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	<title>422race.com &#187; IndyCar</title>
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		<title>Tracy in preparazione per Indy</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 18:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Strazzulla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Paul Tracy è uno dei piloti più attesi per la prossima 500 Miglia di Indianapolis. Il pilota canadese si presenterà più preparato e più magro all'appuntamento più importante dell'anno, guidato da un tecnico di grande esperienza come Barry Green. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>INDIANAPOLIS &#8211; Tra i più attesi “una tantum” per la 500 Miglia di Indianapolis di quest’anno c’è il canadese Paul Tracy, che come l’anno scorso disputerà la gara alla guida di una Dallara schierata dal KV Racing Technology. Tracy è sempre stato conosciuto per essere una persona dalla lingua lunga, che in passato a volte ha messo in ombra i suoi risultati in pista. Ma quando si parla della 500 Miglia di Indianapolis, il canadese diventa tremendamente serio.</p>
<p>&#8220;<em>Quest&#8217;anno mi sento più preparato dell&#8217;anno scorso</em>&#8220;, ha detto Tracy, 41 anni, nono lo scorso anno. &#8220;<em>Ovviamente, l&#8217;anno scorso l&#8217;accordo per correre ad Indy arrivò all&#8217;ultimo minuto, circa un mese prima. A questo punto, rispetto all&#8217;anno scorso, peso circa 35 chili in meno. </em><em>Sono stato attento alla preparazione. </em><em>Ho lavorato tutto l’inverno per essere pronto. Sono stato piuttosto occupato durante la off season. </em><em>Ho girato uno show televisivo per SPEED Channel. </em><em>Ho fatto una attenta preparazione con il mio allenatore, sono andato in bici con diverse persone, tutti molto preparati. Ho dovuto spingere al massimo ogni giorno. Di solito passavo </em><em></em><em>due o due e mezza ore sulla bici la mattina e poi un allenamento con un allenatore nel pomeriggio per circa un&#8217;ora e mezzo, e sono stato molto attento a ciò che mangiavo</em>.&#8221;</p>
<p>Secondo Jimmy Vasser, co-proprietario del team, la perdita di peso farà la differenza nella ricerca del miglior assetto. &#8220;<em>In IndyCar, il peso del pilota è molto importante</em>&#8220;, ha detto Vasser. &#8220;<em>Basta pensare alla differenza che ci può essere tra Danica Patrick, che pesa 100 libbre, e Tracy, che ha ammesso che l&#8217;anno scorso era sui 240 quando mi aveva detto che era 215. </em><em>Questo rappresenta un enorme vantaggio. Con i mezzi di oggi, siamo</em><em> in grado di ottenere dagli ingegneri l’elaborazione dell’effettivo vantaggio nel tempo sul giro, che ad Indianapolis dovrebbe ammontare a circa un decimo e mezzo.</em>&#8221;</p>
<p>Per migliorare ulteriormente la preparazione del KV Racing Technology, che quest’anno schiererà quattro vetture (le altre per EJ Viso, Takuma Sato e Mario Moraes), è stato chiamato un tecnico di grande esperienza come Barry Green, fondatore di quel Team Green che vinse 500 Miglia di Indianapolis e titolo CART con Jacques Villeneuve nel 1995, più altre vittorie con lo stesso Tracy, Dario Franchitti e Michael Andretti, prima di vendere il team al fratello Kim, a Kevin Savoree e Andretti nel 2003, quando questi passò in IndyCar e venne rinominato Andretti Green. Green rivestirà il ruolo di race strategist di Tracy. &#8220;<em>Paul ed io sentiamo di avere ancora qualche affare in sospeso con l&#8217;Indianapolis Motor Speedway</em>&#8220;, ha detto Green. &#8220;<em>Ho lavorato con John Dick (l’ingegnere capo di Tracy ad Indy) in numerose occasioni e credo che avremo una forte chance di lottare per la vittoria alla Indy 500</em>.&#8221;</p>
<p>Tracy ha rivelato che la presenza di Green è stata una sua esplicita richiesta. &#8220;<em>Abbiamo lavorato a stretto contatto quando ero al Team Green</em>&#8220;, ha detto Tracy. &#8220;<em>Quando Jimmy ed io ci siamo seduti a Long Beach per discutere il nostro piano per la Indy, Jimmy mi ha detto che non poteva essere il mio race strategist come era stato l&#8217;anno scorso, e mi ha chiesto di cercare la persona giusta per aiutarmi</em><em>. Non mi ci è voluto molto a pensare a Barry. Ha la stessa voglia e l&#8217;impegno a vincere che ho io. So che abbiamo qualche affare in sospeso allo Speedway.</em>&#8221;</p>
<p>Vasser ha aggiunto di essere molto felice di avere la possibilità di lavorare con Green, contro le cui vetture ha battagliato a lungo nella sua carriera di pilota. &#8220;<em>Paul mi ha chiesto di portare Barry per la Indy 500 e io ero euforico</em>&#8220;, ha dichiarato Vasser. &#8220;<em>Ho dovuto correre contro la squadra di Barry per molti anni, e non posso che apprezzare la sua competenza.</em>&#8221;</p>
<p>Tracy ha trascorso quasi due decenni nell’automobilismo, ma negli ultimi due anni non è riuscito a trovare un sedile a tempo pieno. &#8220;<em>Quando hai passato gran parte della tua vita su una macchina da corsa, è difficile sedersi e guardare le macchine in tv</em>&#8220;, ha detto Tracy. Oltre ad Indianapolis, il canadese sta cercando di trovare la sponsorizzazione per competere nelle due gare canadesi in calendario (Toronto e Edmonton), ed un annuncio potrebbe arrivare nelle prossime settimane.</p>
<p><strong>Marco Strazzulla</strong></p>
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		<title>16TH-AND-GEORGETOWN – I miei dubbi sulla Formula 1 a New York</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 11:37:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Strazzulla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si torna a parlare della Formula 1 negli Stati Uniti, addirittura a New York. Ma i dubbi sono altri, e sono legati ad una cattiva concezione dello sport americano e da un cattivo atteggiamento della Formula 1 verso i temi dei consumi e dell'innovazione tecnologica e verso la storia della corse USA.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Marco Strazzulla</em></p>
<p>Negli ultimi giorni è ritornato in auge il progetto di Bernie Ecclestone di riportare la Formula 1 negli Stati Uniti, ed in particolare su un circuito stradale a New York. Il progetto è molto spettacolare e punta a portare la Formula 1 nella città più mediatica del mondo, in modo da poter ritrovare spazio in quello che resta comunque il più grande mercato automobilistico del mondo. Ma, a personale opinione di chi scrive, il problema della Formula 1 è un po’ più complesso di andare semplicemente a correre a New York.</p>
