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	<title>422race.com - Le ultime news di Formula 1, F1, GP2, WTCC, DTM, GT, F3, GP3, AutoGP, IndyCar, Le Mans e tanto altro &#187; sakhir</title>
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		<title>422race.com intervista Romain Grosjean</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 14:34:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Corgnati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Reduce dal suo primo podio in carriera in Bahrein, dove il suo team Lotus ha rivestito il ruolo di sorpresa, e dai test del Mugello, Romain Grosjean confessa in esclusiva ai microfoni di 422race.com le sue aspettative per il resto della stagione e i punti di forza della sua monoposto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MUGELLO (dal nostro inviato) &#8211; <strong>Romain, cosa avete provato al Mugello?</strong><br />
&#8220;Abbiamo provato molte cose che volevamo provare fin dalla prima gara ma non avevamo avuto l&#8217;occasione di farlo. Qui siamo riusciti a farlo, anche se ci vuole un po&#8217; di tempo per raggiungere i nostri obiettivi. Penso che ci siano alcune novità interessanti che potremmo introdurre a Barcellona e nelle prossime gare della stagione, per migliorare le nostre prestazioni.&#8221;</p>
<p><strong>Il processo di sviluppo sarà cruciale, cos&#8217;altro arriverà sulla vettura?</strong><br />
&#8220;Sarà chiaramente cruciale, lo sviluppo sarà la chiave quest&#8217;anno. Abbiamo visto in Cina undici vetture racchiuse in tre decimi. Se si guadagna un decimo sviluppando la vettura, potrebbe valere cinque posizioni. Stiamo cercando di ottenere il massimo dalla vettura, arriveranno ancora altri aggiornamenti e questo è positivo.&#8221;</p>
<p><strong>Quali sono le altre aree che potete ancora sfruttare?</strong><br />
&#8220;Ci sono ancora aree in cui possiamo migliorare. Stiamo lavorando molto sodo in officina e in pista tutti stanno spingendo molto sodo per trarre il massimo dalla E20. Sicuramente ci manca un po&#8217; di spinta nelle curve veloci per essere più competitivi in campionato, ma è sempre positivo avere una vettura che sia di nuovo in grado di poter lottare nelle parti alte della classifica.&#8221;</p>
<p><strong>Probabilmente non stavi puntando alla vittoria prima del podio in Bahrein, e ora?</strong><br />
&#8220;Quando si inizia una carriera in Formula 1, prima si ambisce alla zona punti, poi magari alle prime cinque posizioni e poi al podio, alla vittoria e al campionato. Io ho ottenuto i punti, poi il podio e la top 5 contemporaneamente! Penso che sia necessario essere realistici: se si ha una vettura in grado di vincere una gara, di sicuro si punta alla vittoria; se non è così, allora bisogna ottenere ciò che si può e raccogliere il massimo possibile di punti per il team e il campionato.&#8221;</p>
<p><strong>Alcuni osservatori hanno sostenuto che la Lotus avrebbe potuto vincere in Bahrein se non fosse stato per degli errori strategici. Pensi che il team abbia imparato qualcosa da quella gara?</strong><br />
&#8220;Errori strategici? Non so dove li abbiate visti. Abbiamo concluso al secondo posto con Kimi e al terzo con me, partito settimo. Dov&#8217;è l&#8217;errore? Sebastian è partito dalla pole position, aveva un passo fantastico, ma anche noi. Dobbiamo migliorare in qualifica e poi potremo lottare per la vittoria.&#8221;</p>
<p><strong>Si diceva che foste stati meno aggressivi di quanto avreste potuto&#8230;</strong><br />
&#8220;Tutti sono stati conservativi a causa di quanto è accaduto a Shanghai e se fossimo rientrati ai box prima, Sebastian avrebbe fatto lo stesso e non sarebbe cambiato nulla.&#8221;</p>
<p><strong>Quest&#8217;anno abbiamo visto risultati molto diversi da una gara all&#8217;altra. Riuscite a riconoscere un andamento o anche voi state avendo le stesse difficoltà a prevedere le prestazioni?</strong><br />
&#8220;Noi siamo concentrati sul nostro team e cerchiamo di dare il massimo. Sul passo gara abbiamo un&#8217;ottima vettura e siamo sempre stati piuttosto avanti. Ci sono aree in cui possiamo migliorare e stiamo cercando di farlo&#8230;&#8221;</p>
<p><strong>Quali?</strong><br />
&#8220;E&#8217; un segreto! In ogni caso, penso che Sakhir sia stata la pista probabilmente più realistica per quel che riguarda le temperature che potremmo vedere in primavera e in estate. Sarà diverso da Shanghai, dove faceva molto freddo, o da Sepang dove pioveva.&#8221;</p>
<p><strong>Perciò le cose si mettono bene per voi.</strong><br />
&#8220;Non si sa mai, ma sembra che la E20 funzioni meglio quando fa caldo rispetto a quando fa freddo.&#8221;</p>
<p><strong>Cosa stai imparando da un pilota esperto come Kimi?</strong><br />
&#8220;Tutto. Si impara sempre durante la propria carriera. Il tempo che si trascorre in una vettura di Formula 1 è piuttosto limitato e più si guida, più si impara. Il mio compagno di squadra è sicuramente un grande aiuto e un buon punto di riferimento per migliorarmi.&#8221;</p>
<p><strong>Fabrizio Corgnati</strong></p>
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		<title>Sakhir, gara 2: Dillmann tiene a bada Razia</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 12:23:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Corgnati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il francese di Rapax vince la sua prima gara in GP2 reggendo agli attacchi forsennati sul finale di Razia. Dillmann fa così un favore al nostro Valsecchi, che conclude la sua striscia di vittorie ma chiude comunque 3°.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SAKHIR &#8211; Il secondo weekend consecutivo della GP2 Series sul circuito del Bahrein si chiude nel segno di Tom Dillmann: il debuttante francese ripaga la fiducia della Rapax di Andrea Bergamini conquistando la sua prima vittoria in questa categoria dopo solo tre fine settimana di gara.</p>
<p>Dillmann, che già si era fatto notare per le sue irresistibili rimonte, stavolta ha preso il via davanti a tutti, grazie all&#8217;inversione delle prime otto posizioni sulla griglia di partenza, e ha gestito bene un vantaggio rassicurante. Almeno fino agli ultimi quattro giri, quando alle sue spalle si è scatenato Luiz Razia contendendogli fino al traguardo la prima posizione.</p>
