuovo dal fondo alla zona punti</strong><br />
Quest’anno stiamo assistendo a un fenomeno senza precedenti nelle strategie della F1: in sei delle nove gare disputate finora, un pilota eliminato in Q1 è riuscito a recuperare e ad ottenere punti. Alguersuari ce la fa ormai da tre gare di fila, partendo sempre dal 18° posto in griglia. Le dichiarazioni ufficiali della Toro Rosso sostenevano che fossero colti di sorpresa dalla pioggia al termine della Q1 e che non fossero riusciti a compiere un giro con le gomme morbide, ma mi è stato detto che abbiano montato le dure solo per risparmiare tre treni di soft per la gara, come avevano già fatto con successo in precedenza.</p>
<p>In ogni caso, Alguersuari ha compiuto i suoi stint solitamente lunghi, avvantaggiandosi della durata e delle prestazioni extra delle gomme morbide nuove per fermarsi ai box solo due volte e concludere al 10° posto. Nico Rosberg e Sergio Perez sono stati i migliori tra i piloti autori di due soli pit stop, con il loro sesto e settimo posto. La Sauber, in particolare, si è dimostrata una volta di più molto gentile con le gomme e consistente.</p>
<p><strong>L’importanza della partenza nelle strategie</strong><br />
Rosberg ha perso tre posizioni al via e poi è stato bravo a recuperare, concludendo nella stessa posizione in cui sarebbe arrivato senza questa partenza deludente. Ma stiamo assistendo ad alcune tendenze, quanto a partenze quest’anno, che stanno facendo la differenza nei confronti dei risultati dei piloti.</p>
<p>L’esempio più ovvio è Pastor Maldonado, qualificatosi addirittura al 7° posto a Silverstone, che poi ha perso tre posizioni allo scatto. Questa è una forte tendenza quest’anno per il venezuelano, che ha perso 19 posizioni in nove partenze in questa stagione. Anche Webber ha un pessimo record al via: ha perso 12 posizioni in nove partenze e, a Silverstone, proprio alla partenza ha perso il comando da Vettel. </p>
<p><strong>James Allen</strong></p>
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		<title>Scarichi soffiati, anche Ferrari accetta il dietrofront</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 10:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Corgnati</dc:creator>
				<category><![CDATA[F1]]></category>
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		<description><![CDATA[Trovato l'accordo unanime delle scuderie per ritornare ai regolamenti pre-Silverstone: le ultime a cedere sono state Ferrari e Sauber. Domenicali: "Abbiamo siglato senza pensare a ciò che avremmo o non avremmo perso."]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SILVERSTONE &#8211; Arriva finalmente la parola fine sulla saga degli scarichi soffiati. Almeno per ora. A scriverla sono state le due penne prese in mano dai rappresentanti di Ferrari e Sauber, ultimi a siglare l&#8217;accordo unanime tra le scuderie per riportare, su invito del delegato tecnico della FIA Charlie Whiting, i regolamenti allo stato pre-Silverstone.</p>
<p>Insomma, abbiamo scherzato: a partire dal prossimo Gran Premio di Germania, il soffiaggio dei motori in rilascio tornerà senza restrizioni, viste le polemiche nate dalla difficoltà di applicare il divieto in maniera equa ai quattro diversi fornitori di motore. Resta, invece, la proibizione della modifica delle mappature tra qualifica e gara introdotta in occasione della precedente corsa di Valencia.</p>
<p>Uno ad uno, gli oppositori al dietrofront si sono convinti: la prima è stata la Williams, poi è toccato anche alla Ferrari (seguita dalla Sauber, tornata a ricoprire il ruolo di &#8220;ferrarina&#8221; come già accaduto in passato) che, apparentemente, più di tutti aveva beneficiato del nuovo regolamento riuscendo a tornare alla vittoria domenica pomeriggio.</p>
<p>Stando ai protagonisti, questo cambiamento d&#8217;idea si spiega con una magnanima concessione in favore dell&#8217;interesse generale: <em>&#8220;Abbiamo pensato soprattutto all&#8217;immagine e ai tifosi della Formula 1: siamo felici di aver raggiunto un accordo,&#8221;</em> ha spiegato l&#8217;amministratrice delegata della Sauber, Monisha Kaltenborn, ai microfoni di &#8220;Auto Motor und Sport&#8221;.</p>
<p>Sulle pagine de &#8220;La Stampa&#8221;, una dichiarazione analoga ha rilasciato il team boss della Ferrari, Stefano Domenicali: <em>&#8220;Queste storie, quando tutti pensano solo al vantaggio che possono ottenerne, non sono positive. Per questa ragione abbiamo tenuto un basso profilo. Senza pensare a ciò che avremmo o non avremmo perso, abbiamo siglato l&#8217;accordo per tornare alle regole pre-Silverstone.&#8221;</em></p>
<p><strong>Fabrizio Corgnati</strong></p>
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