<p>Le Formula 1 ha da sempre cercato di metter radici negli USA, correndo nei circuiti più disparati: da Watkins Glen ai cittadini di Detroit, Long Beach e Phoenix per chiudere con Indianapolis. Tutte location suggestive, in mercati importanti (Watkins Glen è poco lontano da New York, Long Beach è sostanzialmente un sobborgo di Los Angeles). Eppure non è mai riuscita a farsi amare negli USA, soprattutto in tempi recenti. Perché? Perché gli americani attualmente non gradiscono la Formula 1?</p>
<p>Innanzitutto, il problema fondamentale è la cattiva percezione che si ha dello sport americano. A mio avviso non si è capito una cosa fondamentale, poco considerata perché si ha una idea un po’ stereotipata dello sport americano: ovvero che dietro i lustrini e le pailette, dietro le luci stroboscopiche e il fumo di vip e starlette varie, dietro le cheerleader e la musica a palla durante time-out e pre-gara, per “vendere” al pubblico americano un prodotto accettabile e che attiri sempre più gente, ci deve essere un evento sportivo solido e valido. Spesso qui da noi si crede che gli americani vogliono solo show e fuochi di artificio: niente di più sbagliato.</p>
<p>E’ un discorso che è valido per tutti i grandi sport americani, dalla NBA all’NFL, dall’NHL all’MLB, dalla NASCAR alla IndyCar. Se al pubblico USA proponi tanto fumo ma poi sotto non c’è un evento solido, il pubblico USA lo rifiuta. Per fare un esempio con un altro sport, l’NBA la si vede sempre con le sue musiche a palla, i suoi VIP a bordo campo, i suoi botti e le sue luci, ma dietro c’è un evento sportivo, la partita di basket, che diverte il pubblico, che è basato su regole solide, con una organizzazione capace di intervenire rapidamente per risolvere i problemi (di qualsiasi natura) che si vengono a creare nel tempo, che aldilà delle sue battute a vuoto normali in una stagione in cui vanno giocate tra le 82 e le 100 e passa partite in poco più di sei mesi, offre un evento in cui il pubblico sa quello che accade e sa cosa aspettarsi, sa cosa determina il risultato, lo può percepire tranquillamente.</p>
<p>Per tornare ai motori, gli USA hanno respinto la Formula 1 per diversi motivi, uno di questi è che dietro il fumo degli sponsor, dei vip e tutto il resto, non hanno visto un evento sportivo solido, in cui vinceva chi dava di più in pista, chi si batteva meglio, chi sapeva giocarsi meglio le sue carte. Oggigiorno la Formula 1 è invece lo sport in cui vince chi sa fa fare due disegni al computer e ha più soldi per effettuare le simulazioni (o fino a qualche tempo fa i test), non viene valorizzato più di tanto il lavoro fatto in pista da piloti e tecnici.</p>
<p>NASCAR e Indycar hanno un regolamento che permette ai piloti di darsi battaglia, dove a vincere è il lavoro del pilota e dei tecnici in pista per trovare l’assetto e le regolazioni giuste (avviene anche in Formula 1, ma è un aspetto ormai quasi secondario) e non il disegno di un ingegnere al computer (con tutto l&#8217;ovvio rispetto per il lavoro degli ingegneri, sia chiaro), dove le macchine sono belle da vedere, dove il pubblico può interagire (nel limite ovviamente di un evento sportivo) con i protagonisti e non vederli a chilometri di distanza, dove il pilota è uno di noi, uno che ti passa accanto per andare in bagno (mi è successo personalmente quando ero a Indy), non uno che vive sotto una cupola di cristallo, dove per vedere una corsa non devi spendere centinaia e centinaia di euro&#8230;insomma, come era la Formula 1 dei tempi d&#8217;oro, la Formula 1 “vera”.</p>
<p>C’è anche un fattore tecnico che rende la Formula 1 poco appetibile agli occhi del pubblico medio. Al centro di una grave crisi economica, molto grave specialmente nel campo automobilistico, anche l’americano medio è diventato molto sensibile a temi quale i consumi e l’energia pulita. La IndyCar da anni adotta dei biocarburanti ecologici e si è data l’obiettivo delle emissioni 0. Nel 2012 verranno introdotti nuovi motori che dovranno andare alla stessa velocità e con consumi drasticamente ridotti, ed è almeno due anni che si sta parlando di questi nuovi motori, di come devono essere fatti.</p>
<p>Purtroppo da questo punto di vista la Formula 1 non è che sembri fare granchè. In questo momento, la Formula 1 propone solo discorsi di politica o di tecnica inutile. Non si sente parlare di innovazioni tecnologiche, girano un pò sempre sulle stesse cose, i motori devo essere fatti così, le sospensioni cosà. Ormai la differenza la fa la &#8220;furbata&#8221; (intesa in senso positivo) del buco nel diffusore o di qualche pinna attaccata qua e là. Cose, tra l&#8217;altro, completamente inutili per le macchine di tutti i giorni. Perchè in Formula 1 si sente parlare solo di queste cose? Perchè si parla solo di quanto largo deve essere il buco del diffusore o quanto lunga può essere la pinna davanti all&#8217;alettone? L’impressione è che la Formula 1 abbia sacrificato tutto sull&#8217;altare del &#8220;come ci dividiamo i compensi tv&#8221;. Tutto questo, agli occhi di una società più attenta ai consumi e all’innovazione tecnica, probabilmente risulta incomprensibile.</p>
<p>A tutte queste considerazioni, va poi aggiunta la mancanza di rispetto che tenne la Formula 1 quando approdò ad Indianapolis, trattando Indy come se si stesse andando a colonizzare un mondo selvaggio (dal punto di vista delle corse, sia chiaro), come potrebbe essere un Dubai o un Singapore qualsiasi, e non come il tempio dell’automobilismo quale è. Errore che ad esempio non ha fatto la MotoGP quando ha cominciato a correre ad Indianapolis. Lo stesso Valentino Rossi parlò con grande rispetto verso la storia di Indy e di quello che rappresenta nella storia dello sport dei motori. Molti piloti di Formula 1 invece si sono posti con arroganza, come se andassero a correre tra quattro venditori di polli e snobbando, se non parlando esplicitamente male, della 500 Miglia.</p>
<p>Quindi il problema è a mio avviso assai più complesso del semplice “dove andare a correre”. In fondo, se la Formula 1 non ha sfondato nel tempio dell&#8217;automobilismo quale è Indianapolis, non vedo come possa sfondare in qualsiasi altro posto se non si cambia l&#8217;atteggiamento con cui ci si pone e lo spettacolo che si offre.</p>
<p><strong> Marco Strazzulla</strong></p>