<p>Ma neanche questa pressione forsennata ha fatto scomporre il giovane transalpino, che ha tagliato il traguardo con appena un decimo di margine sul brasiliano. La buona prestazione di Razia non gli consente comunque di recuperare molto terreno sul leader della classifica generale e suo diretto rivale Davide Valsecchi, che oggi conclude la sua striscia di vittorie consecutive ma centra comunque il terzo posto.</p>
<p>Dopo il suo consueto inizio attendista, il pilota di Eupilio ha recuperato nella parte finale della corsa superando Esteban Gutierrez e portandosi così nella top 3. Alle spalle del messicano si piazza il compagno di squadra di Valsecchi, il sempre più convincente Felipe Nasr, mentre in sesta posizione emerge Rio Haryanto.</p>
<p><strong>La cronaca</strong></p>
<p>Tom Dillmann tiene bene, davanti a Marcus Ericsson, la pole position conquistata grazie all&#8217;inversione delle prime otto posizioni sulla griglia di partenza, mentre Jolyon Palmer (come già accaduto nelle ultime due gare consecutive) resta fermo sulla sua piazzola e deve essere spinto nuovamente ai box.</p>
<p>Alla prima curva si registra già un parapiglia, con tre file di vetture affiancate: a farne le spese sono Giedo van der Garde, che va in testacoda a causa di un contatto con Gutierrez e finisce 23°, e Johnny Cecotto Jr, che si deve addirittura fermare.</p>
<p>Ne approfittano i piloti che intuitivamente riescono ad evitare il groviglio di monoposto: Luiz Razia su tutti, che risale al terzo posto davanti ad Haryanto, Valsecchi, Gutierrez e Nasr. Ancora una volta il nostro Valsecchi, dopo aver guadagnato tre posizioni al via, imposta le prime fasi di gara all&#8217;insegna di una tattica attendista.</p>
<p>Radicalmente opposta, invece, la strategia del suo diretto rivale in campionato Razia, che già alla prima curva del terzo giro ha ragione di Ericsson nella battaglia per la seconda posizione. A fine giro lo svedese sbaglia anche l&#8217;ultima curva e lascia passare Haryanto sul dritto successivo.</p>
<p>Nella stessa tornata Richelmi arriva largo sul rettilineo di ritorno colpendo un cartello di polistirolo che finisce dritto in traiettoria e viene successivamente travolto dallo stesso Ericsson. Il danneggiamento dell&#8217;ala anteriore provocato da questo contatto probabilmente costa caro al pilota della iSport, che viene superato anche da Gutierrez, il quale ha appena passato anche Valsecchi.</p>
<p>Le battaglie fervono anche nella pancia del gruppo, dove Onidi si porta quinto passando Chilton e Berthon, che alla curva 10 viene anche tamponato da Coletti. In testa, invece, Dillmann continua a spingere al massimo e porta oltre i quattro secondi il suo vantaggio su Razia.</p>
<p>Mentre Gutierrez si lancia al recupero su Haryanto e lo passa conquistando il terzo gradino del podio provvisorio, Ericsson viene messo sotto pressione da Valsecchi, che riesce ad avere la meglio alla prima curva del nono giro. Rotti gli indugi, il pilota di Erba si avvicina anche ad Haryanto e conquista la quarta posizione al 12° giro.</p>
<p>Intanto, resta stabile il vantaggio al comando di Razia su Dillmann, mentre Valsecchi piomba rapidamente su Gutierrez. Al 16° giro il distacco tra questi ultimi è di appena mezzo secondo: il messicano resiste bene alla pressione in un paio di occasioni, ma alla fine deve cedere agli attacchi dell&#8217;italiano.</p>
<p>La lotta, inaspettatamente, si riaccende nel finale anche per la vittoria: Razia comincia a guadagnare su Dillmann a quattro giri dalla fine e si porta a ridosso del francese, ma senza riuscire a passarlo. Tra i due il distacco alla fine è di appena un decimo.</p>
<p><strong>Fabrizio Corgnati</strong></p>
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		<title>Sakhir, gara 1: Valsecchi non lascia scampo</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 14:09:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Corgnati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Neanche il poleman Giedo van der Garde può nulla contro la superiorità schiacciante del pilota italiano della DAMS in Bahrein, che conquista la terza vittoria consecutiva in due weekend a Sakhir]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SAKHIR &#8211; Per gli avversari non c&#8217;è scampo: il circuito del Bahrein sembra territorio inespugnabile del nostro Davide Valsecchi. Questo weekend non sarà un altro en-plein come quello di una sola settimana fa, visto che la pole position è andata a Giedo van der Garde, ma per la terza volta consecutiva il successo se l&#8217;è aggiudicato il pilota della DAMS.</p>
<p>La leadership del poleman olandese è durata solo pochi giri: il tempo che l&#8217;italiano rompesse gli indugi e lo superasse al primo tentativo. Di lì in poi, Valsecchi si è involato in testa e il resto del gruppo lo ha potuto solo vedere in lontananza. Van der Garde ha poi dovuto cedere anche il secondo gradino del podio ad un convincente Fabio Leimer, che si rifà parzialmente dell&#8217;ingiusta penalizzazione per mancato rispetto delle bandiere gialle comminatagli nel weekend scorso.</p>
<p>Altre buone notizie per Davide giungono dal suo primo rivale in classifica generale, Luiz Razia, che rimane invischiato nelle appassionanti lotte di centro gruppo e riesce alla fine a chiudere soltanto quarto, davanti a Max Chilton. Belle, invece, le rimonte nel finale di Rio Haryanto e Felipe Nasr, che acciuffano il sesto e il settimo posto a suon di sorpassi da cineteca. Nella top ten trovano posto anche Marcus Ericsson, Tom Dillmann (questi due finiti in crisi di gomme a fine gara) e Johnny Cecotto.</p>
<p>Gara da dimenticare per gli altri due italiani: solo 20° Fabio Onidi, addirittura ritirato Fabrizio Crestani dopo aver subito innumerevoli sorpassi. Ora Valsecchi comanda sempre più autorevolmente la classifica con 97 punti, contro i 69 di Razia.</p>
<p><strong>La cronaca</strong></p>
<p>James Calado resta fermo in pre-griglia e deve partire dalla pit lane. Scatta invece bene Giedo van der Garde, che mantiene la testa davanti a Valsecchi, Leimer ed ad un ottimo Ericsson. Risale efficacemente Nasr, che supera Chilton e poi Gonzalez nei primi giri. In questo gruppetto in un&#8217;interessante battaglia si inserisce anche Haryanto, che riesce a passare il brasiliano della DAMS.</p>
<p>Difficoltà anche per Crestani, che viene superato da Clos in decima posizione e poi commette un piccolo errore facendo passare anche Dillmann. Quest&#8217;ultimo, poco più tardi, attacca e supera anche un Gonzalez in enorme difficoltà, seguito da Berthon e Clos. Ricardo Teixeira si tocca con Brendon Hartley danneggiando l&#8217;alettone e meritandosi anche un drive through, mentre al 7° giro cominciano i primi pit stop nelle retrovie.</p>
<p>Intanto, in testa alla gara Van der Garde mantiene per i primi giri un vantaggio di oltre 1.5 secondi su Valsecchi, che sembra attendere gli sviluppi della situazione. Rotti gli indugi, però, al giro 8 il pilota di Eupilio attacca alla curva 4 (come già aveva mostrato nello scorso weekend) e supera immediatamente l&#8217;olandese, involandosi in testa.</p>
<p>Van der Garde dopo l&#8217;attacco sembra già in crisi di gomme e si vede insidiato anche da Leimer, che lo supera al 10° passaggio, poco prima che il pilota della Caterham imbocchi la corsia dei box per sostituire gli pneumatici. Dani Clos, che aveva danneggiato l&#8217;ala anteriore della sua Barwa, è costretto allo stop alla curva 13 ed è il primo ritirato.</p>
<p>Un giro dopo Van der Garde, anche Valsecchi, Leimer ed Ericsson si fermano per la loro sosta obbligatoria, rientrando in pista nello stesso ordine. Completati i pit stop, infatti, questi stessi tre piloti si ritrovano nelle prime tre posizioni di gara. Nella pancia del gruppo continuano le battaglie: Crestani viene messo sotto pressione da Gutierrez, ma Berthon vede un buco ne approfitta per passare il brasiliano. Anche Nasr supera Calado ed è 14°.</p>
<p>Berthon continua ad attaccare, esagera buttandosi all&#8217;interno di Crestani ma si tocca con la posteriore destra dell&#8217;italiano e finisce in testacoda, perdendo sette posizioni. La battaglia per la decima posizione, però, continua senza di lui, tra Crestani, Gutierrez e Nasr, che in un sol colpo scavalca entrambi i suoi rivali.</p>
<p>Anche Dillmann prosegue la sua gara di attacco, strappando al 21° posto la settima posizione a Cecotto, che perde il ritmo e poco dopo viene passato anche da Haryanto. Crestani deve lasciar strada a Calado e Melker e precipita ulteriormente quando, attaccato da Hartley, finisce largo nelle vie di fuga e si ritrova in fondo al gruppetto, costretto anche a rientrare ai box per la seconda volta, così come Calado.</p>
<p>A 8 giri dalla fine, la prima curva è teatro del sorpasso di Razia ai danni di Ericsson, che è in evidente crisi di gomme e viene superato anche da Chilton, perdendo quasi il controllo. Nasr prosegue la sua cavalcata passando Cecotto e salendo al 9° posto. Haryanto tenta di superare Dillmann, evidentemente più lento, ma blocca le gomme e allarga leggermente la traiettoria, restituendo la posizione al francese.</p>
<p>La battaglia tra i due, tuttavia, prosegue, mentre il pilota della Rapax dimostra enorme grinta nel difendersi dal più rapido indonesiano. Solo a cinque giri dalla bandiera a scacchi, alla prima curva, è costretto finalmente a cedere la settima posizione. Haryanto non si ferma e va a prendere e passare anche Ericsson, a tre giri dal traguardo.</p>
<p>A stretto giro, lo stesso percorso viene compiuto da Nasr, che abbatte come birilli Dillmann ed Ericsson. All&#8217;ultimo giro, Gonzalez e Palmer finiscono a contatto e l&#8217;inglese viene spedito in testacoda nelle vie di fuga, mentre Valsecchi taglia vittorioso il traguardo per la terza volta consecutiva.</p>
<p><strong>Fabrizio Corgnati</strong></p>
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		<title>IL ROMPIBIELLE &#8211; Cambiano temperature e gerarchie</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 12:43:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Carlo Minardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un campionato così combattuto e caratterizzato dalle prestazioni delle gomme come il Mondiale di Formula 1 stagione 2012, basta qualche grado di temperatura a cambiare le forze in campo. L'analisi del nostro opinionista Gian Carlo Minardi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Gian Carlo Minardi</em></p>
<p>Con il Gran Premio di domenica abbiamo avuto l’ennesima conferma di quanto competitiva sia la Formula 1 di quest&#8217;anno. Quattro Gran Premi, altrettanti vincitori e ben otto piloti diversi sul podio. Si tratta anche di un campionato condizionato dalle gomme. Una sola settimana fa Raikkonen perdeva un secondo posto a due giri dalla fine, mentre in Bahrein è andato tutto per il meglio.</p>
<p>Abbiamo assistito a un bel Gran Premio con tanti sorpassi e bisogna fare certamente un plauso ai piloti della Lotus. Kimi è tornato sul podio ed è la dimostrazione che anche partendo dalle retrovie si possa ambire alla top 3, mentre Grosjean ha saputo rimboccarsi le maniche portando a termine una bella prestazione. Ha ripagato la fiducia del suo team e la vittoria in GP2 gli sta dando ragione.</p>
<p>Aprendo una parentesi sulla serie cadetta voglio fare i miei complimenti a Davide Valsecchi che proprio in Bahrein ha messo a segno un&#8217;ottima doppietta nelle due manche. Chi fa bene in questo campionato può ambire certamente alla F1 e se continuerà di questo passo non passerà inosservato tra i team.</p>
<p>Ad una sola settimana dalla Cina sono cambiate le carte in tavola. Con il cambiamento delle temperature tra gara e qualifiche anche le forze in campo si sono spostate. Proprio per questo è fondamentale la gestione dei pneumatici da parte del pilota. Dopo quattro gare abbiamo sei piloti racchiusi in 10 punti e nella classifica costruttori la Red Bull è tornata al vertice mentre la Lotus ha sopravanzato la Ferrari. Stanno cambiando le gerarchie in campo. Dopo il sigillo di sette giorni fa la Mercedes sembra essere tornata quella dei primi due appuntamenti, anche se il quinto posto la lascia in scia nelle posizioni di vertice.</p>