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		<title>VIDEO &#8211; IndyCar, San Paolo Indy 300</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 12:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antony Rodella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riassaporiamo tutta l'atmosfera del weekend brasiliano della IZOD IndyCar Series sulle strade di San Paolo. Dalle prime prove del sabato sino alla combattutissima gara con oltre novanta sorpassi, una bandiera rossa, il diluvio e tantissimi cambi di leader.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SAN PAOLO &#8211; Con 422race.com puoi rivedere tutte le fasi salienti del primo weekend 2010 della IZOD IndyCar Series: dalle prove libere del sabato alla gara della domenica ricchissima di emozioni dalla bandiera vederde sino alla bandiera a scacchi. Il tutto contornato dalle interviste ai protagonisti del finesettimana brasiliano.</p>
<p><strong>IndyCar, San Paolo 2010 (1a parte)<br />
<br /><img src="http://www.422race.com/wp-content/gallery/indycar-2010-san-paolo/04cj0952-422race.jpg" alt="media" /><br />
</p>
<p>IndyCar, San Paolo 2010 (2a parte)<br />
<br /><img src="http://www.422race.com/wp-content/gallery/indycar-2010-san-paolo/1RMC1327-422race.jpg" alt="media" /><br />
</p>
<p>IndyCar, San Paolo 2010 (3a parte)<br />
<br /><img src="http://www.422race.com/wp-content/gallery/indycar-2010-san-paolo/1RMC1347-422race.jpg" alt="media" /><br />
</strong></p>
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		<title>Le impressioni di Franchitti e Castroneves sulla nuova stagione</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 21:20:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Strazzulla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I due vincenti della stagione 2009 guardano alla nuova stagione. Ed entrambi concordano che sarà un campionato aperto e combattuto, tra i soliti noti e qualche nuovo volto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MILANO &#8211; A poche ore dall’inizio della nuova stagione della IZOD IndyCar Series, due dei favoriti per il titolo esprimono le proprie impressioni sulla nuova stagione.</p>
<p>Il campione in carica Dario Franchitti si dice pronto a difendere il titolo. &#8220;<em>Il passato adesso non conta nulla</em>&#8220;, ha detto Franchitti, che nel 2009 ha conquistato il suo secondo titolo IndyCar in tre anni. Franchitti avrà diversi sfidanti, inclusi il suo compagno di squadra al Ganassi Racing, Scott Dixon, campione nel 2008, e i tre piloti del Team Penske Helio Castroneves, Ryan Briscoe e Will Power. &#8220;<em>Dovremo fare del nostro meglio ogni settimana</em>&#8220;, ha detto lo scozzese. &#8220;<em>Anche Andretti migliorerà, assolutamente. Anche altri lo faranno. Non sarà facile.</em>&#8221;</p>
<p>Lo scozzese è ritornato sul campionato vinto lo scorso anno. &#8220;<em>Non pensavo che avrei vinto cinque gare e il campionato nel mio primo anno dopo il ritorno dopo l’esperienza con le stock car</em>&#8220;, ha detto Franchitti. &#8220;<em>Scott è diventato un pilota migliore di quando lo battei nel 2007 e Ryan ha corso alla grande ogni singola settimana, così come altri hanno fatto grandi cose. </em><em>La lotta con Scott e Ryan ogni settimana è stata davvero dura</em>.&#8221;</p>
<p>Riguardo al nuovo anno, Franchitti si aspetta che diversi altri piloti possano inserirsi nella lotta la vertice. Oltre ai già citati Dixon, Briscoe, Castroneves e Power, lo scozzese vede bene il suo ex compagno di squadra Tony Kanaan, Justin Wilson, e anche l’ex Formula 1 Takuma Sato. &#8220;<em>Parlando di recente con i membri del team, ho detto che quest&#8217;anno sarà più difficile rispetto allo scorso anno, tutti eravamo d’accordo</em>&#8220;, ha detto Franchitti.</p>
<p>&#8220;<em>Sappiamo che la competizione sarà più dura. </em><em>Ci saranno i soliti che erano in lotta per il titolo l&#8217;anno scorso, e penso che dovremo aggiungerne un altro paio. </em><em>Dovremo lavorare di più, se vogliamo tornare a casa con un altro campionato. </em><em>Se facciamo del nostro meglio, potremo ripeterci. </em><em>Noi arriviamo a questo campionato con lo stesso atteggiamento, faremo del nostro meglio e speriamo che ciò ci metta in lizza per la vittoria finale</em>.&#8221;</p>
<p>Il vincitore della 500 Miglia di Indianapolis 2009, Helio Castroneves riconosce che la sua squadra e la sua principale rivale quest’anno saranno avvicinate dal resto delle squadre. Anche se in cima alla classifica dei test pre-stagionali al Barber Motorsports Park c’è stato il Team Penske, i rivali si sono rivelati molto agguerriti, con Dreyer&amp;Reinbold e KV Racing (oltre che Ganassi) che hanno piazzato le loro vetture nei primi sei. Il pilota brasiliano ritiene che Penske e Ganassi hanno ormai raggiunto il limite del potenziale di sviluppo della Dallara-Honda, e nei prossimi due anni (prima dell’entrata in vigore dei nuovi telai e motori) prevede un avvicinamento degli altri team.</p>
<p>&#8220;<em>Penso che la differenza vada assottigliandosi per diverse ragioni</em>&#8220;, ha detto Castroneves. &#8220;<em>Per Ganassi e Penske, non c’è tanto in più da fare per sviluppare ulteriormente il materiale a nostra disposizione. E&#8217; difficile per noi per migliorare ulteriormente. E prima o poi tutti gli altri stanno trovando le stesse cose che abbiamo trovato noi. Queste vetture sono rimaste qui per tanti anni. Per questo sento che il divario è sempre più stretto. Abbiamo visto a Barber, </em><em>in meno di un decimo forse sette o otto vetture. E’ incredibile</em>.&#8221;</p>
<p>Il brasiliano è ancora alla ricerca del primo campionato, quando va ad iniziare la sua undicesima stagione al Team Penske, ma soprattutto avrà la possibilità di un record storico: vincere la quarta 500 Miglia di Indianapolis, diventando il quarto pilota a riuscire nell’impresa. Tra gli aspetti su cui porre attenzione, secondo Castroneves, ci sono anche alcuni volti nuovi. &#8220;<em>Sono convinto che i nuovi piloti faranno molto bene</em>&#8220;, ha detto il brasiliano. &#8220;<em>Il mio approccio a questa stagione è lo stesso del passato. Vorrei vincere il titolo, ma questo è fuori dal mio totale controllo. Ma almeno posso dire che sarò competitivo</em>.&#8221;</p>
<p>Essendo nativo proprio di San Paolo, Castroneves è certo che questa gara di apertura della stagione a San Paolo avrà un enorme successo. &#8220;<em>Un primo evento ha sempre alcuni punti sconnessi qua e là</em>&#8220;, ha detto Castroneves. &#8220;<em>Ma è per questo che la IndyCar Series è così grande. Andiamo comunque. Corriamo comunque. La pista sembra essere abbastanza buona. Soprattutto dopo il Carnevale, hanno lavorato a tempo di record per mettere tutto a posto. Finora, tutto è andato liscio. Non ho dubbi che sarà un grande spettacolo.</em>&#8221;</p>
<p><strong>Marco Strazzulla</strong></p>
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		<title>Moraes a sorpresa ritorna con il team KV</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 19:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Strazzulla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ritorno a sorpresa di Mario Moraes con il KV Racing Technology, il team di Jimmt Vasser. Beffato l'inglese James Rossiter, che era sceso in pista nei test pre-stagionali al Barber Motorsports Park.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MILANO &#8211; A sorpresa il KV Racing Technology ha annunciato che sulla vettura n.32 siederà per tutta la stagione il brasiliano Mario Moraes, e non l’inglese James Rossiter, che era sceso in pista nei test pre-stagionali al Barber Motorsports Park.</p>
<p>&#8220;<em>E&#8217; stata una lunga attesa, ma sono contento di avere questa opportunità</em>&#8220;, ha detto Moraes, nativo proprio di San Paolo, dove si terrà la prima gara della stagione. &#8220;<em>Voglio Kevin Kalkhoven e Jimmy Vasser per aver messo insieme questo programma, e voglio inoltre ringraziare tutti gli sponsor. E&#8217; bello essere di nuovo a lavoro con il team. </em><em>Questo primo weekend di gara sarà una sfida non avendo potuto disputare i test pre-stagionali, ma spero che riusciremo ad avere un buon fine settimana</em>.&#8221;</p>
<p>Moraes l’anno scorso ha fatto registrare sei arrivi nella top 10 (tre nella top 5), con il terzo posto al Chicagoland Speedway quale miglior risultato. Il miglior piazzamento su uno stradale è stato il quarto posto all’Infineon Raceway.</p>
<p>&#8220;<em>Siamo molto lieti di avere nuovamente Mario con noi</em>&#8220;, ha detto il direttore generale del team Mark Johnson. &#8220;<em>Mario ha dimostrato la scorsa stagione che può essere molto competitivo ed è in procinto di diventare uno dei migliori talenti della categoria. </em><em>Egli è cresciuto e maturato dentro e fuori dalla pista lo scorso anno, grazie anche al sostegno della sua famiglia e le molte influenze positive nella sua vita. Mario ha finito la stagione 2009 con risultati molto incoraggianti e mi aspetto cose migliori quest’anno a partire da questo weekend</em>.&#8221;</p>
<p><strong>Marco Strazzulla</strong></p>
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		<title>Conferma ufficiale per Rahal al Sarah Fisher Racing</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 14:17:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Strazzulla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ arrivata la conferma ufficiale: Graham Rahal correrà due gare con il Sarah Fisher Racing.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MILANO &#8211; E’ arrivata la conferma ufficiale che Graham Rahal correrà due gare (St. Petersburg e Barber Motorsports Park) sulla vettura n.67 del Sarah Fisher Racing. &#8220;<em>Siamo tutti molto entusiasti di avere Graham con noi per le due gare su stradale che aprono la nostra stagione</em>&#8220;, ha detto la Fisher, che sarà invece al via di tutte le gare su ovale, ad eccezione della trasferta giapponese di Motegi. &#8220;<em>Lui ha un talento incredibile. Quando è stato portato alla mia attenzione il fatto che era disponibile, ho subito parlato con Dollar General, che si è rivelata favorevole riguardo la nostra decisione di dare questa opportunità a Graham</em>.&#8221;</p>
<p>&#8220;<em>Sarah ha fatto un lavoro incredibile nel mettere su il Sarah Fisher Racing e devo davvero ringraziarla, e ringraziare anche il resto della squadra e Dollar General per l&#8217;opportunità di competere a </em><em>St. Petersburg e al Barber Motorsports Park</em>&#8220;, ha detto Rahal. &#8220;<em>Non vedo l&#8217;ora di mettermi al volante della vettura e, auspicabilmente, contribuire al successo </em><em>del Sara Fisher Racing</em>.&#8221;</p>
<p>&#8220;<em>Dollar General dà il benvenuto a Graham nella nostra famiglia da corsa</em>&#8220;, ha dichiarato Rick Dreiling, presidente e CEO di Dollar General. &#8220;<em>Siamo lieti di sostenere lui e la Dallara n.67 Dollar General.</em>&#8221;</p>
<p><strong>Marco Strazzulla</strong></p>
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		<title>Lloyd con Coyne a San Paolo, Rahal con Fisher per due gare</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 08:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Strazzulla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà Alex Lloyd a guidare la seconda vettura di Dale Coyne. Intanto Rahal trova un accordo a sorpresa con Sarah Fisher per disputare due gare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MILANO &#8211; Alex Lloyd sarà il pilota della vettura n.19 (quella sponsorizzata Boy Scouts of America) del team Dale Coyne Racing nella prova inaugurale della IZOD IndyCar Series che si disputa questo weekend a Sao Paulo. Il contratto di Lloyd attualmente riguarda solo la prima gara, mentre un annuncio per il resto della stagione verrà fatto prima della seconda gara, a St.Petersburg.</p>
<p>Per Lloyd questa sarà la prima gara su stradale in IndyCar, dopo che in passato ha corso due Indy 500 e la prova finale dello scorso anno ad Homestead. Nel 2007 Lloyd vinse il campionato della Firestone Indy Lights. Inoltre, sembra che Graham Rahal abbia trovato un volante per disputare 2 gare, a St.Petersburg e Barber. Secondo indiscrezioni infatti, Rahal ha firmato con il Sarah Fisher Racing per guidare la vettura n.67. L&#8217;annuncio ufficiale dovrebbe arrivare domani.</p>
<p><strong>Marco Strazzulla</strong></p>
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		<title>2010 IZOD Indycar Series Preview</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Strazzulla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parte domenica la nuova stagione della IndyCar. Ancora una sfida tra Ganassi e Penske. La voglia di riscatto del team di Andretti. La crescita dei "piccoli", KV, Dreyer&#038;Reinbold e Luczo Dragon. I rookie. Tanti temi per una nuova stagione che presenta qualche novità rispetto al passato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MILANO &#8211; Dopo un inverno turbolento, domenica 14 marzo, sul nuovo circuito cittadino di San Paolo, parte la stagione della IZOD IndyCar Series. La categoria presenta numerose novità, a partire dal ritorno dopo sette anni di un title sponsor, il marchio di abbigliamento Izod. Altre novità sono la corsa inaugurale in Brasile, la nascita del programma &#8220;Road to Indy&#8221;, che servirà a guidare i giovani piloti dalle serie inferiori fino alla IndyCar, alcune differenze tecniche (l’introduzione della retromarcia sui circuiti stradali e cittadini e di un nuovo poggiatesta, l’eliminazione delle diverse opzioni per la miscela di carburante) e la riduzione del calendario di eventi per la 500 Miglia di Indianapolis a due settimane.</p>