<p>In casa McLaren credo ci sia qualche problema con la posteriore sinistra in quanto già a Shanghai erano stati rallentati dal pit stop. Purtroppo dalle riprese non si è capito se si tratta di un difetto tecnico, oppure un errore del meccanico. Sarà interessante vedere i test collettivi di inizio maggio sulla pista toscana del Mugello, in attesa della prima tappa europea in Spagna, dove tradizionalmente si vedono importanti novità. Ma auguro che la Ferrari abbia trovato l’area in cui intervenire per risolvere i problemi, perché anche nel tempo sul giro sono stati troppo lontani dai primi. </p>
<p><strong>Gian Carlo Minardi</strong></p>
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		<title>TONIO E FULMINI &#8211; Ora Nico crede (troppo) in se stesso</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 10:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonio Liuzzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La seconda puntata della rubrica di Tonio Liuzzi per 422race.com analizza gli ultimi due Gran Premi consecutivi in Cina e Bahrein. La vittoria di Rosberg gli ha fatto bene, ma adesso rischia di esagerare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Tonio Liuzzi</em></p>
<p>Nico Rosberg e la Mercedes GP hanno svolto un lavoro incredibile nel Gran Premio di Cina. Hanno lavorato e sviluppato un ottimo nuovo sistema, il W-Duct, e specialmente a Shanghai questo dispositivo ha funzionato alla perfezione, anche grazie alle caratteristiche del circuito che hanno aiutato ad ottenere questo risultato.</p>
<p>Oltre a Nico, avremmo potuto registrare una prestazione grandiosa anche da parte di Michael Schumacher, se non fosse stato così sfortunato, e sicuramente ottenere una doppietta della Mercedes GP. Nonostante il problema al suo pit stop, infatti, Jenson Button non sarebbe riuscito ad uguagliare il passo della Mercedes di Nico. Ma la cosa migliore, vittoria a parte, che Nico ha tratto da questo GP è stato un extra di fiducia, di cui aveva sicuramente bisogno.</p>
<p>Ma, arrivando in Bahrein, è sembrato che questa fiducia di Rosberg improvvisamente fosse esagerata: in entrambi gli incidenti con Hamilton e Alonso, infatti, è stato corretto, ma troppo aggressivo. In entrambi i casi Hamilton e Alonso avrebbero potuto scegliere di prendere il lato sinistro della pista. Nico ha scelto una direzione (andando a destra) e l&#8217;ha mantenuta, senza compiere altre manovre, come prevede la nuova regola.</p>
<p>Forse è dovuto al fatto che il circuito internazionale del Bahrein ha delle vie di fuga &#8220;sicure&#8221; al posto dell&#8217;erba. Immaginate cosa sarebbe successo, per esempio, se ci fossimo trovati a Monza. Molto probabilmente i piloti che attaccavano avrebbero scelto di prendere il lato sinistro fin da subito. Detto tutto ciò, è chiaro che entrambi gli incidenti non possono essere imputati a colpe di Nico.</p>
<p>Prestazioni notevoli, ovviamente, sono quelle di Raikkonen e Grosjean. Kimi ha disputato una buona gara in Cina fino a quando la prestazione delle sue gomme non è crollata e ha perso molto terreno a fine gara. Ma in Bahrein è stato in grado di lottare per la vittoria, dimostrando chiaramente che è tornato ed è molto determinato. Anche Romain Grosjean ha svolto un lavoro fantastico: è molto aggressivo e sicuramente ha portato con sè molto del suo stile di guida dalla GP2. Prende ancora rischi nei sorpassi, ma svolge un ottimo lavoro.</p>
<p>Infine, dobbiamo fare i complimenti alla Pirelli per il lavoro che hanno svolto. Gli spettatori vogliono uno show come questo. Le gomme non scoppiano, non hanno blistering ed è sempre una sfida sia per i piloti che per gli ingegneri mettere a punto in modo appropriato la vettura per trarre il massimo da loro. Una situazione impegnativa. Ma nonostante tutto, il miglior pilota in pista, che ha tutto sotto controllo, resta Fernando Alonso.</p>
<p><strong>Tonio Liuzzi</strong> (in collaborazione con GoCar.gr)</p>
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		<title>8CILINDRI &#8211; Bahrein, un disastro comunicativo</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 08:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mark Gallagher</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stavolta il nostro rubrichista Mark Gallagher, ex responsabile dei motori Cosworth e PR della Jordan, parla di politica, mettendo in luce alcuni errori comunicativi nella strategia della F1 in Bahrein]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Mark Gallagher</em></p>
<p>Una delle prime lezioni che si imparano lavorando nelle pubbliche relazioni è che il tuo lavoro non sia quello di creare una falsa immagine, ma quello di presentare i fatti nel modo migliore possibile. A volte i fatti sono positivi, a volte negativi, ma per una buona comunicazione bisogna essere onesti, diretti e coerenti.</p>
<p>Uno degli aspetti più deludenti della controversia politica attorno al Gran Premio del Bahrein è stata la scarsezza con cui la F1 ha gestito la sua comunicazione. Questo ha consentito al movimento di protesta e in particolare al Bahrain Centre for Human Rights di generare indignazione globale, con articoli quasi isterici e serissimi dubbi sul giudizio morale della F1.</p>
<p>Nelle ultime due settimane sono stato intervistato diverse volte da “Al Jazeera News”, dalla “BBC” e da “Sky News”. Le domande che mi hanno posto non erano semplici. Invitato ad un popolare show mattutino su “BBC Radio”, mi hanno chiesto di un cittadino del Bahrein, Ali Mushaime, che aveva intrapreso uno sciopero della fame di 10 giorni davanti all’ambasciata statunitense a Londra. La sua protesta era contro la condanna a morte del padre in Bahrein, colpevole di aver preso parte alle dimostrazioni dello scorso anno.</p>
<p>La prima domanda che mi hanno chiesto è stata: come ti senti a correre sul sangue dei cittadini del Bahrein? Non era facile rispondere, ma ho fatto del mio meglio. Fortunatamente ho 30 anni di esperienza nel lavoro con la stampa internazionale in F1 e ho fatto fronte a una serie di crisi e controversie politiche: l’arresto del nostro pilota Bertrand Gachot nel 1991 per aver assaltato un taxista a Londra, la tragica morte del commissario italiano Paolo Ghislimberti a causa di un incidente delle nostre Jordan a Monza nel 2000, l’enorme controversia socio-politica sulla sponsorizzazione del tabacco.</p>