<p>Questa è la presentazione dei team che parteciperanno a tutta (o quasi tutta) la stagione 2010, posizionati in una sorta di ranking:</p>
<p><strong>TARGET CHIP GANASSI RACING</strong></p>
<p>#9 Scott Dixon</p>
<p>Stats: 112 starts, 21 wins, 17 poles, 2008 Indianapolis 500 winner, 2003,2008 IndyCar Series Champion</p>
<p>#10 Dario Franchitti</p>
<p>Stats: 84 starts, 13 wins, 11 poles, 2007 Indianapolis 500 winner, 2007, 2009 IndyCar Series Champion</p>
<p>Quando si hanno i piloti che hanno vinto gli ultimo tre titoli e due delle ultime tre Indy 500, non si può che essere i favoriti. Il team di Chip Ganassi ha tutto per vincere, il materiale al top, due piloti veloci su qualsiasi tipo di tracciato, la tecnologia NASCAR che aiuta nella preparazione delle vetture. Sarebbero imbattibili se di fronte non si trovassero degli avversari che presentano le stesse caratteristiche. Difficile indicare chi due piloti ha maggiori chance: Franchitti è tornato dall’esperienza NASCAR subito vincente, nei cittadini è il numero uno, mentre forse è ancora un passettino dietro Dixon sugli ovali (dove solitamente vince più di strategia che di velocità pura, come successe lo scorso anno nella finale di Homestead o sostanzialmente anche ad Indy nel 2007, per non parlare del campionato di quell’anno). Quanto Dixon incrementerà i suoi numeri da top driver della storia IndyCar? Attenzione ad Indianapolis, probabilmente è il favorito, ma anche l’anno scorso lui e Franchitti erano davanti a tutti prima che buttassero via tutto all’ultimo pit stop scivolando a centro gruppo. Per il campionato il neozelandese è perfetto, se le gare fossero durate 195 giri oggi avrebbe tre titoli consecutivi. Il fatto di schierare solo due vetture, paradossalmente, alla fine si potrebbe rivelare un vantaggio.</p>
<p><strong>TEAM PENSKE</strong></p>
<p>#3 Helio Castroneves</p>
<p>Stats: 116 starts, 16 wins, 28 poles, 2001, 2002, 2009 Indianapolis 500 winner</p>
<p>#6 Ryan Briscoe</p>
<p>Stats: 53 starts, 5 wins, 8 poles, 2003 Formula Three Euroseries champion</p>
<p>#12 Will Power</p>
<p>Stats: 30 starts, 3 wins, 4 poles, 2006 Champ Car Rookie of the Year</p>
<p>Hanno dominato I test pre-stagionali (occupando I primi tre posti nella classifica), hanno tre piloti forti su qualsiasi tipo di tracciato (forse Power va ancora rivisto sugli ovali, ma l’anno scorso ha corso alla grande ad Indianapolis e nel 2008 aveva già mostrato segni di miglioramento nella sua stagione da rookie), un team di ingegneri preparatissimo, l’esperienza NASCAR a dare una mano. Il team per eccellenza della IndyCar, il più forte, il più vincente. Eppure…eppure Castroneves, a 35 anni, non ha mai vinto un titolo; eppure Briscoe, ormai un asso degli ovali (strepitose le sue vittorie l’anno scorso in Kentucky e a Chicagoland) dopo che era già uno dei migliori due o tre sugli stradali, ha buttato il titolo dello scorso anno con un erroraccio a Motegi; eppure Power, velocissimo su stradali e cittadini, ha una esperienza limitata sugli ovali. La pressione maggiore è proprio su Briscoe: l’anno scorso era il suo anno, sembrava tutto scritto perché vincesse, a tratti è stato impressionante sugli ovali, ma ha commesso diversi errori. Anche le sue grandi vittorie a Kentucky e a Chicagoland sono arrivate rimontando dopo un suo errore. Deve eliminare queste imprecisioni se non vuole diventare uno dei pochi piloti della storia di Penske a non aver vinto nulla. Castroneves insegue semplicemente la leggenda: se vince ancora ad Indianapolis, entra nell’Olimpo dell’automobilismo. Inspiegabile poi come ancora non abbia vinto un campionato. E Power? Toglierà punti ai Ganassi-boys? O li toglierà ai suoi compagni? Insomma, anche su un team come quello di Roger Penske pesano delle incognite.</p>
<p><strong>ANDRETTI AUTOSPORT</strong></p>
<p>#7 Danica Patrick</p>
<p>Stats: 81 starts, 1 wins, 3 poles, 2005 Indianapolis 500 and IndyCar Series Rookie of the Year</p>
<p>#11 Tony Kanaan</p>
<p>Stats: 104 starts, 13 wins, 10 poles, 2004 IndyCar Series Champion</p>
<p>#26 Marco Andretti</p>
<p>Stats: 51 starts, 1 win, 1 pole, 2006 Indianapolis 500 and IndyCar Series Rookie of the Year</p>
<p>#37 Ryan Hunter-Reay</p>
<p>Stats: 30 starts, 1 win, 2007 IndyCar Series Rookie of the Year, 2008 Indianapolis 500 Rookie of the Year</p>
<p>A quasi due anni dall’ultima vittoria, il team di Michael Andretti si è dato un nuovo assetto societario (ora il figlio di Mario è l’unico proprietario) per tornare ai fasti di un tempo. Sempre con quattro vetture (anche se una al momento è part time), con tre piloti confermati e una new entry, Ryan Hunter-Reay. L’inverno è stato caratterizzato dal tormentone Danica: resterà o non resterà? Alla fine è rimasta, ma si alternerà con alcune gare NASCAR. L’esperienza la distrarrà o l’aiuterà a crescere e maturare? Nel 2009, passata sotto la guida dai box di Michael Andretti, è stata la migliore del team, quando è in giornata ha dimostrato di saper usare la testa e la guida di Michael sembra averne limitato i colpi di testa che ogni tanto l’hanno caratterizzata in passato. Se il team, dal punto di vista tecnico, torna ad essere vicino a Ganssi e Penske, potrebbe tornare a vincere, ma c’è sempre la distrazione NASCAR che pone dei dubbi. Occhio ad Indianapolis, suo grande sogno, dove la Patrick ha sempre corso bene. Hunter-Reay è stato preso fondamentalmente per migliorare sugli stradali, dove ormai il team è stato relegato in seconda fascia dalla crescita di alcuni team ex ChampCar. Viene da un 2009 speso tra Vision e Foyt che ne ha bloccato la crescita (nel 2008 era tra i migliori piloti su stradale e in grande miglioramento sugli ovali). Se torna quello di due anni fa, potrebbe addirittura diventare il leader del team. Peccato che al momento è confermato solo per nove gare. Di Marco Andretti si è parlato poco in inverno, ha passato un 2009 scialbo, anche se è difficile dire se per colpa sua o del team. Paga sempre un anno da rookie, nel 2006, in cui fece cose strabilianti, per cui necessariamente ogni risultati così così viene visto come una delusione. Alla fine, probabilmente il migliore resterà Tony Kanaan, che però deve risollevarsi da un 2009 difficile, condizionato dal tremendo botto di Indianapolis. Insegue sempre la prima vittoria alla 500 Miglia, dove negli ultimi due anni ha subito due brutti incidenti, entrambi frutto di casualità e non di errori suoi. A 35 anni queste sono cose che si potrebbero pagare.</p>