<p>Ciò che mi ha colpito di più riguardo alla controversia sul Bahrein è stata la completa mancanza di una strategia di comunicazione credibile alla stampa coordinata tra FOM, FIA e Circuito del Bahrein, a tal punto che si è creato un vuoto. Tale vuoto è inevitabilmente stato riempito dai messaggi dei movimenti di protesta e dalla speculazione dei media e dei social network. Ma ha anche fatto sì che i media, che non hanno ricevuto una risposta seria dalla F1, hanno interpellato i piloti, i team boss, i meccanici: persone che non avrebbero mai dovuto essere messi in quella posizione.</p>
<p>Dal momento che i reporter non possono entrare in Bahrein, sono rimasti solo i giornalisti sportivi a parlare delle proteste dei villaggi dello Shia. Questo è stato un enorme errore, perché i giornalisti sportivi non sono abituati a vedere insurrezioni e il senso di orrore nei loro articoli è stato perciò molto più grande.</p>
<p>È stato solo quando la maggioranza della stampa di F1 ha iniziato a raccontare che le strade di Manama erano molto calme e la vita appariva piuttosto normale, che la marea ha cominciato a ritirarsi. E in ultima analisi è stata l’apparizione di Bernie Ecclestone nel paddock a fianco del Principe del Bahrein che la stampa ha finalmente avuto delle risposte appropriate e credibili. Improvvisamente non sembrava più una crisi.</p>
<p>Nei prossimi 12 mesi continuerà il dibattito se la F1 debba o meno correre in Bahrein. Qualsiasi sia la decisione, l’unica cosa che la F1 deve fare è prendere seriamente le proprie responsabilità, comunicare con efficacia i propri messaggi e, preferibilmente, basarli sui fatti.</p>
<p><strong>Mark Gallagher</strong> (in collaborazione con GoCar.gr)</p>
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		<title>L’ANALISI DI ALLEN – Il briefing strategico del GP del Bahrein by UBS</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 07:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>James Allen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nostro rubrichista James Allen ci regala il suo consueto briefing delle strategie del Gran Premio del Bahrein, con un'analisi completa del modo in cui Kimi Raikkonen avrebbe potuto vincere la gara]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di James Allen</em></p>
<p>Il Gran Premio del Bahrein è stato un altro esempio eccellente di corse combattute dal risultato incerto, sulla base della strategia di gara, una caratteristica che sta già caratterizzando questo inizio di stagione 2012. Sebastian Vettel e la Red Bull sono diventati la quarta coppia vettura-pilota vincente in altrettante gare, dimostrando non solo quanto siano equilibrati i diversi team, ma anche quanto sia delicata la scelta strategica con le gomme Pirelli.</p>
<p>Il circuito del Sakhir ha sottoposto le gomme alla prova più dura finora, con parecchie curve ad elevata energia, zone violente di frenata e temperature della pista vicine ai 40°C. Il degrado delle gomme è stato molto elevato, specialmente per via del calore. Il degrado è una misura del declino nelle prestazioni sul giro, mentre l’usura definisce il consumo della gomma.</p>
<p>I briefing strategici della domenica mattina ipotizzavano che l’usura non fosse un problema, che sarebbe stato possibile percorrere l’intera distanza di gara con un unico treno di gomme, ma il calo nei tempi sul giro era severo dopo circa 20 giri con la gomma media e 14 con la morbida. Per cui, la vera chiave era quella di essere reattivi.</p>
<p>Era essenziale avere in mente un piano, che fosse da due o tre soste, ma essere preparati a cambiarlo, reagendo rapidamente con un rientro ai box una volta in cui si iniziava a manifestare del degrado che alzasse il tempo sul giro. C’era anche un enorme beneficio nel montare un treno di gomme nuove piuttosto che usate.</p>
<p>Le previsioni pre-gara indicavano che la maggior parte dei piloti avrebbe compiuto tre soste, mentre alcuni avrebbero provato le due. In corsa, tra i piloti giunti nella top ten, solo Paul di Resta è riuscito a compiere due soli pit stop. </p>
<p><strong>Lotus attacca Red Bull</strong><br />
Le sorprese, in questa gara, non sono mancate. La prestazione scarsa delle McLaren in pista e ai box, per esempio. Ma la principale è stata il modo in cui le Lotus di Kimi Raikkonen e Romain Grosjean abbiano attaccato le Red Bull. Entrambi sono riusciti a battere piuttosto facilmente Mark Webber, ma Raikkonen non è riuscito a fare abbastanza per strappare a Vettel la vittoria.</p>
<p>La Lotus ha avuto una buona vettura in ogni gara di questa stagione, ma finora non aveva mai azzeccato la strategia. In Cina, per esempio, hanno cercato di fermare Raikkonen solo due volte, ma hanno sbagliato il tempo delle soste e con gomme usate a fine gara il finlandese si è ritrovato vulnerabile contro i piloti che si erano fermati tre volte, crollando dal 2° al 14° posto.</p>
<p>In Bahrein, invece, non hanno quasi sbagliato nulla. La pianificazione della strategia è iniziata in qualifica, dove il finlandese ha compiuto solo un giro nella Q2, risparmiando così un treno di gomme morbide nuove. Qui la Lotus ha commesso un piccolo errore, che si è rivelato un beneficio, poiché lo hanno mandato in pista troppo presto sottovalutando i miglioramenti della pista a fine sessione. Raikkonen ha fallito l’ingresso nella top ten, mentre il risultato di Ricciardo dimostra che una partenza dal 6° posto sarebbe stato possibile per la Lotus. Ma per farcela avrebbe dovuto utilizzare più gomme.</p>
<p>Tuttavia il lato positivo è stato che, fallendo l’ingresso nella top ten, Raikkonen ha avuto due treni di gomme morbide e due di medie nuovi, così da poter disputare l’intera gara con pneumatici freschi e da poter scegliere liberamente quelli con cui prendere il via. Vettel, al contrario, disputando interamente le qualifiche e conquistando la pole, ha utilizzato tutte le sue gomme, eccezion fatta per un treno di medie nuove.</p>
<p>Quanto ha guadagnato Raikkonen grazie a questo? Ogni treno di gomme nuove montate rispetto ai propri rivali con gomme usate vale circa 8 secondi a stint. Ecco il calcolo degli strateghi: il degrado è di 0.3 secondi al giro, perciò dopo 3 giri di qualifica con un treno di gomme sono circa di sette decimi al giro più lenti di un treno nuovo.</p>
<p>Perciò per Raikkonen, rispetto a Vettel, nei primi tre stint c’erano 24 secondi a sua disposizione, se avesse potuto utilizzare le nuove gomme e non perdere tempo con errori o nel traffico. È questo ad averlo rimesso in gioco e in lotta per la vittoria.</p>
<p>La Lotus ha optato per le gomme morbide alla partenza, perchè ha una temperatura di esercizio più elevata rispetto alle medie e le prove libere avevano dimostrato che la vettura funzionasse bene con molto carburante a bordo, al punto da essere ritenuta la più veloce del venerdì.</p>
<p>Abbiamo visto come la partenza sia cruciale in termini strategici e Raikkonen ne ha compiuta una grandiosa, mostrando il vantaggio delle gomme morbide nuove allo scatto, riuscendo a balzare dall’11° al 7° posto, davanti a Rosberg e Perez. Al terzo giro ha commesso un errore e ha fatto passare Massa e gli ci sono voluti un altro paio di giri per ripassarlo. Durante questo periodo, ha perso tre secondi al leader Vettel. Ma ancor più importante è il fatto che abbia danneggiato l’ala anteriore, perciò ha perso qualcosa a livello aerodinamico per tutto il resto della gara.</p>
<p>Grazie alle gomme nuove ha superato Hamilton, che era in difficoltà, ed è riuscito ad allungare il primo stint fino al giro 11. Così facendo, ha superato Alonso, Webber e Button e si è ritrovato a lottare per la vittoria. Nel secondo stint con gomme morbide nuove è stato il più veloce in pista, finché ha raggiunto il suo compagno di squadra Grosjean ed è stato lì, probabilmente, che ha perso le chance di vittoria.</p>
<p>Vettel non stava scappando davanti a tutti, Grosjean montava gomme medie usate e Raikkonen era bloccato alle sue spalle. Solo al giro 41 ha superato il francese, fermandosi un giro prima, e a quel punto ha messo Vettel nel mirino. Con gomme medie nuove rispetto alle morbide usate del tedesco, lo ha raggiunto rapidamente, ma non è riuscito a superarlo. Potendo usufruire di pista libera invece di restare bloccato dietro a Grosjean per quattro giri, avrebbe potuto superare Vettel all’ultima sosta, ma invece i due si sono fermati ai box allo stesso giro.</p>
<p>E con Vettel che ha conservato il suo unico treno di gomme nuove per l’ultimo stint, Raikkonen non aveva più il vantaggio di gomme e ha dovuto restare alle sue spalle. Il finlandese è apparso deluso dopo la gara: aveva la possibilità di vincere, così come Perez in Malesia. La strategia era adatta per dargli una chance, ma non perfetta. Forse se la Lotus fosse stata un po’ più cinica e avesse chiesto a Grosjean di spostarsi, lo sarebbe stata.</p>
<p><strong>Tour de Force (India) per Di Resta</strong><br />
Dopo un weekend impegnativo fuori pista, la Force India ha portato a casa un grande risultato domenica, con il sesto posto di Paul di Resta. Come ha detto dopo la gara lo scozzese, per un team di centro gruppo questa è stata come una vittoria. Ed è riuscito ad ottenerla pur avendo la vettura più lenta di tutte quelle qualificatesi nei primi 12 posti, con un distacco di otto decimi al giro sul passo rispetto a Red Bull e McLaren e di tre decimi rispetto alla Mercedes.</p>
<p>Anche in questo caso, la pianificazione strategica è cominciata in qualifica: il team aveva preso la decisione di non girare nella Q3 risparmiando invece le gomme per la gara, sapendo che avrebbe tentato di disputare una gara a due soste. Questo gli ha concesso due treni di gomme morbide e uno di gomme usate nuovi per la gara.</p>
<p>La gara ideale con due soste prevedeva i pit stop ai giri 19 e 38, ma pur avendo due treni di gomme morbide nuove alla partenza, non è riuscito ad andar oltre il 14° giro prima che il degrado fosse eccessivo rispetto ai rivali su tre soste, costringendolo così a rientrare ai box. È stato l’ultimo dei piloti nella top ten a farlo.</p>
<p>Siccome tutti i piloti attorno a lui erano impostati sulle tre soste, la Force India sapeva che il pilota sarebbe stato vulnerabile a fine gara con gomme usate rispetto a coloro che ne avevano montate di nuove, ma Di Resta ha compiuto una gara maestosa, tenendo vive le gomme allo stesso tempo in cui teneva elevato il passo.</p>
<p>Con gomme morbide nuove alla partenza, ha perso due posizioni allo scatto e si è ritrovato bloccato dietro Senna. Tuttavia, portando le sue gomme morbide fino al giro 14, è riuscito a superare molti dei piloti sulle tre soste, tra cui Rosberg, con cui si è ritrovato in lotta per la posizione finale.</p>
<p>Il traffico è un problema minore per i piloti sulle due soste rispetto a quelli sulle tre, ma Di Resta ha comunque perso tempo in diverse fasi di gara, particolarmente nel secondo stint in cui si è rivelato più rapido di molti dei piloti su tre soste, pur cercando di compiere uno stint da 19 giri contro i 13 di questi ultimi. Se c’è un momento in cui ha perso l’opportunità di chiudere davanti a Rosberg, è stato probabilmente questo.</p>
<p>Con uno stint finale di 24 giri, è stato vulnerabile a fine gara rispetto a Rosberg, ma è stato aiutato dal ritiro di Button a fine gara e dal fatto che Alonso non aveva velocità sufficiente sul dritto per attaccarlo negli ultimi giri. Utilizzando il KERS, Di Resta si è potuto difendere e mantenere la sua sesta posizione, uguagliando il suo miglior risultato in carriera in F1. </p>
<p><strong>James Allen</strong></p>
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		<title>FEBBRE A 300 – Buoni e cattivi del GP del Bahrein</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 08:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Beccuti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ tornata la Red Bull. Dopo le delusioni delle prime gare, il team campione del mondo è risorto definitivamente a Sakhir, ma la rivelazione è la Lotus, che va sul podio con entrambi i piloti. Stabile la Ferrari in zona punti, pollice verso per la McLaren.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Marina Beccuti</em></p>