<p><strong>KV RACING TECHNOLOGY</strong></p>
<p>#5 Takuma Sato</p>
<p>Stats: Rookie, 2001 British Formula Three Champion</p>
<p>#8 EJ Viso</p>
<p>Stats: 34 starts</p>
<p>Dal punto di vista tecnico, è un team in gran crescita dal suo debutto nel 2008. L’acquisizione di un tecnico come Bill Pappas non fa che accrescerne la fiducia. A fine 2009, con Mario Moraes, sugli ovali ormai si giocava il ruolo di terza forza del campionato. In crescita anche dal punto di vista finanziario, con l’espansione da una a due vetture full time e la possibilità di salire a tre (c’è la possibilità di una partnership con Lotus Cars per schierare una vettura per l’inglese James Rossiter) e addirittura a quattro (con Paul Tracy ad Indianapolis e nelle gare canadesi). Ma i piloti restano un’incognita, assolutamente inadeguati per lottare al vertice. Viso aveva mostrato qualche cosa di buono nel 2008, ma sbatte troppo e viene da un 2009 disastroso (anche a causa del team HVM, c’è da riconoscere). Sato è un rookie di 33 anni fermo da due. Potrebbero sprecare un grande potenziale, e la perdita di un giovane in crescita come Moraes potrebbe essere significativa.</p>
<p><strong>DREYER&amp;REINBOLD RACING</strong></p>
<p>#22 Justin Wilson</p>
<p>Stats: 35 starts, 2 wins, 1 pole</p>
<p>#24 Mike Conway</p>
<p>Stats: 17 starts, 2006 British Formula Three Champion</p>
<p>Coppia di piloti tutta inglese per il team che potrebbe essere il vero outsider del 2010. Justin Wilson è tra i migliori piloti su stradale, ha mostrato dei miglioramenti sugli ovali, commette pochi errori, è maturo. Avrebbe tutto per essere in un top team, e la recente partecipazione alla 24 Ore di Daytona con il team di Ganassi potrebbe far pensare ad una possibile approdo nel 2011. Essere passato ad un team più esperto sugli ovali potrebbe fargli fare il salto di qualità decisivo. Intanto nei test pre-stagionali è stato l’unico a tenere il passo degli uomini di Penske. Conway è cresciuto tantissimo nel finale della scorsa stagione, dopo qualche incidente di troppo in avvio. Almeno sugli stradali potrebbe essere, in alcune gare, un outsider. A San Paolo correrà anche Ana Beatriz, eroina locale solitamente impegnata in Indy Lights.</p>
<p><strong>LUCZO DRAGON RACING/DE FERRAN MOTORSPORTS</strong></p>
<p>#2 Raphael Matos</p>
<p>Stats: 17 starts, 2008 Firestone Indy Lights Champion, 2009 IndyCar Series Rookie of the Year</p>
<p>Soltanto al secondo anno completo, il team di Jay Penske potrebbe essere la sorpresa del 2010. Dopo una positiva transizione da team da una gara a team da stagione completa, adesso sembra essere arrivato il momento della consacrazione. La partnership con un vecchio volpone come Gil de Ferran potrebbe portare una ulteriore spinta verso l’alto. Raphael Matos è il pilota giusto. Veloce, commette pochi errori (nel 2009 due sole sbavature, il botto a St.Petersburg con la Patrick e il motore spento ad Indianapolis mentre correva nella top 5, prima del pauroso crash con Meira), ha vinto in Atlantic Series, in Indy Lights, è stato il rookie dell’anno in IndyCar, è maturo (ha 28 anni). Attenzione, se in qualche gara qualcuno riuscirà a spezzare il dominio dei soliti noti (cioè i piloti di Ganassi e Penske), quello potrebbe essere lui. La presenza in tre gare (tra cui ovviamente Indianapolis) di un pilota esperto come Davey Hamilton potrebbe dargli una mano nel trovare l’assetto giusto.</p>
<p><strong>PANTHER RACING</strong></p>
<p>#4 Dan Wheldon</p>
<p>Stats: 100 starts, 15 wins, 5 poles, 2005 Indianapolis 500 and IndyCar Series Champion</p>
<p>Wheldon e Panther Racing, due nobili decaduti. Il 2009, secondo posto ad Indy a parte, è stato abbastanza deludente, ed in inverno il pilota inglese aveva cercato un’altra, più competitiva, sistemazione. Per il 2010 il team spera di tornare perlomeno competitivo sugli ovali e giocarsi qualche possibilità di tornare alla vittoria. Il problema non sembra essere il pilota, anche se pure lui è sembrato un po’ intristito nel finale della scorsa stagione. Un team in declino, ma che potrebbe trovare linfa vitale in uno sponsor importante come National Guard.</p>
<p><strong>NEWMAN HAAS LANIGAN RACING</strong></p>
<p>#06 Hideki Mutoh</p>
<p>Stats: 36 starts, 2008 IndyCar Series Rookie of the Year</p>
<p>Team in forte ridimensionamento, sceso da due ad una vettura. Nel 2009, con Rahal e Servia, era decisamente la terza forza del campionato. Adesso rischia di scivolare nelle retrovie. Mutoh ha due anni di esperienza, ha corso anche bene alcune gare, ma sicuramente è stato agevolato dal correre con un team di prima fascia come quello di Andretti. Cosa farà adesso in un team in difficoltà?</p>
<p><strong>FOYT ENTERPRISES</strong></p>
<p>#14 Vitor Meira</p>
<p>Stats: 96 starts, 2 poles</p>
<p>Il team di AJ Foyt, l’unico ad essere stato sempre presente da quando esiste la IRL, è ormai un team di bassa fascia. Si avvale però di un ottimo pilota, Vitor Meira, che potrebbe garantire qualche risultato importante. Sempre se si è ripreso al 100% dall’incidente ad Indianapolis che gli ha fatto saltare il resto della scorsa stagione. Se è tornato completamente in forma, è addirittura sprecato per un team di questo livello.</p>
<p><strong>HVM RACING</strong></p>
<p>#78 Simona De Silvestro</p>
<p>Stats: Rookie</p>
<p>Il team dell’ex Pacific F1 Keith Wiggins è riuscito a mettere insieme tutto il budget per schierare la 21enne svizzera Simona De Silvestro. Attenzione, non si tratta della solita ragazza messa lì innanzitutto per raccattare qualche sponsor. La De Silvestro viene da quattro vittorie ed un campionato sfiorato nella Atlantic Series, è un pilota vero. Il dubbio, tra lei e il team, è proprio sul team, che in questi anni non ha mostrato grandi risultati.</p>
<p><strong>DALE COYNE RACING</strong></p>
<p>#18 Milka Duno</p>
<p>Stats: 27 starts</p>
<p>#19 JR Hildebrand? Alex Lloyd?</p>
<p>Unico team a vincere una gara nel 2009 che non fosse Ganassi o Penske, il Dale Coyne Racing si presenta fortemente ridimensionato per questo 2010, con l’unica nota positiva dell’espansione da una a due vetture. Perso Justin Wilson, perso lo sponsor Z-Line, perso un tecnico come Bill Pappas, il team ha al momento confermato un solo pilota, la venezuelana Milke Duno. Che non può nulla ma porta in dote i soldi necessari per schierare le due vetture. Il secondo volante se la stanno giocando il campione in carica della Firestone Indy Lights JR Hildebrand e l’inglese (anch’egli campione della Indy Lights in passato) Alex Lloyd. Attenzione specialmente al primo, molto giovane ma già molto esperto e consistente nelle formule minori. Se dovesse essere lui il pilota designato, potrebbe essere una delle sorprese della stagione. Sempre che il team riesca a superare le gravi perdite. Lloyd invece viene da un paio di anni di semi inattività, in cui ha corso solo ad Indianapolis (e l’anno scorso a Homestead). Sugli ovali può dire la sua, ma deve ritrovare il ritmo sugli stradali (dove in questi anni ha corso solo la 24 Ore di Daytona).</p>
<p><strong>FAZZT RACE TEAM</strong></p>
<p>#77 Alex Tagliani</p>
<p>Stats: 9 starts, 2009 Indianapolis 500 Rookie of the Year</p>
<p>Team nato dalla collaborazione tra Jim Freudenberg, ex Kelley Racing, Rob Edwards, ex Walker Racing, Andre Azzi (Azzi Race Division), l’attore hollywoodiano Jason Priestley e lo stesso Alex Tagliani, si affaccia fiducioso alla sua prima stagione. Sui circuiti stradali e cittadini, l’esperienza di un pilota come Tagliani (che nel 2009 poteva vincere a Toronto) potrebbe garantire qualche risultato a sorpresa. Il team sembra solido finanziariamente, più di quanto ci si aspettava quando fu annunciato nello scorso agosto, e potrebbe crescere (si è anche parlato della possibilità di schierare una seconda vettura ad Indianapolis). Da non sottovalutare.</p>
<p><strong>CONQUEST RACING</strong></p>
<p>#34 Mario Romancini</p>
<p>Stats: Rookie</p>
<p>Il team di Eric Bachelart torna a tempo pieno dopo un anno part time e si affida ad un giovane pilota brasiliano, il 22enne Mario Romancini, che ha ben figuarato al primo anno in Indy Lights. Ovviamente ci sarà bisogno di un po’ di tempo per ambientarsi, ma a lungo andare (diciamo dalla seconda tranche di stradali, a partire da Watkins Glen) potrebbe essere una piacevole sorpresa. Team storicamente più a suo agio sugli stradali, Romancini si è molto ben comportato all’esordio sugli ovali nel 2009.</p>
<p><strong>SARAH FISHER RACING</strong></p>
<p>#66 Jay Howard</p>
<p>Stats: 5 starts, 2006 Firestone Indy Lights Champion</p>
<p>#67 Sarah Fisher</p>
<p>Stats: 71 starts, 1 pole</p>
<p>Programma part time per il team di Sarah Fisher, che si espande da una a due vetture. 5 gare per Howard, 9 per la Fisher, che torna dopo tre anni a correre sui circuiti stradali. L’obiettivo è esserci, specialmente ad Indianapolis con entrambe le vetture, e magari finire qualche gara nella top 10. Per il resto la vera vittoria è nel consolidamento di una realtà che quando fu creata, due anni fa, sembrava una soluzione estemporanea ed ora invece può addirittura permettersi due vetture in alcune gare.</p>
<p><strong>Marco Strazzulla</strong></p>
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		<title>La Lotus torna ad Indy?</title>
		<link>http://www.422race.com/2010/la-lotus-torna-ad-indy/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 12:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Strazzulla</dc:creator>
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		<category><![CDATA[lotus]]></category>

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		<description><![CDATA[La Lotus potrebbe annunciare a breve il suo ritorno negli USA per partecipare alla 500 Miglia di Indianapolis. Nel 1965 il marchio inglese colse una storica vittoria con Jim Clark.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MILANO &#8211; La Lotus ha annunciato l’intenzione di iscrivere una vettura alla prossima 500 Miglia di Indianapolis, con il supporto di &#8216;Team Lotus USA&#8217;. Lo ha reso noto Claudio Berro, da qualche mese nuovo responsabile di Lotus Motorsport. <em>&#8220;Il progetto Indycar per noi è molto concreto. Stiamo parlando con un team già esistente per formare un&#8217;alleanza. Il mercato americano è molto importante per Lotus, che ha una storia importante alla Indy 500. Quando la gente pensa alla Lotus pensa alle competizioni e alle corse, ed è importante che torniamo a dare importanza a tale messaggio. Il programma Indycar è un progetto grande e abbiamo bisogno di unirci con un team già esistente per cominciare, perché questo è il modo più semplice in termini di logistica. Abbiamo solo un paio di settimane per organizzare il tutto, perché l&#8217;inizio della stagione è molto vicino. La riunificazione tra Champ Car e Indycar rende molto più semplice l’operazione. Il rapporto con l’Honda non è un problema, anche lì abbiamo una lunga storia di partnership. La Indy 500 è un’icona ed è importante che il marchio Lotus possa essere lì&#8221;</em>, queste le parole di Berro. </p>
<p>Un ulteriore annuncio sui piani della Lotus per la Indy 500 dovrebbe essere effettuato quindi a breve. La Lotus ha partecipato  lungo alla 500 Miglia di Indianapolis negli anni ’60, cogliendo una storica vittoria con Jim Clark nel 1965, prima vettura a motore posteriore a riuscire nell’impresa.</p>
<p><strong>Marco Strazzulla</strong></p>
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		<title>Barber Test, Day 2: Power guida il terzetto Penske</title>
		<link>http://www.422race.com/2010/barber-test-day-2-power-guida-il-terzetto-penske/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 23:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Strazzulla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Will Power davanti a tutti nella seconda giornata dei test Indycar, tormentati dalle basse temperature. Franchitti a muro e la Patrick in difficoltà. Bene i rookie Sato e Romancini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>BARBER &#8211; Will Power ha guidato il terzetto Penske davanti a tutti nella giornata finale dei test collettivi della IZOD IndyCar Series al Barber Motorsports Park. La seconda giornata di test è stata più volte interrotta. La sessione del mattino è stata annullata a causa delle temperature estremamente basse, e nel pomeriggio c’è stato un ulteriore ritardo, quando il campione in carica Dario Franchitti ha sbattuto e le riparazioni alle barriere hanno costretto a interrompere la sessione per un’altra ora.<br />