<p><strong>BUONI</p>
<p>Vettel:</strong> risorge e mette a tacere chi lo vedeva in difficoltà. Lui e la sua Red Bull tornano imbattibili</p>
<p><strong>Lotus:</strong> una squadra che ha avuto qualche problema all’inizio della stagione, ma aveva fatto intravedere un grande potenziale. Può diventare la prima antagonista della Red Bull.</p>
<p><strong>Raikkonen:</strong> per poco non vinceva, ma va bene così, alla quarta gara sale già sul podio. Combattivo ma intelligente, chiude la bocca a chi aveva criticato il suo ritorno e anche a chi l’ha mollato prima del previsto. Iceman è tornato a farci godere.</p>
<p><strong>Grosjean:</strong> più maturo rispetto alla sua prima comparsa in F1, a parte i due errori delle prime gare, ha sempre dimostrato di essere vicino al suo compagno di squadra e di non avere timore di nessuno. Un potenziale campione.</p>
<p><strong>Di Resta:</strong> il suo sesto posto è una bella fiammata per la Force India, che oltretutto non aveva partecipato alla seconda sessione di prove libere del venerdì per paura dei disordini. Lo scozzese ci sa fare e in un team di superiore qualità può diventare campione.</p>
<p><strong>La stagione 2012:</strong> bello questo inizio dove finora non c’è stato nessun predominio, quattro vincitori diversi di quattro differenti squadre. Tutti ammassati in classifica. Insomma con sei campioni del mondo in pista c’è da divertirsi.</p>
<p><strong>COSI&#8217; COSI&#8217;</p>
<p>Ferrari:</strong> forse meritava di stare tra i buoni per le buone strategie di gara e perché Massa ha conquistato i suoi primi punti. Ma non sono queste le posizioni della Ferrari, anche se ha saputo limitare i danni. Nessun avanzamento per Alonso, in quanto Rosberg non è stato sanzionato, come invece sperava l’asturiano.</p>
<p><strong>Webber:</strong> una buona gara la sua, ma sempre lontano dal compagno di squadra, in qualifica come in gara.</p>
<p><strong>CATTIVI</p>
<p>McLaren:</strong> la macchina c’è, mancano le strategie vincenti e i pit stop sono indecenti per una scuderia che punta a lottare per il titolo. Secondo ritiro in stagione per Button, questa volta per un problema tecnico. Hamilton arriva a punti, ottavo, ma è una McLaren che ha preso meno di quanto c’era da aspettarsi.</p>
<p><strong>FIA &#038; Ecclestone:</strong> bocciati per aver barato. Hanno detto che non c’erano problemi in Bahrein invece le violenze erano all’ordine del giorno. Avrebbero fatto più bella figura ad essere meno falsi e dire: <em>“Signori, la F1 non verrà toccata, ma i disordini ci sono ancora. Noi il Gran Premio lo dobbiamo correre per il business”</em>. Si sa che gli emiri sono anche soci della McLaren, dunque the show must go on. L’unica cosa positiva è che almeno i giornalisti presenti hanno potuto verificare e scrivere cosa succede davvero. Come quando andarono ai Mondiali 1978 in Argentina e scoprirono che spariva la gente…</p>
<p><strong>Fabrizio Corgnati</strong></p>
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		<title>LA GIORNATA &#8211; Domenica a Sakhir</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 21:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Giachè</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sebastian Vettel e la Red Bull tornano sulla vetta del mondo, ma in Bahrain è Lotus-show. Kimi Raikkonen secondo e Romain Grosjean hanno mostrato una velocità sorprendente rischiando il clamoroso successo. Disastro McLaren. Ferrari a punti, ma colpite dal lutto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SAKHIR – Uno dei campionati più combattuti degli ultimi anni. Quattro vincitori diversi, quattro leader mondiali diversi. A dirla tutta, dal Gran Premio dell’India a quello della Cina ci sono stati sempre piloti diversi sul gradino più alto del podio. Ma i cerchi prima o poi si devono chiudere, ed è curioso che ciò avvenga con la fine della mini-stagione extra-europea. Vettel vinse in India e ha vinto oggi in Bahrain.</p>
<p>Una gara perfetta, tanto che ha realizzato il quarto hat trick in carriera. Già alla fine del primo giro aveva fatto capire agli avversari che avrebbe vinto lui, mostrando un passo nettamente superiore rispetto a quello di Lewis Hamilton. E così è stato, anche se ad un certo punto la corsa ha preso una piega certamente inaspettata.</p>
<p>Alzi la mano chi aveva previsto una Lotus così competitiva. Nessuno. Eppure, le monoposto nere ed oro sono state le più veloci e se non fosse stato per la partenza dall’undicesimo posto, Kimi Raikkonen avrebbe vinto il gran premio. Ma che gara, che gara! Nei primi giri il finlandese non sembrava far miracoli, tanto che Felipe Massa riusciva a stargli davanti. Poi però una gestione migliore degli pneumatici gli ha dato una velocità impressionante, catapultandolo in seconda posizione, a dar filo da torcere a Vettel.</p>
<p>Un tentativo d’attacco andato male e Raikkonen ha deciso di essere cauto e portare a casa il secondo posto. Ciò che meraviglia è la delusione per non aver vinto: significa che la macchina c’è e anche la sua motivazione.</p>
<p>Grandissimo anche Romain Grosjean: un inizio di campionato con tanti errori, poi in Cina i primi punti e in Bahrain il primo podio. Un pilota rinato dopo il debutto prematuro nel 2009. In certi momenti sembrava tenere il passo di Vettel e di Raikkonen, e anche se non ha combattuto per la vittoria, nessuno gli toglierà la gioia per il terzo posto.</p>
<p>La rischiosa strategia della Force India (oggi inquadrata in ogni momento dalle telecamere) ha funzionato grazie a Paul di Resta, che ha portato a casa il sesto posto, seppur per pochissimo davanti ad Alonso. Lo scozzese ha corso con intelligenza: non ha perso tempo in duelli che avrebbe ovviamente perso e anche se alla fine Rosberg è riuscito a sorpassarlo, gli otto punti ottenuti lo fanno andare a “più tredici” sul compagno di squadra.</p>