<em><br />
&#8220;E&#8217; stata una buona giornata&#8221;, </em>ha detto Power. <em>&#8220;Abbiamo sicuramente trovato alcune buone soluzioni. Abbiamo provato diverse cose durante questi due giorni. Oggi, verso la fine della giornata, ci siamo concentrati su come essere il più veloce possibile. Le mie condizioni fisiche sono buone, non ho dovuto preoccuparmi per la mia schiena. Non ho nemmeno mai pensato all&#8217;incidente. Per me, è successo, ho lavorato duramente per tornare alla forma ideale e probabilmente sono ancora più forte.&#8221;</em></p>
<p>Power ha fatto segnare il tempo di 1:09.8724, poco più di un decimo davanti ai suoi compagni di squadra Helio Castroneves e Ryan Briscoe.<em> &#8220;Abbiamo avuto due giorni di test davvero positivi&#8221;, </em>ha detto Briscoe.<em> &#8220;Abbiamo trovato sacco di informazioni che saranno utili in Brasile, St.Petersburg e per quando torneremo qui, a Barber. E’ andato tutto molto bene. E&#8217; veramente bello vedere le vetture Team Penske davanti a tutti alla fine dei test.&#8221;</em> L’incidente di Franchitti ha lasciato Scott Dixon a svolgere la maggior parte del lavoro, e il due volte campione ha terminato al quarto posto, nonostante un testacoda e un po’ di traffico abbiano compromesso qualche giro buono.</p>
<p> <em>&#8220;E&#8217; andata bene&#8221;</em>, ha detto Dixon.<em> &#8220;Credo che abbiamo sicuramente fatto dei miglioramenti oggi. Nel complesso la macchina è andata bene, e abbiamo migliorato rispetto all’ultima volta che eravamo venuti qua. E’ bello sapere che abbiamo fatto dei miglioramenti.&#8221;</em></p>
<p>Anche nella seconda giornata ha destato una bella impressione il giapponese Takuma Sato. Il pilota del KV Racing Technology ha fatto segnare il sesto tempo. <em>&#8220;E&#8217; stata una giornata molto positiva per il nostro team&#8221;</em>, ha commentato Sato. <em>&#8220;C’era molto freddo questa mattina e non siamo potuti scendere in pista, ma una volta che la temperatura è migliorata e siamo scesi in pista ho potuto imparare ancora molto sulla vettura. Ha reagito alle diverse configurazioni che abbiamo provato, e questa è stata una buona preparazione per la gara in Brasile. Nulla è mai perfetto e non sono mai soddisfatto, ma alla fine di questi test ho una buona sensazione di come la macchina si gestisce e sono ansioso di tornare in pista.&#8221;</em></p>
<p> Nella top ten anche un altro rookie, il brasiliano Mario Romancini del Conquest Racing.<em> &#8220;Sono molto contento di essere entrato nella top 10 considerando che era la nostra prima volta su questa pista&#8221;, </em>ha detto Romancini. <em>&#8220;Ieri ho passato la giornata cercando di imparare la nuova vettura. Mi sentivo abbastanza a mio agio oggi quindi sono stato in grado di lavorare con gli ingegneri su diverse configurazioni. Ovviamente resta ancora del lavoro da fare, ma credo che questi due giorni dimostrano che abbiamo il potenziale per essere competitivi e sono davvero impaziente di correre in Brasile.&#8221;</em></p>
<p>Altra sorpresa positiva l’inglese Mike Conway, settimo.<em> &#8220;Oggi è stato un giorno molto più piacevole rispetto a ieri”</em>, ha detto il pilota del Dreyer&#038;Reinbold Racing. <em>&#8220;Abbiamo avuto una macchina molto più confortevole. Abbiamo imparato molto da alcune cose che abbiamo provato io e Justin e di conseguenza abbiamo trovato una configurazione adeguata. Dobbiamo solo continuare a lavorare in questa direzione e penso che siamo in una buona posizione.&#8221;</em></p>
<p>Più dietro i piloti del team Andretti Autosport, con Marco Andretti unico all’interno della top 10 (ottavo). Ancora in difficoltà Danica Patrick, solo diciassettesima.<em> &#8220;E&#8217; stato bello tornare in macchina e lavorare di nuovo con i miei compagni di squadra&#8221;</em>, ha detto la Patrick . <em>&#8220;Sono delusa dai nostri tempi, ma siamo stati in grado di raccogliere una grande quantità di dati che credo torneranno utile durante la stagione. Non vedo l&#8217;ora di iniziare la nuova stagione. Essere di nuovo su una vettura IndyCar è sicuramente per me molto confortevole in questo momento. Capisco la macchina e le modifiche tecniche che abbiamo bisogno di fare per migliorare. Le stock car sono molto più semplici, ricordano un po’ le vetture anni &#8216;70.&#8221;</em></p>
<p>Il campione 2006 della Firestone Indy Lights Jay Howard ha fatto il suo debutto con il Sarah Fisher Racing, effettuando 37 giri. <em>&#8220;E&#8217; stata una grande opportunità completare i giri che ho fatto, viste le condizioni climatiche che c’erano qui oggi&#8221;,</em> ha detto Howard. <em>&#8220;Speravamo di fare un po’ meglio, ma abbiamo imparato qualcosa e il test è stato positivo.&#8221; </em>Ventuno piloti sono scesi in pista nei due giorni di test, per un totale di 2009 giri completati. I primi 14 sono racchiusi in 0,8399 di secondo.<em> &#8220;Ci sono tanti buoni piloti e tante buone squadre&#8221;</em>, ha detto Power. <em>&#8220;I due piloti del Dreyer&#038;Reinbold sono veramente veloci, i tre ragazzi del KV (Sato, EJ Viso e James Rossiter), i due Ganassi, quelli di Andretti. Penso che sarà un anno molto eccitante. Dovremo fare del nostro meglio se vogliamo vincere. Credo che quest&#8217;anno, in particolare sugli stradali, ci saranno un sacco di diversi potenziali vincitori, e il campionato sarà molto aperto.&#8221;</em></p>
<p>Nel 2008 Power ha vinto la sua prima gara nella serie, ad Edmonton, e ha fatto segnare altri tre arrivi nella top 5 nelle sei gare disputate, e per il 2010 si aspetta di essere tra i contendenti per il campionato.<em> &#8220;Anche se è finita male, la scorsa è stata una grande stagione per me&#8221;, </em>ha aggiunto Power.<em> &#8220;E adesso ho un posto per tutta la stagione con una delle migliori squadre nella IndyCar. Mi aspetto di essere lì a giocarmi il campionato. Abbiamo una formazione molto forte, e ho anche lo stesso ingegnere (Dave Faustino) con cui ho lavorato nel 2007 e nel 2008. Mi sento come se dovesse esserci una vettura Penske ogni volta in Victory Lane. Non succederà, ma non abbiamo scuse quest&#8217;anno. Abbiamo grandi macchine, grandi tecnici e tre buoni piloti che lavorano bene insieme. Mi aspetto di vincere alcune gare quest&#8217;anno e voglio essere in lotta per il campionato.&#8221;</em></p>
<p><strong>Marco Strazzullaa</strong></p>
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