<p>La corsa non è stata una festa per tutti. In primo luogo per la Ferrari. Alonso puntava alla posizione di Di Resta e l’ha mancata per qualche decimo, e deve soprattutto ringraziare il disastro della McLaren. I primi punti di Massa possono essere un sollievo per lui, ma ancora non convincono. Tuttavia, le prestazioni in pista contano molto poco. Oggi, Matteo Vignali, 32 anni, meccanico del reparto cambi, ha perso la vita in seguito a un infarto. Alla sua famiglia e alla Scuderia Ferrari vanno le condoglianze di tutta la redazione.</p>
<p>Tornando a temi più leggeri, la McLaren è stata semplicemente inguardabile. Cominciato il campionato con la macchina migliore, hanno perso punti su punti, soprattutto per errori ai box, finché in Bahrain non hanno avuto neanche il passo per stare con Red Bull e Lotus. Hamilton ci ha messo tutto il coraggio e il talento che possiede, ma ben due rallentamenti al pit lo hanno relegato in ottava posizione. Peggio è andata a Button, che in ordine ha avuto: un pit stop lento, rottura di uno scarico, foratura e rottura del differenziale. I due piloti hanno deciso di non andare al Mugello, ma se fossi in loro ci ripenserei…</p>
<p>La McLaren non è stata l&#8217;unica squadra estremamente deludente oggi: la Mercedes non ha ripetuto le mirabolanti prestazioni della Cina, né Rosberg (che ha scampato ben due penalità), né con Schumacher (che ha dato la colpa dell&#8217;opaca rimonta alle gomme). Ricciardo con la Toro Rosso ha fatto un disastro nei primi giri, mentre la Sauber non si è mai vista. La causa principale di tutte queste anomalie potrebbe provenire dalla pioggia che ha colpito la pista poche ore prima della partenza, e che di conseguenza ha abbassato le temperature della pista. Il degrado delle Pirelli, in effetti, non è stato drammatico come ci si aspettava, così che le strategie e gli assetti sono stati sconvolti e rovinati.</p>
<p>Con il ritorno di Sebastian Vettel e della Red Bull, la Formula 1 si prende una breve pausa, durante la quale le squadre lavoreranno sodo per sovvertire i già molto confusi valori in campo. Impossibile prevedere cosa ci aspetta il gran premio di Spagna. Speriamo che le premesse lanciate dalle prime quattro gare conducano al più bel mondiale degli ultimi anni.</p>
<p><strong>Andrea Giachè</strong></p>
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		<title>Sakhir, gara 2: Valsecchi imbattibile in Bahrein</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 13:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Corgnati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il pilota di Eupilio completa un en plein eccezionale sul circuito di Sakhir aggiudicandosi anche la seconda manche grazie ad un sorpasso proprio all'ultimo giro su Gutierrez. Per lui 70 punti in classifica generale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SAKHIR &#8211; Il Bahrein sorride a Davide Valsecchi: il portacolori della DAMS conquista la seconda vittoria consecutiva sul circuito di Sakhir nella gara-2 della GP2 Series, concludendo in modo perfetto un weekend altrettanto perfetto.</p>
<p>Stavolta, il pilota di Eupilio ha dovuto faticare molto di più di ieri: partito dall&#8217;ottava posizione in griglia, è risalito attraverso il gruppo fino a superare, proprio all&#8217;ultimo giro, Esteban Gutierrez che, fino a quel momento, era in testa alla gara.</p>
<p>Il terzo gradino del podio va invece al suo compagno di squadra James Calado, davanti a Luiz Razia, che sul finale ha superato Max Chilton. Felipe Nasr chiude sesto, al termine di una rimonta altrettanto incredibile di quella del suo compagno di squadra vincitore, dopo essere partito dalla corsia dei box.</p>
<p>Grossa disdetta, invece, per Fabio Leimer, che si era conquistato meritatamente il comando della gara superando a sua volta Gutierrez ma l&#8217;ha dovuto cedere quando gli è stata inflitta una penalità per il mancato rispetto delle bandiere gialle.</p>
<p>Grazie a questo risultato, Valsecchi giunge a quota 70 punti in testa alla classifica piloti, mentre il suo primo inseguitore Razia è fermo a 57. Gutierrez conserva il terzo posto con sei lunghezze di vantaggio sul suo compagno di squadra Calado. E la prossima settimana si replica, sempre in Bahrein: gli avversari di Valsecchi sono avvertiti&#8230;</p>
<p><strong>La cronaca</strong></p>
<p>Abortita la prima partenza per via dello stop di Felipe Nasr, ultimo sulla griglia, a pochi metri dalla sua piazzola. Il giro di formazione viene quindi ripetuto, ma stavolta Tom Dillmann si ferma sulla sua terza piazza. Entrambi i piloti vengono spinti nella corsia dei box e devono dunque partire da lì.</p>
<p>Allo spegnimento dei semafori, James Calado scatta meglio di tutti dal quarto posto e vola subito in testa. Fabio Leimer ed Esteban Gutierrez restano in seconda e terza posizione, ma dopo un solo giro il messicano riesce a passare lo svizzero e a portare provvisoriamente in testa la doppietta della Lotus GP.</p>
<p>I due compagni di squadra cominciano a lottare l&#8217;uno contro l&#8217;altro, ma tra i due litiganti è il terzo a godere: Leimer riesce infatti a restituire il favore a Gutierrez e poi ad avere la meglio anche su Calado al quinto giro. Il britannico comincia ad accusare difficoltà e viene passato anche dal suo compagno di colori.</p>
<p>Il pilota della Racing Engineering, in testa alla gara, va in fuga, ma dalle retrovie risale Davide Valsecchi, che comincia superando Luiz Razia per la quinta posizione. In breve tempo si libera anche di Max Chilton e dello stesso Calado conquistando il podio provvisorio.</p>
<p>Leimer ha 2.3 secondi di vantaggio su Gutierrez quando gli viene inflitto un drive through per avere ignorato le bandiere gialle. Questa penalità restituisce il comando delle operazioni a Gutierrez e il terzo gradino del podio a Calado. Intanto, alle spalle del podio, Razia riesce finalmente a scavalcare Chilton dopo una lunga lotta portandosi quarto.</p>
<p>Ma la cavalcata trionfale di Valsecchi non è ancora finita: il divario dalla testa si riduce da 2.4 a un secondo e poi, proprio all&#8217;ultimo giro, l&#8217;italiano riesce a passare il messicano chiudendo la gara con soli tre decimi di vantaggio su Gutierrez.</p>
<p><strong>Fabrizio Corgnati</strong></p>
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